Verrà sigillato il vulcano di Fiumicino

Noi ci eravamo già un po’ affezionati a questo strano fenomeno , e ci sembrava interessante avere anche un vulcano in miniatura… Ma ormai la sua presenza sta diventando un problema, sia perché le colate di fango che fuoriescono dal vulcano stanno per invadere anche la carreggiata stradale, sia perché, come avevamo già visto, le potenti emissioni di anidride carbonica stanno saturando l’aria, con la possibilità di diventare dannose anche per la salute.
E se il geyser apertosi in mare si era poi richiuso spontaneamente, il vulcano della rotonda di via Coccia di Morto, con le sue due bocche, non mostra alcun segno di voler concludere la propria attività. Anzi, mentre inizialmente si era pensato che l’eruzione fosse legata a una piccola sacca che si sarebbe presto esaurita, si è poi scoperto invece che in profondità la sacca è notevole e il vulcano potrebbe proseguire le sue eruzioni di fango anche per anni! Tanto èpiù che questa “riserva” di gas potrebbe anche essere alimentata dai gas magmatici che si sprigionano nel sottosuolo.
Il Comune di Fiumicino ha quindi deciso di intervenire: il vulcanetto verrà “tappato” artificialmente. A occuparsi dei lavori, una ditta di Piacenza esperta del settore, la Perazzoli, per la cifra di circa 100.000 euro, che saranno sborsati direttamente dall’Italgas, i cui lavori nell’area per l’installazione di un dispersore di corrente, sembrano siano stati direttamente responsabili del sorgere del fenomeno.
La geologa Anna Maria Bruna spiega come  procederanno i lavori, iniziati ieri e per i quali saranno necessari tra i 15 e i 30 giorni: “L’operazione prevede prima di tutto la creazione di due avampozzi e l’interramento di uno strumento che permette di misurare il flusso del gas, poi si procederà all’immissione nella bocca gassosa di tubi in cui far scendere uno speciale cemento denso, in grado di trattenere l’anidride carbonica e il metano”. I tubi dovranno raggiungere la profondità di 40 metri, e prima di poter realmente chiudere il vulcano, bisognerà anche raccogliere il fango emerso e smaltirlo in discarica.
Nei giorni dell’intervento vero e proprio, la strada sarà verosimilmente chiusa al traffico.
Insomma, il vulcano sparirà, e a rimanere saranno solo i molti interrogativi e dubbi degli abitanti della zona: la reale estensione della sacca di gas, la sua possibile estensione anche sotto gli edifici limitrofi alla strada, il rischio di cedimenti per la strada e per gli edifici stessi…   Quando si cercherà di fare davvero chiarezza? (fonte: Sai che a Roma…)

Chiunque voglia “tappare” un fenomeno vulcanico in evoluzione rischia solamente di esasperare il problema, a mio parere, il vulcano si sfogherà aprendo un varco nelle vicinanze. “Ma che vonno fa ‘sti burini?”.

Verrà sigillato il vulcano di Fiumicino

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