Archive for aprile, 2011

29 aprile 2011

eBook | Il Mistero della Luna

Acquistabile online la versione eBook de Il Mistero della Luna di Sotiris Sofias al prezzo di euro 6,90. La versione digitale, pubblicata da Macro Edizioni, deriva dall’edizione cartacea e si presenta con una veste grafica accattivante e un costo contenuto.
Ecco gli indirizzi web:

http://ultimabooks.simplicissimus.it/il-mistero-della-luna

screenshot del link di sopra

http://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-il-mistero-della-luna.php?idsearch=2532915

 screenshot da Macrolibrarsi

La versione cartacea viene venduta da questo blog in formato 6,7”x 9,4”  (17 cm x 24 cm) con dedica autografata personalizzata da parte dell’autore.
Ecco l’indirizzo web:

https://pianetax.wordpress.com/edizione-italiana-il-mistero-della-luna/

Il Mistero della Luna alla prima lettura vi sembrerà un libro di fantascienza con venature ‘noir’ per le teorie arrischiate che espone. Ma state ben certi che a una rilettura e una verifica comparata con altri testi vi accorgerete della strabiliante veridicità di questo volume. Dopodiché la vostra concezione di astrofisica non sarà più la stessa.

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20 aprile 2011

Raffaele Bendandi

Si possono prevedere i terremoti?
Un faentino di nome Raffaele Bendandi, scienziato autodidatta che nacque nel 1893 e morì nel 1979, elaborò un metodo di predizione. Egli acquistò notorietà perché attraverso studi e macchine da lui progettate precognizzava i fenomeni sismici.

Secondo lui i terremoti, alla stregua delle maree, sono provocati da congiunzioni astrali e in tale modo prevedibili. La configurazione dei pianeti e della Luna nel cielo possono influenzare la genesi dei sismi. La sua convinzione era corroborata nello studio del passato “Perchè sono sicuro del mio fatto?” diceva “perchè sono riandato negli anni remoti fino all’era volgare e ho trovato più di 20mila fenomeni, la garanzia che il metodo è buono lei l’ha guardando nel passato“.

Raffaele Bendandi

Raffaele Bendandi

Come detto, Bendandi acquisì notorietà perché azzeccò l’accadere di alcuni terremoti come quello della Marsica del 13 gennaio 1915.
Clamoroso il caso nel quale, il 23 novembre 1923, egli si recò al notaio Savini di Faenza di fronte al quale scrisse una previsione per un sisma che avrebbe dovuto avvenire all’inizio dell’anno successivo, esattamente il 2 gennaio 1924 nelle Marche. Il terremoto ebbe luogo veramente ma il 4 gennaio, con due giorni di ritardo.
Predisse anche il sisma del Friuli del 6 maggio 1976 ma i suoi avvertimenti rimasero inascoltati.

Di recente Raffaele  Bendandi è tornato alla ribalta delle cronache a causa di due previsioni riguardanti la città di Roma di cui una imminente. Secondo questa interpretazione l’11 maggio 2011 l’Urbe sarà colpita da una forte scossa di terremoto e un altro sisma devastante la colpirà, assieme a molte parti del mondo, tra il  5 ed il 6 aprile del 2012. Nel periodo aprile maggio 2011 cinque pianeti  (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) saranno allineati anche se non in modo perfettamente geometrico.
Tuttavia, studiosi di Bendandi negano che egli abbia mai fatto questa profezia specifica.

Che cosa pensare?
Certamente l’ipotesi di Bendandi che gli astri influenzino anche la crosta terrestre, oltre ai corpi idrici, è del tutto plausibile. Così come che le congiunzioni e disgiunzioni astrali possano sommarsi o sottrarsi nelle energie in gioco di carattere gravitazionale. Nel 2012 sembra certo che vi sarà un grande allineamento cosmico epocale.

In che cosa consisterà?
La nostra galassia, la Via Lattea, ha forma di un disco a spirale piuttosto appiattito che ruota su se stesso spinto da un gigantesco buco nero posto al suo esatto centro.

Ora, immaginando la Terra con tutto il sistema solare muoversi verso il sopra e il sotto di questo piatto e,  per continuità,  trovarsi a un bel punto esattamente nel mezzo dello spessore, equidistante tra il sopra e il sotto, ossia sul piano galattico.
La conseguenza ipotizzata di tale concentrazione di energia gravitazionale in quel punto provocherebbe inversioni dei poli magnetici e loro migrazione geografica così come grandi cataclismi anche registrati in antichissimi testi inclusa la Bibbia.

Certo che  II – V – II è una combinazione dal significato cabalistico esoterico molto terrestre che ha poco a che vedere con gli allineamenti astrali.
Staremo a vedere che succede. La teoria di Raffaele Bendandi nel libro: LA LUNA DI CARTA.

16 aprile 2011

UFO Magazine

UFO Magazine è una rivista mensile, organo d’informazione ufficiale del C. U. N. , Centro Ufologico Nazionale, diretta da Roberto Pinotti forse il massimo esperto italiano di UFO e avvistamenti inspiegabili.

Il numero ora in edicola, aprile 2011, ospita un articolo da me scritto a proposito delle trasparenti incongruenze e sulle contraddizioni in termini dello sbarco sulla Luna che la NASA, ente spaziale americano, asserisce di avere compiuto tra il 1969 ed il 1972.
L’articolo s’intitola: Luna e NASA: reductio ad absurdum  e si trova a pag. 38, 39 e 40 del periodico.

