Archive for maggio, 2015

31 maggio 2015

NASA comincia ad ammettere che il cielo di Marte è blu

Cielo azzurro su Marte
Il rover Curiosity ha registrato una sequenza fotografica del tramonto su Marte dal cratere Gale, ove si trova. La sessione fotografica è avvenuta il 15 aprile scorso, 956esimo giorno di missione. È stato il primo tramonto ripreso a colori. La fotocamera issata in cima a un’asta a mo’ di pennone, chiamata MastCam, ha scattato la sequenza nell’arco di 6 minuti e 51 secondi. La calibrazione del colore effettuata dai tecnici ha teso a esaltare il blu per il quale l’occhio elettronico ha leggermente meno sensibilità rispetto a quello umano.
Le finissime particelle in sospensione nell’atmosfera permetterebbero un minore filtraggio alla luce blu rispetto a lunghezze d’onda maggiori. Perciò, il colore del cielo è tendente all’azzurro, prevalente rispetto al rosso e al giallo che sono toni maggiormente dispersi e assorbiti nell’attraversamento dell’involucro gassoso. Tale fenomeno sarebbe maggiormente evidente al tramonto quando la luce deve attraversare uno strato più sostanzioso di atmosfera. Insomma, tra una motivazione e l’altra, scopriamo che ancora una volta hanno ragione gli infidi “complottisti”: il cielo di Marte è blu, ammesso quel cielo sia marziano poi. Considerando che il tempo della rotazione giornaliera del pianeta rosso è simile alla Terra, come può il Sole abbassarsi così in meno di sette minuti?
In diversi ambienti del complottismo, si avanza perfino l’ipotesi che l’intera missione Curiosity sia, in realtà, un falso astutamente architettato e che le immagini inviate a terra provengano anche dalla Terra, da un qualche deserto nostrano dall’aspetto simil-marziano. I misteri marziani nel mio ultimo libro interamente a colori CALEIDOSCOPIO MARTE.

Albino-Galuppini_Caleidoscopio-Marte

Annunci
30 maggio 2015

Giappone: terremoto 8,5 a Ogasawara

Violento sisma in Giappone Un violentissimo terremoto di magnitudo 8.5 ha colpito il Giappone alle 20.24 locali (13,24 in Italia), con epicentro vocino Ogasawara, un’isola nel Pacifico a 1.000 km a sud di Tokyo. Lo rende noto la Japan meteorological agency, che non ha lanciato alcun allarme tsunami. L’intensita’ della scossa, durata piu’ di un minuto, e’ stata misurata in 5+, sulla scala di misurazione di 7 livelli massimi, mentre su gran parte dell’area del Kanto, la piana di Tokyo, e’ stata avvertita in modo chiaro con intensita’ 4, con un picco di 5- a Saitama. L’ipocentro e’ stato individuato a 590 km di profondita’. Secondo quanto riferito dalla tv pubblica Nhk, non risultano esserci al momento danni a persone o cose. I treni shinkansen tra Tokyo e Osaka si sono fermati a titolo precauzionale. (ANSA)

30 maggio 2015

Soros avverte: “potremmo essere alla soglia di una terza guerra mondiale”

Soros avverte: “potremmo essere alla soglia di una terza guerra mondiale”

di Mark O’Byrne

Guerra “inevitabile” se gli USA continueranno a interferire nel Mar Cinese Meridionale (Tempi Globali)
-Ufficiale NATO avverte che “saremo probabilmente in guerra quest’estate”
-Soros parla di “Nuovo Ordine Mondiale” e di guerra con la Cina
-Soros ammonisce che potremmo essere “alla soglia di una terza guerra mondiale”
-Molti paesi del Pacifico reclamano isole strategicamente importanti e ricche di minerali
-Le tensioni tra USA e Cina-Russia sono in aumento
-La guerra avrebbe molte facce, compresa quella cibernetica e valutaria
Nel contesto internazionale la parola “guerra” si sente sempre più spesso, mentre USA, UE, Russia e Cina adottano atteggiamenti provocatori in varie dispute, come in Ucraina e nel Pacifico.
Secondo il giornale di stato cinese Tempi Globali, la guerra con gli USA sarà “inevitabile” se gli USA continueranno a interferire nella disputa sulle isole Spratley, nel Mar Cinese Meridionale. L’editoriale dell’importante giornale governativo argomenta che “se la conclusione degli Stati Uniti è che la Cina deve fermare le sue attività, allora la guerra tra USA e Cina nel Mar Cinese Meridionale sarà inevitabile.”
Dall’anno scorso la Cina si è appropriata di gran parte delle Spratley e ha avviato progetti di estensione artificiale per rendere l’arcipelago parte del suo territorio sovrano. La mossa ha irritato gli stati vicini come le Filippine e il Vietnam, che pure rivendicano le isole. Geograficamente l’arcipelago è vicino alle Filippine, al Brunei e alla Malesia, tuttavia la Cina ha mantenuto per secoli una presenza più o meno costante nella regione, motivo sul quale poggiano le sue rivendicazioni. Si ritiene che le isole siano situate su vaste riserve sottomarine di petrolio, inoltre esse sono strategicamente vitali come corridoio marittimo attraverso il quale vengono trasportati grandi quantità di beni. Le isole forniscono anche una piattaforma dalla quale la Cina potrebbe proiettare la sua potenza militare nei paesi sopra citati.

Le tensioni tra USA e Cina, di scarso rilievo in altri ambiti, si sono intensificate quando la Cina ha risposto con rabbia ai voli statunitensi di ricognizione nella regione. I Tempi Globali suggerisce che la Cina non è intimidita da un eventuale conflitto militare con gli USA: “Non vogliamo un conflitto militare con gli Stati Uniti, ma se dovesse accadere lo dobbiamo accettare.”
Il Wall Street Journal ha evidenziato che di fatto la Cina è l’incontrastato peso massimo regionale in termini di guerra convenzionale, con un’imponente forza aerea e navale. I cinesi sono estremamente aspri sull’interferenza statunitense nel Mar Cinese Meridionale, a migliaia di miglia dai propri confini, e si considerano chiaramente la nuova potenza egemone nella regione. Questa disputa in apparenza innocua ha il potenziale per sfuggire rapidamente fuori controllo.
Ci sono anche tensioni che covano tra Cina e Giappone. Entrambi hanno a lungo rivendicato le isole note in Cina come Diaoyu e in Giappone come Senkaku, amministrate dal Giappone. Le tensioni si sono intensificate negli ultimi mesi e gli osservatori temono che un passo falso politico o militare potrebbe dare luogo a un’escalation. Alla fine del 2013 la Cina annunciò una zona di difesa aerea sul Mar Cinese Orientale, comprendente le isole contese. La nuova misura prevedeva che le linee aeree rendessero noti i loro piani alle autorità cinesi prima di entrare nello spazio aereo designato. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe affermò che tale misura “peggiorava la situazione e avrebbe potuto portare a incidenti inaspettati nello spazio aereo.” Gli Stati Uniti definirono l’annuncio cinese “inutilmente infiammatorio” (Fonte: http://www.sapereeundovere.it/ )

30 maggio 2015

Ora sarà più difficile fermare chi inquina

Interessante intervista al dottor Stefano Montanari che conferma ciò che sostengo da tempo: l’ambientalismo ufficiale non è altro che una costola del potere costituito.
Roberta Doricchi – Qualche giorno fa è entrata in vigore la legge che punisce chi inquina. Che ne dice?
Stefano Montanari – Si sarebbe potuto fare peggio, ma ci si sarebbe dovuti impegnare parecchio.

