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10 marzo 2014

La tana del serpente

Vi è una tecnica di predazione animale che consiste nel fingersi inerme in modo da fare avvicinare la propria preda in modo da ghermirla con un balzo al momento opportuno. In strategia militare questa tecnica può servire a creare il casus belli che scateni un conflitto.
Per anni gli USA, attraverso miriadi di ONG finanziate clandestinamente e la “rivoluzione arancione”, hanno cercato di destabilizzare l’Ucraina sottraendola all’influenza russa. Con l’escalation dell’inizio 2014 sono riusciti a destare l’orso russo dal letargo. Vladimir Putin, molto intelligentemente, ha parato il colpo spostando la contesa verso la rivendicazione territoriale della Crimea a maggioranza russofona.
La Russia si prenderà la Crimea attraverso un referendum presumibilmente democratico. La NATO (= USA = UE = ONU) tergiversa perché a Washington sanno benissimo che la secessione, sebbene democratica, della Crimea condurrà l’Ucraina dritta alla guerra civile. Probabilmente come risultato “kossovaro” di tale evoluzione, Putin verrà indotto a inviare truppe in Ucraina a proteggere la popolazione russofona spalleggiato dalle milizie filorusse.  La NATO reagirà militarmente per proteggere lo stato ucraino.
Faccio sommessamente notare che le forze in campo sono dotate di un arsenale atomico di “teatro” (= da impiegare sul campo di battaglia) e sul suolo ucraino ci sono 15 impianti nucleari civili che, in caso di guerra generale, potrebbero essere danneggiati o perfino sabotati da “terroristi di Al Qaeda”.
Barrack Obama si sta dimostrando inadeguato al compito. Non solo poiché si tratta di un burattino che i poteri occulti d’oltreoceano hanno scovato probabilmente dentro un bar di africani e issato alla Casa Bianca spendendo miliardi di dollari per inscenare l’Obamamania. Vedete che Barry Soetoro, oltre un sfoggiare un falso certificato di nascita americano, sa solamente inneggiare alla droga libera, ai “diritti gay” e “socializzare” con Beyonce.
Loro lo hanno scelto appositamente incompetente per manovrarlo meglio negli sviluppi sulla via del terzo conflitto mondiale. Quanto a noi, be’ siamo come i passeggeri a bordo degli aerei dell’11 settembre dopo i dirottamenti. Conosciamo il nostro destino ma non ci possiamo fare nulla. Allacciamo bene le cinture di sicurezza nell’effimera, inutile illusione che ogni dubbio sia fugato, qualunque problema affrontato e ogni noia superata.
Il debito del pianeta sfonda i 100mila miliardi di dollari: è sostenibile o bisogna far di tutto per ridurlo?  Si chiede il Sole 24ore online di oggi ma ovvio che la domanda è obsoleta. Una guerra mondiale necessita appunto per azzerare tutto e ricominciare il grande gioco della finanza, di nuovo, come a Monopoli e Risiko.