Archive for dicembre, 2014

9 dicembre 2014

Il petrolio impiegato come arma non convenzionale

Solo pochi mesi fa nessuno si sarebbe aspettato di veder crollare il greggio sotto 70 dollari al barile, il calo è di quasi il 40% rispetto ai massimi di di giugno. Molti stati, specialmente i più dipendenti dall’oro nero, sono in difficoltà a sistemare i bilanci.
Ciò che i giornali non scrivono è che forse si tratta di un piano preordinato dagli Stati Uniti come arma contro il resto del mondo.
Mi spiego. Dal 2008 gli USA hanno dichiarato guerra a tutto il sistema della produzione e consumo di petrolio, dopo avere salvato con miliardi di miliardi di dollari le banche strafallite causa i subprime.
Tranne una: Lehman Brother nei meandri contabili della quale erano stati occultati i fondi neri (black budget) serviti per creare l’Obamamania e insediare un nero alla Casa Bianca nel paese più razzista dell’universo.  Questo è il motivo per cui la banca non è stata salvata e Obama ha poi regalato oceani di denaro pubblico graziando le altre.
Ora, dal 2008 gli USA, grazie alle shale gas e altre nuove tecniche di estrazione petrolifera, hanno incrementato la loro produzione del 50% divenendo il primo produttore mondiale.
La crisi e la legge di mercato hanno fatto il resto. I paesi dell’OPEC hanno capito il gioco e si sono rifiutati di tagliare la produzione sicché sostenere il prezzo del greggio.
Gli USA che sono il assommo divoratore al mondo di energia, anelano il prezzo della benzina più basso possibile per i giganteschi SUV e pickup in mano agli automobilisti nordamericani. A subire le conseguenze, maggiormente i paesi i cui introiti pubblici dipendono in particolare sulle accise sui carburanti.
Una osservazione non triviale. Causa la svalutazione del rublo sul dollaro, in cui viene prezzato l’oro nero, la Russia paga il petrolio più di sei mesi fa quando il rublo, la divisa della Federazione Russa, valeva oltre il 50% in più. mentre il petrolio russo viene venduto in dollari a 40% in meno il barile.
Gli USA, come sempre cowboy predoni globali, stanno sterilizzando la concertazione globale del prezzo del petrolio (cartello OPEC) in nome dei loro interessi commerciali endogeni e militari esogeni. Col petrolio troppo basso, per molti paesi diventa sconveniente, se non antieconomico, estrarlo. Si tratta di un vero e proprio atto di guerra non convenzionale.
Questo è un cambio di scenario nei rapporti economici internazionali dalle conseguenze incalcolabili al momento, nel senso letterale del termine, che non siamo in grado di calcolarle.
PS ‘Ferrari valuta di spostare la sede fiscale all’estero. No comment da Fiat’ Come dissi già nel 2009 gli USA ci fottono i gioielli di famiglia grazie ai loro incantatori di serpenti Renzi e Grillo. Vogliono anche la Ferrero (Nutella), come scrissi già nel 2008.

 Pozzo di petrolio

9 dicembre 2014

Marte ha posseduto laghi per milioni di anni e adesso no?

Ipotetico lago su Marte
Si ritiene che il sito di atterraggio del lander Curiosity su Marte, nel cratere Gale, sia stato una volta il fondo di un lago. La NASA ha mostrato prove che quel luogo è stato sommerso per milioni di anni, per un periodo sufficientemente lungo da potere sviluppare vita acquatica.
Curiosity, analizzando la parte bassa delle stratificazioni del Monte Sharp, ha scoperto una sezione di roccia di 150 metri di origine sedimentaria. Un corso d’acqua ha accumulato sabbia e limo sul fondo di un antico lago formando strati simili a ciò che avviene negli sbocchi a delta dei fiumi sulla Terra.
Gli scienziati della NASA affermano che, in passato, ci devono essere state sul pianeta rosso condizioni di pressione atmosferica e temperatura tali da consentire la presenza di acqua (H2O allo stato liquido) che poteva accumularsi in pozze e laghi di svariate dimensioni scorrendo in fiumiciattoli e rivoli.
Probabilmente stanno preparando la popolazione mondiale alla notizia che l’acqua in verità esiste tuttora su Marte come mostrato da innumerevoli immagini trasmesse a terra dalle varie sonde. E possibilmente anche a preparare alla notizia che perfino forme di vita esistono oggi lassù, forse sopravvissute a qualche cataclisma cosmico.

Lago prosciugato su Marte

7 dicembre 2014

I “negazionisti” non sono scettici

Traduciamo e pubblichiamo questo appello del CSI, l’equivalente americano del CICAP.

La discussione pubblica su argomenti scientifici come il riscaldamento globale è confusa dall’uso improprio della parola “scettico”. L’articolo del New York Times del 10 novembre 2014 «I repubblicani promettono di combattere l’EPA [Agenzia di Protezione Ambientale statunitense, NdT] e approvare l’oleodotto Kingston» definiva il senatore James Inhofe come “uno scettico di spicco del riscaldamento globale.” Due giorni più tardi Scott Horsley di NPR’s Morning Edition [una trasmissione televisiva, NdT] lo ha chiamato “uno dei più importanti negazionisti del riscaldamento globale del Congresso.” Queste affermazioni non sono equivalenti.

