Difendersi dalle radiazioni nucleari

Posted: 14 novembre 2011 in Mass media

Il 7 ottobre 1963 John Kennedy firmava il Trattato per il bando degli esperimenti nucleari in atmosfera, nello spazio e in acqua dopo che fu dimostrata la grande pericolosità delle radiazioni nucleari, il fall out radiattivo il quale, grazie ai venti e alle correnti marine, poteva ricadere su superfici enormi raggiungendo luoghi molto distanti dai siti sperimentali.
Kennedy firmava il documento un mese e mezzo prima di venire assassinato e neanche a vent’anni da quel 16 luglio 1945 in cui gli USA condussero il primo esperimento nucleare in assoluto ed il primo in atmosfera. Nonostante il bando delle esplosioni atmosferiche alcuni stati proseguirono gli esperimenti di questo tipo e sembra che la Cina ne abbia compiuti fino agli anni 80.

Mappa dei test nucleari atmosferici

Anche se non lo dicono, gran quantità di radionuclidi è stata diffusa e sarà probabilmente rilasciata nell’ambiente dal recente incidente nucleare nella centrale giapponese di Fukushima come fu per Chernobyl. La nube di Cherrnobyl non solo colpì la zona attorno all’impianto ucraino ma ha interessato col tempo tutto il mondo. Tracce di quelle radiazioni sono state rinvenute perfino nei ghiacci polari.

Mappa distribuzione fallout di Cesio 137 dopo Chernobyl
Noto che due sole furono le bombe atomiche impiegate in periodo bellico, a  HiroshimaNagasaki nell’agosto del 1945.
Importante conoscere come ci si può difendere dalla ricaduta radioattiva nel caso avvenissero esplosioni nucleari durante conflitti tra nazioni o incidenti in centrali atomiche per uso civile anche in terre distanti da noi.
Tre sono i fattori incidenti nella problematica nucleare:

I.                La durata dell’esposizione
II.               La distanza dalla fonte radioattiva
III.              La schermatura di un luogo

Per ridurre la dose di radiazioni che assorbiremo possiamo agire sulla quantità su tempo tramite una schermatura nel posto dove normalmente tracosrriamo più ore ossia casa nostra dove dormiamo.

La capacità di un materiale di assorbire radiazioni si misura in spessore di dimezzamento ossia la profondità di tale materiale che è in grado di trattenere emissioni radioattive dimezzandone la quantità al momento della fuoriuscita sul lato opposto.
Notoriamente il piombo è un ottimo isolante da radiazioni: infatti, basta lo spessore di un solo centimetro per ridurre alla metà le radiazioni. Ma il piombo è un metallo costoso e a sua volta potenzialmente tossico.

Che materiali di facile reperibilità possono essere impiegati come schermatura? (*)

  • ACCIAIO spessore dimezzamento 2,5 cm
  • CALCESTRUZZO spessore dimezzamento 6 cm
  • ACQUA spessore dimezzamento 18 cm
  • LEGNAME spessore dimezzamento 30 cm

Ad esempio: una lastra di acciaio di 5 cm in spessore è in grado di ridurre la quantità di raggi γ e x, i più penetranti,  a un quarto (½ x ½ = ¼). Uno strato di calcestruzzo di 30 cm può ridurre molto la contaminazione (½ x 30/6 = 1/32 ≈ 0,03). In altre parole, solo il 3% di radiazione attraversa interamente 30 cm di calcestruzzo.
In generale la capacità schermante incrementa con la densità del materiale.

Cosa potete fare in casa vostra?
Se i muri perimetrali sono fatti di mattoni pieni con spessi oltre 50 cm (70 cm per forati o doppi uno)  inclusi gli intonaci, la protezione latreale è adeguata. La falla viene dal tetto lato della casa che non è costituito da strati spessi come i muri. Dal punto di vista schermografico è come non aveste un tetto da cui è il soffitto che va meglio isolato dalle radiazioni.

