Spazio 1999

Ero davvero piccino quando fu trasmesso il telefilm di Spazio 1999, la serie di fantascienza italo – inglese che allora impressionò enormemente per l’avanzata tecnologia delle scenografie e degli effetti speciali.
A me quella saga televisiva lasciò un segno indelebile, a cominciare dal poderoso brano musicale, della sigla iniziale, davvero impetuoso composto da Barry Gray. Eccola in versione  stereo tratta dall’edizione francese chiamata Cosmos 1999 forse una primizia stereofonica perfino per diversi appassionati della serie:

A proposito, io non m’intendo di musica, se qualche esperto potesse gentilmente dare una definizione musicalmente appropriata di questo “score”, gl’e ne sarei grato.
Io sono tuttora un entusiasta dell’attendibilità tecnica degli scenari e delle tecnologie presentate che nulla avevano a che fare con gli improbabilissimi teletrasporto (una banale dissolvenza) e salti nell’iperspazio a velocità wharp dell’americana serie di Star Trek.
Invece la notevolissima credibilità scientifica e tecnica di Spazio 1999 a causa dei acclamati effetti speciali del team guidato da Brian Johnson ne incrementa terribilmente il pathos e il coinvolgimento dello spettatore, eccitavano la mia fantasia fanciullesca.
Ogni bambino, credo, che vide quel telefilm trasmesso dalla Rete 2 della Rai avrebbe desiderato pilotare indossando la tuta spaziale, con le cinture ben allacciate, una delle Aquila, le astronavi in dotazione alla Base Lunare Alfa. Magari un’aquila da recupero priva del corpo centrale e al posto suo un argano. Ricordo alcuni difficili partenze delle aquila in condizioni avverse come nell’episodio in cui un’astronave deve decollare nonostante sia stata semisepolta dalla neve sul Pianeta di ghiaccio (episodio bellissimo). O nel caso in cui un’aquila per motivi di sicurezza va in ricognizione telecomandata dalla base in modo assolutamente realistico in cui la cloche si muoveva seguendo il controllo a distanza.
Realistiche le passerelle telescopiche di accesso alle astronavi sulla rampa di lancio e i ‘piedi’ delle aquila con ammortizzatori.
Interessantissimi i tubi magnetici che collegavano le varie sezioni della base lunare. Anche i monitorini dell’interfono in bianco e nero avevano senso al tempo. Considerando che un televisore con tubo catodico a colori era (agli inizi degli anni 70) ancora poco affidabile: in effetti, in un avamposto spaziale in cui l’efficienza e la durata erano essenziali i tubi monocromatici erano più raccomandabili  di un monitor a colori. Anche gli ambienti, i camminamenti e corridoi suonavano molto più autentici della scenografia di Star Trek in cui la gente passa la maggior parte del tempo in ascensore! E nella serie ideata da Gene Rodenberry non vi è traccia di tute spaziali! Evidentemente i costumisti di Hollywood erano troppo impegnati nell’imbastire quelle per la missione Apollo!
Più comodo indurre fantascentificamente i telespettatori a credere che in tutto l’universo c’è aria pura e respirabile con in montagna!
Le attrezzature mediche del reparto medico della dottoressa Helen Russel prefigurarono la medicina computerizzata di oggi.  La base lunare Alpha era alimentata da un reattore nucleare  mentre, della distribuzione energetica nell’astronave Enterprise invece non abbimo mai saputo nulla. Le cui scenografie sono spartane, più teatrali che da produzione televisiva.
In fondo Star Trek (prima serie 1965) sembra fantascienza stile anni 50 mentre Spazio 19999 (girato nel 1973) sembra roba anni 80 a dispetto del fatto che le due serie siano separate da soli 8 anni quanto a produzione.
Eh sì, son ricordi, a mio avviso Spazio 1999  è di gran lunga  la più bella produzione di telefilm fantascienza di tutti i tempi e, con un pizzico di malinconia,  constato che non solo a tutt’oggi, 2011, non esiste una base lunare Alpha ma che perfino i miseri allunaggi dal 1969 al 72 furono anche essi una finzione cinematografica.

