Archive for marzo 10th, 2015

10 marzo 2015

Il collezionista di organi

UFOs AND NATO The Human Mutilation Cover UpPossibile feticista, li avrebbe conservati dopo espianto

Corpo mutilato Ardeatina: indagini, esito autopsia donna uccisa a Roma

Un anno fa il ritrovamento del corpo mutilato all’Ardeatina

è ancora senza un nome la vittima, a 12 mesi dall’omicidio solo ipotesi

Trovato il cadavere di un uomo mutilato e in stato di decomposizione

Cadavere mutilato trovato tra i boschi, è un uomo di 50 anni: cinque giorni per i risultati test Dna

Eseguiti esami radiografici per accertare l’origine delle mutilazioni

Trovato cadavere mutilato è giallo sull’identità

Un corpo senza arti è stato trovato in un parco. Non è stato possibile ricostruire la vicenda e dare un’identità al cadavere.

Mi sono preso la briga di fare qualche ricerca sulle mutilazioni umane nelle notizie di cronaca in rete. Sono rimasto sbalordito dalla quantità di rinvenimenti di corpi mutilati e con organi asportati. In genere, sono delitti descritti come commessi altrove per giustificare l’assenza di sangue e di altre evidenze sul luogo del ritrovamento.
Non può che correre alla mente la somiglianza con le mutilazioni animali che vengono normalmente attribuite a entità aliene. Inspiegabili le incisioni perfette e la mancanza di spargimento di sangue.
Mi sono guardato, benché di malavoglia, alcune immagini di questi corpi straziati tra le rare reperibili in Internet. E ancora una volta la sensazione è di similitudine con le mutilazioni del bestiame bovino e di altro tipo.
Quindi ritengo attendibile la tesi sostenuta nel film UFOs AND NATO The Human Mutilation Cover Up, secondo cui esistono le mutilazioni umane da parte degli alieni e siano mascherate da delitti a sfondo esoterico o maniacale. Ricordiamo un aspetto fondamentale: forse uccidere una persona non è difficile ma amputare e sezionare chirurgicamente un cadavere caldo, di notte, non è alla portata di tutti, nemmeno alla portata di medici o veterinari che abbiano seriamente praticato chirurgia.
Naturalmente la pista satanica è plausibile, in taluni casi, e non c’è limite alla bestialità umana, ma ritengo che molti di questi omicidi siano frutto di rapimenti alieni mascherati da altro dalle autorità competenti onde non allarmare la popolazione. Ciò avverrebbe in tutto il mondo.
Ed esattamente come per le mutilazioni delle vacche, non si scova mai il colpevole, mai.
Sulla questione delle mutilazioni umane e ibridazione alieni-umani esiste un solo libro in italiano: QUADERNI DALLA TERRA PIATTA.

AVVERTENZA: Le immagini seguenti di mutilazioni umane, probabilmente di origine extraterrestre, sono scabrose. NON cliccate sui link prima di averci pensato:
https://pianetax.files.wordpress.com/2015/03/ece37-10259908_755920164472886_1163224056839565705_n.jpg
http://www.newsnfo.co.uk/pages/Informant%20News%20-%20Content_files/mute1.jpg
http://www.serialkiller.it/public/virtual_tears_galleria/4_Cadavere_Renee4.jpg

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10 marzo 2015

Un fossile suggerisce che in passato le piramidi e la sfinge erano sommerse dal mare

Secondo una controversa teoria proposta dall’archeologo Sherif El Morsi, l’intera piana di Giza fu un tempo completamente sommersa dalla acque del mare. A sostegno della teoria un ritrovamento di un echinoidea fossile (riccio di mare). Potrebbe questa scoperta confermare l’ipotesi che i monumenti di Giza furono costruiti in epoca “pre-diluviana”?
 