RD – Che cosa significa?
SM – Se si voleva favorire chi inquina ci si è riusciti perfettamente. In più si è ottenuto l’effetto collaterale di far passare una porcheria che farà danni a non finire per un trionfo. Meglio di così…

RD – Eppure diversi gruppi ambientalisti, Legambiente in testa, hanno applaudito entusiasti.
SM – Appunto. Questo conferma ciò che le dicevo. Quando c’è Legambiente di mezzo si può stare certi che un aiutino a chi sporca c’è quasi sempre. Non per niente quell’associazione è la mamma del più grande inceneritore italiano e uno dei più grandi del mondo: quello di Brescia. Ma, se vogliamo elencare le sue imprese contro l’ambiente, ho paura che dovremo prenderci un po’ di tempo.

RD – Ma, insomma, che cosa c’è che non va nella legge?
SM – Se leggerà il testo si accorgerà quanto sia equivoco. Pare scritto apposta per consentire mille scappatoie e per rendere impossibile fermare e poi punire chi attenta all’ambiente. Veda solo la cancellazione del divieto di usare l’air gun nei nostri mari.

RD – Di che cosa si tratta?
SM – È una tecnica di prospezione che viene usata quando si cercano giacimenti petroliferi o di gas sottomarini. S’inietta aria ad alta pressione nel sottosuolo marino e si fa esplodere la bolla. Questo genera onde simili a quelle di un terremoto e, tra gli altri problemini, danneggia la vita del mare. Da oggi le 17 ditte, di cui 12 straniere, che vogliono massacrare il nostro mare potranno farlo con la benedizione dello Stato. Se prima si rischiavano fino a tre anni di galera, oggi c’è un bacio in fronte. Ci saranno, pare, 17 miliardi di Euro d’investimenti e con quelli noi avremo venduto il mare che avremmo dovuto lasciare ai nostri figli. L’esultanza delle compagnie petrolifere e di Confindustria, oltre che, naturalmente, di un premier che nessuno ha mai eletto e che sta dove sta sul filo di una legalità inesistente, sono sintomi della nostra follia.

RD – C’è altro?
SM – C’è molto altro. D’ora in poi sarà impossibile procedere contro chi inquina ma lo fa disponendo di tutte le scartoffie del caso, ottenere le quali è facilissimo. Io mi occupo da anni del problema e, purtroppo, posso intervenire solo quando qualcuno m’incarica di farlo: un caso su mille. Forse meno, molto meno. Le aziende che propongono la costruzione d’impianti d’incenerimento di rifiuti, per esempio, presentano di regola documentazioni grottescamente ridicole. Cementifici, sistemi di trattamento delle cosiddette biomasse, inceneritori chiamati termovalorizzatori… L’Italia è il Paese di Bengodi per queste follie. Ma abbiamo anche centrali termoelettriche ad oli pesanti o a carbone e le fabbriche più disparate. Leggendo i documenti che vengono presentati per ottenere le autorizzazioni è facile vedere come si tratti di aria fritta compilata solo per offrire una giustificazione a chi, autorità preposta, era già comunque molto ben disposta a dare la concessione qualunque cosa si trovasse davanti. E le concessioni arrivano, e arrivano anche se le infrazioni alle leggi esistenti sono spesso decine. Ma noi abbiamo il far finta di niente e le deroghe. L’Italia ha più o meno 21.000 leggi nazionali e altrettante leggi regionali. A fianco esistono 63.000 deroghe. Di fatto, le leggi, peraltro contraddittorie fino ai bizantinismi più assurdi, sono fatte per i fessi. Per i furbi ci sono sempre le deroghe, cioè la legge è uguale per tutti ma la sua applicazione no. Insomma, tornando a noi, se, non importa come, io ottengo il permesso per allestire un determinato impianto o per applicare una determinata metodica, ho una sorta di salvacondotto che mi permette di arrecare danni in quantità senza che io sia chiamato a pagare. E qui si può già chiudere la vicenda.

RD – Continui.
SM – Un’altra bella disposizione è quella secondo cui il reato esiste se si dimostra un’alterazione irreversibile dell’ecosistema.

RD – La sua critica?
SM – Alterazione irreversibile è la scomparsa dei dinosauri 65 milioni di anni fa. Ora, con la legge nuova, io devo dimostrare che,  dico a titolo d’esempio, una determinata forma di vita è scomparsa per sempre e non potrà più tornare. Di fatto, ci sediamo, aspettiamo qualche milione di anni e poi cominciamo a discutere. Immagini che io abbia avvelenato una falda acquifera. Quell’avvelenamento mica è irreversibile. Basta che io, smantellato l’impianto che aveva fatto il guaio, lasci sgorgare l’acqua per qualche secolo o addirittura, se ci sono le condizioni, per pochi decenni, ed ecco che avrò acqua limpida come il giorno della creazione. E, a proposito dei dinosauri, siamo proprio sicuri che siano scomparsi del tutto? Al cinema ci sono e qualche avvocato potrebbe sostenere che siano ancora nascosti da qualche parte.

RD – Che cosa si sarebbe dovuto dire nella legge?
SM –  Se proprio si volevano porre dei criteri di tempo, sarebbe bastato insistere sulla persistenza. Se il problema non si risolve in tot mesi, è punibile. Ma, poi, la legge parla di alterazione irreversibile dell’ecosistema, cioè di un panorama enorme e complesso su cui si potrà cavillare all’infinito. Di fatto, sarà impossibile intervenire e tutto finirà nel nulla. E poi, altra cosa sconcertante, il danno deve essere immediato: io sparo e lei casca a terra morta, altrimenti va tutto bene. Pensi un po’ all’amianto. Quello può impiegare anche 40 anni a manifestare la propria patogenicità. E tantissimi impianti non sono da meno. E poi lei deve fornire il numero esatto dei danneggiati, altro punto che farà gioire gli avvocati: centouno o centudue morti? Bisogna essere precisi: è la legge.