ELENCO DEI MIGLIORI EPISODI DELLA PRIMA SERIE

14 commenti to “Spazio 1999”

  1. Tralascio l’insipienza con cui hai gettato fango sulla seria fantascientifica più amata della storia della televisione. Se non l’hai amata TU, è un tuo problema; decine di milioni di persone la pensano diveramente.
    Ma ti volevo fare una domanda:
    se ti chiedessero:
    qual’è secondo te IL motivo più evidente che ti porta a pensare che l’allunaggio del 1969 sia stata una messinscena, cosa risponderesti?

  2. Allora se il gusto della vita per lei è venire a commentare i miei post prima ancora cheli abbia scritti le dirò che lei si accontenta di poco!
    Star Trek è una serie amata perchè è americana e tutti quelli come lei, probabilmente con un cervellino americanizzato, il cui lavaggio impedisce di vedere le cose con giudizio. Per la serie i buoni sono sempre gli amricani, le guerre sono giuste anche se vili purchè sia il ‘presidente’ ad autorizzarle eccetera. I film sono belli solo che il protagonista è americano, girati in inglese (americano) in cui gli americani vincono da soli.
    Per sapere quali sono le prove che gli americani non sono mai andati sulla luna si sfrucugli il mio blog, non devo aggiungere altro.

    • Quindi Star Trek è una serie amata perchè è americana.
      Un po’ debole come argomentazione.

      Probabilmente ignora che quindi l’equipaggio di Star Trek, fin dalla serie classica, è composto da persone provenienti dal mondo intero e da altre civiltà. Nella seria classica ad esempio c’è l’africana, c’è il russo, c’è l’asiatico, c’è il vulcaniano, c’è lo scozzese e c’è “l’americano”. Ma è inutile continuare immagino.
      Ho già “sfrucugliato” il suo blog e non ho trovato alcuna prova.

      Comunque mi piacerebbe sapere da lei quale considera la prova “madre” che indica che l’allunaggio del 1969 è stata una messinscena.
      Qual’è la “smoking gun” secondo lei?

      • Non o detto che Star trek è una brutta serie, ho detto che con la mia visione tecnico scentifica europea io preferisco nrttamrente Spazio 1999. Gli attori di Star Trek erano tutti americani e per vendere Spazio 1999 in America la produzione dovesse ingaggiare due americani come protagonisti della serie (Martin Landau e Barbara Bain). Ricordo che questo era scritto chiaramente su Wikipedia non mi ricordo se inglese o italiana.
        Quindi giudichi lei quali sono le serie ‘amate’ oppure no.

  3. Senza contare inoltre che tra la nascita di Spazio 1999 e la nascita di Star Trek, sono passati quasi 10 anni.
    Senza contare inoltre che hanno affrontato la fantascienza in modo totalmente differente.
    Senza contare inoltre che Spazio 1999 è ambientato nell’anno 1999, mentre Star Trek è ambientato a partire dall’anno 2266, quindi è plausibile non trovare le stesse tecnologie nelle due serie.

    • Tra Star Trek e Spazio ci sono 8 anni dio differenza secondo le mie fonti. Certamente la serie americana è più teatrale, basata sulla sceneggiatura e le capacità espressive degli attor più che sugli effetti specialii.
      Chiaramente lo spettatore giovane che si immedesima nei personaggi della fiscion è più attratto dalla giuda di un aquila che dallo essere scomposto ericomposto chissa dove con il teletrasposto. Spazio 1999 da una senzazione di realismo = realizzabile molto più intensa di Star Trek. Allo stesso modo per cui personalmente certi cartono giapponesi tecnologicamente realistici (Gundam, Conan) oltre che filosofici mi hanno lasciato un segno molto di più pregnante dei Flintones o orso Yogi o Scooby Doo.

  4. Quindi sono due serie che sono indirizzate verso due pubblici molto differenti.
    E siamo d’accordo.
    Ma questo esula dal discorso.
    Quale è secondo lei la smoking gun che fa pensare che l’allunaggio del 69 sia stata una messinscena?

