Congiunzioni astrali

Mi ci sono voluti solamente cinque minuti per trovare in internet una graziosa fotografia di stelle più vecchia delle missioni Apollo. Una congiunzione di pianeti. Si tratta di Mercurio in basso a malapena distinguibile dal bagliore di sfondo, risalendo  ci sono Venere, la Luna con Marte e Giove alla sua destra. Si notano pure svariate stelle perfino a livello di Venere dove il cielo è luminoso!

Congiunzione planetaria di Mercurio Marte Venere GioveLa foto è datata 14 agosto 1966, tre anni prima del presunto primo sbarco sulla Luna. Tenendo a mente che l’immagine contiene parecchio riverbero atmosferico della luce solare e decine, se non centinaia, di km di atmosfera considerando l’angolo basso, immaginate per un istante dalla Luna come sarebbero stati nitidi a brillanti i corpi celesti in particolare i pianeti.
Ora mi aspetto di sentire il solito bla bla bla di alcuni sobillatori sul tempo di esposizione, il tipo di pellicola, la marca del cavalletto e il numero di scarpe del fotografo.

Come si vede, negli anni 60 si potevano ottenere meravigliose fotografie a colori del cielo stellato. Mentre in ben sei, dico sei, missioni lunari, in cui furono scattate centinaia di fotografie in assenza di atmosfera dalla superficie selenica, non si riesce a intravedere uno straccio di stellina. Gli astronauti si portarono martelli da geologo e mazze da golf sulla Luna ma non un cavalletto per ottenere dagherrotipi  delle galassie in condizioni ottimali e vent’anni prima del lancio del telescopio spaziale Hubble.
Già questa osservazione ci suggerisce indirettamente che sulla Luna non ci sono mai andati.

16 commenti to “Congiunzioni astrali”

  1. Aridajue, nessuno l’ha mai negato che esiste da sempre la possibilità di fare quelle foto.
    Sono le condizioni che sono determinanti.

    A parte il fatto che se anche ci fossero state delle stelle nelle foto di apollo, come sono quelle della foto da lei postata, per chissà quale motivo non potrebbero essere state state semplicemente delle luci.
    Intendo che è totalmente illogico considerare così importati la presenza delle stelle.

    Comunque, tagliando la testa al toro:
    mi da il link originale di quella foto?

  2. Ecco la ‘documentazione tecnica’ dell’immagine:

    This planetary conjunction was taken with Kodak Kodachrome-X 35mm film with an ASA of 100
    using a Zeiss Ikon 35mm camera with a 50mm lens at operating at f/2 on August 14, 1966 early in
    the morning. This was a one minute exposure taken from a small tripod with a sidereal tracking drive
    looking northeast. Careful inspection will reveal blurred tree images, since the camera was actually
    moving for the timed exposure.

  3. Odio dirlo, però…
    Come volevasi dimostrare, vero Galuppini?
    Dal link da lei fornito leggo:
    ” This was a one minute exposure taken from a small tripod with a sidereal tracking drive
    looking northeast”

    Sa cosa vuol dire questo?
    Esposizione di un minuto con un piccolo treppiede ed un sistema di tracking..
    Ovvero una montatura motorizzata, quindi alimentata o dalla rete elettrica o con adeguate batterie.
    Spiegazione terra terra: la fotocamera è montata su un treppiede.
    Sopra al treppiede sta una montatura che ruota su degli assi (1 o più) per poter bilanciare il movimento della terra e poter fare delle foto decenti, senza che tutte le stelle e i pianeti lascino la scia, perchè è ciò che succede con un minuto di esposizione.
    Requisiti:
    treppiedi solido e stabile, superficie assolutamente piatta e regolare per posizionare lo stesso, pazienza e tempo, alimentazione necessaria per poter far muovere il tutto.

    Le dico solo che un astronomo amatoriale, quale sono io, ci mette un’intera sera a fare una cosa del genere.
    E sono in tuta da casa. Può immaginare quanto ci posso mettere a fare una cosa del genere con una tuta da astronauta addosso che pesa diverse decine di chili.
    Inoltre, lo trova lei un piano stabile e perfettamente orizzontale sulla luna?

    Se ancora serviva ha dato ancora una volta dimostrazione della sua dabbenaggine.

  4. Ma sulla luna in assenza di atmosfera con pellicola ultrasensibile avrebbero potuto ottenere foto di stelle con una esposizione di ore senza armenicoli visto che la Luna ruota su se stessa una volta al mese anzichè una volta al giorno. Dicono che si sono portati un telescopio a raggi infrarossi, se non ricordo male, ma perchè non fare delle foto di stelle sicchè, stando alla documentazione, sono riusciti comunque a fare foto nitidissime dalla superficie lunare?
    Lei sarà pure un astronomo amatore ma io sono un agricoltore bresciano!

