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18 agosto 2012

Biologia della vegetazione marziana [2]

Su Marte i due elementi costituenti dell’acqua, idrogeno e ossigeno, sono abbondantissimi nelle rocce ossidate, carbonatiche e nell’atmosfera sia come CO2 (anidride carbonica) che CH4 (metano) o altri idrocarburi. Quindi solo dei grezzi osservatori possono dire che è impossibile o difficile trovare acqua sul pianeta rosso.  Le persone a bordo del transatlantico Titanic compresero a loro spese quanta acqua c’è sulla Terra sicché la loro nave affondò a causa della collisione con un iceberg, acqua solida. La superficie terrestre è coperta per il 71% dal liquido acquatico. Che cosa impedisce che ci sia acqua su Marte dove abbondano i suoi costituenti?

Le molecole d’acqua, a causa della sua proprietà igroscopica, tendono a riunirsi in goccioline, poi gocce che per gravità scorrono in avallamenti raccogliendosi in pozzanghere e pozze poi ristagni di sempre maggiori dimensioni.  Molte immagini del pianeta rosso riprese dalla Mars Orbiting Camera (MOC) mostrano raccolte di una sostanza liquida che per esclusione non può che essere acqua. Ciò implica che pressione e temperatura in superficie debbano essere più elevate di quanto dichiarato ufficialmente. Molto strano il caso della supertecnologica sonda Curiosity di cui non sono stati forniti la pressione e la temperatura del luogo in cui il robot è atterrato. Wikipedia dice che Marte ha due grosse calotte glaciali ai poli “composte primariamente di ghiaccio d’acqua”. Possibile che in oltre 900 kg di curiosità non ci sia dentro un termometro e un barometro? Se la gravità marziana è ben il 37% di qui sulla Terra, come può essere la pressione atmosferica meno di un centesimo? Dato che è l’attrazione gravitazionale a trattenere i gas. Chiaro che la pressione deve essere più alta e, grazie al potentissimo effetto serra causato dalla CO2, che compone l’aria per il 95%, anche la temperatura  media deve essere superiore a quella “ufficiale”.

Temperature minime e massime su Marte (Opportunity)Il grafico che pubblico (fonte NASA/JPL) mostra le temperature minime e massime rilevate dal rover Opportunity, notate bene, all’ombra: la temperatura massima sarebbe compresa tra gli 0 e i + 30 gradi centigradi mentre quella minima tra i – 65 ed i – 80 gradi centigradi.  Però si tratta di temperature registrate all’ombra. Pertanto, è possibile immaginare che in località ben soleggiate e adeguatamente esposte le temperature medie incrementino di 10-15 gradi, in particolare di notte quando le rocce rilasciano per irraggiamento il calore accumulato durante le ore diurne il che non può avvenire nelle zone d’ombra. In sostanza, un’escursione termica simile a certi deserti terrestri nei quali la vegetazione esiste, naturalmente a patto che via sia l’acqua. Su Marte non esiste un reticolo idrografico attivo, mancando le precipitazioni liquide, ma delle raccolte d’acqua della cui origine bisognerà approfondire. In questa ipotesi è più che possibile che la vita abbia raggiunto Marte dal vicino pianeta Terra. Non viceversa, sicché l’ecosistema marziano appare alquanto meno evoluto di quello nostrano da cui si desume che deve essere più giovane.

Come sulla Terra nei deserti, la vegetazione si affolla lungo le sponde dei ristagni d’acqua che probabilmente fungono anche da ‘serbatoi’ di calore.