  5. A pensarci gli americani di fantascenza ne hanno fatta ben poca. Guerre stellari è un fantasy più che altro. 2001 Odissea è uno dei pochi esempi di fantascenza americana. Capricorn One è la trasposizione cinematografica del libro di Bill Kaysing con la differenza che invece di simulare un viaggio sulla Luna ne falsificano uno su Marte. Moon è un bel film di fantascenza ma è inglese.

  6. Albino, trascuri un pò (tanti) dettagli dai tuoi commenti.

    Prima di tutto, Star Trek è del 1966. Nel 1966 non eravamo ancora andati sulla Luna (ma è successo tre anni dopo) e il massimo che ci arrivava dai corpi celesti oltre la terra erano le immagini delle sonde. Non solo, Star Trek è stata praticamente la prima serie di fantascienza dedicata esplicitamente al viaggio nello spazio. E oltretutto è ambientata in un lontano futuro non meglio specificato in cui c’è una tecnologia tale per ottenere la “velocità di curvatura” e il teletrasporto. Per quel che ne sappiamo le tute spaziali potrebbero non servire perchè le uniformi integrano un campo di forza. Fonte di ispirazione… i fumetti coi supereroi, Flash Gordon e al massimo Buck Rogers. Nebbia su quello di cui sto parlando?

    Secondo, Spazio 1999 è la seconda serie di Gerry Anderson (cerca un pò “UFO telefilm” e fatti del bene) che non era nuovo alla fantascienza “contemporanea” o quasi.. La tecnologia di Spazio 1999, televisorini tascabili a parte non è così avanzata come in Star Trek. Soprattutto trascuri il fatto che Spazio 1999, come un pò tutta la fantascienza di quel periodo, è pesantemente ispirato a “2001: odissea nello spazio”. Ci sono un paio di puntate (tipo quella in cui la Luna cade nel “buco nero”) che sono evidentemente ispirate alla sequenza del viaggio nel monolito di Dave alla fine del capolavoro di Kubrick. Senza dimenticare quell’intero episodio in cui tutte le scene nello spazio erano accompagnate dall’Adagio di Albinoni.

    Quanto agli effetti speciali, non erano esattamente lo stato dell’arte, anche se Anderson aveva una grandissima esperienza a girare coi modellini… Thundercats dice niente? Poi beh, se definisci la serie “realistica” sulla base del fatto che ci sono le tute spaziali…. Ma hai pensato all’assurdità del presupposto? La Luna che esce dall’orbita per una esplosione nucleare! Funziona come espediente narrativo, ma dal punto di vista della meccanica spaziale è una totale assurdità, un pò come la “velocità curvatura” o la “propulsione FTL” della nuova serie di Battlestar Galactica.

    Poi c’è anche da dire che la produzione di Spazio 1999 aveva MOLTI più soldi di quella di Star Trek, almeno all’inizio. Una produzione che scrittura gente come Martin Landau e Barry Morse, non esattamente dei signori nessuno com’erano Shatner e Nimoy all’epoca ha un SACCO di soldi.

    Ma sto aspettando anche io la “prova regina” che dimostra che lo sbarco del 1969 è una messinscena.

    Nemmeno in Transformers 3 sono riusciti a simulare il comportamento della polvere in assenza d’aria e a bassa gravità.

  7. Albino, trascuri un pò (tanti) dettagli dai tuoi commenti.

    Prima di tutto, Star Trek è del 1966. Nel 1966 non eravamo ancora andati sulla Luna (ma è successo tre anni dopo) e il massimo che ci arrivava dai corpi celesti oltre la terra erano le immagini delle sonde. Non solo, Star Trek è stata praticamente la prima serie di fantascienza dedicata esplicitamente al viaggio nello spazio. E oltretutto è ambientata in un lontano futuro non meglio specificato in cui c’è una tecnologia tale per ottenere la “velocità di curvatura” e il teletrasporto. Per quel che ne sappiamo le tute spaziali potrebbero non servire perchè le uniformi integrano un campo di forza. Fonte di ispirazione… i fumetti coi supereroi, Flash Gordon e al massimo Buck Rogers. Nebbia su quello di cui sto parlando?

