Chi è in realtà Matteo Salvini

Matteo Salvini

Matteo Salvini lo conosco personalmente. Un amico mi trascinò a una festa Lega Nord a Chari dove me lo presentò la scorsa estate.
Gli parlai una mezz’oretta, più quanto lui incontrò Vladimir Putin qualche tempo dopo. Tra mezzanotte le 0,30 cercai di “indottrinarlo” al modello di Europa che ci aspetta.
Mentre lui era alla disperata ricerca di un amaro di una marca che predilige, per terminare la cena, gli dissi che dietro l’apertura indiscriminata delle frontiere vi è un progetto massonico di cui gli Stati Uniti e la UE costituiscono la longa manus.
Mi rispose “Fidati, i tedeschi non lo permetteranno” ed io ribattevo “Ma guarda Matteo che questi sono massoni cattivi” e lui “Fidati, i tedeschi non lo permetteranno”.
Perdurando questo dialogo tra sordi, lo traguardai attraverso le luci artificiali degli stand culinari tipici di ogni kermesse di partito.
Salvini è, a mio avviso, il classico “bauscia” milanese, dalla battuta sempre pronta e sovente a doppio senso in presenza di donne. Sbruffone, ma dal tono riguardoso e vagamente signorile distante dal burino romano sguaiato, dal tono pecoreccio, peraltro in via d’estinzione nell’Urbe. Una volta era ospite in diretta in una TV locale e, durante l’intervallo pubblicitario, riuscì a intervenire telefonicamente, sempre in diretta, su un’altra emittente TV, prima di ritornare in onda sulla prima compostamente seduto. Tipica spacconata da bauscione.
È figlio innegabile di quella “Milano da bere” degli anni ’80 e inizio ’90, capitale “morale” della nascente TV e radio privata, del Drive In delle “maggiorate” su Italia 1, dei locali notturni sui navigli frequentai dal bailamme della moda e dei media in fermento in cui la gente alla Salvini tacchinava presunte modelle anoressiche millantando di sapere l’inglese. C’era una identificazione semantica quasi ossessionante con i gruppi, il vestiario, il lessico e la mimica: Dark, Paninari, Punk. Milano la sera era davvero così. In quella città nottambula e anticonformista in cui immancabilmente gestori di locali e maitresse erano gay o lesbiche. A Milano c’è in comando una percentuale di omosessuali da fare impressione, più ancora di massoni ed esoteristi, il che è tutto dire.
Proviene da quella bizzarra masnada che sono i Giovani Padani metà rivoluzionari, metà reazionari, portatori sani di una identità “etnica” che forse nemmeno a loro è ben chiara.
Salvini è il prototipo del politico totalmente onesto, quanto lo possa essere un politico. Da quella Milano “da bere” anche solidale ma che responsabilizza i nuovi venuti insofferente verso i troppo furbi.
In quella mezz’oretta notturna, mi dette l’impressione netta di sentire assai pesante il suo ruolo di politico “di rottura” (in realtà solo apparente) col sistema.
La sensazione epidermica che provai è che i poteri forti lo stiano utilizzando per ricreare la dicotomia fasulla destra-sinistra, per distogliere l’attenzione dallo strapotere delle banche, dalla distruzione del sistema sanitario, previdenziale e scolastico pubblico che gli agenti della globalizzazione portando avanti col silenzio-assenso del media “autorevoli”.
Berlusconi cova un sentimento malcelato d’invidia nei confronti del leghista. Non solo per l’età, ma anche per l’indubitabile successo che riscuote presso il sesso, l’ex Cav le donne le deve pagare, le ha sempre dovute pagare.
Poi, se darà troppo fastidio, se non lo coinvolgeranno in qualche scandaletto, a Salvini gli faranno fare la fine di Joerg Haider o Hugo Chavez, di quest’ultimo avevo scritto anni prima che lo avrebbero eliminato con qualche malattia o incidente. Lo disse anche lui, per la verità.
Così gira maledettamente il mondo.

PS ‘Prove di dialogo M5s-Pd, Grillo apre poi detta condizioni’ Come vi dicevo 3 anni fa, gli USA avrebbero fatto il governo ‘Renzillo’. Grillo ha ricevuto l’ordine dalla Casa Bianca forse nel suo recente viaggio a Las Vegas.

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