RD – Ma chi è punibile?
SM –  E chi lo sa? L’inquinamento, dice la legge, è punibile solo se è abusivo, vale a dire se non ha timbri, firme e ceralacca a legalizzarlo. Ma essere in regola è banale. S’incarica un gruppo addestrato di tecnici di scrivere stravaganze, spesso roba che stride con la scienza nota da secoli, e il permesso arriva. Dunque, perché mai dovrei avvelenare senza averne il più che probabile, quasi scontato permesso? Basta solo avere un po’ di pazienza e i funzionari del caso saranno felici di compiacere chi ha prodotto le scartoffie. Mal che vada, arriveranno le deroghe. Veda quella ormai annosa che permise di bruciare le famigerate ecoballe campane, cosa vietata per legge ma aggirata senza vergogna perché faceva tanto comodo a qualcuno.

RD – Che caratteristiche deve avere, allora, l’inquinamento per essere almeno degno d’interesse?
SM – La legge dice che, oltre a tutto quanto ho già elencato, deve essere significativo e misurabile, due caratteristiche che si prestano ad infinite interpretazioni.

RD – Mettiamo il caso che esistano tutte le condizioni. Che cosa succede all’inquinatore?
SM – Beh, se la caverebbe con poco. Basta che paghi una relativamente piccola multa e il gioco è fatto. Il gioco vale ampiamente la candela. Poi c’è la cosa forse più divertente: il cosiddetto ravvedimento operoso.

RD – Di che cosa si tratta?
SM – Ammettiamo che, come dice lei, esistano tutte le condizioni perché io sia ritenuto colpevole di aver inquinato un territorio. A questo punto io posso impegnarmi a bonificarlo.

RD – Mi pare giusto.
SM – Lo sarebbe se la bonifica fosse possibile, cosa che nella stragrande maggioranza dei casi non è. Allora succede che io m’impegno ugualmente a farlo e, perché no?, se so muovermi bene, ricorro a fondi che lo Stato mi mette graziosamente a disposizione. Poi, stante il fatto che le operazioni di bonifica non avrebbero  comunque risultati apprezzabili né ci sarà chi me ne chiederà conto e il tutto si fa solo per i gonzi, è sufficiente che io finga di metterle in opera. Così, ancora una volta perché no?, incaricherò qualche amichetto di farlo. Questo intascherà un po’ di quattrini senza colpo ferire se non subire l’incomodo di aver inscenato una farsetta, e alla fine saprà essermi grato del favore che gli ho fatto. Siamo uomini di mondo. O no?

RD – Da quanto mi dice abbiamo peggiorato la situazione.
SM – Leggi contro l’inquinamento ne avevamo a iosa. Sarebbe bastato applicare quelle, magari abrogando le altre in contraddizione e cancellando le deroghe oltre a prevedere e ad applicare pene certe. Per la quasi totalità le installazioni e i sistemi inquinanti che vengono proposti nel nostro paese nascono già con pesanti peccati originali d’illegalità. Pensi solo al fatto che noi c’infischiamo degli accordi che abbiamo sottoscritto a livello internazionale, magari recependo disposizioni comunitarie. Pensi alle distanze con le abitazioni, a volte scuole e perfino ospedali. Pensi alle informazioni truffaldine che vengono propinate al pubblico. Pensi alle indagini epidemiologiche prive di significato fatte con criteri assurdi e su patologie che sono solo una modesta frazione di quelle che interessano. Pensi, poi, ai mancati controlli ambientali o alla follia di affidare quei controlli allo stesso controllato. È come se io le chiedessi di multarsi perché le è scaduto il tempo del disco orario.

RD – In Italia abbiamo parecchi comitati in difesa dell’ambiente. Che cosa fanno?
SM – Quasi in ogni caso si tratta di gruppi di benintenzionati ma molto spesso, anche se non sempre, sono di un’inefficienza assoluta. Di solito un comitato che teoricamente comprende centinaia di persone ne ha solo una manciata disposta a prestare attivamente la propria opera. E ne ha ancora meno ad avere qualche competenza. Anzi, è rarissimo trovare qualcuno che sappia davvero di che cosa si sta parlando e sappia come comportarsi. Di solito l’atteggiamento è quello del nimby, cioè fate quello che vi pare a patto che lo facciate lontano da casa mia.

RD – Che cosa dovrebbero fare?
SM – Innanzitutto i gruppi dovrebbero essere più uniti. Io mi trovo a volte a parlare con un comitato che ignora di averne uno del tutto analogo a pochi chilometri di distanza. Queste persone dovrebbero rendersi conto del fatto che gli inquinanti possono diffondersi per distanze enormi e non vedere l’impianto non significa affatto che i suoi veleni non arrivino. Tanto per farle un esempio, io ho abitato per 36 anni a Modena in una casa che aveva un piccolo giardino in cui c’era un albero di amarene. Sulla superficie dei frutti si depositava vistosamente la polvere delle ceramiche di Sassuolo. In linea d’aria almeno una quindicina di chilometri.

RD – E ancora sui comitati…
SM – Poi c’è il problema dei quattrini. Chi propone certi impianti ha soldi da spendere, o da investire, se preferisce. E con quei soldi si allestiscono studi fasulli, si fanno analisi taroccate e s’incarica fior di professionisti: professori universitari, laboratori chimici, avvocati… Si possono fare regalucci a chi conta… Dall’altra parte ci sono i comitati che non hanno nemmeno i soldi per pagare il francobollo per una raccomandata e con presunti aderenti che si defilano se il rischio è quello di metterci un Euro. Tutti vorrebbero vincere la guerra ma nessuno vuole separarsi dai propri quattrini, e senza armi si perde.

RD – Ma lei ne ha vinte parecchie.
SM – A volte è capitato persino che chi proponeva certe porcherie si ritirasse. A volte sono stati cancellati i permessi perché i politici che li avevano concessi stavano rimediando una figura tale che avrebbe messo a rischio la loro rielezione, una delle poche cose che a quei personaggi interessano. Però non si può sempre fidare sui miracoli. Nella maggior parte dei casi, al di là di un setacciatura minuziosa dei documenti, occorre fare indagini sul posto e analisi che vanno interpretate. Poi ci vuole un avvocato competente. Un legale formidabile nel diritto di famiglia o in quello fallimentare o sull’infortunistica potrebbe non sapersi districare in campo ambientale, un ginepraio che è stato ingarbugliato apposta per poter giustificare situazioni per rigettare le quali sarebbe sufficiente il più comune buon senso.