Il paesaggio della necropoli di Giza, comprese le piramidi e la Sfinge, mostra segni di erosione che secondo alcuni ricercatori suggeriscono che in passato l’intera area è stata sommersa dal mare. Il ritrovamento di un fossile sembrerebbe confermare questa teoria. La scoperta si deve all’archeologo Sherif El Morsi, il quale ha lavorato nella piana di Giza per oltre due decenni. Nel 2013, in collaborazione con la ricercatrice Antoine Gigal, fondatrice di Giza for Humanity, ha pubblicato i risultati della sua controversa ricerca. La ricerca di Morsi nasce dalle intuizioni del dottor Robert M. Schloch, uno dei primi ricercatori a suggerire che le strutture della piana di Giza siano più antiche di quanto si pensi. Nei primi anni ’90, Schloch suggerì i modelli di erosione trovati sulla Sfinge e sulle rocce circostanti mostravano un’età molto più antica rispetto alla datazione ufficiale, collocandola tra il 9000 e il 5000 a.C. Morsi ha idealmente continuato il lavoro di Schloch andando più a fondo nella questione. Durante una delle sue documentazioni fotografiche dei modelli di erosione nella Piana di Giza, l’archeologo ha fatto una scoperta che potrebbe indicare che l’intera zona è stata una volta sommersa dalle acque del mare. «Durante il mio servizio fotografico, sono quasi inciampato in un blocco di pietra», racconta Morsi in un articolo pubblicato su Gigal Research. «Con mia grande sorpresa, il rigonfiamento sulla superficie mostrava le sembianze di un esoscheletro pietrificato di quello che sembrava essere un echinoidea (riccio di mare), una creature che vive in acque marine poco profonde». Secondo Morsi, il fossile sarebbe la prova che la Piana di Giza ha subito una catastrofica inondazione, rimanendo per qualche tempo sommersa dalle acque del mare. Il sito dove si trova la Piramide di Micerino, in particolare, potrebbe essere stata un’antica laguna quando il livello del mare copriva la Necropoli di Giza, compresa la Sfinge e le Piramidi. Tuttavia, analizzando il fossile, alcuni scienziati hanno suggerito che l’echinoidea stessa è stata esposta ad erosione, dunque potrebbe già far parte della roccia calcarea originale formatasi circa 30 milioni anni fa. Come spiega The Epoch Times, Morsi ha contestato queste conclusioni, convinto che la creatura si è pietrificata in un tempo relativamente più recente, spiegando che si tratta di un grosso esemplare ben conservato, a differenza dei piccoli campioni che in genere si trovano nei blocchi di calcare. «Possiamo vedere chiaramente le condizioni originarie e i dettagli minuti della perforazione dell’esoscheletro», spiega Morsi, «il che significa che questa creature marina deve essersi pietrificata in tempi recenti. Non mostra le caratteristiche della maggior parte dei fossili risalenti a 30 milioni di anni fa. I depositi di sedimenti ne hanno riempito la parte cava».
Secondo Morsi, l’inondazione deve essere stata piuttosto significativa, raggiungendo un livello massimo di 75 metri sul livello attuale del mare, creando un litorale che attraversa il recinto della Piramide di Chefren, vicino alla Sfinge, fino ad arrivare alla Piramide di Micerino. L’erosione riscontrata sulle rocce mostra i tipici segni causati dalle onde e dal riflusso delle maree. Inoltre, siti come la Sfinge, il Tempio della Sfinge e i primi 20 livelli della Grande Piramide mostrano sedimenti di materiale alluvionale tipici dei fondali poco profondi e delle lagune. Il ritiro delle acque crea un effetto spugnoso nella roccia. 
L’echinoidea scoperta da Morsi ha un diametro di circa 8 centimetri. Per raggiungere tale dimensione, in genere questo organismo marino impiega circa 15 anni. Inoltre, la quantità di sedimenti e depositi alluvionali, nonché la qualità dell’erosione nelle zone meno profonde, richiederebbero diversi secoli, suggerendo che la zona è rimasta sommersa per diverso tempo. Tuttavia, rimane difficile determinare l’anno esatto delle inondazioni. Secondo i dati forniti dal CSIRO Marine and Atmospheric Research, negli ultimi 140 mila anni, i livelli del mare hanno oscillato per più 120 metri, seguendo la crescita e il ritiro delle grandi calotte durante i cicli glaciali. (Fonte: http://terrarealtime.blogspot.it/ )

In verità, gli egiziani tirano l’acqua al loro mulino intorbidendola. Le tre piramidi maggiori non le hanno certamente costruite loro, sono più vecchie di quanto dicano i libri di storia. Ho scritto nel numero di Archeomisteri Magazine ora in edicola che esse presentano alterazione meteorica da ruscellamento il che le fa risalire a 12 millenni or sono, quando il clima nella zona era totalmente diverso dall’attuale. La presenza di fossili marini indica che la piana di Giza era sott’acqua ma ciò può essere avvenuto milioni di anni fa. Importante verificare la cronologia degli eventi.

Articoli di approfondimento: Archeo Misteri Magazine – febbraio 2015

10 marzo 2015

L’asse terrestre si è spostato? Gli anziani Inuit scrivono alla NASA

campo-magnetico-terrestre

La tribù degli Inuit sono gli indigeni che vivono nell’Artico canadese, Groenlandia, Siberia e Alaska. I più anziani della tribù hanno scritto al National Space and Aeronautics Administration (NASA) per comunicare loro che l’asse terrestre si è spostato. Gli anziani non credono che le emissioni di carbonio provenienti dagli esseri umani stiano causando i cambiamenti climatici in corso.

