Tecnologia UFO sviluppata sul TR-3B riversata nel motore VASIMR?

Schema del motore al magnetoplasma VASIMR

Una società americana sta sviluppando un propulsore interplanetario di nuova concezione che sarebbe capace di portare una navicella dalla Terra a Marte in soli 39 giorni, anziché i 6 mesi richiesti con i razzi convenzionali. La ditta Ad Astra di Webster, in Texas, ha ottenuto un contratto dalla NASA ed è entrata a pieno titolo come appaltatore dell’ente spaziale statunitense.
Ciò che colpisce nel motore VASIMR (Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket) è l’assonanza con il propulsore del veicolo antigravitazionale segreto TR-3B che si dice sia stato ricavato direttamente dal sistema propulsivo dei dischi volanti tramite retro-ingegneria. Anch’esso, infatti, si basa su elementi attribuiti al TR-3B, ossia magneti superconduttori che muovono un plasma in una specie di acceleratore di particelle per produrre una spinta unidirezionale.
Il grosso problema di tale sistema è costituito dal potentissimo campo magnetico generato per generare e gestire il plasma che lo rende pericoloso per la vita biologica.
Anche il TR-3B, a giudicare dalle poche immagini disponibili, non è dotato di cabina di pilotaggio. Con tutta probabilità, si tratta di un drone.
Negli UFO, stando alle rivelazioni di Bob Lazar, il bombardamento tramite plasma dell’elemento 115 (Unumpentium) produrrebbe antimateria che forse produce un onda antigravitazionale. Il meccanismo sarebbe simile, grossomodo, ai poli opposti di un magnete che si attraggono, nel caso della gravità si respingono. Se vogliamo, è l’uovo di Colombo del volo spaziale.
La velocità massima raggiungibile dal motore VASIMR, potenza 200 Kw, si aggira sui 180 mila km/h o ~50 km/s (nel vuoto). La velocità massima di un disco volante alieno non è letteralmente calcolabile in quanto, intaccando la gravità vengono alterati anche spazio e tempo, pertanto, parlare di “chilometri / ora” non ha senso.

Presunta foto dell'aereo antigravitazionale TR 3B