RD – Però mi consta che ci siano sindaci che si battono per evitare certi scempi.
SM – Qui il discorso si farebbe lungo. Il sindaco è la massima autorità sanitaria del comune, e questo gli dà un potere enorme. Se lui stabilisce che quell’impianto o quel sistema può danneggiare la salute dei suoi amministrati, ha il potere di vietare che lo si allestisca nel suo territorio. Essere sindaco comporta il fatto di essere responsabile penalmente, cioè in modo personale, degli eventuali danni arrecati alla salute di chi lo ha eletto e, per questo, nessuno può prevalere sulla sua decisione. Purtroppo accade che tanti sindaci facciano finta di niente o, una volta eletti, si rigirino di centottanta gradi e smentiscano quello che magari fu uno dei capisaldi della campagna elettorale. Io ne ho visti più di uno.

RD – Una brutta fotografia della situazione. Ce la possiamo fare a difenderci?
SM – Sì.

RD – Mi sorprende. Di solito non la vedo ottimista.
SM – Dalle mie parti si dice che quando l’acqua arriva al sedere tutti imparano a nuotare. Qui siamo in una situazione di una gravità assoluta ed è sufficiente dare un’occhiata ai numeri sul cancro, sugli aborti spontanei e sulle malformazioni fetali. Non abbiamo altra alternativa che difenderci e vincere. Non sarà facile anche per i tanti nemici che abbiamo in casa, ma dobbiamo rimboccarci le mani e recuperare il cervello. Così ce la faremo, altrimenti sarà un mondo senza di noi. Da un certo punto di vista è una prospettiva bellissima.

RD – La prima mossa?
SM – Far abrogare quella porcheria di legge. (Fonte: http://www.vitalmicroscopio.net/ )

Stefano Montanari

28 maggio 2015

RyanAir rilascia le scie chimiche. La prova?


Un lettore della Germania mi scrive sottoponendomi questo “biglietto aereo” di un volo RyanAir che sarebbe ripreso nel filmato che potete vedere sopra. L’aeroplano Boeing 737 rilascia una vistosa scia a intermittenza dimostrando forse il coinvolgimento della compagnia irlandese a basso costo nel piano segreto di geoingegneria globale. Il video risalirebbe a un paio di settimane fa.
Del resto, per avere convenienza economica a far decollare velivoli semivuoti dai biglietti a prezzi stracciati, ci deve essere un altro tornaconto. O no?

Volo RyanAir Birmingham Katowice

28 maggio 2015

ANSA parla apertamente della geoingegneria clandestina

27 maggio 2015

Pentagono spedisce antrace per errore con la normale posta

Il Pentagono ha dichiarato che un campione del bacillo dell’antrace vivo è stato inavvertitamente spedito da un laboratorio dello Utah, tuttavia, un portavoce del Dipartimento della Difesa afferma che non ci sono rischi per la popolazione. Sono in corso indagini sull’accaduto, il campione sarebbe stato spedito per sbaglio nella Corea del Sud. Che culo, pensate se sbagliavano punto cardinale e finiva in Corea del Nord!
L’antrace o carbonchio è una infiammazione acuta causata da un batterio impiegato come arma batteriologica. Era custodito nel Dugway Proving Ground in Utah. La mente non può che riandare al 11 settembre 2001 e al misterioso post-evento degli attacchi con le buste all’antrace.
Un diversivo dei militari?
Buste all'antrace 11 settembre 2001

27 maggio 2015

Archeo Misteri Magazine – maggio 2015

In edicola, il numero di Archeo Misteri Magazine del maggio 2015. Buona lettura.
Archeomisteri Magazine maggio 2015 07

27 maggio 2015

Nel 1969 l’uomo non è sbarcato sulla luna: la NASA ha perso i filmati originali

di Gianni Lannes

Che singolare coincidenza, anzi che sfortuna: hanno perso le prove dell’allunaggio umano targato Washington. Ecco una notizia passata inosservata. Venivano dalla Luna e sono sparite dalla faccia della Terra. Volatilizzate dagli archivi della Nasa, introvabili in qualsiasi magazzino spaziale: le cassette con le immagini originali del primo passo di Neil Armstrong sulla luna trasmesse a Houston nel luglio1969 dalla telecamera installata sull’Apollo 11, non esistono più. Tre anni di ricerca in ogni angolo possibile dei Centri dei programmi spaziali Usa, da quando nel 2006 gli esperti si resero conto che i nastri tornati a terra con la storica missione lunare non si trovavano più, sono giunti ad una sconcertante conclusione: la Nasa li ha cancellati. Secondo la ricostruzione dei due specialisti televisivi del Goddard Space Flight Central della Nasa in Maryland – Stan Lebar e Dick Nafzger, la Nasa intorno al 1980 avviò un massiccio programma di riciclaggio di vecchie cassette. Decine di migliaia di scatoloni con nastri già usati vennero prelevati dagli scaffali polverosi, aperti e riutilizzati. Decisamente inverosimile. E la “prima diretta dalla Luna” con Armstrong a Buzz Aldrin che piantavano la bandiera americana sulla superficie sabbiosa del ‘Mare della Tranquillita” è stata così eliminata. «Nessuno lo ha fatto di proposito, è stata una terribile distrazione – ha osservato Nafzger – ma dopo tante ricerche sono ora convinto che queste cassette non esistano più, tante prove ed indizi ci hanno portato a questa conclusione per quanto difficile da accettare». Comunque per la memoria storica del globo, le sequenze dell’allunaggio sono state salvate, seppure non più dall’originale, dalle riprese televisive trasmesse dai network di mezzo mondo. Riprocessate e migliorate dagli specialisti di Hollywood della ‘Lowry digital’ – nota per aver ripristinato digitalmente vecchi film come ‘Guerre stellari’, tornano così le immagini della prima passeggiata lunare dell’Apollo 11. 
Gianni Lannes - sbarco sulla LunaIn realtà, qualche tempo fa alcuni esperti indipendenti avevano chiesto alla NASA di poter analizzare i 45 filmati originali relativi alla missione Apollo 11, ovvero lo sbarco dell’uomo bianco sulla Luna. A parte la scarsa credibilità che un evento di tale portata possa essere stato perso o cancellato, quelle registrazioni in ogni caso non potevano essere le uniche esistenti, poiché il segnale dallo spazio avrebbe dovuto essere stato registrato sulla Terra in contemporanea dalle stazioni posizionate in Australia, Canberra e California. Le due stazioni terrestri posizionate in Australia (Parkes Radio Astronomy, vicino a South Wales, e la Honeysuckle Creek Tracking Station, a Canberra) che ricevevano le immagini dallo spazio insieme a quella in California (la Goldstone Tracking Facility nel deserto del Mojave), avrebbero dovuto avere avere nei loro archivi altri due nastri con le immagini slow-scan dello sbarco, anche se fino ad ora non sono stati ritrovati.
Una volta arrivati a terra, e convertiti, i segnali dalla Luna venivano inviati a Houston via satellite (Intelsat), cavo o antenne a microonde, e dal Manned Flight Center della Nasa ai teleschermi. In ogni caso la Nasa si era impegnata a completare un rapporto preciso su quanto accaduto alle immagini, necessario forse anche per contribuire a smentire la versione secondo cui lo sbarco sulla luna non è mai avvenuto, e che ciò a cui milioni di persone hanno assistito è stato il risultato di un lavoro realizzato in studio. Però nemmeno queste registrazioni vennero trovate. E la Nasa non ha ancora presentato un rapporto ufficiale dopo 5 anni. La notizia è rimbalzata in tutto il mondo e in Italia è stata pubblicata dall’agenzia giornalistica ADN Kronos e dal quotidiano Il Messaggero.

