Bufala lunare cinese con vecchi trucchi

Dilaga l’ironia ormai in rete intorno alla spedizione del Coniglio di Giada cinese che da sempre più parti viene smascherata come una beffa neanche troppo ben confezionata. La corsa allo spazio è probabilmente sempre stata una sorta di gara di burlesque. Che si tratti di una beffa non ci vuole tanto a capirlo. Non solo il solito cliché dell’assenza di stelle e pianeti nelle immagini ma anche il banale fatto che mancano immagini della Terra che, da lassù, deve apparire maestosa nel suo profondo blu a tratti screziato dal candido biancore delle nubi. Perché non esistono immagini di tale magnifico spettacolo? Eppure, stando alla stampa, il robottino è dotato di numerose e sofisticatissime fotocamere e di un telescopio a raggi infrarossi. Nessuna dotata di una regolazione atta a immortalare gli astri? La NASA riusciva, secondo i libri di storia, a trasmettere immagini televisive a colori in diretta dalla Luna in analogico, 45 anni dopo i cinesi non ci riescono in digitale? Salvo la sonda non si sia guastata, bastano queste considerazioni a far sospettare che anche loro abbiano simulato il tutto.

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