Archive for ottobre, 2011

31 ottobre 2011

Moon

Quant’è grande la Terra vista dalla Luna? Fastidiosa domanda lo so.
Sappiamo che, secondo le fotografie ottenute dalla superficie lunare durante le missioni Apollo, la Terra appare sorprendentemente piccola e lontana a confronto con altre fotografie scattate dall’orbita della Luna sia dalle stesse capsule Apollo sia da altre spedizioni. Cozzano anche contro il buon: la Terra vista dalla Luna in alcune foto dell’Apollo è grande circa come la Luna vista dalla Terra. La cosa è illogica  in quanto il nostro pianeta è quasi 4 volte più grande per diametro e circa 12 volte per area visibile, quindi da lassù dovrebbe stagliarsi enorme.
Ne ho già scritto in post precedenti.

Ne approfitto qui per parlare di un film bellissimo e struggente, a mio avviso un piccolo capolavoro: Moon del 2009 con Sam Rockwell e Kevin Spacey diretti da Duncan Jones con la toccante colonna sonora di Clint Mansell.
Nelle scene in “esterni” sul suolo lunare colpisce la grandezza terrestre paragonata con le produzioni della NASA.

Moon (2009)Subito qualcuno obbietterà che si tratta di una produzione indipendente, per di più inglese costato solo 5 milioni di sterline dunque con disponibilità ridotte per gli effetti speciali.
Ma c’è un fatto. Nelle immagini inviate dalla sonda giapponese Kaguya (Selene), lanciate il 13 settembre 2007 la Terra appare molto più simile in dimensioni a quella del film Moon che alle immagini scattate dai valorosi astronauti sulla superficie lunare una quarantina d’anni prima. Forse gli addetti agli effetti speciali che hanno lavorato alla pellicola non si sono fidati della NASA preferendo ispirarsi alle fotografie giapponesi o probabilmente al loro buon senso.

'Terra piena' ripresa dalla sonda giapponese Selene (2008)Giudicate voi.
In ogni caso, se non l’avete già visto, guardatevi Moon che ne vale la pena, per me già un cult movie.

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25 ottobre 2011

Un passaporto per il CICAP

Sono iscritto alla mailing list di Query Online, rivista del CICAP.
Mi arriva una mail sui segreti del numero 11 come introduzione per un convegno che si terrà a Torino l’11-13 novembre intitolato I conti non tornano.
Personalmente non intendo immischiarmi nella reale simbologia esoterica di detto numero ma propongo una piccola sfida matematica, logica e statistica a Piergiorgio Odifreddi che da Wikipedia apprendo essere un pregiatissimo matematico piemontese, “socio benemerito” del CICAP.

Piergiorgio OdifreddiPrima dell’11 settembre 2001 sono esistite varie “premonizioni”, se così le vogliamo chiamare. Una delle più celebri è quella del passaporto di Neo nel film The Matrix (al minuto 17:30) la cui data di scadenza, “expire date”, è chiaramente distinguibile in 11 settembre 01. Naturalmente, occorre capovolgere l’immagine.
Il film usci nelle sale il 31 marzo 1999 cioè a 895 giorni o, se preferite, 2 anni 5 mesi e 11 giorni dagli eventi dell’11 settembre. Però, possiamo dire tranquillamente più di tre anni prima sicché la pellicola, inclusa la scena del passaporto, fu girata nel 1998.

Ora, nel film non si menzionano date. Morpheus, uno dei caratteri della sceneggiatura, dice a un certo punto che non si conosce una data da quando gli alieni avevano costruito Matrix per rendere gli uomini schiavi inconsapevoli.
Vengo al dunque. Se, come sostengono alcuni, si tratta di una pura coincidenza, quante probabilità ci potevano essere che “azzeccassero” quella data?
L’opera si può ambientare dall’oggi a un futuro indefinito, diciamo il 2500? Supponiamo di partire dal primo gennaio 2000, ci sono circa 183mila giorni fino al 31 dicembre 2500. Quindi vi è una possibilità su circa 183mila che venisse stampigliata quella data esatta su documento fittizio.
Ma c’è un particolare ancora più interessante che credo solo io ho scovato: l’11 settembre 2001 è troppo vicino all’uscita del film invecchiandolo precocemente. Ad esempio, Spazio 1999, una serie di fantascienza, fa riferimento a una data ben precisa (13 settembre 1999) oggi ampiamente sorpassata. Ma notate che la serie di telefilm italo – britannici usci nel 1974-75 ben 25 anni prima del supposto distacco della Luna dall’orbita terrestre. Nell’elaborazione da me effettuata si legge anche la data di nascita di Neo: 13 settembre 71.
Clicca per ingrandireInvece, in Matrix il passaporto scade solo due anni dopo la prima del film suggerendo che l’azione scenica si svolga nel 2000 o tuttalpiù nel 2001.
Vi pare sensato?
Quale sarebbe stata la “logica” commerciale di impiegare una data così ravvicinata? Come mai dai produttori di Matrix non si è mai avuto alcun commento sulla bizzarra coincidenza della data?
Visto che il CICAP si avvale della consulenza di un prezioso logico come il professor Odifreddi, mi piacerebbe qualcuno rispondesse alle questioni “illogiche“ e “irrazionali”  inerenti alla data apposta sul passaporto di scena.  Qualcuno di Trorino potrebbe partecipare al congresso e chiedere conto direttamente agli oratori.

