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6 novembre 2012

L’ultima superpotenza rimasta

Il 9 novembre 1989 è la data storica in cui cadde il muro di Berlino, l’altro 9-11. Simbolicamente fu l’inizio della fine dell’Unione Sovietica e della sua influenza sui paesi satelliti. Non senza gravi conseguenze talora, ad esempio la guerra in Jugoslavia e diversi anni d’instabilità generale. Il muro era stato eretto nel 1961 allo scopo di arginare l’emorragia di cittadini tedeschi dell’Est verso la Germania Ovest, oltre la cortina di ferro. Nella DDR (Germnia Est) esisteva un regime comunista puro che non riusciva a tenere il passo con lo sviluppo economico post bellico della Germania Federale.

Lo sgretolamento del blocco sovietico e la fine del patto di Varsavia fu inevitabili data l’incapacità del socialismo reale di mantenere il passo dello sviluppo economico dell’Occidente.
Talvolta la Soria è dotata di notevole ironia e alla fine somministrà la sua giustizia.
Sono da anni persuaso che, al modo in cui in emblema la caduta del muto di berlino rappresentò la fine del sistema economico collettivista, la scoperta che lo sbarco sulla Luna da parte dei “capitalisti” è stato una truffa sancirà la fine dell’egemonia americana, dell’ultima superpotenza rimasta.

Per intanto, la Russia di Vladimir Putin consuma la sua sottile rivincita sottotraccia portando nello spazio gli astronauti americani i quali, finita l’epoca dello Space Shuttle, sono rimasti appiedati. La Nasa non riesce a portare in orbita ormai neanche un’oncia di “payload” in carne e ossa.
Nel disperato tentativo di prolungare la supremazia globale, gli USA stanno piegando i paesi satelliti, zeppi di loro basi militari, alle loro necessità economiche: dalla Germania, al Giappone e naturalmente Italia e Grecia, che considerano protettorati di straccioni, e l’Europa intera.

Il muro di Berlino
Non basterà a nulla poiché la storia è ciclica come insegna il filosofo Giambattista Vico. Tutti i “regni millenari” come quello di Adolf Hitler sono durati assai meno: il Terzo Reich poco più di 20 anni, qualche centinaio di anni quello macedone, romano, bizantino, l’impero spagnolo di Carlo V su cui non tramontava mai il sole, quelli portoghese e inglese che sono giunti a conclusione ad un dato momento.

Gli Stati Uniti saranno tristemente ricordati in futuro, assieme a genocidi e campi di sterminio d’ogni epoca, per avere commesso i peggiori crimini contro l’umanità: lo sterminio dei nativi americani e dei bisonti, l’impiego di bombe atomiche contro civili inermi a Hiroshima e Nagasaki e, con un’esplosione all’idrogeno (termonucleare), avere aperto una falla nelle cinture magnetiche di Van Allen, che proteggono la Terra dalle letali radiazioni porvenienti dal Sole, genrando l’anomalia del Sud Atlantico.
L’impero americano sta per collassare tragicamente assieme al suo miserevole castello di nefandezze e bugie.