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7 ottobre 2012

21 dicembre 2012

Si narra che una sera Joseph Goebbels, ministro della propaganda del Terzo Reich, a un ricevimento nauseato da stucchevoli discorsi sulla “cultura” ebbe a dire “tutte le volte che sento parlare di cultura ho voglia di tirare fuori la pistola dalla fondina”.
Non so perché mi ronza in testa questa citazione a sentire la storia dei preparativi per il famigerato 21 dicembre 2012. Un amico mi scrive informandomi che nella sua zona una setta starebbe alacremente attrezzandosi per il fatidico evento. Tanto che, in pieno collasso del settore edile, li non si trovano muratori poiché tutti impegnati nel terminare i rifugi.

Ora vediamo di capire. I Maya, come ci viene venduto, avrebbero sviluppato nella loro cultura diversi calendari astronomici di grande precisione di cui quello del “grande ciclo”, avrebe termine il 21 dicembre prossimo. Inoltre si paventa l’arrivo di un pianeta detto Nibiru di orbita estremamente ellittica il cui passaggio in vicinanza alla Tera provocherebbe uno scombussolamento generale e cataclismi di immani proporzioni.

21 dicembre 2012

Tuttavia i Maya non hanno mai parlato della fine del mondo ma della fine di un mondo, per di più, del Pianeta X finora nessuna traccia. In questo caso non necessita scrutare il cielo o scomodare defunte civiltà per conoscere che la Nuova Era è qui. La nuova “età dell’oro” è quella del villaggio globale teorizzato da Marshall McLuhan. Oggi materializzato  da internet dove con un’e-mail si può contattare chiunque in tempo reale in capo al mondo, in volo su un aereo, mentre scala una montagna andina o pranza in un ristorante di Tokyo. Lingua universale è il globish, l’inglese globale, con cui via Skype si può comunicare con una cinese di una città di cui fino a 20 anni fa neanche sapevamo dell’esistenza in occidente.

La nuova epoca è quella in cui ogni esigenza umana è apparentemente soddisfatta, ogni timore di Dio sopito. Ognuno potrà essere santo o canaglia, uomo o donna, nessuna distinzione tra etero e gay, abili e disabili, vecchi egiovani, un africano potrà immigrare senza restrizioni in Europa e viceversa, piena libertà di “sballo”. Grazie alla rete con Facebook uno s’ilude di essere amico delle superstar, grazie alla realtà virtuale uno può assumere qualunque identità, diventare integerrimo sceriffo nel vecchio West, famoso astronauta, impavido cacciatore di vampiri; con gli e-book ognuno può inviare il suo manoscritto di 800 pagine a un lettore che abita in Patagonia semplicemente allegando il file ad una email. A questo serve la “banda larga”. Se qualcuno volesse lavorare di domenica o in altre feste comandate potrà farlo e ogni vizietto peloso coperto dalla privacy.

Tranquillizziamoci, il 2012 è la Nuova Era di cui si filosofa, nient’altro. Non si tratta di un minaccioso corpo celeste che ci sovrasta, ne di un’antica profezia da compiersi. Non c’è bisogno di edificare nascondigli in tempo per il 21 dicembre onde scampare alla novità, essa è già qui nel nostro cuore, se lo concediamo.