Come soci del Committee for Skeptical Inquiry siamo preoccupati che i media mettano sullo stesso piano le parole “scettico” e”negazionista”. Il vero scetticismo promuove l’indagine scientifica, l’investigazione critica e l’uso della ragione nell’esaminare affermazioni controverse e straordinarie. È una delle basi del metodo scientifico. Il negazionismo, d’altra parte, è il rifiuto a priori di determinate idee senza considerarle obiettivamente.

Il vero scetticismo è riassunto da una citazione resa famosa da Carl Sagan, «Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie». La convinzione di Imhof che il riscaldamento globale sia «la più grande truffa mai perpetrata ai danni del popolo americano» è indubbiamente un’affermazione straordinaria. Non è mai stato in grado di fornire prove per questa presunta vasta cospirazione. Basterebbe questo per squalificarlo dall’uso del titolo “scettico”.

Come scettici scientifici siamo consapevoli degli sforzi politici di screditare la climatologia da parte di coloro che negano la realtà ma non fanno ricerca scientifica, né considerano le prove secondo cui le loro convinzioni più radicate sono sbagliate. Non tutti coloro che si definiscono scettici del riscaldamento globale sono negazionisti. Ma virtualmente tutti i negazionisti si sono falsamente etichettati come scettici. Attraverso questa terminologia impropria i giornalisti hanno garantito credibilità immeritata a coloro che rifiutano la scienza e la ricerca scientifica.

Siamo scettici che hanno dedicato gran parte delle proprie carriere a promuovere lo scetticismo scientifico. Chiediamo che i giornalisti facciano più attenzione nel descrivere coloro che rifiutano la climatologia e si attengano ai principi della verità nella terminologia. Per favore smettete di chiamare “scettici” i negazionisti.

Mark Boslough, fisico
David Morrison, direttore del centro Carl Sagan Center per lo studio della vita nell’universo presso l’Istituto SETI
Bill Nye, amministratore delegato Planetary Society
Ann Druyan, scrittore-produttore; amministratore delegato, Cosmos Studios
Ken Frazier, direttore, Skeptical Inquirer
Barry Karr, direttore generale, Committee for Skeptical Inquiry
Amardeo Sarma, consigliere del Committee for Skeptical Inquiry, segretario GWUP (Germania)
Sir Harold Kroto, premio Nobel per la chimica
Ronald A. Lindsay, presidente e amministratore delegato Committee for Skeptical Inquiry and Center for Inquiry
Kenneth R. Miller, professore di biologia, Brown University
Christopher C. French, dipartimento di psicologia, Goldsmiths University of London
Daniel C. Dennett, centro per gli studi cognitivi, Tufts University
Massimo Pigliucci, professore di filosofia al CUNY-City College
Douglas Hofstadter, direttore, The Center for Research on Concepts and Cognition, Indiana University
Stephen Barrett, cofondatore del National Council Against Health Fraud (NCAHF) e webmaster di Quackwatch
Scott O. Lilienfeld, professore, dipartimento di psicologia, Emory University
Terence Hines, dipartimento di psicologia, Pace University
James Randi, presidente James Randi Educational Foundation
Seth Shostak, astronomo emerito e direttore del Center for SETI Research
Joe Nickell, Senior Research Fellow, Committee for Skeptical Inquiry
Henri Broch, fisico, professore emerito, University Nice Sophia Antipolis, France
Eugenie C. Scott, segretario, Advisory Council, National Center for Science Education
Edzard Ernst, professore di medicina, University of Exeter, UK
Indre Viskontas, neuroscienziato cognitivo, responsabile del podcast Inquiring Minds
David J. Helfand, professore di astronomia, Columbia University
Mario Mendez-Acosta, giornalista, science writer, Mexico City
Cornelis de Jager, astrofisico, presidente emerito, International Council for Science
Sanal Edamaruku, presidente, Rationalist International
Loren Pankratz, psicologo, Portland VA Medical Center
Sandra Blakeslee, science writer
Benjamin Radford, vicedirettore di Skeptical Inquirer
David Thomas, fisico e matematico
Stuart D. Jordan, astrofisico NASA
David H. Gorski, chirurgo, Wayne State University School of Medicine
Anthony R. Pratkanis, professore di psicologia, UC @Santa Cruz
Jan Willem Nienhuys, matematico, Waalre, Paesi Bassi
Susan Blackmore, psicologa, Visiting Professor at the University of Plymouth
Ken Feder, antropologo, Central Connecticut State University
Jill Tarter, Bernard M. Oliver Chair, SETI Institute
Richard Saunders, JREF Million Dollar Challenge Committee, produttore – podcast The Skeptic Zone
Jay Pasachoff, professore di astronomia, Williams College
Lawrence M. Krauss, direttore, The ASU Origins Project, Arizona State University
Barbara Forrest, filosofa, Southeastern Louisiana University
Kimball Atwood, medico, Newton, MA
James Alcock, psicologo, Glendon College, York University, Toronto, Canada
Massimo Polidoro, scrittore, segretario nazionale CICAP
E.C. Krupp, direttore, Osservatorio Griffith
(Query Online)