riferimenti:
26 maggio 2015

Ricette per utilizzare il pane raffermo in cucina: 10 idee per non sprecare

Il pane vecchio, secco e duro non deve essere sprecato perchè può essere riciclato in cucina in moltissimi modi originali e gustosi.Vi consigliamo 10 ricette facili e veloci da preparare con un pizzico di fantasia.

RICETTE PER UTILIZZARE PANE RAFFERMO
Il pane vecchio, secco e duro diventa una risorsa e non un scarto con le nostre semplici ricette per riusare il pane raffermo. Oltre a preparare il pangrattato possiamo trasformare il pane raffermo in una lasagna saporita o in una torta deliziosa. Vediamo come fare:

LEGGI ANCHE: Leggi anche il nostro speciale sul pane raffermo

COME UTILIZZARE IL PANE SECCO
Il pane secco può essere utilizzato in tantissimi modi. Eccone alcuni veloci e golosi:

  1. PANGRATTATO: Per preparare il pangrattato bisogna tritare finemente il pane secco e metterlo in contenitori chiusi ermeticamente. Il pangrattato può essere messo nel congelatore, così è sempre pronto all’uso.
  2. CROSTINI PRONTI: Se tagliamo il pane secco a tocchetti e poi lo mettiamo in padella per qualche minuto a tostare con un filo d’olio extravergine d’oliva, avremo degli ottimi crostini da accompagnare alle zuppe e alle minestre.
  3. BRUSCHETTA:ricette per utilizzare il pane raffermo Scaldando al forno le fette di pane secco potremo avere dele ottime bruschette da condire con olio e sale oppure verdure crude o saltate in padella.
  4. GAZPACHO ANDALUSO: è una zuppa con verdure e pane raffermo, la ricetta potete trovarla sul nostro sito, a questo link.
  5. GNOCCHI DI PANE: Una ricetta molto apprezzata sul nostro sito: la ricetta degli gnocchi di pane con salsa ai formaggi è facile da preparare e permette di riutilizzare gli avanzi.
  6. PAIN PERDU: una ricetta francese che prevede l’utilizzo del pane vecchio intinto in un piatto con latte e uovo (vaniglia facoltativo) che potete trovare qui.
  7. PANZANELLA UMBRA: per preparare questo piatto occorro solamente pane casereccio raffermo,qualche foglia di basilico,pomodoro, insalata, cipolla, cetriolo, olio d’oliva, aceto, sale, pepe.
    Affettare il pane e bagnarlo con acqua, quindi strizzarlo con delicatezza perché non si spezzi. Condire con il tutte le verdure, l’olio, l’aceto ed il sale. Fate riposare in luogo fresco per almeno un’oretta prima di servire.
  8. SOUFFLE’ DI PANE: per preparare il soufflè di pane occorre: 4 fette di pane raffermo, 4 cucchiai di latte, 2 uova, formaggio filante. Procedimento: Bagnare il pane con il latte, quando ben begnato aggiungere tuorli d’uovo e gli albumi montati a neve, salare, versare in una teglia imburrata e aggiungere il formaggio, infornare a 180° finch’é il formaggio non sarà dorato, servire caldo.
  9. TORTA DI PANE DOLCE: la stessa ricetta descritta qui sopra ma aggiungendo uvetta rinvenuta in acqua e passata nella farina, 1 cucchiaio di zucchero e la scorza di limone grattugiata. Versarla in una padella con olio caldo e fare cuocere come se fosse una frittata su entrambi i lati. Togliere e asciugare dall’olio in eccesso con la carta del pane. Aggiungere della marmellata sopra e servire tiepida.
  10. TORTA DI MELE CON PANE RAFFERMO: La ricetta integrale potete trovarla in questo articolo. 

Fonte: http://www.nonsprecare.it/ricette-utilizzare-pane-raffermo

26 maggio 2015

UFO International Magazine – maggio 2015

In edicola il numero di maggio 2015 di UFO International Magazine. Buona lettura!
UFO International Magazine - maggio 2015

25 maggio 2015

In corso l’attacco sismico al Giappone?

89267212_89267208
Come preannunciato da me e da altri siti di controinformazione, a maggio 2015 ci sarebbe stato un attacco tellurico al Giappone.
Una scossa di grado 5,6 della scala Richter ha squassato la capitale Tokyo e il suo circondario. La scossa è avvenuta alla 2:28 della scorsa notte. Il terremoto ha colpito a 34 km da Tokyo nei pressi delle città di Hasuda e Shiraoka. L’aeroporto internazionale di Narita è stato completamente chiuso a seguito del sisma.

Articolo di approfondimento: Attacco sismico pianificato per il maggio 2015?

25 maggio 2015

Guardare le stelle ammutolisce?

Terry Virts visione notturna delle stelle
Bill Kaysing sosteneva che basta una sola cosa per provare la simulazione degli sbarchi sulla Luna: la mancanza delle stelle nelle fotografie lunari e di esse nei discorsi degli astronauti dell’Apollo. Eppure, come sottolineava Ralph Renè, in orbita lunare durante il passaggio nel cono d’ombra della Luna eclissante il Sole, avrebbero dovuto trovarsi di fronte a una visione maestosa della Via Lattea e delle altre galassie nonché dei pianeti vicini come Marte e Venere. Invece niente, mutismo assoluto.
Ieri l’astronauta statunitense Terry Virts, dal novembre scorso nello spazio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha pubblicato sul suo accesso Twitter meravigliose immagini mozzafiato delle stelle scattate da lassù. Virts ha scritto “Non ci sono parole da aggiungere a questa veduta notturna“.
Trattasi di una eclatante contraddizione in termini che gli assertori della conquista della Luna faticheranno sempre più a spiegare.
Il filmato sotto è probabilmente registrato in tempo reale con lo zoom dato che la ISS ruota intorno alla Terra a 25mila Km orari.

