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27 gennaio 2014

Starchild, il mistero s’infittisce

Scoperto in Messico negli anni ’30, il teschio dello Starchild (Figlio delle Stelle) rappresenta ancora un enigma per gli studiosi. A partire dal 1999, nell’ambito dello ‘Starchild Project’, l’insolito teschio è stato sottoposto ad una serie di analisi anatomiche e biologiche che hanno definitivamente escluso che si tratti del cranio di un individuo umano affetto da una qualche deformità. C’è chi ipotizza che possa trattarsi di un’antica specie umana non ancora conosciuta e chi crede che lo Starchild possa essere il cranio di un ibrido umano-alieno.

Starchild, il teschio inspiegabile

In archeologia, quando ci si imbatte nella scoperta di un oggetto sconosciuto, le prime indagini compiute dagli studiosi mirano a stabilirne la provenienza.
Questa, ovviamente, è una fase molto importante e delicata perché aiuta a capire se ci si trova di fronte ad un falso.
Tuttavia, la scienza moderna, con il suo metodo e i suoi strumenti, ha reso quasi impossibile simulare una reliquia come quella del teschio dello Starchild.
Anche se la provenienza di questo curioso cranio non è del tutto chiara, resta il fatto che esso esiste ed è reale, e ad oggi non esiste nessuna spiegazione che possa svelarne la natura. La storia dello Starchild comincia nel 1930.
Fu in quell’anno che un’adolescente americana, di origini messicane, si recò in vacanza con la sua famiglia in Messico. Nel corso di una visita in un piccolo villaggio nella regione messicana di Copper Canyon, la ragazzina cominciò ad esplorare da sola il territorio, scoprendo il tunnel di una vecchia miniera abbandonata.
All’interno della galleria trovò uno scheletro umano completo sdraiato sulla schiena. Accanto ad esso c’era un’area di terreno smossa, con quello che sembrava un osso umano spuntare dall’interno. Usando le mani, la ragazzina portò alla luce quello che poi ha descritto come uno scheletro più piccolo dell’altro e apparentemente deforme.
La giovane donna raccolse tutte le ossa e le nascose nelle vicinanze, con l’intenzione di tornare in un secondo momento nel corso della sua vacanza. Di lì a poco, però, ci fu un’alluvione lampo che disperse la maggior parte delle ossa su una vasta area. La ragazza riuscì a ritrovare solo i due teschi, con quello deforme in parte danneggiato. La maggior parte della parte anteriore del viso mancava, presentando solo una piccola parte della mascella superiore.
Dopo averli raccolti, li portò con sé a casa, in Texas, negli Stati Uniti, dove sono rimasti nascosti per il resto della sua vita. La storia fu raccontata solo a poche persone. Tuttavia, quando fu possibile analizzare i teschi, la loro colorazione confermava che il teschio normale poteva trovarsi disteso sulla schiena e che il cranio deforme poteva essere stato a lungo sepolto. Inoltre, le analisi chimiche rivelarono che i residui inorganici su entrambi i crani erano compatibili con il suolo della regione del Copper Canyon.
Dopo la morte della donna, avvenuta nel 1990, i teschi furono affidati ad alcuni suoi amici, che a loro volta, nel 1998, li passarono a Ray e Melanie Young, una coppia di El Paso, Texas. Melanie, infermiera in terapia clinica neonatale, rimase molto incuriosita dal cranio anomalo, e decise di scoprire quale condizione potesse aver causato la deformità.
La Young chiese il parere di molti suoi colleghi dell’ospedale nel quale lavorava. Sebbene tutti avessero riconosciuto nella morfologia del cranio una deformità, nessuno fu in grado di stabilire quale condizione poteva averla causata. Ciò non fece altro che aumentare la curiosità di Melanie, la quale cominciò a sospettare che forse si trovava di fronte a qualcosa di completamente nuovo per la scienza.
Fu allora che fece la conoscenza di Lloyd Pye, autore e ricercatore nel campo della ricerca alternativa, con numerosi contatti nell’ambito della professione medica. Dopo aver accolto le stesse difficoltà degli esperti di sua conoscenza a determinare la natura della deformità, Pye cominciò a sospettare che il teschio potesse addirittura non avere origine terrestri.
Nel febbraio 1999, Pye diede vita allo Starchild Project, un progetto di ricerca organizzato in una serie di indagini scientifiche indipendenti in tre paesi (Stati Uniti, Canada e Inghilterra), con lo scopo di appurare la natura dell’enigmatico teschio. Tutti i ricercatori coinvolti vi partecipano come volontari e a titolo completamente gratuito. L’unica motivazione che li spinge è la curiosità, il vero volano della ricerca scientifica.

Starchild, il teschio inspiegabile

I risultati indipendenti delle prime analisi hanno stabilito alcuni punti fermi. Innanzitutto la datazione al carbonio 14 rilevò che il teschio era antico di circa 900 anni.Esso risulta piuttosto più leggero, circa la metà del peso di un teschio umano adulto. La capacità cranica è di circa 1600 cm³, più ampio di circa 400 cm³ rispetto al teschio umano adulto. Lo spessore della calotta cranica dello Starchild misura circa 3 mm, un terzo di quella umana.
I ricercatori hanno poi osservato oltre 10 deviazioni standard rispetto alla norma umana, una statistica molto insolita.
Nel corso degli anni, sulla base delle indicazioni dei ricercatori, alcuni artisti hanno provato a ricostruire il volto dello Starchild, con risultati sorprendenti. (fonte: http://www.ilnavigatorecurioso.it/ )

Starchild, il teschio inspiegabile

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