Zone abitate dalle varie tribù degli Inuit Il cielo è cambiato, rivendicano gli anziani Inuit.

Gli anziani della tribù degli Inuit hanno notato cambiamenti climatici nello scioglimento dei ghiacciai, nel deterioramento della pelle di foca, e la lenta scomparsa del ghiaccio marino. Attribuiscono questi cambiamenti climatici a cambiamenti avvenuti nel cielo. Gli anziani della tribù sostengono che il sole non sorge più dove erano abituati a vederlo sorgere. I giorni si riscaldano più velocemente e durano più a lungo. Anche le stelle e la luna sono in punti diversi nel cielo e questo influenza le temperature. Si tratta di una popolazione che si basa sul collocamento della luna e delle stelle per la loro sopravvivenza in quanto vivono nel buio totale durante un lungo periodo dell’anno.
Gli anziani dicono che non sono più in grado di prevedere il tempo, come lo hanno fatto in passato. Osservano che i venti caldi stanno cambiando le zone innevate, rendendo la loro capacità di navigazione  via terra più difficile. Inoltre le popolazioni di orsi polari sono in aumento, il che fa sì che gli orsi vagano spesso nei quartieri degli Inuit.

Uomo Inuit del Labrador

Ciò che gli scienziati riferiscono.

Il 20 aprile 2011, la CNN News riferisce che un fortissimo terremoto ha spostato l’isola principale del Giappone di 8 piedi (2,4 metri), spostando la Terra sul suo asse. Hanno citato Kenneth Hudnut, geofisico della US Geological Survey, come dire, “A questo punto, sappiamo che una stazione GPS si è spostata (8 piedi), e abbiamo visto una mappa del GSI (Geospatial Information Authority) in Giappone, che mostra il modello di spostamento su una vasta area che è coerente con lo spostamento della massa della terra”.
Hanno citato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in Italia, che ha stimato che “il terremoto di magnitudo 8,9 ha spostato il pianeta sul suo asse da quasi 4 pollici (10 centimetri).” Gli astronomi concordano sul fatto che non vi è stato uno spostamento dell’asse di rotazione terrestre, ma che ci sono stati cambiamenti polari sottili negli ultimi dieci anni. Questo è un cambiamento in quello che viene chiamato asse di figura.
Questi cambiamenti sono causati dalla deriva dei continenti, che stanno spostando la posizione del Polo Nord verso sud di circa 10 cm l’anno negli ultimi 100 anni. Squadre presso l’Università del Texas con GRACE, satellite della NASA, hanno scoperto che la normale deriva del Polo Nord verso quello Sud è cambiato nel 2005 e da allora, la deriva si dirige verso est. Hanno rilevato un cambiamento di 1,2 metri dal 2005 al 2013. Essi concludono che lo spostamento è causato dai cambiamenti climatici causati dal riscaldamento globale.

Le immagini rilasciate dalla NASA che mostrano la costa nord-orientale del Giappone prima, a sinistra, e dopo l’allagamento dello tsunami indotto dal fortissimo terremoto.Circa il popolo Inuit o Eschimo

Il popolo Inuit vive nel lembo settentrionale dell’Artico canadese e lo fanno da molti secoli. La zona in cui abitano è quasi sempre congelata sotto uno strato spesso di permafrost. Per mesi consecutivi, le loro giornate iniziano e finiscono nelle tenebre. Popolo nomade, costruiscono tende o tepee di pelle di caribù nei mesi più caldi, e vivono in igloo in inverno. In precedenza, erano conosciuti come Eschimesi. La parola Eschimo deriva da una parola che nella loro lingua significa “mangiatore di carne cruda.” Questo gruppo di abitanti dell’Artico è stato ribattezzato Inuit, una parola che significa “il popolo.” Inuk è la parola per descrivere un membro della tribù, o “una persona.” Gli Inuit parlano molti dialetti diversi che provengono dalla lingua Eschimaleut o Inuit-Aleut. Sono principalmente cacciatori, e si basano sulla fauna selvatica dell’Artico per la loro sopravvivenza. Cacciano pesci e mammiferi marini, come foche trichechi, e mammiferi terrestri, come lepri artiche e caribù e usano la pelle di foca e il loro grasso per farne abbigliamento, tende, e ricavarci carburante. La maggior parte della loro dieta è costituita da carne cruda in quanto vi sono pochissime piante nel loro ambiente.

(Fonte: https://camminanelsole.wordpress.com/ )