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Ned Colt NBC (in alto a sinistra) – Bob Simon CBS (sotto a sinistra) – David Carr NY Times (sotto a destra) – Bob Hager NBC (sopra a destra)

In un solo giorno, tre giornalisti americani sono morti, uno vivo per miracolo e uno cacciato per avere mentito.
Il tutto entro i confini degli “states” e cosa avevano in comune?
Tutti collegati con la manipolazione delle informazioni riguardo alle guerre americane in giro per il mondo.
Ned Colt della NBC si è accasciato al suolo colpito da infarto. Era stato “rapito” in Iraq e successivamente rilasciato.
Bob Simmon della CBS è morto in un incidente stradale. Era stato ingabbiato in una cella delle prigioni irachene per 40 giorni.
David Carr del New York Times è morto improvvisamente dopo avere intervistato Edward Snowden. Carr aveva di recente chiamato in causa Brian Williams della CBS accusandolo di avere mentito sul fatto di essere stato abbattuto in Irak mentre si trovava su un elicottero. Brian Williams è stato ora licenziato per avere mentito.
Bob Hager, esperto di aviazione della NBC, è sopravvissuto a un drammatico frontale con un altra auto sull’autostrada 11 in Vermont dove si era trasferito in pensione.
Verosimilmente, la “mattanza” di giornalisti è stata innescata dalla imperfetta spartizione del carico di menzogne e dei guadagni relativi ad esso.
La lista, poi, dei giornalisti ammazzati in America per avere criticato l’amministrazione Obama e la sua politica è lunga, basti ricordare Michael Hastings.
PS ‘Crisi: dal 2008 fallite 82 mila aziende perso un milione di posti di lavoro’ Stanno sistematicamente destrutturando l’Italia. Renzi e Grillo daranno il colpo di grazie. Adesso che è morto Pietro Ferrero faranno qualche legge sull’ ‘internazionalizzazione dell’economia’ per regalare la Nutella a Wall Street. Amen.