Diversi anni fa, avevo scritto che il “riscaldamento globale” era un’astuta mossa degli USA per garantire un vantaggio competitivo alle aziende allocate in Nordamerica e Cina, dove le multinazionali globali producono a costo quasi zero.
Passati alcuni anni cosa riscontriamo?
Osserviamo che USA, Canada e Cina non aderiscono al protocollo di Kyoto, quindi le loro aziende non sono tenute a ridurre l’emissione di CO2 ma direi di nessun inquinante. Viceversa, l’Europa tiene la sua moneta unica alta per sfavorire le esportazioni delle aziende europee e la Commissione UE insiste sulla riduzione del gas serra penalizzando ulteriormente la competitività delle nostre industrie.
Gli USA, l’Australia e molti altri paesi applicano dazi alle merci d’importazione cinese, la UE no.
Chi in Europa si oppone al libero scambio globale viene minacciato dai centri sociali, dagli attivisti antirazzisti e tacciato di xenofobia, omofobia, negazionismo dell’Olocausto degli ebrei e altre parole chiave della manipolazione mentale.
Del resto, il loro agente Matteo Renzi sta demolendo scientificamente l’industria italiana con tasse e balzelli, quando ha visitato Silicon Valley ha invitato i giovani talenti a trasferissi in USA dove ci sono opportunità di sviluppo, arricchendo quindi gli Stati Uniti a danno dell’Italia.
Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno forse incamerato centinaia di milioni di dollari in tangenti sui loro conti svizzeri prima per eliminare “dal basso” con un finto referendum in rete il reato d’immigrazione clandestina. Poi “dall’alto” per imporre l’alleanza con Farage e ora liquidare l’M5S nella speranza che i fankazzisti morti di fame che hanno portato in parlamento, invece di dimettersi, appoggino Renzi fino al 2018.
Questa storiella dei “senatori negazionisti” del riscaldamento globale mi sembra una querelle inscenata ad arte per la stampa “equo-solidale” in modo che gli USA abbiano un cavillo formale “democratico” per non applicare l’accordo internazionale per la riduzione delle emissioni e mantenere un cospicuo vantaggio competitivo sul resto del mondo.
Ma che ci stupiamo a fare? È così che funzionano gli imperi.

Matteo Renzi a Silicon Valley

6 dicembre 2014

Gli USA potrebbero impiegare gli asteroidi catturati dalla NASA come minaccia verso il mondo

Gli USA potrebbero impiegare gli asteroidi catturati dalla NASA come minaccia verso il mondo

La NASA annuncia un piano per catturare gli asteroidi
Ecco come, anziché distruggere gli asteroidi pericolosi, l’agenzia spaziale spera di “domarli” e sfruttarli dal punto di vista scientifico (ed economico)
La NASA vuole identificare gli asteroidi “interessanti” che volano nello spazio profondo, trovare un modo per studiarne i moti e l’orbita, spingerli nella nostra regione planetaria e immetterli in orbita attorno alla Luna. La cattura verrebbe eseguita da navicelle robotiche, e gli asteroidi così trasferiti diventerebbero una meta per l’esplorazione
degli astronauti oltre che, eventualmente, per l’estrazione di materie prime.

Questo è ciò che che ci raccontano.
Ma sarà così poi?
Gli Stati Uniti stanno piegando il mondo intero alla loro volontà, gli uomini politici che li deludono, li eliminano in qualche modo. Forse l’arma ultima per dominare il pianeta è impiegare gli asteroidi come minaccia nei confronti delle nazioni che non hanno intenzioni di sottomettersi a partire dalla Russia di Vladimir Putin.
La caduta su una nazione di un masso spaziale può avere conseguenze catastrofiche. Per dare un idea, il meteorite di solo una ventina di metri caduto a Chelyabinsk in Russia il 15 febbraio 2013 liberò un’energia equivalente a 30 bombe atomiche tipo quella sganciata su Hiroshima il 6 agosto 1945. Tra gli Urali, vi furono 4000 edifici danneggiati e oltre mille feriti, per miracolo, non vi fu alcun morto.
Che succederebbe se, su una determinata zona geografica, fosse fatto precipitare intenzionalmente un asteroide di 100 metri di diametro?
Fantascienza criminale, dite voi?