24 maggio 2015

Mostruosa voragine si apre in Missouri

Voroagine a Branson Missouri
Continua la sconcertante sequela di voragini misteriose che si aprono in giro per il mondo. Stavolta tocca agli USA, nello stato del Missouri, dopo che la settimana scorsa era avvenuto in Turchia.
In un campo da golf vicino a Branson, proprio all’ingresso della struttura, è comparsa l’enorme buca in prossimità di un laghetto. L’acqua si sta riversando nella cavità riempiendola. Secondo la Associated Press, si tratta di due voragini adiacenti dal diametro di una trentina di metri e profonde una dozzina, in fase di espansione.
Permane il mistero sull’origine di tali eventi che potrebbero essere causati da una qualche arma segreta posta su di un satellite in orbita attorno alla Terra. Oppure potrebbero essere un segno che comprova la teoria della “Terra in espansione”. Chi lo sa, forse un golfista particolarmente scarso ha trovato il sistema di creare una buca a sua misura.
Buca comparsa a Branson Missouri

23 maggio 2015

Controllo mentale e scie chimiche

Da dove abito, io le scie chimiche si vedono praticamente tutti i giorni, se non piove. Eppure, se doveste fermare a caso 100 abitanti della pianura padana, 95 di loro direbbero che non sanno cosa siano le scie chimiche e 5 vi direbbero che ne hanno sentito parlare ma non le hanno mai viste. Probabilmente la statistica sarebbe quella. Rosario Marcianò, nel suo sito, riferisce ormai che i giornali a larga diffusione, sebbene alternativi, ne parlano ormai di geoingegneria clandestina. Tuttavia, la maggior parte della popolazione è talmente manipolata mentalmente, a livello dei “patsy” impiegati per l’11 settembre, che non è in grado di scorgere fattezze lunghe centinaia di km in cielo. Questo vi suggerisce la smisurata potenza dei sistemi di lavaggio del cervello collettivo, in altre parole di Matrix.

Scie chimiche econtrollo mentale

23 maggio 2015

Scappare dall’Italia rimanendo in Italia? Si può!

A me fanno quasi sorridere coloro che anelano fuggire dall’Italia perchè ci sono troppe tasse, troppa burocrazia, troppa criminalità. Costoro vorrebbero trasferirsi, ad esempio, ai Caraibi, in Venezuela o Ucraina (!) come se in quei luoghi la situazione fosse mediamente migliore.
Lasciare l’Italia rimanendo sul territorio peninsulare è una scelta ottimale. Nelle vaste aree collinose e medie montagne italiane, per circa 15 mila euro, ci sono miriadi di immobili antichi con terreno, casali e rustici da ristrutturare. Oltre i 600 metri di quota, se non erro, non si paga l’IMU agricola. Con altri 15 mila euro, si può effettuare una sistemazione funzionale e rustica impiegando materiali poveri ma efficaci per l’isolamento, quali il legno. Spesso quei rustici sono venduti con un lotto di terreno adiacente ove dimorano alberi da frutta antichi che producono annualmente quintali di buona frutta lasciata a marcire dato che nessuno la raccoglie.
Con le efficienti stufe a legna di oggi, si può ottenere riscaldamento e calore per cucinare. Se si riesce a procurarsi acqua potabile localmente, con scarico a norma, l’unica bolletta da pagare è quella per l’elettricità. Con un piccolo piano cottura a induzione e caldaietta elettrica, non ci sono bolletta gas, bolletta acqua, spese condominiali litigando nelle assemblee e telefono fisso, da saldare. Grazie alla telefonia mobile,  potete avere internet e comunicazione telefonica. Trasferirsi all’estero costa, c’è la barriera della lingua in molti casi, il problema della criminalità e della mancanza di servizi sanitari di qualità può rimanere un affanno perfino più stringente che in Italia.
Le tasse? Qui non solo sorrido ma mi “scompiscio” dalle risate. In Italia non pagare tasse legalmente è facilissimo. Poichè da noi, comanda la gente che non lavora (dai centri sociali ai magistrati della consulta passando per i politici), le imposte sono quasi tute a carico dei consumi e del lavoro. Quindi, basta non lavorare e non consumare per pagare quasi zero tasse. Nei siti web di annunci gratis, si trova di tutto, nuovo e usato a  prezzo abbordabile. Dicono, ma in collina o montagna, se c’è brutto tempo o nevica, uno rimane bloccato. Se nevica uno se ne sta rintanato aspettando che le strade ritornino agibili, come si faceva una volta. Una Panda 4 x 4, e similari, è un veicolo ideale per abitare in collina percorrendo strade al limite della praticabilità e per recarsi in città quando occorre.
Lavoro? Conducendo una vita a basso costo, rimboccandosi le maniche, si può vivere facendo lavoretti saltuari seguendo la propria indole: imbianchino, manovale, baby-sitter, commessa in negozio durante periodi di ressa, badante per anziani, lezioni private di latino, filosofia, greco, matematica, informatica, chimica per ragazzi. Senza esagerare, a 10 euro l’ora, basta lavorare 10 ore la settimana per vivere in montagna, il tutto esentasse. Li il costo della vita è basso, ci sono trattorie a conduzione famigliare dove si mangia sano per 15 euro a coperto o anche meno. Se poi si riesce ad avere un modesto introito finanziario fisso come una pensione o rendita, il gioco è fatto!
Ma la cosa più bella è che, immersi nella natura, ci si sente in ferie 365 giorni su 365!
Non serve sbattersi per aprire un caffè a Santo Domingo o andare a fare lo sguattero a Londra. Questo costituirebbe “falso scollocamento”, lavorando ancora più che in Italia.

22 maggio 2015

Italia: non pagare più le tasse a uno stato di guerra!

