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17 marzo 2012

Leggete tra le righe

Il viaggio sulla Luna è finalmente alla portata di tutti grazie al computer (e alla Nasa)

L’andamento altimetrico della Luna in entrambe le due facce
La vediamo molti giorni al mese, ora al tramonto come una piccola falce che notte dopo notte ingrandisce ora piena e luminosa, tanto da spargere una luce argentata sotto la quale si può anche camminare nelle campagne o in riva al mare, dove non ci siano lampadine attorno. E poi ancora, quando cala, magari la vediamo il mattino presto andando a lavorare o anche in pieno giorno.

I poeti romantici dicevano che è lei, la Luna, la vera compagna della nostra vita. La Signora della notte nella più bella opera di Mozart, il Flauto magico, pallida, luminosa, lucente, sorgente, tramontante, in tutti i modi in tutte le salse è stata cantata dai poeti, dalla divina Saffo nell’antica Grecia e via in avanti fino alle canzoni più recenti di molti cantautori. Amata dagli innamorati, odiata dai contrabbandieri, utilissima ai viandanti e marinai dà, più del Sole, il tempo alla nostra vita e ha ispirato infiniti calendari, a iniziare da quello astruso e complicato, quanto oggi modaiolo, degli antichi Maya che, poveretti loro, non ne trovarono mai uno più semplice e preciso. Femminile in molte lingue del Mediterraneo diventa maschile al Nord, dove è spesso più evidente del pallido Sole. Comunque la pensiate è lei uno degli attori principali dell’Universo che vediamo con gli occhi.

Ma perché c’è la Luna e perché è proprio là dove la vediamo? Da dove viene, come si è formata, perché ci mostra quella buffa faccia sempre eguale da milioni di anni?
Domande, curiosità che oggi possiamo soddisfare in soli tre minuti, grazie a un bel video rilasciato dalla Nasa in questi giorni che riassume la sua storia evolutiva, a iniziare dal momento in cui una palla di materiale incandescente, staccatasi 4 miliardi e mezzo di anni fa dalla Terra in seguito all’urto fra un pianeta grande come Marte e la Terra stessa, inizia a vivere, diciamo così, di vita propria.

Vediamo così come quattro miliardi di anni fa un urto con un gigantesco corpo, di almeno 200 km di diametro, provocò la grande depressione del Polo sud e poi come, in un Sistema Solare ancora pieno di asteroidi e sassi cosmici vaganti, con dimensioni che andavano dalle poche centinaia di metri ai kilometri, la povera Luna subisce un vero bombardamento che la devasta. Si formano così sulla sua superficie crateri, grandi depressioni, monti e valli, visti per la prima volta da Galileo Galilei col cannocchiale nel 1609. Noi a occhio nudo la vediamo oggi così, sempre uguale o quasi, perché ci volta sempre la stessa faccia tutta butterata. Sul nostro satellite non c’è mai stata un’atmosfera tale da poterlo proteggere almeno dalle meteore più piccole né una vegetazione che ricoprisse i crateri, come sulla Terra. Quelle epoche violente, per fortuna, sono sparite e viviamo oggi in un Sistema solare relativamente tranquillo e senza troppi urti devastanti.

Un secondo bellissimo video, sempre della Nasa, ci permette invece una specie di visita guidata alla Luna, di cui oggi conosciamo tanto, proprio tanto, grazie ai mezzi spaziali che l’hanno studiata.
Ci fa vedere ad esempio il risultato di uno dei più importanti impatti di un asteroide sulla Luna, il bacino orientale, la cui profondità ci appare evidente in una mappa a colori dove il colore blu ci mostra la depressione.
Scivoliamo poi nei crateri più scuri e profondi delle regioni polari della luna, due volte più profondi del Grand Canyon, nei quali è stato individuato uno dei maggiori depositi di ghiaccio del Sistema solare, lì da almeno due miliardi di anni, roba da collezionisti di whisky. Acqua a volontà comunque sulla Luna, a patto di andasse a prendere
Uno dei più buffi, diciamo, crateri è quello di Thyco, su cui il filmato si sofferma, creatosi quando sulla Terra c’erano ancora i dinosauri. Una strana conformazione che vede questo grande cratere, con ovviamente una corona di monti come circonferenza di perimetro, con una sorta di montagna che si eleva proprio al centro.
La visita prosegue con la regione in cui nel 1972 allunò Apollo 17. L’incredibile potenza delle telecamere del Lunar Reconnaissance Orbiter riesce addirittura a farci vedere la parte del modulo lunare che è rimasta sul nostro satellite, così come le tracce lasciate dagli astronauti e dal mezzo spaziale, il rover, con cui si muovevano.

Passando alla parte che non vediamo della Luna, la cosiddetta parte nascosta o parte lontana, si nota subito con evidenza la presenza di getti di lava solidificata. Vediamo poi una serie di crateri che sembrano simili a quello appena visto sulla faccia vicina della Luna: Tycho.
Quello che fu il sogno degli scrittori di tutte le epoche, dalla Roma dei Cesari fino a Giulio Verne, passando per l’impareggiabile Barone di Munchausen, il viaggio sulla Luna, è oggi quindi una realtà comodamente fruibile dal nostro computer. Un viaggio che fa sempre più gola alle grandi potenze, anche quelle emergenti ad iniziare dalla Cina, e non solo per sperimentare importanti tecnologie o per una dimostrazione di potenza tecnologica in campo spaziale, da tempo infatti si parla di sfruttamento della luna dal punto di vista minerario e, speriamo di no, militare.

Per il momento chi vuole può comprarsene un pezzo, una società negli Stati Uniti appellandosi a un’antica legge del vecchio West vende appezzamenti di terreno sul nostro satellite con tanto di contratto legale.

di Leopoldo Benacchio (Sole24ore online)

commento:
A parte il fatto che questo signore deve avere litigato da piccolo con la lingua italiana (“in entrambe le due facce”, “lucente” è una cosa lucida e tanto altro)  secondo voi, leggendo bene cosa scrive, sulla Luna ci sono andati o no?