    Secondo, Spazio 1999 è la seconda serie di Gerry Anderson (cerca un pò “UFO telefilm” e fatti del bene) che non era nuovo alla fantascienza “contemporanea” o quasi.. La tecnologia di Spazio 1999, televisorini tascabili a parte non è così avanzata come in Star Trek. Soprattutto trascuri il fatto che Spazio 1999, come un pò tutta la fantascienza di quel periodo, è pesantemente ispirato a “2001: odissea nello spazio”. Ci sono un paio di puntate (tipo quella in cui la Luna cade nel “buco nero”) che sono evidentemente ispirate alla sequenza del viaggio nel monolito di Dave alla fine del capolavoro di Kubrick. Senza dimenticare quell’intero episodio in cui tutte le scene nello spazio erano accompagnate dall’Adagio di Albinoni.

    Quanto agli effetti speciali, non erano esattamente lo stato dell’arte, anche se Anderson aveva una grandissima esperienza a girare coi modellini… Thundercats dice niente? Poi beh, se definisci la serie “realistica” sulla base del fatto che ci sono le tute spaziali…. Ma hai pensato all’assurdità del presupposto? La Luna che esce dall’orbita per una esplosione nucleare! Funziona come espediente narrativo, ma dal punto di vista della meccanica spaziale è una totale assurdità, un pò come la “velocità curvatura” o la “propulsione FTL” della nuova serie di Battlestar Galactica.

    Poi c’è anche da dire che la produzione di Spazio 1999 aveva MOLTI più soldi di quella di Star Trek, almeno all’inizio. Una produzione che scrittura gente come Martin Landau e Barry Morse, non esattamente dei signori nessuno com’erano Shatner e Nimoy all’epoca ha un SACCO di soldi.

    Ma sto aspettando anche io la “prova regina” che dimostra che lo sbarco del 1969 è una messinscena.

    Nemmeno in Transformers 3 sono riusciti a simulare il comportamento della polvere in assenza d’aria e a bassa gravità.

    Dimenticavo (leggo ora)… 2001 odissea nello spazio non è una produzione statunitense. E’ inglese. Kubrick se ne andò dagli USA dopo la censura di Lolita e non vi fece più ritorno.

    Scusa? Poca fantascienza in USA? D’accordo che in quanto complottista ti riesce spontaneo negare l’evidenza ma….

    http://en.wikipedia.org/wiki/Category:American_science_fiction_television_series

  8. Albino, trascuri un pò (tanti) dettagli dai tuoi commenti.

    Non sono il Padreterno enon mi permetto di esserlo.

    Prima di tutto, Star Trek è del 1966. Nel 1966 non eravamo ancora andati sulla Luna (ma è successo tre anni dopo) e il massimo che ci arrivava dai corpi celesti oltre la terra erano le immagini delle sonde.

    66 fu l’anno di trasmissione come fu la stagione televisiva 75-76 la prima di Spazio 1999

    Non solo, Star Trek è stata praticamente la prima serie di fantascienza dedicata esplicitamente al viaggio nello spazio. E oltretutto è ambientata in un lontano futuro non meglio specificato in cui c’è una tecnologia tale per ottenere la “velocità di curvatura” e il teletrasporto. Per quel che ne sappiamo le tute spaziali potrebbero non servire perchè le uniformi integrano un campo di forza. Fonte di ispirazione… i fumetti coi supereroi, Flash Gordon e al massimo Buck Rogers. Nebbia su quello di cui sto parlando?

    OK ma come ho scritto, allora uno può immaginare che il pianeta Pippo sia uguale a Hollywood Boulevard e girare il film di fantascenza li risparmiando sugli scenari!

    Secondo, Spazio 1999 è la seconda serie di Gerry Anderson (cerca un pò “UFO telefilm” e fatti del bene) che non era nuovo alla fantascienza “contemporanea” o quasi.. La tecnologia di Spazio 1999, televisorini tascabili a parte non è così avanzata come in Star Trek. Soprattutto trascuri il fatto che Spazio 1999, come un pò tutta la fantascienza di quel periodo, è pesantemente ispirato a “2001: odissea nello spazio”. Ci sono un paio di puntate (tipo quella in cui la Luna cade nel “buco nero”) che sono evidentemente ispirate alla sequenza del viaggio nel monolito di Dave alla fine del capolavoro di Kubrick. Senza dimenticare quell’intero episodio in cui tutte le scene nello spazio erano accompagnate dall’Adagio di Albinoni.

