Petrolio: chi ha il coltello dalla parte del manico?

Piattaforma petrolifera
Gli Stati Uniti in funzione anti-Putin hanno infranto il cartello dell’OPEC facendo precipitare il prezzo. Non senza conseguenze negative.
Con il greggio a 60 dollari il barile il Brent del mare del Nord non rende.
Ergo, i maggiori alleati degli USA nel mondo stanno cominciando forse a chiedersi “cui prodest?” una guerra commerciale alla Russia.
Gli USA hanno basi militari in giro per il mondo e grandi risorse naturali. Il Regno Unito no, almeno da una cinquantina d’anni, dopo lo smembramento dell’impero britannico.
C’è da chiedersi se, allettata Cuba, Obama potrebbe insospettabilmente perdere qualche alleato nel risiko globale.
Un esperto britannico, interpellato dalla BBC, ha dichiarato oggi che, a tale pozzo, nel mare del Nord è quasi impossibile guadagnare con il petrolio.
Qualcuno dice che i britannici potrebbero avvantaggiarsi di un presso del petrolio basso nei confronti di grandi produttori come Russia e Arabia Saudita. Io penso di no, credo che la Russia ha talmente tante risorse naturali da potere sopravvivere, l’Arabia Saudita è un mare desertico, non saprebbero che farsene di troppi soldi.
Invece gli americani non potranno sostenere il petrolio troppo basso a lungo.
Agli iperfinanziarizzati USA l’arma petrolifera si ritorcerà contro, prima o poi. Similmente alle sanzioni che si stanno rivelando un boomerang.
ADDENDUM ‘Rublo: gli oligarchi vendano dollari per rubli’ poi i russi sono un vero popolo a differenza degli italioti. Gli oligarchi cento volte più ricchi di Berlusconi sono prima russi che oligarchi. Senza perderci. Ricompreranno dollari quando il rublo si sarà ripreso guadagnandoci.