Asteroide caduto a Celiabinsk in Russia

5 dicembre 2014

Ex dipendente NASA “Ho visto uomini camminare su Marte nel 1979”

Una donna che si fa chiamare Jackie, ex dipendente della Nasa, durante un’intervista rilasciata alla radio statunitense Coast to Coast AM, ha dichiarato di aver visto nel 1979 due uomini camminare sulla superficie di Marte. Secondo la sua testimonianza, altri sei dipendenti della Nasa avrebbero visto la stessa cosa. Secondo i teorici della cospirazione, questa è la prova definitiva dell’esistenza di un programma spaziale segreto. I forum frequentati dai teorici della cospirazione questa settimana sono andati letteralmente in fiamme, dopo che una donna, la quale dice di essere un’ex dipendente della Nasa, ha sostenuto di avere le prove di una missione umana su Marte spedita nel 1979. Jackie, il nome con il quale si è presentata, ha rivelato la sconcertante notizia nel corso di un’intervista alla radio americana Coast to Coast AM. La donna ha raccontato che nel 1979 lavorava nel team incaricato di analizzare i dati telemetrici inviati a Terra dalla sonda Viking, la prima navicella automatica terrestre atterrata su Marte. È stato durante l’analisi delle immagini che Jackie vide qualcosa di inaspettato: “Ho visto due uomini in tuta spaziale, non quelle ingombranti solitamente usate per le missioni spaziale, ma più simili ad una tuta di protezione”. Come riporta ilDaily Mail, secondo Jackie, altri sei impiegati avrebbero visto i due uomini camminare sulla superficie di Marte. La Nasa non ha confermato la storia, ma questo non ha fermato i teorici della cospirazione nel rivendicare la testimonianza come una prova dell’esistenza di un programma segreto spaziale. “Ci sono alcuni problemi con la testimonianza di Jackie”, ha detto Nigel Watson, esperto di UFO. “In primo luogo, il Viking non inviava immagini televisive in diretta. E poi l’utilizzo dei termini tecnologici sembra confuso. Inoltre, rimandendo anonima, è praticamente impossibile sapere se davvero ha lavorato per la Nasa”. La storia, tuttavia, colpisce non poco i teorici della cospirazione, i quali credono che la Nasa e le altre agenzia spaziali terrestre stiano portando avanti un programma segreto per l’esplorazione di Marte per la costruzione di colonie. In passato, anche sul nostro blog abbiamo pubblicato due articoli che trattavano la stessa materia: ‘Alternative 3′: fuggire su Marte in vista della nuova era glaciale? Negli anni ’70, in Inghilterra, veniva trasmessa una serie televisiva che si occupava di inchieste sul mondo scientifico, chiamata Science Report. A metterla in onda settimanalmente era l’emittente britannica Anglia TV. Nonostante fosse seguita da un grandissimo numero di telespettatori, nel giugno del 1977 la trasmissione venne improvvisamente soppressa, dopo la messa in onda di un particolare episodio chiamato ‘Alternative 3′. Progetto Segreto RedSun: l’uomo è già stato su Marte negli anni ’70! Secondo alcune informazioni riservate raccolte da Luca Scantamburlo – scrittore e ricercatore freelance, la NASA nel 1970 avrebbe organizzato ben due missioni segrete su Marte in collaborazione con l’allora Ente Spaziale Sovietico, allo scopo di recuperare reperti di una antica civiltà marziana. ( http://terrarealtime.blogspot.it/ )

Vediamo di capire. O si tratta di un depistaggio oppure, probabilmente, è successo ciò che è avvenuto per lo sbarco sulla Luna. La maggior parte dei dipendenti NASA era allo scuro di tutto. Solo un ristretto gruppo di cospiratori in un qualche deserto, lontano da occhi indiscreti, produceva le immagini fasulle che poi venivano inviate a Houston “via satellite” (dalla Luna o da Marte) e da li distribuite alla stampa mondiale come “autenticamente provenienti dallo spazio”.
In qualche fotografia “marziana”, può essere apparso accidentalmente qualche “astronauta” come gli “uomini in nero” (per confondersi con lo sfondo del cielo) che vennero impiegati sul set dello sbarco lunare.
Come ho scritto nella biografia di Kaysing, circa il film Capricorn One (che vi consiglio di vedere), la maggior parte dei tecnici dentro la sala controllo è in buona fede. Loro per primi credono a ciò che vedono. Se uno mostra dubbi, e li esterna a un funzionario superiore, viene fatto sparire nel sistema ben illustrato (a mo’ di avvertimento) in Capricorn One.

Articoli di approfondimento: Capricorn One

 

4 dicembre 2014

Il mistero circonda la missione segreta della NASA in Africa

 Areoplano NASA WB-57

Cosa ci fa la NASA in Africa? È una domanda pertinente dato che il mistero aleggia sopra una missione segreta dell’ente spaziale statunitense nella parte orientale del continente nero. Alcuni aeroplani con le insegne dell’ente sono stati osservati in basi militari americane africane anche se addetti militari hanno rifiutato di rispondere a domande in merito.
Non posso davvero rispondervi” ha dichiarato Jim Alexander, ufficiale NASA del WB-57 High Altitude Research Program, ad ABC News. “Lo sapete, l’aeroplano stava li, lo avete visto nelle foto, ma non posso davvero dirvi per cosa era“.
Un bianco velivolo ad ampia apertura alare, appartenente alla NASA, è stato fotografato già in settembre dalla compagnia di immagini satellitari Digital Globe parcheggiato in un aeroporto di Gibuti, Camp Lemonnier, accanto ad aerei a decollo verticale.
Un sito web ufficiale riporta che un aeroplano WB-57, numero di identificazione 926, è stato “dispiegato all’estero” da giugno a novembre 2014.
Non è la prima volta nella sua storia che la NASA viene impiegata per scopi assai oscuri e diversi dalla ricerca in campo spaziale.