di Gianni Lannes

Schiacciano con l’ausilio di leggi antidemocratiche i diritti costituzionali di cittadine e cittadini alla giustizia, all’uguaglianza di trattamento, all’equità, alla libertà. Le chiacchiere se le porta via il vento. Invece di lamentarsi continuamente, bisogna partire da un’obiezione fiscale a livello generale in ogni comune d’Italia. Le ragioni? In primo luogo, più di ogni altro paese d’Europa, in Italia proprio secondo i dati ufficiali governativi, la pressione fiscale veleggia verso il 51 per cento, mentre la disoccupazione galoppa attualmente al 108 per cento. Manca solo la tassa sull’aria sempre più inquinata che ingurgitiamo. Non sanno più cosa inventarsi per tartassarci, e stare a galla a spese della collettività. Basta!
I soldi delle tasse vengono prevalentemente usati dal governo illegittimo di mister Renzi, imposto dal Napolitano ma non votato dal popolo sovrano, per costi di guerra all’estero. Senza annoverare, poi, le speculazioni nostrane. Le spese militari italiane – secondo una stima del Sipri – ammontano quotidianamente a circa 100 milioni di euro, di cui ben 20 milioni al giorno quale contributo italidiota – dal 2002 – per l’aerosolchemioterapia bellica della NATO sui centri abitati dello Stivale, isole comprese. Alla fine dell’anno il gruzzolone per sostenere guerre straniere imposte dal complesso militar-industriale straniero, ovvero il denaro pubblico sgraffignato dalle autorità agli ignari contribuenti italidioti, ammonta a circa 30 miliardi di euro.
Seconda ragione: nel 2012 con una poco nota sentenza la Corte dei Conti ha stabilito che i concessionari del gioco d’azzardo statale devono pagare ben 98 miliardi di euro di tasse evase, senza contare a tutt’oggi gli interessi maturati.
Non esiste alcuna crisi economica, ma un’aggressione speculativa dall’estero alla nostra patria, coadiuvata dai politicanti parassiti che manteniamo a scrocco.
Nel gennaio 2014 la Corte costituzionale con sentenza numero 1, ha stabilito che la legge elettorale 270 del 2005 è incostituzionale., Ciò vuol dire che il Parlamento è abusivo e così il governo e l’attuale capo dello Stato. Se la legge è uguale per tutti, in uno Stato di diritto, allora tutti devono rispettarla. Altrimenti, ogni cittadina e ogni cittadino è autorizzata/o dal diritto costituzionale a mandare al diavolo queste coercitive imposizioni statali, di chi peraltro non ha l’autorità per imporci alcunché. E’ lapalissiano: siamo sotto dittatura. E i regimi per giunta telecomandati dall’estero – per definizione – si possono solo abbattere, non riformare. Il concetto è elementare.
Allora, che fare? Basta staccare il rubinetto e questi fantocci scansafatiche si attaccano alla canna del gas. Se non si pagano più tasse inique il governo eterodiretto di Renzi o di chicchessia, cade da solo. Passo successivo: realizzazione dal basso, ossia a livello popolare di una nuova Costituente. Non abbiamo che da perdere le catene: la libertà va conquistata.
Su la testa!

Un libro che insegna come pagare meno imposte è sempre la mia poliedrica biografia di Bill Kaysing!

Gianni Lannes

21 maggio 2015

Cagliaritana bisticcia durante un volo Ryanair. Atterraggio d’emergenza per farla sbentiare

Protagonista della storia una ragazza residente a Cagliari e zone limitrofe. La giovane, che si stava recando a Milano per visitare l’Expo, ci racconta con malcelato risentimento quello che doveva essere un viaggio di piacere ma che si è tramutato in un grosso rompimento di coglioni.
«Stavo andando all’Expo perché mi aveva deluso moltissimo l’edizione 2015 della Fiera Campionaria Di Cagliari. Tutto il giorno cercando le giostre calcinculo e invece un cazzo, c’erano solo case stregate e pungiball a perdita d’occhio. È stato allora che ho deciso di prendere e partire a Milano a vedere una fiera che fosse tale di essere chiamata degna».
«Entro nel sito Raiané e faccio i biglietti. 17 euro andata e 13 euro ritorno. Non ho capito questo parametro illogico secondo cui andare a Milano vale di più che a ritornare a Cagliari. Alla faccia della continuità territoriale della minca. Già per questo il giorno del volo sono andata bella carica di nervoso».
«Salgo a bordo e l’hostess attacca con le solite pinnicche. “E questa valigia nel vano non ci entra, e per cortesia si sieda che sta intralciando gli altri passeggeri, è inutile che spinge, se non ci sta non ci sta, e please sit down, e dia a me che glielo mettiamo in stiva”. Allora innanzitutto in stiva ci metti il tuo culone da bagassa. E poi parla come mangi, che fino a prova contraria siamo all’aeroporto di Elmas e non a Oxford, oh Lady Gagallona».
«La vedevi frignando. “Ah ma guardi che non ci siamo capiti, glielo mettiamo gratis, supplemento da pagare non ce n’è, please don’t  be squartarata”. E cosa è? Paura di prendere ceffoni? Già lo potevate dire subito che non si paga, o forse ve la stavate tentando? Come se non bastasse, presa dall’enfasi con cui stavo esercitando il mio diritto di murrungiare per ogni cosa, mi sono persa tutta la parte dove spiegano la storia delle uscite di sicurezza, mascherine dell’ossigeno, cazzi e mazzi. Chiedo per cortesia di ricominciare da capo… e non si è messa a sbuffare? Lì non ci ho visto più e le ho cercato la mamma. Scarsa la polemica che ci ho zaccato. 30 minuti abbondanti. Fino a quando il pilota non ha dovuto fare scalo a Ciampino per farmi scendere a sbentiare».

Nella foto un’assistente di volo minaccia i passeggeri a gesti. (https://unioneburda.wordpress.com/2015/05/19/cagliaritana-bisticcia-durante-un-volo-ryanair-atterraggio-demergenza-per-farla-sbentiare/ )
AHAHAHAH Cavolo, preclaro archetipo di “collocamento”, l’Expo, il low cost incarnato indissolubilmente da Ryanair. Costoro, furbetti del quartierino, incamerano soldi a mio avviso dalla regione autonoma per spostare quasi gratis i sardi in continente, ma solo i sardi. Io voleva andare in vacanza in Sardegna. Come si fa a ottenere la cittadinanza sarda? Io favello con l’appiccicosa cantilena bresciana, secondo me se ne accorgono che non sono sardo. La cagliaritana “residente a Cagliari e zone limitrofe” (cos’è una che “fa la vita”?) è stata evacuata a Roma ben in tempo per le future Olimpiadi. A parte gli scherzi, la compagnia aerea irlandese è una delle tante invenzioni equo-solidali (come Erasmus) escogitate per unire l’Europa accorciando le distanze e mescolare le razze. Soliti sporcaccioni grembiulini sono sempre loro. Anche questo non è uno scherzo. ‘Roma, dopo 31 anni Paola e Stella registrano la loro unione. Al Campidoglio è ‘Celebration Day” Nella capitale della cattolicità hano fatto passare una cosa come questa col solito uso dell’inglese e nel silenzio di Bergoglio. O no?

https://unioneburda.files.wordpress.com/2015/05/ryanair-11.jpg?w=604&h=270&crop=1

21 maggio 2015

Germanwings. Depistaggi e Verità

Nuovo interessante video sull’incidente dell’Airbus A320 Germanwings, autore Tommix.