17 ottobre 2011

X-ROSAT arriva per cena?

Le disgrazie non arrivano mai da sole.
Lungi dall’essere stati ritrovati i frammenti del satellite UARS, caduto a fine settembre nelle foreste canadesi, ora un nuovo potenziale pericolo ci sovrasta.
L’ X ROSAT è un apparato orbitante per la rilevazione dei raggi x dell’agenzia spaziale tedesca DLR e lanciato in orbita nel 1990 dalla Nasa e disattivato nel 1999. Il satellite non ha un sistema di propulsione proprio che permetta un rientro controllato per le sue 2,5 tonnellate, circa un terzo di UARS.

La cattiva notizia è che forse una trentina di frammenti di X ROSAT raggiungeranno la Terra, per una massa totale di 1,6 tonnellate, a causa delle caratteristiche costruttive del telescopio per raggi x e degli schermi che lo hanno protetto dal calore. In particolare, il sistema di rilevazione dei raggi x, realizzato con pesanti specchi con telaio in fibra di carbonio.

Satellite X ROSAT

La sua orbita si sta abbassando di giorno in giorno, oggi è difficile supporre quando e dove cadrà. Si dice che forse precipiterà verso la fine di ottobre.
Questa imprecisione è dovuta alle fluttuazioni dell’attività del Sole che fanno variare l’estensione dell’atmosfera terrestre, con il conseguente attrito, e alla forma irregolare del corpo la quale influenza fortemente la sua traiettoria, come per ogni oggetto non sferico, secondo la “postura” che assumerà durante le fasi del rientro.

Stavolta i mass media italiani, siccome il satellite è tedesco e non statunitense, potrebbero enfatizzare l’indeterminabilità del luogo in cui si schianterà a differenza di ciò che è avvenuto per UARS di cui fecero credere la Nasa sapesse dove sarebbe precipitato.

11 ottobre 2011

La ISS ci cadrà sulla testa

Impauriti dal satellite UARS di 10 metri per 5 che poteva caderci in testa a fine settembre e invece è sprofondato nel Pacifico?
Beh, se amate il brivido, ho qualcosa’altro da annunciarvi. Che entro pochi anni la ISS (Stazione Spaziale Internazionale) ci piomberà addosso non avendo più la possibilità di sostenerla in orbita.

Non tutti sanno che la ISS orbita a circa 320 km di altezza nel mezzo della Termosfera e, per la presenza di un sottile vento molecolare che fa attrito, essa viene costantemente rallentata perdendo circa 100 metri di quota al giorno cioè si trova su un’orbita instabile. Significa che alcune volte l’anno un qualche sistema di propulsione deve spingerla un po’ di km più in alto in modo da fornire un margine di sicurezza per restare in orbita. Se la ISS si avvicinasse troppo alla Terra gli strati più densi dell’atmosfera la farebbero ulteriormente rallentare fino a farla uscire dall’orbita precipitando.

ISS ripresa dallo Shuttle STS-126Ora, analizziamo lo scenario sociopolitico terrestre. Gli USA non hanno più un programma spaziale per i voli umani, e nel caso di problemi interni della Russia nemmeno quel paese potrebbe inviare navicelle Soyuz o Progress a portare rifornimenti ai residenti nella stazione, ne sistemi di propulsione per “alzare” la stazione dall’orbita che diviene di giorno in giorno più bassa. I cinesi, che stanno varando un consistente programma di voli umani, non hanno nulla a che vedere con la ISS e i suoi sistemi.

A un certo punto verrà presa la decisione di chiudere la stazione internazionale per mancanza di fondi riportando a casa tutto il personale entro il 2016, la data che fu annunciata da Bush per la chiusura. Infatti, a dispetto del pomposo aggettivo “internazionale” il complesso orbitante è sotto l’esclusiva egida degli Stati Uniti. Ma rimarrebbe il problema che i sistemi di propulsione per portare la stazione su un’orbita più alta possono essere comandati solo alla presenza di uomini o donne a bordo. Ed è possibile che la situazione socioeconomica sulla Terra peggiori talmente che non importi più a nessuno di inviare un sistema automatico a spostare in alto la ISS, ammesso che l’operazione sia effettuabile da remoto.

