Il copilota del volo MH370 tentò di chiamare col cellulare

Tra i mille misteri che accompagnano la scomparsa del volo MH370 di Malaysia Airlines, emerge l’ennesima strana storia.
Secondo i tabulati delle chiamate dai cellulari, il copilota del volo, Fariq Abdul Hamid, accese il suo cellulare cercando di effettuare una chiamata  mezz’ora dopo l’interruzione dei contatti con la torre di controllo.
Dal punto di vista tecnico, la cosa potrebbe essere stata possibile, dato che il velivolo a quel punto si era abbassato sotto i 3000 metri di quota. Abbastanza basso perchè un cellulare agganciasse un’antenna della rete. Sappiamo, dagli eventi dell’11-9, che i cellulari (specie nel 2001 in USA) non erano assolutamente in grado di funzionare da un aeroplano. Non è tuttora facile capire come furono effettuate quelle chiamate.
Chi voleva contattare il copilota tramite cellulare? E per dire cosa?
Se i cellulari a bordo “prendevano”, come mai nessun altro passeggero tentò di effettuare telefonate? Domande che non troveranno facile risposta.
Un’altra bizzarria che fa riflettere riguarda le ultime parole pronunciate dalla cabina di pilotaggio prima dell’inspiegabile interruzione delle comunicazioni.
Non si riesce più a rintracciare la registrazione audio, che pure fu diffusa in internet verso la metà di marzo, in cui il co-pilota diceva All right, good night alle 1:07. O me la sono sognata io?
Da qualche giorno a questa parte, i media globali ci fanno sapere invece che l’ultima frase pronunciata, ma senza farcela ascoltare, sarebbe stata Good night Malaysian 370. Questa comunicazione sarebbe avvenuta alle ore 1:19. Hanno impiegato più di un mese per scovare le ultime cruciali parole prima della scomparsa?
Il mistero s’infittisce.