Articoli di approfondimento: Lo strano viaggio del dottor Von Braun

NASA WB-57 aereo fotografato dal satellite a Gibuti

4 dicembre 2014

Giocatore NFL si ritira per divenire agricoltore e sfamare i barboni

Un ex giocatore di football americano, che ha giocato per anni ai massimi livelli della National Football League (NFL), ha interrotto la carriera agonistica per coltivare l’appezzamento di famiglia in North Carolina. Con la moglie dentista, ha investito i proventi derivanti dall’attività sportiva per coltivare i campi e dare da mangiare ai senzatetto (homeless) che in USA sono una piaga sociale devastante.
Il 31enne Jason Brown fu giudicato uno dei migliori giocatori per i Baltimore Ravens e i St. Louis Rams tra il 2005 e il 2011. Nel 2009 gli furono offerti 37 milioni di dollari per essere ingaggiato dai Rams facendolo divenire il “centrale” meglio pagato del periodo.
Dopo essere stato “tagliato” dai Rams, ha smesso col football dandosi alla coltivazione di patate e altri ortaggi da distribuire ai bisognosi.
Vi ho svelato molte volte che l’Italia e la UE sono in fase di piena americanizzazione: dalla criminalità dilagante, ai senza casa, alla penuria alimentare.
Per me, è dejavu di ciò che 40 anni fa Bill Kaysing promuoveva nel “delta” della California con i suoi amici barboni avventurosamente ospiti a bordo dell’Oca Volante.
E bravo Jason!

Jason Brown mentyre raccoglie patate

3 dicembre 2014

Sotiris Sofias presenta LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST

Sotiris Sofias - Bill KaysingL’amico scrittore ellenico Sotiris Sofias ha presentato sul suo blog il mio nuovo libro LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST che ha letto:

http://www.sotirissofias.blogspot.it/2014/12/blog-post.html

BILL KAYSING: LA PENNA PIÙ VELOCE DELL’OCCIDENTE!!!!!
L’ultimo straordinario libro del ricercatore Italiano Albino Galuppini, riguarda Bill Kaysing, lo scrittore americano che dagli anni ’70 ha espresso i suoi dubbi sul programma Apollo della NASA ed ha scoperto la grande truffa dell’atterraggio sulla Luna. Alcuni gli hanno dato del cospirazionista. Questo ovviamente era della propaganda ammaestrata, per macchiare la personalità del famoso studioso americano, che ha avuto il coraggio di prendersela con l’intera NASA e ridicolizzarla.
Tutti voi che credete ancora alle loro favole – e conoscete l’ italiano – non vi resta che leggere questo libro straordinario. (Si sta cercando di tradurlo in greco)

2 dicembre 2014

Ancora una voragine circolare spuntata dal nulla

Ho già ipotizzato che il fenomeno delle “voragini naturali” sia in realtà di origine artificiale. Questa apparsa d’improvviso nel deserto dell’Arabia Saudita sembra perfettamente rotonda come fosse stata scavata appositamente di forma circolare.
Riconosco la mia teoria essere assai rocambolesca ma, più passa il tempo, più mi convinco che c’è qualcosa di inquietamente torbido in questa storia delle voragini imprevedibili.
Perchè tali crateri appaiono in luoghi dove non si erano mai visti prima? Come mai la forma è così precise da sembrare disegnata col compasso?

Articoli di approfondimento: La macchina dei buchi neri

2 dicembre 2014

A Funny Thing Happened on the Way to the Moon in HD

In versione integrale in full HD la versione rimasterizzata di A Funny Thing Happened on the Way to the Moon – full documentary – English (E’ successa una cosa buffa sulla strada per la Luna), un documentario di Bart Sibrel. Pellicola del 2001 che può essere definita una delle pietre miliari del complottismo lunare. Si evidenziano i problemi con le fasce di Van Allen, le comunicazioni clandestine agli astronauti e le anomalie di fotografie e filmati. Buona visione!

1 dicembre 2014

Per tutto l’oro del mondo

Voglio ringraziare pubblicamente 3 Senatori apparteneti al MoVimento 5 Stelle:

Francesco Molinari
Giuseppe Vacciano
Andrea Cioffi

I quali grazie alle prerogative di Senatore sono riuscite ad ispezionere l’Oro della Banca d’Italia (in teoria 2451 tonelate) scoprendo le seguenti cose:
Circa 1200 tonnelate di Oro Fisico Italiano sono custodite nella “sagrestia” di Banca d’Italia in via Nazionale, le restanti 1200 tonnelate “sarebbero” conservate da qualche parte fra Svizzera, Stati Uniti e Inghilterra

dal Profilo Facebook di Giuseppe Vacciano
Oggi ho finalmente un po’ di tempo per proporvi una breve relazione sulla visita che con i colleghi Andrea Cioffi e Francesco Molinari abbiamo effettuato nella giornata di lunedì 31 marzo presso i locali della Banca d’Italia che ospitano la Riserva Aurea nazionale. Putroppo le domande che avremmo voluto fare erano molte, ma il tempo a disposizione poco, dato che l’apertura di locali di sicurezza così delicati avviene entro una finestra temporale molto ristretta, per un periodo non superiore ai 15 minuti e dopo l’espletamento di una serie complessa di procedure di sicurezza (che non possono essere in alcun modo derogate, anche in presenza di rappresentanti delle istituzioni) che coinvolgono un numero consistente di persone.