Una soluzione potrebbe consistere nel fare della ISS uno “spezzatino” e farla precipitare a blocchi come a blocchi è stata assemblata o, in alternativa, spostarla in un’orbita stabile. Temo nessuno si accollerebbe il costo considerando che si tratterebbe un investimento a perdere come di continuare a spingere in sù la stazione orbitante. Si potrebbe “regalare” la ISS ai cinesi in modo che se ne occupino ma per quel che si sa loro stanno montando la loro stazione permanente chiamata Palazzo Celeste.
Esisterebbe un progetto di fare attraccare un veicolo automatico che “fermi” la ISS in modo da farla “affondare” nell’atmosfera. Nel caso non vi sarebbe comunque modo di controllarne la disintegrazione e prevedere i luoghi dove precipiterebbero i frammenti, nessuna garanzia che qualcuno non si prenda un pezzo di ISS in testa.

Dunque la ISS sarà lasciata in balia del fato.
I media, quelli controllati dal potere, prima diranno che la caduta della ISS “era programmata da tempo”, poi che la Nasa “è in grado di fare precipitare la stazione in zone disabitate”, infine quando i rottami saranno ruzzolati a casaccio, confermeranno che “un guasto nei computer Nasa ha impedito all’ultimo momento di calcolare la traiettoria”.

Quindi, se vi siete scompisciati dall’emozione per la caduta di un oggetto di 7 tonnellate, cominciate a eccitarvi per un colosso da 450 tonnellate dalle dimensioni di circa 110 metri per circa 75. Si calcola che il 40% dell’ISS (circa 200 tonnellate) raggiungerà il suolo in un numero imprecisabile di frammenti.
Buon divertimento!

7 ottobre 2011

AS17-134-20384

Sembra una disfida epocale tra tomisti e antitomisti quella scatenata dalla fotografia siglata AS17-134-20384 scattata durante la missione dell’Apollo 17 svoltasi nel dicembre 1972 che previde ben tre giorni di permanenza sulla superficie lunare. L’immagine ritrae l’astronauta Eugene Cernan accanto alla bandiera a stelle e strisce e in cielo il globo terrestre.
Questa è la fotografia originale:

AS17-134-20384

Come mai la Terra è così piccina e la fonte di luce divergente?

Essendomi sempre stupito di quanto fosse piccola la Terra in questa foto, ho provato a ipotizzare la sua vera dimensione basandomi su immagini ritenute autentiche correggendo anche l’angolo del terminatore terrestre rispetto alla fonte di luce che colpisce l’astronauta con il seguente risultato:

Terra vista dalla Luna come dovrebbe apparire realmente

Dopo alcune osservazioni, in particolare da parte del blogger Skybuck, Sotiris Sofias mi ha inviato dalla Grecia due fotografie con cui esplicita i suoi pensieri sulle anomalie dell’immagine AS17-134-20384.
Eccole invitando Sotiris a fornire i dettagli nei commenti.

Elaborazione di Sotiris Sofias

Elaborazione di Sotiris Sofias

6 ottobre 2011

In ricordo di Steve Jobs

Non sono mai stato un appassionato di Apple.
Forse perché da smanettone di pc quale sono, non ho mai concepito che i computer Apple si dovessero comprare con una data configurazione poco modificabile dall’acquirente.
Tuttavia, riconosco che Steve Jobs ha reso un servigio all’umanità nel suo afflato di volere portarla vicino a Dio, tramite l’onnipresenza della comunicazione da e per ogni luogo, l’espansione dell’intelletto che sono i computer, attraverso quel sistema imperfetto che è la tecnologia digitale, tema del mio prossimo libro in cui parlo anche di Jobs.
Il suo lavoro rende anche giustizia alla genialità dell’America poiché Jobs fu un vero genio, “follemente grande”, la cui stella iniziò a brillare subito dopo la fine del grande imbroglio che furono i voli lunari.
Questo 2011 ci sta portando via ciò che c’era di buono in attesa che giunga la nuova età dell’oro.

Steve Jobs

4 ottobre 2011

Fotoritocco

Rifacendomi al post precedente intitolato “Quattro calcoli immaginari ” ho provato a ritoccare l’immagine AS17-134-20384 nel tentativo di sistemare le dimensioni del nostro pianeta come dovrebbe apparire dalla superficie lunare. Inoltre, ho cercato di correggere l’usuale problema nelle fotografie lunari con le ombre che appaiono divergenti.
Ecco il risultato:

Terra vista dalla Luna come dovrebbe apparire realmente
Il mio è un tentativo empirico basato sulle proporzioni da Luna e Terra viste da lontano come per esempio nella fotografia scattata dalla sonda Galileo il 16 dicembre 1992 da una distanza di 6,2 milioni di km.
Come si può osservare la Terra è davvero molto più imponente della Luna.

Terra e Luna fotografate dalla sonda Galileo