Se avete un solaio/sottotetto verificate attentamente quanto peso esso può sopportare senza pericolo strutturale.
Poi tappezzatene il pavimento con lastre d’acciaio o lastroni di calcestruzzo come se steste ripavimentando la stanza. Oppure con diversi strati, secondo il peso sopportabile, di mattoni pieni la cui capacità assorbente è simile al calcestruzzo.
Forse questo è il sitema più semplice per proteggersi dal fallout. Tre strati di mattoni alti 6 cm ognuno sono probabilmente in grado di ridurre a 1/8 la radiazione che li trapassa.

Mattoni vecchi pieni

Necessario difendere maggiormente le zone della casa più frequentate come cucina,  soggiorno, camere da letto preferendo dimorare nelle stanze più interne. Dove possibile, sarà utile anche una schermatura lateralmente alle pareti ridimensionando le aperture verso l’esterno come porte e finestre.
Se abitate ai piani bassi di un palazzo il problema non si pone poiché  sopra le vostre teste c’è facilmente abbastanza calcestruzzo da ridurre sensibilmente il fall out radioattivo.

Come per Chernobyl non potremo evitare di mangiare, bere, inalare le radiazioni di Fukushima. Le conseguenze del disastro dell’aprile 86 sono state minimizzate e taciute ma l’incremento di tumori (alla tiroide sopratutto) e di malattie/malformazioni genetiche per l’effetto delle radiazioni sono stati spettacolari. E su tutto il globo. La nube di Chernobyl nel corso degli anni ha fatto 5 o 6 volte il giro del mondo. Così avverrà per la radioattività di Fukushima e di eventuali esplosioni atomiche di superficie.
Rammentate che i mass media vi mentiranno sempre e comunque sui pericoli atomici.

(*) http://www.nuclead.com/radiationshielding.html

NOTA SUL  COPYRIGHT
Tutta la produzione di Albino Galuppini è coperta dal diritto d’autore. Gli articoli in questo blog possono essere interamente o parzialmente riportati su altro  sito o stampati
con l’assenso dell’autore e citando la fonte web. Anche per l’uso delle registrazioni audio è necessario il consenso preventivo.

Commenti
  1. sophinor scrive:

    “Tutta la produzione di Albino Galuppini è coperta dal diritto d’autore. Gli articoli in questo blog possono essere interamente o parzialmente riportati su altro  sito o stampati con l’assenso dell’autore e citando la fonte web. Anche per l’uso delle registrazioni audio è necessario il consenso preventivo.”

    Galuppini, vai tranquillo che nessuno ti disturberà.

  2. 14 novembre 2011 – 17:48

    UNA NUBE RADIOATTIVA SI AGGIRA SULL’EUROPA, L’E'NTITA’ E’ APPENA MISURABILE, IGNOTA LA FONTE

    da qualche giorno alcuni dei rilevatori più sensibili della rete di controllo rilevano un aumento appena accennato di radioattività dovuto a iodio 131.

    dovrebbe venire da una fonte non individuata in europa sud-orientale, il che fa pensare alla zona tra romania, bulgaria e ucraina ma, visto che ogni radionuclide ha una “targa” involontaria che ne identifica la provenienza, si pensa anche che possa essere accaduto un guaio in qualche stabilimento di radiofarmaci in boemia o moravia (europa centrale, repubblica ceca).

    tuttavia le quantità così basse, e appena rilevabili, non consentono un’analisi che determini con chiarezza la provenienza della radioattività.

    secondo l’agenzia internazionale per l’energia atomica “non ci sono rischi per la salute” (è un aumento rilevato solamente da pochi strumenti fra i più sensibili) e di certo il radioisotopo non arriva dalla centrale nucleare giapponese di fukushima, danneggiata dal maremoto di marzo.

    il ministero tedesco dell’ambiente esclude che la fonte dello iodio 131 sia una centrale nucleare, pur confermando che quantità sono state rilevate nell’aria.

    la commissione europea dice che i livelli misurati sono “talmente bassi che non pongono rischi per la salute e sotto la soglia che obbliga a commissione a notificarli agli stati membri”.

    http://jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com/correnti/2011/11/una-nube-radioattiva-si-aggira-sulleuropa-lentit%C3%A0-%C3%A8-appena-misurabile-ignota-la-fonte.html

  3. mb scrive:

    Raggi x tra i prodotti della radioattività??
    Andiamo bene…

  4. Verderame scrive:

    raggi X prodotti dalla radioattività LOOOOOL

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