Qui sotto è riprodotta la copertina del numero di aprile.Copertina di UFO Magazine numero 17

Inoltre a pagina 80 della medesima edizione c’è una recensione del libro di Sotiris Sofias Il Mistero della Luna.
Per chi fosse interessato a leggerlo Ufo Magazine n. 17 si trova in edicola (€ 5,70) o può anche essere acquistato in versione eBook (€3,00) al seguente indirizzo:

http://www.ezpress.it/riviste.html?page=shop.product_details&product_id=102&flypage=flypage.tpl

Buona lettura.

12 aprile 2011

Fu Gagarin il primo uomo nello spazio?

Oggi ricorre il cinquantenario del primo uomo nello spazio, il russo allora sovietico Juri Gagarin.
Ma fu davvero Gagarin il primo essere umano a viaggiare nel cosmo?

Dopo la caduta del muro di Berlino e dissolvimento dell’URSS, la Pravda ci fornì delle rivelazioni sconcertanti.
Tre piloti morirono prima di Gagarin nel tentativo di conquistare lo spazio. Egli fu solamente  il primo a sopravvivere al viaggio fuori dall’atmosfera.

Juri Gagarin

Mikhail Rudenko, un ingegnere spaziale che lavorò a Khimki nella regione di Mosca, ha dichiarato che tre capsule con i piloti Ledovskikh, Shaborin e Mitkov furono lanciate dal cosmodromo di Kapustin Yar, nella regione di Astrakhan, nel 1957, 1958 e 1959. A causa del fallimento di quelle missioni i nomi dei cosmonauti non vennero mai ufficialmente rivelati e i lanci tenuti segreti.

Non è dato sapere quanto ciò sia vero. Rimane che i fratelli Achille e Giovanni Judica Cordiglia, due radioamatori torinesi appassionati di comunicazioni terra-spazio, affermarono di avere intercettato trasmissioni da parte dei russi sia precedenti che successive al volo di Gagarin.

In ogni caso, questo fa il paio con le rivelazioni di un certo Mochilin che fuggì dall’Unione Sovietica verso l’Occidente alla fine degli anni 60. Mochilin sostenne, come documentato nel libro Il Mistero della Luna , che addirittura i sovietici tentarono nel 1968 una missione verso la Luna con una navetta classe Zond in cui perse la vita lo stesso Gagarin e Valentina Tereshkova, prima donna nello spazio, si salvò per miracolo. Anche in questo caso la missione fu tenuta nascosta perché terminò con una sciagura.

9 aprile 2011

John Kennedy alla Rice University

Il presidente John F. Kennedy visitò il campus dell’Università Rice a Houston in Texas il 12 settembre 1962 dove tenne un discorso sul National Space Effort (Iniziativa Spaziale Nazionale). In quell’occasione lanciò la corsa alla Luna citando i progressi scientifici come evidenza che l’esplorazione spaziale era inevitabile argomentando che gli Stati Uniti avrebbero dovuto primeggiare nella gara verso il cosmo allo scopo di mantenere l’egemonia mondiale. Con la sua oratoria carismatica, quel giorno il presidente americano, assassinato dopo poco più di un anno, dettò le linee guida del programma spaziale americano incentrato sulla conquista della Luna.

https://i1.wp.com/i.dailymail.co.uk/i/pix/2012/09/13/article-2202552-14FE2B16000005DC-988_468x347.jpg

Ecco la parte pregnante del discorso:

There is no strife, no prejudice, no national conflict in outer space as yet. Its hazards are hostile to us all. Its conquest deserves the best of all mankind, and its opportunity for peaceful cooperation may never come again. But why, some say, the moon? Why choose this as our goal? And they may well ask why climb the highest mountain. Why, 35 years ago, fly the Atlantic? Why does Rice play Texas? We choose to go to the moon. We choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win, and the others, too. It is for these reasons that I regard the decision last year to shift our efforts in space from low to high gear as among the most important decisions that will be made during my incumbency in the Office of the Presidency.

[la traduzione è mia]

Non vi è alcun contrasto, nessun preconcetto, nessun conflitto nazionale nello spazio, per ora. I suoi rischi lo rendono a tutti ostile. La sua conquista merita il meglio di tutta l’umanità, le cui opportunità di cooperazione pacifica potrebbero non ripresentarsi. Ma perché, qualcuno dirà, la Luna? Perché preferire questo come nostro obiettivo? E costoro potrebbero allora chiedersi a buon diritto perché scalare le montagne più alte? Perché, 35 anni fa, trasvolare l’Atlantico? Perché la Rice gioca con la Texas? Noi scegliamo di andare sulla Luna. Noi scegliamo di andare sulla Luna entro questo decennio, e poi altre cose, non perché siano facili ma perché sono difficili, perché quell’obiettivo ci servirà come organizzazione e misura delle nostre migliori energie e capacità, poiché quella è una sfida che siamo disposti ad accettare, non siamo disposti a rimandare, che intendiamo vincere. Così come le altre. È per queste ragioni che io tengo in considerazione la decisione dello scorso anno di rendere prioritaria la conquista dello spazio, tra le decisioni più importanti della mia permanenza in carica come presidente.

Fu per mantenere la promessa di John Kennedy, di arrivare sulla Luna prima della fine del decennio (gli anni 60), che la NASA decise di simulare gli sbarchi. Kennedy era un politico, non possedeva una formazione culturale scientifica, al tempo non poteva rendersi conto delle immense difficoltà che un’impresa simile avrebbe comportato.

La fine di Kennedy rappresentò probabilmente anche la fine del sogno americano, l’illusione di un homo novus il quale veramente rappresentasse le istanze democratiche di quella grande nazione.