Archive for dicembre 22nd, 2011

22 dicembre 2011

Un beffardo balzo da gigante

Tra le frasi celebri dell’astronautica probabilmente la più celebre dovrebbe essere quella dell’astronauta Gus Grissom, pronunciata pochi minuti prima di bruciare vivo, assieme ai compagni Chaffee e White, nel rogo dell’Apollo 1: “Io dico, ma come c’arriviamo sulla Luna se non riusciamo a tenere le comunicazioni tra due o tre edifici?” (I said, how are we gonna get to the moon if we can’t talk between two or three buildings?)

Quest’affermazione, datata 27 gennaio 1967, fu tragicamente sintomatica di come fosse arretrato il programma spaziale americano e di come fosse per la Nasa impossibile mantenere la promessa di John F. Kennedy di conquistare la Luna prima dei sovietici e prima della fine degli anni 60.

Neil Armstrong discende la scaletta del LemTuttavia, sorprendentemente, solo due anni e mezzo più tardi, nell’estate del 1969, un americano di 38 anni mise piede sul suolo lunare pronunciando una celeberrima frase:

Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l’umanità. 

Molti italofoni non sanno che Neil Armstrong, presunto primo uomo sulla Luna, non disse proprio così. Mentre discendeva la scaletta del Lem disse in effetti: That’s one small step for man, one giant leap for mankind ordinariamente tradotto come sopra.

Se leggiamo attentamente, Armstrong non dice esattamente quello, dice: un piccolo passo per l’Uomo, un balzo da gigante per l’Umanità cioè enuncia due concetti antitetici. Avrebbe dovuto dire “one small step for a man…”. “Man” e “Mankind” in inglese significano approssimativamente la medesima cosa.

In seguito, interrogato a riguardo, Neil Armstrong spiegò che nell’enfasi del momento si era dimenticato di pronunciare l’articolo indeterminativo. Sarà, però pare strano per una lingua “rigida” come l’inglese in cui basta omettere una particella per cambiare completamente il senso di una frase.
Forse un lapsus freudiano o un messaggio criptato. Che dite?