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28 Mag 2014

Brescia 1904 – 1974 “un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo”?

Il celebre compositore lucchese Giacomo Puccini scrisse 5 versioni della sua opera Madama Butterfly. La prima versione venne messa in scena al Teatro alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904 ed era composta da due atti. La pessima accoglienza alla prima, da parte dei “bauscia” milanesi, abbacchiò parecchio Puccini inducendolo a ritirare l’opera ed a rimaneggiarla.
La versione “definitiva” in 3 atti fu messa in cartellone al Teatro Grande in Brescia il 28 maggio 1904, 110 anni fa. L’accoglienza del pubblico bresciano fu trionfale, la qual cosa rialzò il morale dell’autore toscano:

“Già due volte Brescia, la colta e gentile, mi ha fatto accoglienze che saranno per me incancellabili. Con animo commosso vorrei pur far sapere al pubblico i miei sentimenti e ringraziare di tutto cuore l’amico Mascheroni, gli interpreti valorosi e zelanti della Manon, e tutti infine coloro che vollero gentilmente darmi un ricordo carissimo e prezioso per me. Ma non mi sento di tanto capace, e quindi rivolgendomi a codesta onorevole Deputazione del Teatro Grande sono certa di trovare in essa una eloquente interprete della mia vivissima gratitudine, che pure ad essa tributo.” (Giacomo Puccini)

Madama Butterfly è divenuta una delle più famose e rappresentate opere liriche al mondo.
Ma non vi suona drammaticamente ironico?
La città di Brescia è però tristemente nota per un evento avvenuto esattamente 70 anni dopo, alle ore 10:12 del 28 maggio 1974: la strage di piazza della Loggia, 40 anni oggi.
Si trattò di un efferato, disumano bagno di sangue che reclamò 8 morti e oltre 100 feriti. Fu parte di quella “strategia della tensione” culminata con il rapimento Moro. Per questi crimini, nessuno ha mai pagato perché mai nessun processo ha individuato i veri colpevoli.
Finché avremo oltre 100 fra istallazioni e basi militari USA in Italia, la verità non verrà mai fuori.
Ma forse ci è andata non troppo male, a qualcuno è andata peggio. Strana la coincidenza che gli USA abbino sganciato una bomba nucleare proprio sulle colline di Nagasaki, città nipponica in cui è ambientata l’opera pucciniana.
Magari è solo una coincidenza.