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11 marzo 2011

Terremoto in Italia nel 2011?

Non può che fare riflettere il grande terremoto, con tsunami,  che ha sconquassato il Giappone l’11 marzo 2011. Le cronache riportano essere stato il più violento della storia nipponica, tale da spostare l’asse terrestre.  Solo il 22 febbraio un sisma d’intensità insolita nella zona aveva creato immensa devastazione nella città neozelandese di Christ Church.

Tra i maggiori fenomeni tellurici registrati della storia alcuni sono avvenuti in anni recenti. Per esempio il terremoto che ha colpito l’Indonesia e Sumatra il 26 (ma da noi era il 25) dicembre 2004. In seguito ci fu un altro disastroso sisma nella zona il 12 (in occidente l’11) settembre 2007 che seguì ad un altro disastroso nel marzo 2005.

Che significato dare a questi eventi?
Esiste un mal di pancia del pianeta Terra? La crosta terrestre scricchiola più del dovuto.
Quali forze endogene o esogene possono essere causa di tutto ciò?

Si può ipotizzare l’avvicinamento di un misterioso oggetto celeste di cui non si ha per ora traccia nel cielo visibile. Il Pianeta X o Nibiru profetizzato da alcuni. O che altro?

Naturale pensare che nel caso esista una escalation dei fenomeni sismici in vista del 2012 questo riguarderà anche l’Italia il cui territorio si trova compresso tra la placca africana e la placca euroasiatica, secondo la teoria della tettonica a zolle.

Logico pensare che in caso avvenga un forte terremoto in Italia nel 2011 questo debba interessare le zone più sismiche cioè la zona compresa tra la Campania e la Sicilia orientale, interessate da intenso vulcanismo e in generale in zone montuose. Meno le pianure in quanto, essendo normalmente costituite da materiale sedimentario, sono in qualche modo protette dagli effetti più violenti dei terremoti, in quanto i sedimenti fluviali tendono ad assorbire elasticamente le onde sismiche più della dura roccia costituente le montagne.

Tuttavia, si tratta d’illazioni poiché, se ci trovassimo di fronte ad un accadimento totalmente nuovo, nessuna previsione sarebbe valida. A meno di non pensare a un terremoto figurato, di ordine politico o economico.