    OK ma UFO minaccia dallo spazio è comunque simile a Spazio 1999 con base lunare a astronavi enon teletrasporto e velocità iperluce, cioè è una fantascenza futuribile alla Verne. Credo il teletrasporto non ci farà mai. Viaggi sulla Luna, una volra risolti alcuni problemi forse sì.

    Quanto agli effetti speciali, non erano esattamente lo stato dell’arte, anche se Anderson aveva una grandissima esperienza a girare coi modellini… Thundercats dice niente? Poi beh, se definisci la serie “realistica” sulla base del fatto che ci sono le tute spaziali…. Ma hai pensato all’assurdità del presupposto? La Luna che esce dall’orbita per una esplosione nucleare! Funziona come espediente narrativo, ma dal punto di vista della meccanica spaziale è una totale assurdità, un pò come la “velocità curvatura” o la “propulsione FTL” della nuova serie di Battlestar Galactica.

    Galactica non c’entra perchè usufrui già degli effetti elettronicidi Guerre Stellari.

    Poi c’è anche da dire che la produzione di Spazio 1999 aveva MOLTI più soldi di quella di Star Trek, almeno all’inizio. Una produzione che scrittura gente come Martin Landau e Barry Morse, non esattamente dei signori nessuno com’erano Shatner e Nimoy all’epoca ha un SACCO di soldi.

    Che gli americani avessero meno soldi di ITC e Rai questo non lo so.

    Ma sto aspettando anche io la “prova regina” che dimostra che lo sbarco del 1969 è una messinscena.

    Nemmeno in Transformers 3 sono riusciti a simulare il comportamento della polvere in assenza d’aria e a bassa gravità.

    AHAHAH (scusa)
    questa è una minchiata fotonica per creduloni! Con le moderne tecniche digitali CGI possono emulare tutto! Chi ti ha detto una cosa del genere è un demente o un disinformatore!

  9. Certo, certo. Sono un demente e un disinformatore. Ha parlato Einstein. Allora saprai sicuramente spiegarmi come mai la polvere si muove diversamente nei filmati lunari originali (che per te sono falsi) rispetto a come si muove negli effetti speciali cinematografici.

    Ma cambierai argomento di sicuro.

    Poi mi piace… hai gli “americani” vs la ITC. Gli americani. Tutti. Non la Universal. No, gli Americani.

    Shatner e Nimoy ai tempi di Star trek non erano nessuno. Landau aveva già recitato come protagonista in numerosi film e telefilm, tra cui Mission: Impossible. E anche in un episodio del Tenente Colombo. E’ stato anche la prima scelta per Mr Spock in Star Trek, poi sostituito da Nimoy.

    Dimostri non solo di non conoscere l’argomento di cui parli, ma nemmeno di documentarti.

    Sei bravo a cambiare argomento dimenticandoti delle cose in cui vieni preso in contropiede e su cui non puoi ribattere.

    Poi se parliamo di effetti speciali… Star Wars (e Battlestar Galactica, che è del 1978) non ha usato effetti “elettronici” ma, esattamente come si faceva in Spazio 1999, riprese di modellini e sovrapposizioni con una macchina da presa particolare (per semplificare MOLTO) che si chiama stampatrice ottica che non è elettronica. A quanto ricordo di Galactica, probabilmente non hanno nemmeno usato un chroma key ma le classiche retroproiezioni (tecnologia sviluppata da Kubrick e dal suo team nel 68, peraltro).

    Tornando a Star Trek, era girato tutto in studio (con un taglio molto teatrale principalmente per esigenze di budget) e per la maggior parte in interni, gli “esterni” erano appunto in studio e i pianeti erano grossomodo tutti uguali, idem per Spazio: 1999 in cui le location erano… forse sei o sette in tutta la serie.

  10. Ecco cosa è senza prezzo:
    possedere il primo modello di Aquila 1 nella versione grande da 44 pollici impiegata nel telefilm. In questo interessantissimo viedo viene smontata e mostrato e come è stata costruita: