Terrorismo tellurico

MARTELLI (ENEA): RISCHIO TERREMOTO M.7,5 STRETTO DI MESSINA
Un terremoto di intensità persino superiore allo storico sisma di Messina del 1908, che devastò la città e lascio 100mila morti sotto le macerie. È quello che potrebbe interessare Sicilia orientale e Calabria meridionale nei prossimi mesi, al massimo entro 2 anni.
Uno scenario che nessuno si augura, ma che non è stato predetto da una delle solite Cassandre poco qualificate di casa nostra, ma dal direttore del centro Enea di Bologna, Alessandro Martelli, che ha parlato di un sisma di 7,5 gradi Richter. Enorme, basti pensare che a devastare L’Aquila sono bastati 6,3 gradi.

Rischio sismico altissimo
Al di là delle polemiche scatenate tra questa posizione e quella dei sismologi più cauti, è indubbio che tra la Sicilia e la Calabria c’è una delle zone sismiche più pericolose d’Italia. Se nessuno può dire con certezza quando ci sarà “the big one”, il grande terremoto, tutti concordano sul fatto che avverrà. E purtroppo, il territorio è tutt’altro che pronto.

Sisma tra il 7,5 e il 7,9
Il Salvagente ha innanzi tutto chiesto ad Alessandro Martelli su quali basi ha lanciato l’allarme: “In Italia esiste una scuola di sismologia non ben accettata da quella tradizionale. Ha sede a Trieste ed è guidata da Francesco Panza, ordinario di sismologia all’Università di Trieste, accademico dei Lincei e della Russian Academy of Science, con cui lavora su alcuni studi. Questo centro di ricerca fa esperimenti di previsione dei terremoti”. I dati di questi studi, ci spiega Martelli, evidenziano una allerta per un terremoto grosso, tra i 7,5 e i 7,9 gradi, in questa zona del Sud. E aggiunge: “Possiamo dire, al di là delle polemiche, che le loro previsioni sono riuscite nel 70% dei casi. Lo dico da persona estranea che giudica i dati”.

Mappa della sismicità di Sicilia e CalabriaRischio impianti
Cosa comporterebbe un sisma del genere in quel territorio? Il problema principale, come ci spiega Enzo Parisi di Legambiente Sicilia, è che “nella Sicilia orientale ci sono tre aree a forte rischio ambientale legate ad altrettanti impianti petrolchimici. Gela, Priolo (con Augusta e Melilli) e Milazzo. Aree che preoccupano chi vive lì.  Due o tre volte l’anno capitano incidenti dentro gli impianti”.

Le città circostanti avrebbero bisogno di un piano d’emergenza ad hoc. “Ma la gente che sta nelle vicinanze degli impianti non sa come comportarsi. Non gli viene mandato materiale informativo in casa ogni anno. Non vengono fatte le esercitazioni”, continua il rappresentante di Legambiente.

Impianti inadeguati
Eppure il presidente di Confindustria Siracusa ha recentemente dichiarato che gli impianti sono adeguati ai livelli di sismicità più alti. “Sta dicendo una menzogna”, ribatte Parisi. “Gli impianti sono degli anni 50 e non sono mai stati adeguati. Non c’è una certificazione che lo dimostri. Un paio di anni fa è crollato un pezzo di pontile dell’impianto Erg nel porto di Augusta. Sempre in quel pontile è cascato un braccio di carico. Stiamo parlando di milioni di tonnellate di produzione petrolifera nello stoccaggio. Se si sdraia un serbatoio e prende fuoco fa incendiare tutti gli altri. Si svilupperebbe una nube tossica che invaderebbe il Mediterraneo. Non sto esagerando”.

Non solo petrolio
E non c’è solo petrolio. Ci sono altre sostanze estremamente tossiche, come l’acido fluoridico, altamente corrosivo, e poi etilene, propilene, butano. Ci sarebbe una grande esplosione, oltre all’inquinamento delle falde e del mare. L’ultimo incidente spettacolare risale al 2006, quando ha preso fuoco una linea di petrolio che attraversava la strada provinciale. L’incendio è durato tre giorni e la strada è stata chiusa per 6 mesi. E tra Augusta, Priolo, Melilli e la parte nord di Siracusa, sono 100mila le persone a stretto contatto con quell’impianto.

La gente morirebbe per le esalazioni
Rincara la dose Alessandro Martelli, dell’Enea: “Per gli impianti non c’è una normativa speciale, non si conosce la loro stessa vulnerabilità, non c’è una procedura ah hoc per metterli in sicurezza. Considerato il tipo di movimento del terreno c’è la grossa probabilità di registrare una incapacità degli impianti di reggere le conseguenze di un collasso. Parliamo di un’eventualità in cui la maggior parte delle persone morirebbe per le esalazioni, non per la scossa”.

Edilizia impreparata
E se non bastasse il problema degli impianti industriali, quella parte della Sicilia ha anche grossi deficit edilizi dal punto di vista sismico. Lo conferma al Salvagente Carmelo Grasso, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Catania: “Circa il 70% del costruito è precedente al 1981, data dell’introduzione delle norme antisismiche, e quindi non è adeguato. La maggior vulnerabilità riguarda gli edifici in cemento armato costruiti senza norme antisismiche. Chiediamo che venga fatto un piano della vulnerabilità degli edifici costruiti prima dell’81, a partire da scuole, ospedali, prefettura. E da lì bisogna intervenire in ordine di priorità”.

Meglio prima che dopo
I soldi che servono sono molti, ma Grasso fa un rapido calcolo per sottolineare la necessità di spenderli prima piuttosto che a disastro avvenuto: “Negli ultimi 40 anni sono stati spesi 150 miliardi di euro per la ricostruzione post calamità naturali. E secondo dati della Protezione civile, basterebbero 40 miliardi per mettere in sicurezza il territorio. Per i privati, invece, bisognerebbe detassare chi decide di abbattere un palazzo vecchio e ricostruirlo. Non fargli pagare l’Imu, gli oneri concessori”. I rischi dunque sono molti, e il territorio non è affatto pronto. Si spera che per una volta la storia non si ripeta.

Che dire? A mio avviso questo signor Martelli doverebbe essere denunciato e severamente censurato per procurato allarme. Ciò che dice quest’articolo, senza uno straccio di prova, è destituito di ogni fondamento.  Ci sono diversi interrogativi:

  • Un terremoto di 7,5 – 7,9 gradi Richter è di una straordinaria intensità. Dove è la prova che l’accumulo di energia non si scaricherebbe invece in una raffica di scosse di debole intensità?
  • Si parla di soldi da stanziare, non è per caso che è il solito modo per spillare soldi pubblici per l’“emergenza” di un terremoto di cui non si sa nulla?
  • Se le teorie di Raffaele Bendandi e Giampaolo Giuliani, sulla prevedibilità dei sismi, sono state screditate perché “i terremoti non si possone prevedere”, perchè dovremmo credere a questa di predizione?
  • Oltetutto Martelli è un ingegnere, non un geologo. Perché costui dovrebbe essere preso in considerazione?
  • In un’intervista questo signore parla di “incertezza spaziale e temporale enorme”. Questo è allarmismo gratuito bello e buono.

Molto probabilmente non succederà niente. Tutto ciò mi da l’idea di essere solo un brutto scherzo, architettato per motivi che sfuggono da facile comprensione. Gli autori di questo vero terremoto della tranquillità dei cittadini praticano del terrorismo mediatico e come terroristi, a mio modo di vedere, dovrebbero essere trattati.

32 commenti to “Terrorismo tellurico”

  1. Antibufala: donna cinese folgorata dall’iPhone sotto carica?
    Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “leonardo.cr*”.

    Molte testate giornalistiche (per esempio Corriere della Sera; Corriere del Ticino; BBC) stanno riportando la notizia di una donna cinese di 23 anni, Ma Ailun, che sarebbe morta perché folgorata dal proprio Phone 5, che ha usato per

    Subito Paolo Attivissimo si erge a strenuo difensore della Apple e dell’America, ma sulle bufale mediatiche come quella citata in questo post, non dice niente, strano no?

  2. O.T. in stile Galuppinesco

    “Acqua in tuta, stop passeggiata spaziale”
    ANSA.it ‎

    Potevano chiamare Ettorino per risolvere questa situazione, lui è pratico di questi problemi ogni volta che si deve cambiare il pannolone, un vero esperto !!!!!!

    • Mi domando come le tute spaziali sulla Luna che erano antidiluviane rispetto a queste come abbiano potuto funzionare senza il minimo inghippo.

    • Letta: vado avanti, supereremo gli ostacoli – Il premier a Cameron: asse Italo-Britannico per riformare la Ue

      Letta che buffone! L’UK non ha l’euro, non paertecipa al salva stati che a noi ci ha appena fatto schizzare il debito pubblico e scommetto faranno di tutto per uscire dalla UE. Per non avere a che fare con i casini finanziari greci, cipriopti ecc. Questo demente di che ‘asse’ parla?

  3. Ipergolico scrive:
    16 luglio 2013 alle 21:12

    Potevano chiamare Ettorino per risolvere questa situazione, lui è pratico di questi problemi ogni volta che si deve cambiare il pannolone, un vero esperto !!!!!!

    ————————————————————————-

    Buona idea! Però allo stato attuale Ettorino non può aiutarli!
    Infatti ha un colloquio di lavoro con Belzebù per un posto di pulitore di cessi (ha ottime referenze al riguardo) nel girone dei bugiardi incalliti.

    • Stava giocando a scacchi, un tipo incappucciato vestito di nero con una falce gli ha fatto SCACCO MORTO. :mrgreen:

      • la frenata dei paesi emergenti
        Mossa disperata dell’India: alza i tassi al 10,25% per sostenere la rupia. Ma la crescita è sempre più debole

        Ah, ecco si spiega lo stillicidio nei mesi scorsi e di recente sulle bambine indiane violentate e uccise ogni giorno da branchi selvaggi di indiani. Come se gli stupratori ci fossero solo in India!
        Gli USA dato che per ora non riescono adistruggere Russia (che li mandanello spazio) e Cina (che possiede metà del loro debito pubblico) distruggono l’India.

        https://pianetax.wordpress.com/2012/11/06/lultima-superpotenza-rimasta/

        • L’india è distrutta da sola: sono dei selvaggi. 🙄

        • dal blog di Attivissimo:

          16.7.13 11 commenti
          Oggi la seconda passeggiata spaziale di Luca Parmitano
          L’articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

          La diretta in streaming della seconda escursione di Luca Parmitano all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale, insieme a Chris Cassidy, è visibile a questo link. La telecamera sul casco di Luca è identificata dal numero 17; quella sul casco di Chris dal numero 20. La tuta di Chris ha delle bande rosse, mentre quella di Luca è interamente bianca. Buona visione.

          Fra l’altro, se vi siete mai chiesti come si fa a lavarsi i capelli nello spazio in assenza di peso, ecco due spiegazioni: quella della chiomatissima Karen Nyberg (la manovratrice del braccio robotico che ha portato Luca) e quella un po’ personale del meno capelluto Luca Parmitano.

          Aggiornamento: Luca ha acqua nel casco, rientro d’urgenza
          La passeggiata è stata interrotta dopo circa 92 minuti a causa di un accumulo anomalo di acqua all’interno del casco di Luca, nella zona della nuca (circa un litro, secondo le prime stime). L’astronauta italiano ha provato a risolvere il problema bevendone un po’, ma non è bastato. L’acqua gli stava riducendo la visuale e l’udito e continuava ad aumentare. In assenza di peso, oltretutto, l’acqua fluttuava dentro il casco, col rischio di essere inalata e di accumularsi sugli occhi. Non occorre soffrire di claustrofobia per capire la situazione.

          A titolo prudenziale, Luca e Chris sono rientrati piuttosto rapidamente ma senza scomporsi nella Stazione Spaziale e si sono tolti le tute con l’aiuto dei loro colleghi. Luca sta bene, si è asciugato e ripulito. Una prima sintesi degli eventi è su Spaceflightnow in inglese. Un’altra, in italiano, è su Astronautinews.

          La causa dell’accumulo non è ancora nota ma si sospetta un difetto della sacca piena d’acqua usata dagli astronauti per bere durante l’escursione. L’altra possibile fonte d’acqua è il sistema di raffreddamento, che è costituito da una fitta rete di tubicini pieni appunto d’acqua iodata, incorporati in una sotto-tuta aderente con una porzione che si estende dentro il casco, ma è un’ipotesi meno probabile, anche se Luca ha detto che l’acqua che ha bevuto aveva un sapore strano.

          Aggiornamento (18:00)

          Qui c’è un breve comunicato sulla situazione da parte dell’ESA: nulla di nuovo oltre a quello che si sapeva fin qui. Stando ai dati raccolti dagli utenti di NasaSpaceFlight.com, la dinamica degli eventi è stata in sintesi questa: Luca ha segnalato un eccesso d’acqua dentro il casco, sulla nuca, e pochi minuti dopo ha segnalato che l’acqua era in aumento. Chris ha ispezionato visivamente il casco, indicando che l’acqua era circa 800 ml. Luca ha sospettato un problema al circuito refrigerante e su consiglio di Chris ha ridotto il flusso in questo circuito. Poi Chris ha ipotizzato una perdita della sacca d’acqua da bere e ha chiesto a Luca di bersela tutta.

          Circa venticinque minuti dopo l’avviso iniziale di Luca, il direttore di volo ha ordinato di interrompere la passeggiata spaziale, chiedendo a Luca di dirigersi verso la camera stagna della ISS mentre Chris metteva in ordine all’esterno. Luca è entrato nella camera stagna, seguito da Chris una decina di minuti dopo. Venticinque minuti dopo che Luca era entrato nella camera, si è conclusa la ripressurizzazione: Luca è entrato per primo nella Stazione e nel giro di un minuto i suoi colleghi gli avevano tolto il casco.

          Dalle parole di Luca sembra che si possa inoltre escludere un’altra possibile fonte d’acqua: l’urina. Luca ha fatto capire di non aver urinato nell’apposito dispositivo di cui è dotata la tuta.

          La BBC ha pubblicato una sintesi in video sottotitolata della fase in cui Luca e Chris discutono del problema e il Controllo Missione decide di interrompere la passeggiata spaziale.

          Aggiornamento (23:30)

          Immagine di @geekeconomist
          È appena terminata la conferenza stampa della NASA sull’inconveniente capitato a Luca. In sintesi: non si sa ancora quale sia stata la causa esatta, ma i sospetti si stanno concentrando sul sistema di raffreddamento della tuta. I medici dell’ESA non segnalano alcun postumo a carico di Luca in termini di salute.

          Luca aveva anche un sensore di CO2 difettoso prima di rilevare l’acqua nel casco: il difetto probabilmente dovuto all’acqua stessa. In totale nel casco e nella tuta, ma soprattutto nel casco, si era accumulato circa un litro o un litro e mezzo d’acqua.

          Da dove può provenire tutta quell’acqua? Il conto è presto fatto: la sacca d’acqua da bene tiene 32 once (1 litro); il sistema della tuta refrigerante tiene 1 gallone (3,8 litri). L’origine dell’acqua è formalmente tuttora ignota, ma la deduzione è abbastanza logica. La tuta era la stessa usata per la passeggiata spaziale precedente; ce ne sono almeno altre due di riserva a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (più quelle russe).

          Fra i rischi che forse molti non immaginano c’è il fatto che il casco è spalmato internamente di un liquido antiappannante, che è irritante per gli occhi. Mescolandosi all’acqua e finendo negli occhi avrebbe causato un bruciore che Luca non avrebbe potuto alleviare; oltretutto l’acqua, in assenza di peso, si accumula in globuli che aderiscono al volto.

          Il sapore strano dell’acqua segnalato da Luca non è conferma che l’acqua proveniva dal sistema di refrigerazione, perché anche l’antiappannante, se si mescola con l’acqua, ha un sapore strano.

          Alla domanda se sarebbe stato effettivamente possibile un annegamento o strozzamento, i relatori della NASA hanno risposto di sì; ma non c’era rischio di folgorazione perché i componenti elettrici della tuta vicini al corpo sono a tensione e amperaggio molto bassi. Gli stessi relatori hanno fatto i complimenti a Luca per la sua calma e professionalità nel gestire il problema.

          Davvero ci vuole così tanto tempo per rientrare in emergenza? No: il rientro di oggi non è stato il più veloce possibile. Esistono procedure ancora più celeri, ma si usano solo se c’è pericolo serio per la vita di un astronauta.

          Secondo voi, se è così rischioso nel 2013 fare un EVA, per 2 astronauti vicino alla Terra e vicino a colleghi pronti ad aiutarli, i 2 astronauti che erano da soli sulla Luna nel 69, come potevano sentirsi se succedeva qualcosa??? Erano tranquilli come pascia’, correvano, saltavano, cantavano.
          Non trovate che c’è qualcosa che non quadra????

        • Secondo voi, se è così rischioso nel 2013 fare un EVA, per 2 astronauti vicino alla Terra e vicino a colleghi pronti ad aiutarli, i 2 astronauti che erano da soli sulla Luna nel 69, come potevano sentirsi se succedeva qualcosa??? Erano tranquilli come pascia’, correvano, saltavano, cantavano.
          Non trovate che c’è qualcosa che non quadra????

          E’ per quello che sono considerati da tutta l’umanità degli eroi e rimarrano nella storia fino a quando esisiterà l’umanità, a differenza di me e Lei.

        • Renziani pressano il Pd: ‘Ora Alfano si dimetta’
          Anche Cuperlo, sarebbe atto responsabile Galan ribatte: se lui va a casa, a casa il governo

          Come vi dicevo giorni fa, la Casa Bianca vuole forse accelerare nell’operazione Renzi, probabilmente a causa del collasso economico dell’italia che rischia di fare fallire il superstato europeo.
          I ‘renziani’ sono gli stessi che su ordine di Washington eliminarono Bersani, con lo sgambetto del fallimento di Marini e Prodi come capi dello stato. Che volessero eliminare Bersani ve lo avevo detto l’anno scorso:
          https://pianetax.wordpress.com/2012/11/23/risultato-delle-elezioni-del-10-11-marzo-2013/

          Adesso ci sarà da ridere amaramente perchè faranno un’altra terribile riforma delle pensioni PEGGIORE della riforma Fornerto. In autunno, come vi ho già detto, se riescono ad avere la maggioranza al senato, faranno cadere il governo, eliminando Berlusconi (non a caso lui sostiene in ogni modo il governo Letta).

        • Quello che sbagliano gli americani è questo. L’italia non ha subito il lavaggio del cervello consumistico come gli americani che anche se non hanno da mangiare, cmq si accampano di notte per essere i primi in città a avere l’ultima merda Apple. Di gente come Kaysing in America è forse il 20% che rifiutano a priori il consumismo. da noi c’è una forte mentalità statalista, asistenzialista che ha alimentato il consumismo frenato degli ultimi 30 anni dagli anni 80 con le spalle coperte dallo stato. Ma ora nell’insicurezza totale, stiamo assistendo al crollo dei consumi poichè le famiglie (non sto parlando dei cocainomani, scalmanati da stadio ecc) di fronte all’incremento feroce dell’imposizione fiscale, sta smettendo di consumare tout-cout. La situazione italiana continuerà a peggiorare. In USA la gente consuma per il gusto di consumare anche a credito, da noi senza la garanzia statale (stipendio statale/privato indeterminato, pensione, sussidio, mobilità, invalidità) la gente neanche va al cinema. In America anche gli homeless appassionati di Tom Cruise 7 dollari per andare a vedere l’ultimo film li trovao.

        • Ettorino sperava erroneamente di essere ricordato da tutti gli “attenti e intelligenti lettori”, mentre invece gli unici che lo ricordano siamo io e Nemo Tirimbaus! 😦
          CHE TRISTEZZAAAAA……..!!!!!! 😥 😥

          BEVO per dimenticare! 😥 😥 😥

        • Vuoi già dimenticarti di lui? 😯
          UH ! UH ! UH ! UH ! UH ! UH ! 😆
          (P.S. ricordiamolo così!)

  4. Guardate come hanno trattato Ettorino (Enrico71) questi cattivoni!!! 👿

    http://forum.tgmonline.it/showthread.php?p=4751121#post4751121

    • Ah, Enrico71, e se non fosse “propiamente” sano di mente? 🙄 Vabbè, non trascendiamo, anche se il massimo l’ha raggiunto quando è stato bannato per cretineria. 😥
      Beh, ormai ha capito che è stato turlupinato dai complottari, complice la sua ingenuità, quindi viva sereno (se non è morto) e se ne faccia una ragione (anche se è morto) 🙄

  5. Voci di corridoio dicono che Ettorino sia in villeggiatura in Liguria in compagnia di graziosissime e vogliosissime donne (che potrebbero essere le sue tanto decantate ballerine)…
    Eeecco perché non sta producendo più “pubblicazioni”!!!

    Che mandrillaccio….!!!

    Certo però che un salutino dal mare ce lo potrebbe pure fare!
    Secondo te Nemo, lo saprà usare un iPhone?

    • Niente da fare, con la sua pensione non lo compra manco se dovesse offrire le terga al mercato! 😆
      Ma il suo “fondello” chi se lo compra? 🙄 Forse tale Oronzo… Ma non lo paga, il suo è Amore, forse glielo potrebbe regalare! :mrgreen:
      Ettorì, se sei vivo, pensaci! 😆

      • E poi dicono che il NWO (Nuovo Ordine Mondiale) non esiste!

        Perde 600mila dollari, asso del poker italiano si suicida a Lima

        Perde 600mila dollari, asso del poker italiano si suicida a Lima
        Vicino al cadavere è stato ritrovato un flacone di cristallo che conteneva residui di una sostanza velenosa sciolta in acqua frizzante, una valigetta con 140 mila dollari in contanti e una lettera.

        Questo tizio probabilmente si è giocato e perso soldi che non aveva. In certi ambienti non è come lo stato italiano che non paga le imprese e queste falliscono. IL NWO non fallisce.

        • Pericolosissimo! Un giocatore di poker ben addestrato può facilmente mandare in crisi una nazione, ad esempio. 🙄 E poi è assolutamente insospettabile ed è facilissimo che faccia girare dei soldi in nero, oppure sottoforma di “fondi occulti”, se preferite! 😯
          Meditate… 🙄

        • Miiiiii….

          Bernie Ecclestone finisce formalmente sotto accusa da parte della procura di Monaco di Baviera. Il patron della Formula 1 è stato incriminato per corruzione dell’ex banchiere Gerhard Gribkowsky nell’ambito dell’inchiesta per la vendita dei diritti del Circus automobilistico, detenuti dalla Bayern-LB.

          ma c’è ancora Ecclestone!!
          Poi ci lamentiamo che hanno eletto presidente il supergiovane astro nascente della politica Napolitano. Beh, Berlusconi (se gli americano non gli fanno cadere l’elicottero), ha ancora speranze!

          Licio Gelli (Pistoia, 21 aprile 1919) è un criminale e faccendiere italiano.
          http://it.wikipedia.org/wiki/Licio_Gelli

          Detto ‘inter nos’, se i ‘pupilli’ giovincelli Bonino, Grillo, Boldrini, Letta e Renzi fanno bello, magari avremo un presedente ancora più giovanile prima o poi!

  6. 18.7.13 1 commento
    Ci vediamo stasera a Varese per parlare di bufale scientifiche?
    Stasera alle 21 sarò a Varese, al Filmstudio 90 in via De Cristoforis 5, per una conferenza sulle bufale scientifiche e sui metodi per smascherarle nella vita quotidiana e nei media. L’incontro è organizzato dall’associazione Storie di Scienza e l’ingresso è libero.

    Se qualcuno è interessato ai miei libri o a Moonscape, ne avrò con me qualche copia; porterò anche il libro storico di Luigi Pizzimenti Progetto Apollo: il sogno più grande dell’uomo, di cui è appena uscita la nuova edizione, fresca fresca di stampa. A stasera!
    Etichette: apparizioni mistiche, bufale
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    Oggi la seconda passeggiata spaziale di Luca Parmitano
    L’articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

    La diretta in streaming della seconda escursione di Luca Parmitano all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale, insieme a Chris Cassidy, è visibile a questo link. La telecamera sul casco di Luca è identificata dal numero 17; quella sul casco di Chris dal numero 20. La tuta di Chris ha delle bande rosse, mentre quella di Luca è interamente bianca. Buona visione.

    Fra l’altro, se vi siete mai chiesti come si fa a lavarsi i capelli nello spazio in assenza di peso, ecco due spiegazioni: quella della chiomatissima Karen Nyberg (la manovratrice del braccio robotico che ha portato Luca) e quella un po’ personale del meno capelluto Luca Parmitano.

    Aggiornamento: Luca ha acqua nel casco, rientro d’urgenza

    La passeggiata è stata interrotta dopo circa 92 minuti a causa di un accumulo anomalo di acqua all’interno del casco di Luca, nella zona della nuca (circa un litro, secondo le prime stime). L’astronauta italiano ha provato a risolvere il problema bevendone un po’, ma non è bastato. L’acqua gli stava riducendo la visuale e l’udito e continuava ad aumentare. In assenza di peso, oltretutto, l’acqua fluttuava dentro il casco, col rischio di essere inalata e di accumularsi sugli occhi. Non occorre soffrire di claustrofobia per capire la serietà della situazione.

    A titolo prudenziale, Luca e Chris sono rientrati piuttosto rapidamente, ma senza scomporsi, nella Stazione Spaziale e si sono tolti le tute con l’aiuto dei loro colleghi. Luca sta bene, si è asciugato e ripulito. Una prima sintesi degli eventi è su Spaceflightnow in inglese. Un’altra, in italiano, è su Astronautinews.

    La causa dell’accumulo non è ancora nota ma si sospetta un difetto della sacca piena d’acqua usata dagli astronauti per bere durante l’escursione. L’altra possibile fonte d’acqua è il sistema di raffreddamento, che è costituito da una fitta rete di tubicini pieni appunto d’acqua iodata, incorporati in una sotto-tuta aderente con una porzione che si estende dentro il casco, ma è un’ipotesi meno probabile, anche se Luca ha detto che l’acqua che ha bevuto aveva un sapore strano.

    Ecco intanto qualche immagine del rientro d’urgenza di Luca e Chris.

    Aggiornamento (18:00)

    Qui c’è un breve comunicato sulla situazione da parte dell’ESA: nulla di nuovo oltre a quello che si sapeva fin qui. Stando ai dati raccolti dagli utenti di NasaSpaceFlight.com, la dinamica degli eventi è stata in sintesi questa: Luca ha segnalato un eccesso d’acqua dentro il casco, sulla nuca, e pochi minuti dopo ha segnalato che l’acqua era in aumento. Chris ha ispezionato visivamente il casco, indicando che l’acqua era circa 800 ml. Luca ha sospettato un problema al circuito refrigerante e su consiglio di Chris ha ridotto il flusso in questo circuito. Poi Chris ha ipotizzato una perdita della sacca d’acqua da bere (foto qui sotto) e ha chiesto a Luca di bersela tutta.

    Luca con la sacca d’acqua durante l’addestramento a terra.
    Credit: Lee Hutchinson (link)
    Circa venticinque minuti dopo l’avviso iniziale di Luca, il direttore di volo ha ordinato di interrompere la passeggiata spaziale, chiedendo a Luca di dirigersi verso la camera stagna della ISS mentre Chris metteva in ordine all’esterno. Luca è entrato nella camera stagna, seguito da Chris una decina di minuti dopo. Venticinque minuti dopo che Luca era entrato nella camera, si è conclusa la ripressurizzazione: Luca è entrato per primo nella Stazione e nel giro di un minuto i suoi colleghi gli avevano tolto il casco.

    Dalle parole di Luca sembra che si possa inoltre escludere un’altra possibile fonte d’acqua: l’urina. Luca ha fatto capire di non aver urinato nell’apposito dispositivo di cui è dotata la tuta.

    La BBC ha pubblicato una sintesi in video sottotitolata della fase in cui Luca e Chris discutono del problema e il Controllo Missione decide di interrompere la passeggiata spaziale.

    Questa è una mia cattura veloce del video del rientro (senza audio):

    Aggiornamento (23:30)

    Immagine di @geekeconomist
    È appena terminata la conferenza stampa della NASA sull’inconveniente capitato a Luca. In sintesi: non si sa ancora quale sia stata la causa esatta, ma i sospetti si stanno concentrando sul sistema di raffreddamento della tuta. I medici dell’ESA non segnalano alcun postumo a carico di Luca in termini di salute.

    Luca aveva anche un sensore di CO2 difettoso prima di rilevare l’acqua nel casco: il difetto probabilmente dovuto all’acqua stessa. In totale nel casco e nella tuta, ma soprattutto nel casco, si era accumulato circa un litro o un litro e mezzo d’acqua.

    Da dove può provenire tutta quell’acqua? Il conto è presto fatto: la sacca d’acqua da bere tiene 32 once (1 litro); il sistema della tuta refrigerante tiene 1 gallone (3,8 litri). L’origine dell’acqua è formalmente tuttora ignota, ma la deduzione è abbastanza logica. La tuta era la stessa usata per la passeggiata spaziale precedente; ce ne sono almeno altre due di riserva a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (più quelle russe).

    Fra i rischi che forse molti non immaginano c’è il fatto che il casco è spalmato internamente di un liquido antiappannante, che è irritante per gli occhi. Mescolandosi all’acqua e finendo negli occhi avrebbe causato un bruciore che Luca non avrebbe potuto alleviare; oltretutto l’acqua, in assenza di peso, si accumula in globuli che aderiscono al volto.

    Il sapore strano dell’acqua segnalato da Luca non è conferma che l’acqua proveniva dal sistema di refrigerazione, perché anche l’antiappannante, se si mescola con l’acqua, ha un sapore strano.

    Alla domanda se sarebbe stato effettivamente possibile un annegamento o strozzamento, i relatori della NASA hanno risposto di sì; ma non c’era rischio di folgorazione perché i componenti elettrici della tuta vicini al corpo sono a tensione e amperaggio molto bassi. Gli stessi relatori hanno fatto i complimenti a Luca per la sua calma e professionalità nel gestire il problema.

    Davvero ci vuole così tanto tempo per rientrare in emergenza? No: il rientro di oggi non è stato il più veloce possibile. Esistono procedure ancora più celeri, ma si usano solo se c’è pericolo serio per la vita di un astronauta.

    Aggiornamento (2013/07/17)

    È disponibile il video dell’attività extraveicolare dal momento in cui Luca riferisce del problema fino al rientro. L’ordine di interrompere l’attività è intorno a 12:45; l’apertura della cabina stagna è a 44:45 circa.

    Etichette: spazio
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    Pubblicazione iniziale: 16.7.13 23 commenti Aggiungi un commento
    15.7.13 47 commenti
    Antibufala: donna cinese folgorata dall’iPhone sotto carica?
    Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “leonardo.cr*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

    Ma Ailun. Credit: tech.qq.com.
    Molte testate giornalistiche (per esempio Corriere della Sera; Corriere del Ticino; BBC) stanno riportando la notizia della morte di una donna cinese di 23 anni, Ma Ailun (foto qui accanto), che sarebbe stata folgorata dal proprio iPhone 5, usato per rispondere a una chiamata mentre era sotto carica. Comprensibilmente, molti si stanno preoccupando che la stessa cosa possa succedere anche a loro.

    Prima di lasciarsi andare all’angoscia sarebbe sensato riflettere un momento sui dati di fatto. La polizia locale non ha ancora accertato se la causa della morte sia davvero il telefonino, ma ha confermato soltanto che il decesso è avvenuto per folgorazione (Xinhuanet.com; China Daily; Sina.com). La notizia è esplosa dopo che la sorella maggiore ha pubblicato un post sul servizio di microblogging Sina Weibo nel quale affermava che la causa della folgorazione era l’iPhone, e per ora è soltanto lei ad affermarlo. La sorella maggiore è anche l’unica persona ad aver dichiarato che l’iPhone e l’alimentatore erano originali e non una delle tantissime imitazioni circolanti in Cina e spesso prive delle più elementari protezioni.

    Come chiarisce l’esperto contattato dalla BBC, non dovrebbe essere possibile restare folgorati mortalmente usando un telefonino sotto carica, perché l’energia elettrica che esce dal caricabatteria (alimentatore) è a bassissima tensione (circa 5 volt) ed è di gran lunga troppo debole per causare danni. Ci vorrebbe un difetto molto grave o un danno molto serio all’alimentatore o all’impianto elettrico domestico per dare una scossa elettrica mortale. L’esperto citato da The Inquirer afferma invece che “c’è un rischio nell’usare un dispositivo elettrico, che sia un rasoio o un telefono, mentre viene caricata la sua batteria”. Però non dice quale sia questo rischio o come lo si causi o lo si eviti. Non è di grande aiuto.

    Se preferite evitare di rispondere al telefonino mentre è sotto carica, fate pure: è una scelta di massima cautela, anche se normalmente non dovrebbe fare alcuna differenza. Ci sarebbero semmai casi particolari più realistici che sarebbe meglio evitare, come per esempio l’uso di un cellulare sotto carica quando si è nella vasca da bagno o se si è bagnati, perché l’acqua può colare lungo il filo ed entrare nella presa. Può essere solo una coincidenza, ma secondo quanto riporta CNN, la donna era uscita dalla vasca da bagno per rispondere al telefonino.

    Aggiornamento (2013/07/17)
    ZDNet ha un aggiornamento sulla notizia: la donna era sola in casa al momento della folgorazione ed è stata trovata dal fidanzato “sdraiata sul letto, con un iPhone 4 Apple sotto carica attaccato al lato destro del collo. La pelle circostante era nera e bruciata.” Inoltre “il dito indice destro e l’alluce sinistro erano inceneriti a partire da sopra l’ultima articolazione”. Mi chiedo se un alimentatore, autentico o fasullo, possa causare bruciature così significative senza che si fonda prima il filo, solitamente sottile, che lo collega al telefonino.

    Degli esperti, insieme alla polizia, hanno esaminato il luogo e non hanno trovato problemi con i circuiti domestici o con l’alimentatore. Il telefonino ha delle crepe su entrambi i lati e i tasti bruciati ma è ancora in grado di effettuare chiamate. L’apparecchio è ora in mano alla polizia, che deve ancora determinare se si tratta di un iPhone autentico.

    Fonti aggiuntive: The Register, Gawker, The Atlantic.

    Etichette: antibufala, Apple, iPhone, telefonia
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    13.7.13 10 commenti
    Disinformatico radio, la puntata di ieri
    Come consueto, ieri (venerdì) ho condotto una puntata del Disinformatico radiofonico per la Rete Tre della RSI. Il podcast è scaricabile qui. I temi e i relativi articoli di supporto sono i seguenti:

    Ente USA ha PC infetti, risolve il problema distruggendoli
    Stufi di Facebook o in cerca di un nuovo inizio? Ecco come cancellarsi
    Facebook, arriva Graph Search: cosa c’è da sapere
    Android ha una “falla globale”? Panico da ridimensionare, ecco il test

    Etichette: Android, disastri informatici, EPIC FAIL, facebook, privacy, radio, smartphone, tablet
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    11.7.13 180 commenti
    11/9, il 12/7 dibattito online in diretta con un complottista; intervista con un testimone al Pentagono
    L’articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

    Domani sera (12/7) alle 21 ora italiana, salvo intoppi tecnici dell’ultimo momento, parteciperò a un Google Hangout insieme a Massimo Mazzucco di Luogocomune.net, noto sostenitore delle tesi alternative sugli eventi dell’11 settembre. Segnalerò qui i dettagli su come seguire il dibattito non appena li avrò.

    Ormai la ricerca sull’11 settembre, per quanto mi riguarda, è un capitolo chiuso (salvo eventuali novità) e il blog Undicisettembre.info ha da tempo voltato pagina, dedicandosi alle interviste ai protagonisti di quel giorno (segnalo l’intervista di Hammer a Dan Holdridge, che lavorava nel Pentagono) e ad aspetti corollari, come quest’esperienza personale sull’attendibilità dei testimoni a caldo. Ma se mi invitano a un dibattito corretto e civile sul cospirazionismo undicisettembrino, partecipo sempre volentieri.

    Aggiornamento: il video di presentazione con i dettagli è disponibile qui su Youtube. Per chi non potesse seguire l’Hangout in diretta, dovrebbe essere resa disponibile una registrazione su Youtube.

    La diretta del dibatto è qui sotto (link): dopo la diretta, lo stesso link ospiterà la registrazione.

    Aggiornamento post-dibattito: il calcolo delle forze di crollo chiesto insistentemente da Mazzucco è disponibile in almeno tre lavori tecnici: uno è Progressive Collapse of the World Trade Center: A Simple Analysis di Keith Seffen, del Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Cambridge, pubblicato sul Journal of Engineering Mechanics di febbraio 2008 (una sintesi divulgativa è disponibile in questo articolo); “Single Point of Failure: How the Loss of One Column May Have Led to the Collapse of WTC 7”, sempre di Seffen, su Structure Magazine di novembre 2007; e Collapse of World Trade Center Towers: What Did and Did Not Cause It?, di Zdenek P. Bazant, Jia-Liang Le, Frank R. Greening e David B. Benson. Bazant è professore di ingegneria civile e scienza dei materiali alla Northwestern University in Illinois e l’articolo è pubblicato sotto l’egida del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale della medesima università.

    Il concetto generale di collasso progressivo, valido per tutte le strutture ed esemplificato dal crollo di Ronan Point che ho citato, è documentato per esempio dal rapporto The Impact of the Ronan Point Collapse – 25 Years After (Elsevier) ma è descritto anche qui in Wikipedia. Ne parla qui la BBC.

    Il libro che ho mostrato è Why Buildings Fall Down, di Matthys Levy e Mario Salvadori, pubblicato inizialmente nel 1992 e riedito in versione aggiornata nel 2002 per tenere conto del crollo delle Torri Gemelle (pagine 263-268). Ne esiste anche un’edizione ulteriormente aggiornata, pubblicata nel 2012.

    Se a Mazzucco questi calcoli presentati da esperti di settore su riviste specialistiche o edite da dipartimenti specialistici non soddisfano e lui ritiene di saperne di più, è esclusivamente un problema suo.

    A parte la sequenza di “non lo so” che Mazzucco ha presentato quando gli ho chiesto di spiegare come sarebbero andate le cose secondo lui e il suo insistente rifiuto dei pareri tecnici e delle esperienze dei vigili del fuoco che erano sul posto, l’aspetto più interessante del dibattito, a mio parere, è che Mazzucco ha accusato alcuni dei passeggeri dei voli dirottati di non essere stati a bordo degli aerei. E quindi, se ne deduce, secondo lui questi passeggeri hanno mentito e simulato la propria morte di fronte ai propri familiari facendo loro delle telefonate e fingendo di essere a bordo (intorno a 1:48:00: “i passeggeri non erano sull’aereo”, dice per esempio Mazzucco). Questo, però, non se l’è sentita di dirlo a chiare parole. Cretinata troppo monumentale persino per un cospirazionista?

    L’articolo sulle telefonate che ho citato è Le telefonate dai quattro voli dirottati di John su Undicisettembre.info. Sullo stesso sito c’è anche un approfondimento ulteriore, United 93: le telefonate “incongruenti”, sempre di John.

    La questione dei soldi raccolti da Richard Gage (portavoce del gruppo di architetti e ingegneri pro-complotto ripetutamente citato da Mazzucco) e ora apparentemente mancanti, alla quale ho accennato, è spiegata qui.

    Richard Gage impegnato in una dimostrazione scientifica del crollo delle Torri Gemelle.
    No, non è uno scherzo. Fa davvero così.

    Il dibattito ha insomma messo in luce la scarsità dei risultati delle indagini di Mazzucco e dei cospirazionisti in generale: dopo dodici anni sanno soltanto ripetere il mantra “la versione ufficiale è falsa”. Ma se si chiede loro come siano andate allora le cose, non lo sanno. Se si chiede loro di portare le proprie accuse fino alle loro logiche implicazioni, si bloccano, perché si rendono conto che comportano l’insinuazione infamante che i vigili del fuoco e gli ingegneri e architetti siano tutti collusi e omertosi oppure, come ha suggerito lo stesso Mazzucco nel dibattito, non parlino perché hanno paura. Gente che si butta negli edifici in fiamme sarebbe codarda? Glielo vada a dire in faccia.

    Questo è il complottismo: tirare letame su tutto e tutti (e il turpiloquio al quale si è abbassato Mazzucco ne è un esempio emblematico e letterale, quando s’è messo a definire “cagate” alcune affermazioni degli esperti). Per chi avesse ancora dei dubbi che non sia così, adesso c’è un video che lo documenta bene.

    Il dibattito con Mazzucco andava fatto, se non altro per non dargli più modo di asserire un giorno sì e l’altro pure che rifiuto il confronto. Il confronto l’ha avuto; adesso la smetta di lagnarsi.
    Etichette: 11/9, apparizioni mistiche, Massimo Mazzucco
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    Paolo Attivissimo

    Qualcuno chieda ad Attivissimo di questa beffa, del mega terremoto. O siccome ne parla la Nasa deve avvenire per forza?

    • Hai deciso di contendere a Ettore il primato di “re del copia-incolla”?

      > “Qualcuno chieda ad Attivissimo di questa beffa, del mega terremoto.”

      Qualcuno chieda? E perché non lo fai tu? Paura?

      • MAH…!!!!! 🙄 Ormai è difficile allungare così il numeretto lì in alto a destra, certo che Ettorì contribuiva parecchio a questa attività aritmetica… Ma ora, con la complicità dell’estate, il traffico è diminuito parecchio.
        Beh, per il resto la “previsione del megaterremoto” è solo un calcolo statistico, sono solo i complottari, abituati a trafficare con la “palla di cristallo” a vedere cose misteriosamente al di fuori della loro logica ed attaccarci date, come se ci fossero scadenze certe! 😆

  7. Albino sei sempre più patetico, meno male che ho pochissimo tempo per leggere il tuo “giornaletto” e ancora meno per rispondere visto che, in barba alla crisi, sono pieno zeppo di lavoro.

    • beh, buon lavoro. Il ‘lavoro’ come la ‘crisi’ e le ‘ferie’ sono strumenti di controllo sociale come il calcio, tv, droga, eccetera. Buona Matrix!

    • Albì, impegnati di più, per Dio!
      Ora che Ettorino è morto tocca a te farci ridere a crepapelle.
      Sappiamo che non arriverai mai ai livelli di Ettorino, però diciamo che sei sulla buona strada.
      Mi raccomando eh!

      • Abu OmarBob Lady torna in Usa estradizione sfuma
        ‘Le autorità si opporranno in tutti i modi al suo trasferimento in Italia’ afferma Pomarici, l’allora procuratore che con Spataro coordinò le indagini sul rapimento dell’ex imam. Il ministro Cancellieri, rammarico.

        «Tutto il Viminale agli ordini dell’ambasciatore kazako», i segreti di una catena di comando piena di buchi ed errori.

        Ma va!

  8. TOPIC CHIUSO!

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