UN PO’ DI STORIA
Inizialmente ci sono stati forniti alcuni dati riguardanti la genesi della Riserva. In sintesi, ad un iniziale conferimento dell’oro alla neonata Banca d’Italia (1893) da parte della Banca del Regno (78 tonnellate) seguirono quelli del Banco di Napoli e di quello di Sicilia (ulteriori 70 tonnellate). Fino al 1943 la Riserva subi una serie di variazioni che ne portarono la consistenza poco al di sotto delle 120 tonnellate. Nel corso del secondo conflitto mondiale l’oro fu soggetto ad una serie di trasferimenti (Milano, Fortezza) sino ad essere definitivamente trasportato a Berlino. Alla fine della guerra, al momento della restituzione del metallo prezioso alla nostra nazione, risultarono mancanti 25 tonnellate.
Negli anni 50 e 60 la Riserva subi rilevanti movimentazioni che ne portarono la consistenza ai livelli attuali, ovvero 2452 tonnellate complessive, suddivise in lingotti d’oro di peso e forma differenti (il classico lingotto trapezioidale, ma anche dalla forma di mattoncino più o meno stondato) e monete (circa 4 tonnellate).

DOV’È L’ORO (e perché)
Ho già precisato che la Riserva consta di oltre 2.400 tonnellate di metallo prezioso (circa 80.000 lingotti), che la rendono (escludendo il Fondo Monetario Internazionale) la terza riserva al mondo per importanza. Tradotto in Euro, parliamo di un valore di mercato alla fine del 2013 pari a circa 69 miliardi, ma a tale riguardo mensilmente viene pubblicato un documento riassuntivo aggiornato che potete trovare a questo indirizzo: http://www.bancaditalia.it/statistiche/SDDS/stat_rapp_est/ris_liq (a breve saranno disponibili i dati di marzo, mentre a febbraio il controvalore dell’oro si è attestato a circa 75 miliardi).
Come noto, non tutto l’oro è custodito presso la sede di Via Nazionale della Banca d’Italia.
Presso le sacrestie di Palazzo Koch è detenuta circa la metà della Riserva per un peso di 1.199,4 tonnellate, il restante è depositato per la maggior parte presso la Federal Reserve, ma anche presso la Banca d’Inghilterra e la Banca Centrale Svizzera. Per motivi di riservatezza non ci è stata comunicata l’esatta consistenza dei depositi nei diversi Paesi.
La motivazione sottostante a tale suddivisione (operata peraltro da tutte le Banche Centrali Nazionali) è di mera “suddivisione del rischio”. Una dislocazione fisica distribuita della Riserva dovrebbe garantire, in caso di instabilità socio-politica nazionale e internazionale, preservarla almeno in parte. Può sembrare una estrema semplificazione, ma non siamo molto lontani dal concetto che andando in viaggio si cerca di suddividere il contante che ci si porta appresso in più borse o “nascondigli”. A titolo di curiosità: nessun Paese straniero ha deciso di depositare presso di noi parte della propria riserva.
La Banca d’Italia ha inoltre depositato presso la BCE 100 tonnellate d’oro in virtù dell’ appartenenza al sistema delle Banche Centrali. Si tratta tuttavia di un deposito contabile dato che gli 8.000 lingotti di “proprietà BCE” sono fisicamente rimasti nei locali del nostro Istituto. Proprio a tale proposito occorre specificare che anche il metallo depositato presso altre banche in base ad accordi di Safe Keeping Deposit (quindi improduttivo di interessi, si potrebbe fare un paragone con una immensa cassetta di sicurezza), non ha in realtà subito spostamenti “fisici”: è rimasto dove è stato acquisito.

LA DOMANDA DELLE DOMANDE: DI CHI È L’ORO
La risposta a questa domanda è stata netta, senza esitazioni e lo confesso, ci ha lasciato in parte perplessi, perchè avremmo voluto approfondire alcuni scenari che la risposta stessa apre.
L’oro è della Banca d’Italia. Non è dello Stato (e quindi dei cittadini) e tantomeno dei partecipanti privati al capitale, che sulle riserve non possono vantare alcun diritto (cosa che, unico elemento positivo, è stata specificata anche nel discusso decreto IMU – Bankitalia).
Ci è stato specificato che è impossibile per la stessa Banca disporre liberamente della Riserva dato che la stessa costituisce un presidio fondamentale di garanzia per la fiducia nel sistema Paese. Considerando però che la Banca Nazionale fa parte dell’Eurosistema, anche le riserve ne fanno parte e contemporaneamente garantiscono insieme a quelle degli altri Paesi europei il sistema stesso.
Ci è stato quindi detto che allo stato attuale la Riserva è INTOCCABILE e INUTILIZZABILE, quindi le ipotesi di vendita o quelle di utilizzo a garanzia di prestiti pubblici sono semplici speculazioni inattuabili.
La domanda che è rimasta senza risposta (anche se francamente non so se avrebbero potuto risponderci su due piedi) è stata: cosa accadrebbe al nostro oro se l’Italia uscisse dall’Euro? Saremmo costretti a “condividerlo” (anche solo contabilmente, dato che spostamenti fisici come già detto non se ne fanno) con l’Eurosistema? Rientrerebbe totalmente nella nostra disponibilità?

