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9 luglio 2013

Stroncato dal cancro l’eroico ex direttore di Fukushima

Masao Yoshida(AGI) – Tokyo, 9 lug. – E’ morto per un cancro all’esofago l’ex direttore della centrale nucleare di Fukushima che rimase coraggiosamente nell’impianto a dirigere le operazioni di contenimento dei danni dopo il disastro del marzo 2011. Masao Yoshida, 58 anni, insieme a una cinquantina di eroici tecnici sfido’ i terribili livelli di radiazioni per eseguire gli interventi che evitarono che il terremoto e il devastante tsunami provocassero un disastro nucleare di proporzioni catastrofiche. In particolare, violando gli ordini dei suoi superiori, Yoshida decise di raffreddare i reattori utilizzando l’acqua di mare, una scelta decisiva per sventare il disastro. E’ stata la Tepco, il colosso energetico che gestisce la centrale di Fukushima, a dare notizia della scomparsa di Yoshida, che aveva lasciato la guida dell’impianto dopo essersi improvvisamente ammalato, nel novembre 2011. Secondo la compagnia e’ improbabile che il tumore fosse legato alle radiazioni perche’ normalmente ci vorrebbero tra i cinque e i 10 anni perche’ emergano patologie del genere.
Resta il fatto che la sua morte solleva molti dubbi, cosi’ come la leucemia diagnosticata al presentatore tv Otzuka Norizaku che pochi giorni dopo il disastro con la sua assistente consumo’ in diretta verdure provenienti dalla prefettura di Fukushima.
Dopo un primo intervento chirurgico per rimuovere il tumore, Yoshida era stato nuovamente operato nel luglio 2012 per un’emorragia cerebrale. La notizia della sua morte e’ arrivata proprio mentre si apprendeva che alcuni reattori della centrale di Fukushima potrebbero tornare operativi entro un anno.

Non sappiamo e non sapremo mai quanti saranno i morti a causa del maremoto (artificiale?) del 11 marzo 2011 in Giappone. Né sarà per Chernobyl. Sappiamo però che in Italia un eroe come Masao Yoshida non lo avremmo avuto. Da noi, si sa, i comandanti abbandonano per primi la nave, ne abbiamo avuto prova provata!
Durante i furiosi bombardamenti di Londra con le V1 e V2 progettate da Wernher Von Braun, nel ’43, la regina non abbandonò Buckingham Palace recandosi a visitare i connazionali feriti, da noi il re, quando le cose si misero male, abbandonò Roma e i soldati italiani che combattevano sui fronti di tutta Europa, scappando con la corte a Brindisi. Ci hanno imposto il segreto di stato sulle efferate stragi di stato (!?) da piazza Fontana, a piazza della Loggia, alla tremenda deflagrazione che scosse la stazione di Bologna il 2 agosto 1980 per le quali non avremo mai la verità.
Bertoldt Brecht scrisse: beato quel popolo che non ha bisogno di eroi. Poco male, nel paese degli indulti, delle amnistie, deroghe, proroghe, sanatorie e condoni, un popolo neanche ce l’abbiamo. Che razza di eroi ci dovremmo mai aspettare?