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5 Mag 2014

Nuda verità: l’Italia ha bisogno della terza guerra mondiale

Come per un brutto film di cui intuiamo il finale senza poterlo cambiare, stiamo andando verso il terzo conflitto mondiale.
Ci sono troppi interessi convergenti, come ho già spiegato.
Gli USA hanno bisogno disperato di un conflitto per avere il pretesto per non saldare il loro immane debito pubblico e svuotare gli arsenali nucleari.
La Russia ha bisogno di una guerra nucleare per regolare vecchi conti in sospeso con i i paesi dell’ex Unione Sovietica.
La Cina potrebbe avere bisogno di una guerra nucleare onde rafforzare l’egemonia in Asia, possibilmente sugli stati sinofoni come Taiwan e altri.
Ma c’è uno stato che brama un conflitto globale più di molti altri: l’Italia.
Sì perchè, anche un bambino dell’asilo dovrebbe avere capito ormai che lo stato tricolore non è minimamente in grado di rientrare dal debito pubblico.
Dal 2011, si sono succeduti tre governi “equo-solidali” (Monti-Letta-Renzi+Grillo) le cui amorevoli cure, lacrime e sangue, hanno comportato solamente un aumento del debito pubblico da 1906 miliardi a 2107 miliardi di euro (fonte Bankitalia). Questo perchè la stretta sui consumi ha prodotto meno PIL e più debito.
C’è una cosa che i vari “soloni”, columnist dei miei stivali, dei giornali “mainstream” non ci dicono.
Il PIL italiano è stato gonfiato per decenni grazie alla spesa pubblica ossia i soldi che lo stato regalava ai privati in varie forme: assunzioni pubbliche in esubero, pensioni assistenziali, cassa integrazione, pensioni-baby statali, corposa evasione fiscale tollerata nel settore autonomo, finanziamenti a fondo perduto e appalti statali truccati.
È stato come un palloncino che si era gonfiato per l’aria insufflata, ora senza l’”aria” della spesa pubblica, il “palloncino” del PIL si sgonfia.
Ora i padroni del vapore globali hanno deciso che questo lusso deve finire. Il risultato è però una contrazione dei consumi e degli investimenti pubblici e privati. Una spirale negativa che sta prosciugando il PIL, la ricchezza prodotta, sempre più. Ovvio che l’Italia terminale non sarà mai in grado di ripagare il proprio debito sovrano.
Ecco allora una trovata geniale: partecipare a un conflitto mondiale, a fianco degli USA, da cui usciremo distrutti ma liberati dal fardello di un debito pubblico insormontabile.
Alla fine della fiera, sarà la scelta dolorosa ma inevitabile.
Dopo la catastrofe, la penisola si trasformerà in una sorta di riva dei bruti enclave di bande armate, una specie di Haiti dei tempi di “papà Doc” Duvalier e dei tonton macoute che “mantenevano l’ordine” a colpi di machete.
Nel marasma totale, tra le macerie radioattive, ognuno potrà, in piccolo, regolare in propri conti impunemente.
Niente altro da aggiungere a ciò che avevo scritto nel post del 31 dicembre 2013.

PS (mica tanto) ‘Privatizzazioni, al prossimo Cdm misure per quotare in borsa Poste ed Enav’ Vedete che mentre si discute di calcio, il governo Renzillo sta velocemente ‘rottamando’ i gioielli dello stato. Ah, poi per me gli ’80 euro’ sono una bufala elettorale per legittimare Renzi come primo partito. Lui stesso ha detto che c’è una copertura parziale e infatti sarebbero dati ‘a credito’. Temo sia uno scherzo.

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