ALTRE NOTIZIE E CURIOSITÀ
– L’oro contenuto nei lingotti ha un tenore estremamente elevato che va da un minimo di 996,2/1.000 a 999,99/1000
– La Riserva è periodicamente sottoposta a verifiche da parte del servizio Revisione Interna e da una società di revisione esterna che le effettua anche nell’interesse della BCE.
– Le verifiche sono effettuate anche con riferimento alla qualità del materiale. Fino ad alcuni anni fa veniva prelevata la cosiddetta “unghiata” da alcuni lingotti che presentano effettivamente degli incavi che sembrano effettivamente scavati con una grossa unghia. Attualmente si utilizza un sistema molto meno invasivo, tramite fori realizzati con un piccolo trapano che preleva minime quntità di metallo per sottoporle ad analisi.
– Tutti i lingotti presentano un marchio che ne identifica la provenienza e un codice di fusione. Ne abbiamo visti alcuni sudafricani, molti americani, ma ce ne sono diversi che recano l’aquila nazista.

Questi gli elementi principali che hanno caratterizzato la nostra visita. Qualcuno l’ha definita “irruzione” ( ESCLUSIVO – i portavoce M5S irrompono all’interno…: http://youtu.be/RNbGc2P677s) , ma naturalmente si è trattato di un evento che ha comportato evidenti problemi di sicurezza e che quindi doveva obbligatoriamente essere concordato nei tempi e nelle modalità di svolgimento. Siamo stati comunque in grado di acquisire elementi conoscitivi che sono spesso ignoti alla cittadinanza e che probabilmente possono fugare dubbi che leggittimamente possono sorgere in assenza di informazioni diffuse.
Sotto l’aspetto puramente “umano” abbiamo potuto vedere con i nostri occhi (e con le dovute cautele abbiamo toccare con mano) una quantità tale di metallo prezioso che sfugge ad una percezione ordinaria… Devo dire che suscita sensazioni difficilmente spiegabili… (ohhhh come ti capisco, in Svizzera ho visto cose che voi umani… n.d. fk)
Purtroppo non è stato in alcun modo possibile effettuare foto o riprese all’interno dei locali di sicurezza e in effetti prima di entrarvi ci è stato chiesto di depositare borse, cellulari e cappotti, tuttavia posso testimoniare che quanto visibile in questo filmato di alcuni anni fa: “Passaggio a Nord Ovest – La riserva aurea italiana: http://youtu.be/4u4iSEQOxyk” corrisponde a realtà.
Spero di aver riferito in maniera più completa possibile, se ho dimenticato qualcosa integrerò sicuramente, così come invito a fare i compartecipanti alla visita. Se avete domande, nei limiti di quanto appreso e delle mie competenze proverò a rispondere.

Vorrei soffermarmi sul fatto più importante:
Metà dell’oro fisico italiano, ovvero 1200 tonnelate NON è custodito in Italia. Perchè?
Davvero ci voglimo bere la storiella dell’instabilità socio economica? Ma per favore.
Mi chiedo se quell’oro esista effettivamente da qualche parte nel mondo (ne dubito) e nel caso sotto quali condizioni potrebbe essere rimpatriato.
E se detto oro fisico, esiste ed è libero da vincoli (cosa che dubito ancora di più) per quale CRIMINALE disegno rimane custodito in mani straniere. Ne parlo anche a uso e consumo di coloro che vorrebbero il ritorno dell’Italia alla sovranità monetaria (come noto sapete che non appartengo a quel gruppo).

Chiedo quindi al MoVimento 5 Stelle di continuare questa opera ispettiva ( la famosa apertura della scatola di sardine ) per fare luce su questi interrogativi:
Dove è esattamente l’Oro Italiano all’Estero
L’oro Italiano all’estero è LIBERO da vincoli e può essere rimpatriato in qualsiasi momento?

