Archive for marzo 25th, 2015

25 marzo 2015

Airbus caduto in Francia, il mistero degli 8 minuti di silenzio

Airbus Germanwings precipitato a Barcellonette

I dati di volo sono incomprensibili agli esperti. Si ipotizza la perdita di pressurizzazione. Ma non ci sarebbe stato motivo per non comunicare l’inconveniente a terra. Non è esclusa “una presenza illecita a bordo” che spiegherebbe l’assenza di contatti e il mancato “mayday”
Alle 10.30 il volo 4U 9525 della Germanwings, partito mezz’ora prima da Barcellona e diretto a Dusseldorf, scompare dagli schermi radar mentre sta volando sulle Alpi nel sud della Francia.
Alle 10.47, in assenza di comunicazioni da parte dei piloti, la Direzione dell’aviazione civile francese dichiara l’Airbus “in emergenza”.
Alle 10.53, dopo un’inspiegabile perdita di quota brusca ma non verticale, il velivolo si schianta a oltre 1.500 metri di quota, sul massiccio delle Trois Evechès, fra Barcelonette e Dignes.
L’aereo della Germanwings si è schiantato sulla montagna a una velocità fra i 600 e i 700 chilometri orari. I testimoni, rari nella zona disabitata, hanno detto di aver visto l’aereo volare incredibilmente basso. In ritardo di oltre venti minuti, il volo 4U 9525 era decollato alle 10 precise dall’aeroporto internazionale di Barcellona El Prat, dove era arrivato un’ora prima proveniente da Dusseldorf. Dopo il decollo, l’aereo ha sorvolato il mare prendendo quota e arrivando ai regolari 30mila piedi (9 chilometri) alle 10.17, poi 38mila alle 10.27, al largo di Tolone, nel sud della Francia. Velocità anch’essa regolare, 470 nodi (870 chilometri orari). L’allerta viene data qualche minuto dopo dal funzionario di permanenza all’aviazione civile francese perché l’aereo non dà più segnali radio. Diverse volte viene chiamato, ma non c’è alcuna risposta. L’aviazione si accorge poi di una deviazione dalla rotta corretta e di una perdita di quota, il controllo aereo fa scattare la procedura d’emergenza e parte subito un caccia dell’aeronautica militare in funzione antiterrorismo, affiancato da un elicottero dei gendarmi. L’aereo è introvabile.
Dai dati di Flightradar, sito che traccia le rotte di tutti gli aerei in volo, si constata che fra le 10.31 e le 10.32 l’A320 comincia a scendere bruscamente. Non cade, ma la discesa è veloce, un chilometro al minuto fino alle 10.41, quando dell’Airbus si perde ogni traccia. “La caduta fanno sapere dalla Germanwings – è durata otto minuti”. Lo schianto avviene alle 10.53. In serata viene trovata una delle scatole nere, oggi pomeriggio si conosceranno i primi risultati in una conferenza stampa convocata dall’Ufficio inchieste incidenti. I dati di volo sono incomprensibili agli esperti francesi che li hanno analizzati: “La discesa è costante ma controllata, come se l’aereo procedesse con pilota automatico”. L’unica spiegazione di un’azione del genere, molto grave, è la perdita di pressurizzazione. Ma non ci sarebbe stato motivo per non comunicare l’inconveniente a terra. Non si spiega, dunque, il silenzio per otto, interminabili minuti, fin quando l’aereo si infrange contro la parete della montagna. Gli esperti francesi, ex piloti o esperti di aviazione civile e militare, che escludono un attentato con esplosione, non sono altrettanto categorici nell’escludere “una presenza illecita a bordo”. Che spiegherebbe non soltanto l’assenza di contatti volontaria da parte dei piloti ma anche il mancato ricorso al codice d’emergenza (7077) che in casi disperati si invia a terra tramite trasponder. (Fonte: Il Giornale)

Trovo strano che i giornali italiani stiano sostenendo con forza la tesi dell’incidente inspiegabile adombrando l’ipotesi del terrorismo quando, per ora, non ci sono abbastanza elementi.

25 marzo 2015

Sonda della NASA rileva nube di polvere a quota orbitale su Marte

Misteriosa nube di polvere in orbita attorno a Marte

Il Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN), una sonda della NASA destinata all’esplorazione della atmosfera marziana, ha osservato un inaspettato fenomeno: una nuvola inspiegabile di polvere con effetto “aurora boreale” ad alta quota che però s’incunea profondamente nell’atmosfera del pianeta rosso.
La presenza di polvere ad una altitudine orbitale, tra i 150 e i 300 km dalla superficie, non era stata preventivata finora. Sebbene rimangano sconosciute l’origine e la composizione della nube, sembra non ci siano pericoli per il MAVEN e le altre capsule in orbita.
Laila Andersson, del Laboratorio dell’Atmosfera e Fisica dello Spazio di Boulder, in Colorado, ha dichiatato: “Se la povere proviene dall’atmosfera, ciò suggerisce che ci sta sfuggendo qualcosa sui processi nell’atmosfera marziana“.
Possibili spiegazioni avanzate comprendono polvere proveniente dal Deimos e Phobos, i due piccoli satelliti marziani, o polvere interplanetaria accumulata dal vento solare oppure tracce di comete o altri oggetti cosmici. Forse anche un rimasuglio della cometa ISON C/2012 S1 o altre che abbiano transitato in prossimità di Marte. Non è ancora chiaro se si tratti di un evento temporaneo o un fenomeno duraturo.
Nei miei articoli riguardanti il pianeta rosso, ho ripetutamente avanzato il sospetto che gli scienziati nascondano qualcosa sulla consistenza dell’atmosfera del pianeta. Io ho ipotizzato che la pressione atmosferica sia maggiore di quella che ci viene detta, quindi anche la temperatura media consentendo l’esistenza di acqua allo stato liquido. Ipotizzabile pure la presenza, sinora recisamente negata, di un campo magnetico marziano.