Archive for gennaio 12th, 2015

12 gennaio 2015

Uno, due, tre, è ora di morire

Chi si ricorda i telefilm polizieschi e di spie degli anno ’70?
Sono trascorsi 40 anni e passa, mamma mia!
C’era Simon Templar con Roger Moore e poi Attenti a quei due con Tony Curtis e lo stesso Moore che impersonava quasi alla perfezione l’aplomb dell’aristocratico britannico.
Tuttavia, nessun attore inglese o meno potrebbe pareggiare la flemma di John Steed, impersonato da Patrick Macnee. Ne attrice potrebbe, a mi parere, uguagliare il fascino prorompente di Diana Rigg (Emma Peel).
John Steed fece parte anche del trio con Gambit e Purdey di un’altra serie di noir-spionaggio, di cui mi sfugge il nome, ma sempre al servizio di sua maestà britannica.
In comune queste serie di telefilm avevano una cosa. C’era almeno una puntata in cui un omicidio o reato veniva commesso da un personaggio che poi veniva manipolato con il controllo mentale. Egli alla fine non si ricordava nulla. Al massimo rammentava di essere stato ricoverato in una clinica nascosta tra i boschi e sottoposto all’attenzione di strani dottori. Di solito, l’impulso ad agire era attivato da una frase o parola trasmessa al soggetto per telefono o un facendogli leggere un biglietto.
In almeno un episodio che non ricordo bene comunque l’addotto pronunciava il nome delle vittime predestinate prima di ucciderle.
Mi è tornato alla mente questo particolare quando ho letto che i “marocchini” della strage del giornale Charlie Hebdo a Parigi avrebbero pronunciato il nome delle loro vittime prima di falciarle a raffiche di mitra. E mi è venuto in mente pure che dagli anni ’80 in poi il condizionamento mentale è scomparso dalle trame dei film e dei telefilm. lo avete notato anche voi, o è una mia fantasia?
Questi disgraziati sono stati condizionati da psicologi e psichiatri militari in Yemen o qualunque posto destrutturato come la Libia in modo da avere mano libera. Significativo che i “terroristi” fossero conosciuti dalle forze antiterrorismo. Vuol dire che li hanno selezionati in base al profilo psicologico. Io penso questo.
Esiste una legge scritta negli USA che obbliga per il casting di ogni serie di telefilm a impiegare almeno un attore di colore e una donna. Casualmente o no, i 4 protagonisti delle stragi di Parigi sono due bianchi, un nero e una donna.
Anni fa, ero a Londra e provai a scrutare se qualche gentiluomo britannico, per caso, fosse rimasto in circolazione. In effetti, attorno alla City qualche sparuto elemento che andava di fretta con bombetta, vestito grigio e ombrello l’ho intravisto. Quanto a qualche Emma Peel, beh, accidentalmente ero capitato durante il Gay Pride che si svolgeva a Trafalgar Square. Non è che “Londinium” pullulasse di donne in quei giorni.
Va be’, che ai miei tempi per il Dipartimento di Biologia del Campus c’era uno studente che soleva dire che ‘il kulo è la fika del futuro’ ma, personalmente, mi considero un ‘conservatore’. Meglio ritornare ai telefilm anni ’70.
Già, son ricordi.

PS ‘Una Nuova Europa contro il Nuovo Terrorismo (di R. Napoletano)’ Vedete che anche al giornale di Confindustria degli imprenditori non frega assolutamente niente. Il suo scopo è unicamente creare il super-stato europeo (continentale) per accelerare il quale la terribile messa in scena di Parigi è stata ingegnata. ‘Ogm, via libera dell’Europarlamento sui limiti dei singoli paesi alla coltivazione’ L’Europa è lo scendiletto delle multinazionali americane.

Patrick Macnee e Diana Rigg

12 gennaio 2015

A Funny Thing Happened on the Way to the Moon 2 (prima parte)

Oggi è una giornata storica per la beffa della Luna. Bart Sibrel ha appena pubblicato la prima parte del sequel di A Funny Thing Happened on the Way to the Moon: A Funny Thing Happened on the Way to the Moon 2.0 – Part One – English in HD.
Viene inserita una intervista a Bill Kaysing. Buona visione.

Film integrale di A Funny Thing Happened on the Way to the Moon: A Funny Thing Happened on the Way to the Moon in HD