  5. Eppure sono sicuro di non aver visto un bottone per scattare foto sul mio telescopio.. Dovrò guardare meglio forse..
    Davvero dei poveri stolti gli atronauti.. perchè non perdere tempo per fare foto con esposizioni di ore.
    Chissenefrega del costo delle missioni lunari al minuto, chissenefrega della scarsità di ossigeno, chissenefrega del bisogno di smaltire la pipì…
    Meglio sprecare ore e ore a fare foto inutili di valore scientifico nullo.

    Vedo che mettendola sul piano tecnico non c’è alcuna speranza di vedere in lei barlumi di lucidità.
    Mettiamola sul piano della logica.

    Perchè avrebbero dovuto fare delle foto alle stelle secondo lei?

  6. Galuppini,
    si è dato la zappa sui piedi da solo.
    Pensavo che il climax della stupidità l’avesse raggiunto Sotiris quando non ha distinto un rendering da una foto reale, ma evidentemente mi sbagliavo.

    Ora la finisca con questa farsa.

  7. Anzi, mi conceda ancora una domanda tecnica.
    Mi parlava di esposizioni di ore.
    E gli astronauti dove la mettono la macchina fotografica che tiene aperto il diaframma per ore?
    In mano?

    • In effetti,esposizione di ore è esagerato perfino sulla luna. rimane il fatto che sulla Luna dove si potevano fare foto di stelle con pellicola adatta e cavalletto non sono state fatte a dispetto del fatto che l’effetto della rotazione lunare sulle lunghe esposizioni è trascurabiule rispetto a quello terrestre.

  8. Bene, allora facciamo così:
    non si tratta di ore ma di minuti sicuramente.
    Inoltre un cavalletto con una gravità molto ridotta non risulta stabile, quindi ci sarebbero state difficoltà enormi.
    Ma lasciamo stare la parte tecnica che decisamente non le si addice.
    Non ha risposto alla mia domanda.
    Perchè avrebbero dovuto perdere se non ore, decine di minuti per fare qualcosa che possono anche fare sulla terra?
    Se lei esce fuori a cena, trova sensato fare un viaggio di 10 ore per andare in un ristorante e mangiare esattamente le stesse cose che mangia a casa?
    La prego di darmi una risposta, cosicché si possa giungere ad una conclusione.
    Grazie

    • Allora,
      le sue osservazioni sono plausibili ma la sua tesi non soddisfa le condizioni. Cioè che se la famosa camera hasselblad, o come si scrive, faceva delle foto così belle senza arrostire la pellicola o farla congelare all’ombra rimene inescplicabile perchè non abbiano tentato di fare delle foto del cosmo per la prima volta nella storia in assenza di atmosfera.
      Se vuole che le dica di più, io penso che il motivo per cui le foto non le fanno dalla ISS col finestrino lato cosmo è proprio perchè la gente si chiederebbe perchè foto delle stelle non le fecero direttamente sulla Luna.

      • Ok, modifichiamo le condizioni, in quanto non mi ha risposto.
        Lei farebbe 10 ore di viaggio per mangiare le stesse cose che mangia a casa, ok, magari quelle stesse cose vengono cucinate leggermente in modo diverso, ma lo farebbe questo viaggio pagando quelle stesse cose che mangia 10 volte tanto?
        No, perchè il gioco non vale la candela.
        Ci sono centinaia di cose che gli astronauti sulla luna non hanno fatto: non hanno portato una piantina per vedere come sarebbe cresciuta sul suolo lunare, non hanno fatto pipì sul suolo lunare, non hanno fatto rimbalzare una palla per terra per vederne il comportamento.
        Ce ne sono a centinaia.
        Lei ha idea di quanto tempo hanno passato nella missione Apollo 11 gli astronauti sul suolo lunare?
        Poco più di 21 ore.
        Alcuni dettagli delle tempistiche:
        20 minuti tra l’apertura del portella e l’inizio della discesa.
        Quasi 5 minuti per scendere e toccare il suolo lunare.
        Ben più di 2 ore per piantare la bandiera.
        Più di 6 ore tra l’aver toccato il suolo con il modulo e l’aver toccato il suolo con i piedi.

        Le sembra sensato perdere ore e ore e ore per fare foto alle stelle?
        Che senso avrebbe avuto?

