Ipse dixit: James van Allen

Non solo la NASA nel corso dei decenni ha tentato di ritoccare fotografie e filmati degli sbarchi lunari, nel tentativo di renderli più credibili, col pretesto del “restauro”. Essa ha anche cercato di “ritoccare” le affermazioni di James van Allen sulle cinture magnetiche che circondano la Terra, da lui scoperte e che si chiamano oggi comunemente Fasce di van Allen.
L’amico Jarrah White ha messo in rete alcuni articoli, scaricabili in PDF al link indicato nel video, dello scienziato del Iowa in cui egli dipingeva un quadro piuttosto fosco circa le radiazioni nello spazio.
Ralph Renè, nel suo libro NASA Mooned America!, è stato il primo a mettere in risalto il fatto che, causa l’intensa radioattività dentro le cinture magnetiche, le missioni lunari con equipaggio a bordo siano impossibili a meno di una schermatura pesantissima.
Il sito web di Jarrah White: MoonFaker.com

“Le nostre misurazioni mostrano che il massimo livello di radiazioni, nel 1958,  equivale da circa 10 a 100 roentgen per ora, in dipendenza nella proporzione, non ancora determinata, fra protoni ed elettroni. Dato che l’esposizione continuativa di un essere umano per  due giorni a soli 10 roentgen fornirebbe solo una possibilità imprevedibile di sopravvivenza, le cinture radioattive rappresentano un ostacolo evidente al volo spaziale. A meno che non sia trovato un qualche modo praticabile di schermare i viaggiatori spaziali contro gli effetti della radiazione, i razzi spaziali con equipaggio possono al meglio decollare attraverso la zona libera da radiazioni sopra i poli.”

James A. van Allen – Scientific American – marzo 1959