La ISS ci cadrà sulla testa

Impauriti dal satellite UARS di 10 metri per 5 che poteva caderci in testa a fine settembre e invece è sprofondato nel Pacifico?
Beh, se amate il brivido, ho qualcosa’altro da annunciarvi. Che entro pochi anni la ISS (Stazione Spaziale Internazionale) ci piomberà addosso non avendo più la possibilità di sostenerla in orbita.

Non tutti sanno che la ISS orbita a circa 320 km di altezza nel mezzo della Termosfera e, per la presenza di un sottile vento molecolare che fa attrito, essa viene costantemente rallentata perdendo circa 100 metri di quota al giorno cioè si trova su un’orbita instabile. Significa che alcune volte l’anno un qualche sistema di propulsione deve spingerla un po’ di km più in alto in modo da fornire un margine di sicurezza per restare in orbita. Se la ISS si avvicinasse troppo alla Terra gli strati più densi dell’atmosfera la farebbero ulteriormente rallentare fino a farla uscire dall’orbita precipitando.

ISS ripresa dallo Shuttle STS-126Ora, analizziamo lo scenario sociopolitico terrestre. Gli USA non hanno più un programma spaziale per i voli umani, e nel caso di problemi interni della Russia nemmeno quel paese potrebbe inviare navicelle Soyuz o Progress a portare rifornimenti ai residenti nella stazione, ne sistemi di propulsione per “alzare” la stazione dall’orbita che diviene di giorno in giorno più bassa. I cinesi, che stanno varando un consistente programma di voli umani, non hanno nulla a che vedere con la ISS e i suoi sistemi.

A un certo punto verrà presa la decisione di chiudere la stazione internazionale per mancanza di fondi riportando a casa tutto il personale entro il 2016, la data che fu annunciata da Bush per la chiusura. Infatti, a dispetto del pomposo aggettivo “internazionale” il complesso orbitante è sotto l’esclusiva egida degli Stati Uniti. Ma rimarrebbe il problema che i sistemi di propulsione per portare la stazione su un’orbita più alta possono essere comandati solo alla presenza di uomini o donne a bordo. Ed è possibile che la situazione socioeconomica sulla Terra peggiori talmente che non importi più a nessuno di inviare un sistema automatico a spostare in alto la ISS, ammesso che l’operazione sia effettuabile da remoto.

Una soluzione potrebbe consistere nel fare della ISS uno “spezzatino” e farla precipitare a blocchi come a blocchi è stata assemblata o, in alternativa, spostarla in un’orbita stabile. Temo nessuno si accollerebbe il costo considerando che si tratterebbe un investimento a perdere come di continuare a spingere in sù la stazione orbitante. Si potrebbe “regalare” la ISS ai cinesi in modo che se ne occupino ma per quel che si sa loro stanno montando la loro stazione permanente chiamata Palazzo Celeste.
Esisterebbe un progetto di fare attraccare un veicolo automatico che “fermi” la ISS in modo da farla “affondare” nell’atmosfera. Nel caso non vi sarebbe comunque modo di controllarne la disintegrazione e prevedere i luoghi dove precipiterebbero i frammenti, nessuna garanzia che qualcuno non si prenda un pezzo di ISS in testa.

Dunque la ISS sarà lasciata in balia del fato.
I media, quelli controllati dal potere, prima diranno che la caduta della ISS “era programmata da tempo”, poi che la Nasa “è in grado di fare precipitare la stazione in zone disabitate”, infine quando i rottami saranno ruzzolati a casaccio, confermeranno che “un guasto nei computer Nasa ha impedito all’ultimo momento di calcolare la traiettoria”.

Quindi, se vi siete scompisciati dall’emozione per la caduta di un oggetto di 7 tonnellate, cominciate a eccitarvi per un colosso da 450 tonnellate dalle dimensioni di circa 110 metri per circa 75. Si calcola che il 40% dell’ISS (circa 200 tonnellate) raggiungerà il suolo in un numero imprecisabile di frammenti.
Buon divertimento!

6 commenti to “La ISS ci cadrà sulla testa”

  1. Certo, quando verrà dismessa. Probabilmente però verrà spezzata in tronconi più piccoli e fatti “rientrare” in modo che brucino nell’atmosfera. Già si fece con lo Skylab negli anni 80, che era altrettanto grande, ed è stato fatto con la MIR.

    L’ignoranza scorre potente in queste pagine.

  2. A proposito di ignoranza: la Mir era un quato in dimensioni e massa della ISS meno ancora lo Skylab

  3. E’ vero che lo Skylab aveva una massa di “soltanto 90 tonnellate”, ma era composto principalmente dal secondo stadio di un razzo vettore del tipo saturn B (fonte Wikipedia), quindi era praticamente un blocco unico, non spezzettabile. Nonostante ciò al rientro in atmosfera la maggior parte della stazione bruciò, mentre pochi frammenti caddero al suolo in una regione disabitata dell’Australia.

  4. Non è vero che gli usa non hanno un programma per i voli umani, solamente non hanno un vettore proprio, ma utilizzano mezzi russi. Nespoli è andato sulla ISS con una Soyuz, mica con lo Shuttle.

  5. Anche io ho un programma esteso di voli umani ma mi manca solo il vettore!

  6. SOVRANIITA’ ULTRALIMITATA

    Non bastava che Attivissimo facesse pubblicità ad Apple con il suo nuovo portatile che rimpiazzava un altro che curiosamente gli si era rotto giusto in occasione della morte di Jobs, spirato per simpatia evidentemente.
    ora trovo questo scritto sul sole 24ore online di oggi:

    Dopo neppure un mese ci risiamo nei prossimi giorni precedenti 24 ottobre con un massimo di probabilità stimata il 22, ricadrà sulla terra il satellite tedesco ROSAT , un osservatorio astronomico per i raggi X lanciato nel 1990 e che ha lavorato, egregiamente, fino al 1999.
    Chi ha un iPhone o una iPad per a portare un po’ più tranquillo degli altri perché c’è anche una app per seguire la caduta del satellite

    Al dipartimento di stato la morte di Jobs deve avere fatto paura che hanno sparso l’ordine di rafforzare Apple dopo che gli azionisti non fidandosi di Cook (e come potrebbero) hanno chiesto che i 70 miliardi di utile vengano distribuiti agli azionisti.

    “Chi ha un iPhone o una iPad per a portare un po’ più tranquillo”
    Nessuna app dei miei stivali può prevedere dove cadrà il satellite tedesco.
    Chi ha scritto questo articolo andrebbe licenziato in tronco e spedito a ramazzare i cortili, servo senza vegogna.

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