        Io proprio non la capisco.
        Sono sempre più convinto che lei ormai si trovi nella condizione di non poter più cambiare strada anche se è consapevole di essere ormai in un vicolo cieco.

  9. Dimenticavo: mangiare le stesse cose che mangia a casa pagandole 100 volte tanto?

    • Appunto, mangiare le stesse cose, cioe’ fotografare le stelle proprio come si vedono dalla Terra con atmosfera limpida.
      Le stelle sulla Luna non sono molto piu’ luminose rispetto a come si vedono sulla Terra in condizioni particolari.

      Per la trasparenza dell’atmosfera, se non c’e` smog o foschia, l’atmosfera e’ trasparente nella banda ottica ed in quella radio.
      In alta montagna, dove lo smog e’ notevolmente ridotto, le stelle si vedono brillare come nel vuoto, cioe’ come sulla Luna, tremolio a parte causato dalle turbolenze atmosferiche.
      Riporto un libro di testo universitario
      http://dpgi.unina.it/giudice/atmosfera.pdf
      che inizia cosi`:
      “Tutti sanno che l’atmosfera terrestre e` in genere opaca alle radiazioni elettromagnetiche, tranne che in due ‘finestre’ dello spettro, cioe` la finestra ottica e la finestra radio”.

      Quindi se dalla Terra non si riescono a fotografare le stelle con tempi di posa rapidi, non si possono fotografare nemmeno dalla Luna con tempi simili.
      Sono necessari tempi dell’ordine dei secondi, non di centesimi di secondo.

      Le stelle sono state fotografate dal modulo in orbita lunare quando girava dalla parte buia della Luna.
      http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/apollo/apollo15/html/as15-98-13325.html
      Si vedono Venere, Castore e Polluce.
      Lo scopo di questo scatto era lo studio della corona solare.
      Come spiegato in questa pagina, la foto venne scatta in orbita lunare, dalla parte buia della Luna, usando una Hasselblad con apertura 2.8 e focale di 80 mm., con pellicola Kodak 2485 da 800 ASA di sensibilita’.
      Tempo di esposizione: 9 secondi.

  10. Foto e spettri di stelle e di altri oggetti celesti furono fatte dagli astronauti dell’Apollo 16, utilizzando una macchina fotografica per raggi UV.

    Ecco il link alla voce inglese di Wikipedia:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Examination_of_Apollo_Moon_photographs

    Si tratto’ di foto realizzate con una lunga esposizione e la macchina fotografica era applicata ad un telescopio da 3 pollici.

    A questo link

    http://www.lpi.usra.edu/lunar/missions/apollo/apollo_16/experiments/f_ultra/

    si può vedere una foto dell’apparecchiatura ed una descrizione particolareggiata delle operazioni.

    Quelle furono le prime foto in ultravioletto di corpi celesti, poichè sulla superficie terrestre di raggi UV ne arrivano pochi, in quanto quasi completamente assorbiti dall’atmosfera. Il primo satellite dedicato all’astronomia UV è stato IUE (International Ultraviolet Explorer) lanciato nel 1978. Primo di questo le foto fatte sulla Luna erano (credo, magari ne hanno fatte in orbita terrestre altri astronauti: se qualcuno lo sa mi corregga) le prime foto di stelle in UV e comunque smontano la tesi che non ci sono stelle nel cielo lunare delle missioni Apollo.

  11. Ancora con la storia delle stelle?
    Fotografando con tempi di 1/125 e diaframmi 8 o 11, su pellicole a 64 ASA, come è successo sulla Luna, non si riesce a riprendere la luce delle stelle. Punto.
    L’unico modo sarebbe stato usare tempi lunghi e diaframmi aperti, ma in questo modo si sarebbero “bruciati” tutti gli altri elementi della foto: suolo, attrezzature…
    Sulla Luna però sono state fotografati degli astri nel cielo. Non stelle ma l’oggetto più luminoso: il pianeta Venere.
    Foto di Venere si trovano tra quelle dell’Apollo 14, e dell’Apollo 16.
    http://www.hq.nasa.gov/alsj/a14/a14Venus.html

    Inoltre durante la missione Apollo 15, con una pellicola particolare ad alta sensibilità (Eastman Kodak Type 2485 film), sono state scattate foto alla corona solare, e in quelle foto si vedono anche le stelle:
    http://www.lpi.usra.edu/resources/apollo/frame/?AS15-98-13311
    http://www.lpi.usra.edu/resources/apollo/frame/?AS15-98-13398
    http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/apollo/apollo15/html/as15-98-13325.html

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