Vi dico già quale è il mio “cattivo pensiero”, io sospetto che l’Oro Fisico dell’Italia NON sia custodito presso le banche straniere ma sia stato prestato e riprestato nel tempo generando un interesse (gold lease), capite bene che per quanto basso 0.3-1% parliamo sempre di un montante di 80mld.
( http://www.rischiocalcolato.it/ )

Allora, cosa commentare? Prima di tutto, questi senatori M5S lo hanno fatto non certo spronati da Grillo e Casaleggio, perciò vanno maggiormente ringraziati.
Dopodichè, noi l’oro depositato in USA e Inghilterra non lo rivedremo più, questo è certo, ammesso esista ancora. Ammesso poi che avremmo il diritto di rivederlo sicchè, come chiarito nel post, il metallo prezioso appartiene alla Banca d’Italia che è privata, non allo stato italiano, quindi non è legalmente ‘nostro’.
Detto anche questo, è fallito ieri il referendum svizzero di che mirava alla trasformazione degli asset della Banca Centrale elvetica in oro per il 20% e il rientro di tutto l’oro rossocrociato depositato fuori dai confini della confederazione. Infatti, solo il 7% dell’oro fisico degli svizzeri si trova entro i confini.
Avessero vinto i sì, l’oro sarebbe schizzato oltre i 50 dollari l’oncia sul mercato mondiale. Mi viene il sospetto che la consultazione sia stata pungolata dai trafficoni cioccolatai e orologiai del paese per speculare sul prezzo dell’oro.
Tutte queste perturbazioni della matrice sono presumibilmente preliminari ad un crollo catastrofico del prezzo per mancanza di fiducia quando verrà scoperto che forse la maggior parte dell’oro contabilizzato non esiste realmente o si tratta di un metallo falso. Tungsteno solamente ricoperto da una lamina dorata, una patacca insomma.

PS http://on.rt.com/ewgfy8 Notizia completamente inventata dagli angloamericani per destabilizzare l’Europa continentale a loro vantaggio. Grazie in italia al loro amico Grillo, stanno uscendo dalla UE mentre impongono la guerra alla Russia, l’euro, l’inglese, obbligo di Ipad e Android ecc. ‘Dal Cdm ok a depenalizzazione dei reati lievi e rogatorie’ vedete che stanno frettolosamente depenalizzando il traffico di droga xè con la crisi sta molto calando il consumo, in cambio gli onorevoli hanno ottenuto il ‘fisco amico’. A dispetto del fatto che la criminalità di ogni genere sta dilagando ma i giornali hanno ricevuto l’ordine di non parlarne. Prima hanno chiuso i tribunali minori poi hanno detto che bisogna depenalizzare i reati minori per ‘sveltire i processi’. Al quirinale state certi che Renzi e Grillo ci manderanno un(‘) ‘antiproibizionista’. Riguardo al ex Cav deve fare l’equilibrista, essendo massone deve fare passare il programma Renzi-Grillo (già radicale) ossia droga, immigrazione, euro-UE, gay, aborto, eutanasia, inglese, pedofilia, guerra alle religioni, precariato assoluto, abbandono di ammalati e disabili (infatti Berlusconi non parla mai degli invalidi e degli ammalati, contro i pedofili, ci avete fatto caso?), ma deve controllare dall’altro i difensori dei cittadini suoi alleati nei governi locali.

Lingotto di tungsteno placcato oro, ideale per i bonzi di tutto il mondo

Lingotto di tungsteno placcato oro, ideale per i bonzi di tutto il mondo

1 dicembre 2014

Stanno alterando il clima e le stagioni?

Oggi esco in camicia e felpa di casa e ho quasi caldo. Il cielo sulla “bassa” è nuvoloso con nubi dall’aspetto prettamente estivo. In lontananza sento tuoni minacciosi come se si stesse approssimando un temporale ferragostano. Guardo le temperature nella penisola. A dispetto del cielo nuvoloso e piovoso ovunque, ci sono 15 gradi a Torino e Milano, 18 a Roma e 22 a Palermo. Il primo di dicembre.
Se avete prestato attenzione, non sono ancora cadute le foglie dagli alberi e in giro si vedono nugoli di insetti.
Rischiamo di non avere l’inverno con risultati devastanti sui cicli biologici naturali. Senza un periodo di vernalizzazione (temperature basse e scarsa luce), molti animali e piante vanno fuori fase. Siamo 10 gradi sopra la media stagionale.
C’era da aspettarselo, avendo osservato la sistematica irrorazione con scie chimiche avvenuta per tutto settembre e ottobre e fino a qualche giorno fa.
Lo stravolgimento del clima crea poi fenomeni meteorologici estremi in quanto la natura cerca di contrastare il cambiamento artificiale del clima. Ci aspettano eventi stupefacenti dal punto di vista meteorologico nelle prossime settimane.
Da anni ho esternato la mia ipotesi. Secondo me, le scie chimiche servono a sostenere la bufala del riscaldamento globale che con tutta probabilità appartiene al progetto di nuovo ordine mondiale.

PS ‘Ancora tensioni nel M5S: in bilico altri 15 «dissidenti», capogruppo a rischio per le ultime espulsioni’ Come presagivo 3 anni fa, questi andranno a supportare Renzi. L’M5S è stata una delle più riuscite black-ops della CIA a mio avviso negli ultimi 30 anni. Anche il Jobs Act serve a quello che vi ho sempre detto: a licenziare letteralmente milioni di persone per riassumerle (in parte) con contratti a condizioni economiche e normative molto peggiori per i lavoratori.

Temperature di dicembre oltre la norma