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15 gennaio 2014

Nostradamus aveva previsto l’11 settembre? Lo strano caso di un libro uscito nel 1997

Nostradamus aveva previsto l’11 settembre? Lo strano caso di un libro uscito nel 1997

Da sempre l’uomo si domanda se è possibile squarciare l’oscuro velo che ci separa dal futuro e quindi prevedere con anticipo gli eventi che accadranno. Se andiamo a leggere ad esempio l’Antico Testamento c’è da rimanere impressionati dalla precisione con la quale i profeti avevano preannunciato secoli prima la nascita di Gesù Cristo. Ma come può l’uomo sapere quello che non è ancora accaduto?
Se analizziamo la cosa dal punto di vista razionale effettivamente siamo davanti ad un ostacolo quasi insormontabile: a meno di non credere all’esistenza di mondi paralleli o all’esistenza contemporanea di passato, presente e futuro in un unicum spazio temporale, la nostra mente non riesce e non può concepire la possibilità di prevedere un qualcosa che non è ancora venuto in esistenza e che quindi forse non accadrà neppure.
Contemporaneamente la Fisica Quantistica sta facendo i primi passi in quello che potremmo definire un mondo straordinario, quasi surreale, dove le microparticelle sembrano esistere come piccole potenzialità di energia pronte a venire, diciamo così, a galla nel momento in cui le onde energetiche del nostro pensiero le richiama in superficie, scegliendo così, senza saperlo, tra una vasta gamma di soluzioni alternative simili a tante “sliding doors” che abbiamo solo…l’imbarazzo di scegliere. E’ un bel mistero che va a toccare lo stesso significato profondo dell’esistenza umana e, all’interno delle stesse Sacre Scritture, da quanto hanno sostenuto alcuni ricercatori, sarebbe nascosto addirittura un codice preciso inglobante tutti gli eventi passati, presenti e futuri del nostro pianeta. Se ciò fosse vero allora anche il nostro futuro sarebbe in qualche modo già…confezionato  e la possibilità  di sapere in anticipo quanto deve succedere non sarebbe altro che la capacità insita all’interno della nostra sfera psichica di andare semplicemente a…consultare un libro già completamente scritto.
Nel sedicesimo secolo visse in Francia un geniale studioso di nome Michel de Nostredame, meglio noto con il nome latinizzato di Nostradamus. Questo assai singolare individuo, esperto ricercatore in molti campi dello scibile umano, dalla medicina, alla filosofia, dall’astronomia alle scienze naturali e infine all’alchimia e alla preveggenza,  scrisse a più riprese enigmatici versi, chiamati “Centurie” e “Presagi” con i quali questo misterioso personaggio sosteneva di prevedere gli eventi futuri dell’umanità. I versi a chi li approccia con leggerezza e superficialità in verità dicono poco o niente. Sappiamo però come lo stesso Nostradamus si sia divertito in qualche modo a rendere la lettura un po’ più complicata, usando spesso accorgimenti letterari in grado di rendere nascosto ai più il vero significato. Molti studiosi tra i quali l’italiano Renucio Boscolo, hanno cercato di svelare il vero contenuto  di quello che potrebbe rivelarsi come un misterioso archivio dei fatti futuri.
Nel 1997 uscì, pubblicato dalla “Newton & Compton” il libro “Le grandi profezie” mirabilmente scritto dal ricercatore Franco Cuomo. Ebbene in questo libro, nel capitolo relativo proprio a Nostradamus, ad un certo punto si parla della previsione contenuta all’interno delle quartine delle “Centurie” di un evento drammatico nella città di New York. Nel sottocapitolo, intitolato appunto “La fine di New York”, Cuomo scrive “E’ difficile stabilire, tra le tante quartine a sfondo catastrofico delle Centurie, quali si riferiscano effettivamente a una ipotesi di fine del mondo e quali rientrino invece nel “normale” succedersi di calamità e guerre”. L’autore prosegue aggiungendo: “A qualcosa di molto simile a un disastro fanno pensare le strofe comunemente interpretate come premonitrici della distruzione di New York. In una si legge che “il fuoco brucerà a 45 gradi (sono gradi di latitudine, corrispondenti con un’approssimazione minima alla posizione geografica di New York) accostandosi alla grande città nuova (in inglese per l’appunto new) e in un attimo esploderà in grande fiamma sparsa”. Continua poi Cuomo “In un’altra si parla di una “grande città sull’oceano marittimo circondata da paludi di cristallo nel solstizio invernale e a primavera”. “In quei mesi “la città sarà scossa da un vento spaventoso”, nel quale diversi lettori hanno intravisto una premonizione della guerra nucleare” ( Le grandi profezie, Newton & Compton editori s.r.l. 1997, Roma).
Ora sembra assolutamente evidente che quello che Cuomo, sulla base dei testi di Nostradamus, provava a ipotizzare si è drammaticamente realizzato quattro anni dopo la pubblicazione del libro in questione. La grande fiammata di cui parla Nostradamus a 45 gradi e che Cuomo identifica con le coordinate precise, con uno scarto infinitesimale, di New York, si sarebbe avverata puntualmente nel momento dell’impatto degli aerei dirottati sulle Torri Gemelle. Devo riconoscere di essere rimasto allibito quando sono andato a recuperare questo vecchio libro, nascosto nel “mare magnum” della mia disordinatissima libreria. Cuomo ha praticamente ipotizzato sulla base di quanto Nostradamus aveva scritto, quello a cui abbiamo purtroppo assistito realmente in quella data che non scorderemo mai e che lo stesso Cuomo, quando ha scritto il libro, neanche poteva immaginare. Tutto questo non sembra affatto frutto di una, a questo punto, incredibile e surreale coincidenza, ma semmai la testimonianza che il buon Nostradamus forse qualcosa aveva realmente visto. Spetta a noi ovviamente cercare di capire perché e soprattutto come… e una risposta potrebbe forse darcela in futuro la scienza stessa uscendo una volta per tutte  dall’attuale scetticismo di fondo.  (Roberto Crudelini)

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