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12 aprile 2013

Obama fissa sfida per Nasa, “catturare asteroidi”

Stefano de Paolis La sfida è ambiziosa: catturare nello spazio, praticamente al lazo, un asteroide da 500 tonnellate con un’astronave robotizzata, e trasportarlo vicino alla luna, dove gli astronauti possano poi esaminarlo ed estrarne materiali preziosi. Ma il presidente Barack Obama non si tira indietro, e per il budget 2014 ha in programma di inserire 105 milioni di dollari da destinare alle prime fasi di un programma ad hoc per la Nasa. La missione per la ‘cattura’ potrebbe partire già nel 2017, mentre il ‘randez vous’ con gli astronauti vicino alla luna potrebbe avvenire nel 2021, scrive oggi il Washington Post citando documenti della Nasa presentati la scorsa settimana al Congresso. In base al piano, un razzo Atals V dovrebbe lanciare la nave robotizzata verso l’asteroide con il compito di catturarlo e trasportarlo, e poi gli astronauti lo raggiungerebbero tramite lo Space Launch System e una capsula Orion, già in via di realizzazione. Un lancio di una capsula Orion senza equipaggio é già in programma per il prossimo anno. L’invio degli astronauti sarebbe peraltro il primo oltre l’atmosfera terrestre sin dai tempi dell’ultima missione Apollo sulla luna, nel 1972. “E’ un concetto molto ingegnoso”, ha detto il senatore Bill Nelson, presidente della sottocommissione Scienza e Spazio del Senato, spiegando che al contempo la Nasa svilupperà le capacità per spingere via pericolosi asteroidi che minaccino la terra. Inoltre, ha detto, potrà progredire anche nei programmi per inviare astronauti su Marte negli anni 30 del 2000. Ma in realtà la Nasa non è sola nella corsa agli asteroidi. Già quasi un anno fa, dopo aver esplorato gli abissi dell’ oceano spingendosi in solitaria fino al punto più profondo della Fossa delle Marianne, il regista James Cameron aveva fatto sapere che ora punta allo spazio. La star di Hollywood, insieme all’amministratore delegato di Google Larry Page e al presidente esecutivo Eric Schmidt, oltre ad alcuni ex funzionari della Nasa, si è lanciato in una joint venture per sostenere finanziariamente la ‘Planetary Resources’, una società di esplorazione spaziale interessata all’estrazione di risorse naturali come ferro e nichel sugli asteroidi vicini alla Terra. La possibilità di estrazione mineraria sugli asteroidi vicini alla Terra è oggetto di discussione da decenni, ma i costi elevatissimi dell’operazione sono sempre stati un ostacolo. Uno studio per la Nasa del 2012 ha calcolato che ‘catturare’ un asteroide di 500 tonnellate e portarlo in orbita intorno alla luna per esplorarlo o estrarre materie può arrivare a costare circa 2,6 miliardi di dollari. Ma intanto, Obama appare determinato a cominciare e i 100 milioni di dollari, ha detto il senatore Nelson, serviranno anche ad individuare l’asteroide giusto per la ‘cattura.

Ciò che scrive il giornalista appare inverosimile, se non destituito di ogni fondamento. A dieci anni dalla “visione” di Bush, che prevedeva il ritorno sulla Luna con equipaggi entro il 2020, l’America spaziale è al palo. Se non fosse per la russa Soyuz, gli USA neanche riuscirebbero ad arrivare all’ISS (Stazione Spaziale Internazionale) che dista dalla Terra meno della distanza tra Milano e Roma. Il 14 gennaio 2004 l’allora presidente USA annunciò che il suo paese intendeva stabilire una base lunare permanentemente abitata in preparazione di una missione umana verso Marte nel 2025 e verso altre destinazioni nel sistema solare. Già allora io pensai che si trattasse della solita “bufala” americana, alla stregua dello sbarco sulla Luna, come penso sia l’idea dell’attuale inquilino alla Casa Bianca.

Articoli di approfondimento: Breve storia del razzo gigante SLS)

Manifesto della 'visione' di George Bush nel 2004