21 maggio 2015

Piano cottura a induzione: che cosa serve sapere

https://i2.wp.com/cdn.cosedicasa.com/wp-content/uploads/2013/10/anteprima.COTTURA-1110x400.jpg

Quesito di Alex A.: Mi hanno suggerito di acquistare un piano cottura a induzione. A me piace sia per estetica sia per la pulizia, però ho dubbi sulla cottura dei cibi. Ho paura che il sapore dei cibi cotti con questa modalità possa essere diverso da quelli cucinati su un piano cottura tradizionale. Inoltre mi dicono che costa di piú…

Risponde la redazione di Cose di Casa

Il piano cottura a induzione presenta indubbiamente molti vantaggi, sia estetici sia per la cottura dei cibi. Il calore prodotto si concentra infatti soltanto sul recipiente, si riducono quindi le dispersioni termiche e i tempi di preparazione arrivano in alcuni casi addirittura a dimezzarsi. Sono possibili tutti i tipi di cottura, esattamente come con il piano a gas, con regolazione molto precise dei livelli di potenza nelle diverse zone. Assolutamente la cottura a induzione non altera il sapore, la consistenza dei cibi o le caratteristiche organolettiche degli alimenti. Questo elettrodomestico ha ancora costi elevati rispetto a un modello a gas delle stesse dimensioni, in alcuni casi superiori a 1.000 euro. Un aspetto da considerare è l’assorbimento di energia elettrica che in alcuni modelli, alla massima potenza, può superare i 3 kW normalmente disponibili per l’utenza domestica; anche da questo punto di vista l’evoluzione tecnologica è in corso e molti produttori propongono piani a induzione a consumo ridotto. Prima dell’acquisto è bene leggere tutte le caratteristiche dell’apparecchio sulla scheda tecnica. ( http://www.cosedicasa.com/ )

Il concetto di piano cottura a induzione va inteso nel senso di ridurre il numero di bollette da pagare il cui ammontare è dovuto in larga parte a tasse e servizi, non al consumo effettivo. Ergo, un allacciamento alla rete del metano si paga salato anche col gas perennemente chiuso.
Lo specchietto sotto mostra come la grande parte della bolletta del gas sia costituita da fuffa e non dal consumo. Chi usa il gas solo per cucinare, può tranquillamente impiegare un piano cottura a induzione che funziona ad energia elettrica. Anche lo scaldaacqua può essere elettrico, a basso consumo, anzichè a metano. Pensate, c’è gente che si vanta di avere una gran casa e ha ancora la caldaia in bagno o cucina senza tiraggio forzato (camera stagna) col rischio di crepare, da un memento all’altro, col monossido di carbonio, in caso di malfunzionamento.

Ripartizione nel dettaglio della spesa del cliente tipo: (Fonte: Autorità per L’Energia)

  • 36,33% per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse;
  • 37,25% per le imposte che comprendono le accise (19,48%) l’addizionale regionale (2,59%) e l’IVA (15,18%);
  • 15,12% per la distribuzione e la misura;
  • 3,95% per il trasporto;
  • 1,08% per la gradualità nell’applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela del gas naturale e per il meccanismo di rinegoziazione dei contratti pluriennali di approvvigionamento;
  • 6,27% per la vendita al dettaglio.
21 maggio 2015

Scollocamento: un filmato illuminante

Cambiare-vitaUna bella conferenza di Paolo Ermani, uno degli autori di Ufficio di Scollocamento. Mi rendo conto di quanto la mia biografia di Bill Kaysing sia un “libro mastro” dello scollocamento. Consiglio vivamente di seguire attentamente e integralmente questo video.
Ne approfitto per chiarire che lo “scollocato” non è un “disadattato” come viene fatto erroneamente credere ma una persona veramente libera. Si può essere scollocati anche abitando in centro a Milano. Non c’è bisogno di rifugiarsi sul cucuzzolo di una montagna, si tratta di una forma mentis direbbero i latini. Il collocato lavora come uno scemo tutto l’anno attendendo le agognate ferie. Quando è in vacanza, non vede l’ora di tornare al lavoro poichè anche quelle non lo soddisfano. Il “collocato” sgobba per tutta la vita pregustando la pensione, peraltro sempre più lontana, che non si godrà essendo vecchio e acciaccato, ammesso che all’età della pensione ci arrivi.

20 maggio 2015

La Cina intende allunare sul lato oscuro del satellite

Rotazione sincrona della Luna

Naturalmente il “lato oscuro” della Luna non è affatto oscuro. A differenza del titolo del celebre album dei Pink Floyd, esso è perfettamente illuminato dal Sole durante il giorno selenico. “Oscuro” perchè, a causa del legame gravitazionale, la Luna ci mostra sempre il medesimo lato. La faccia distante della Luna ci è invisibile da Terra poichè il periodo di rotazione attorno alla Terra coincide perfettamente col periodo di rotazione attorno al proprio asse.
Circolano poche immagini del lato distante perchè sembra, stando allo scrittore ellenico Sotiris Sofias, vi siano fattezze completamente differenti rispetto al lato vicino e dimora di razze aliene.
Wu Weiren, capo ingegnere del Programma di Esplorazione Lunare Cinese ha dichiarato alla Televisione Centrale che il suo paese intende fare allunare la sonda Chang e – 4 sul lato distante. Ha affermato “Probabilmente sceglieremo un sito dove allunare più difficoltoso e più impegnativo tecnicamente” aggiungendo “La nostra prossima mossa sarà di fare atterrare una qualche sonda sul lato distante della Luna“. La Chang e-4 dovrebbe essere lanciata nel 2020.
La Chang e – 3 con tutta probabilità è stata una beffa dagli occhi a mandorla come lo sarà questa. Se nessuna navicella è mai atterrata sul lato distante della Luna ci sarà un motivo. Molto verosimilmente, secondo Sofias, la Luna ci è proibita dai suoi misteriosi abitanti.
Fantascienza dite voi?

19 maggio 2015

Rosso di sera… scia chimica non c’era

© Albino GaluppiniFoto scattata da me cinque minuti fa. Il tramonto è ottenebrato (non solo offuscato) da scie chimiche, alcune brillano controluce. Ormai i rimbambiti delle scie chimiche non si vergognano più di niente. Sulla pianura padana si scorgono quotidianamente ma invisibili davanti agli occhi dei somari lombardi troppo impegnati a lavorare. Tutta la nuvolaglia presente nella foto ha origine da scie chimiche di tempo differente.

19 maggio 2015

Boeri: in sei anni di crisi poveri cresciuti da 11 a 15 milioni. Già 15mila domande per il bonus bebè

In sei anni di crisi economica e recessione gli italiani sotto la soglia di povertà sono cresciute di un terzo, «da 11 a 15 milioni. La percentuale delle famiglie «al di sotto» di tale soglia è salita dal 18 al 25 per cento. A fare il punto aggiornato sul disagio crescente tra i nostri connazionali ci pensa il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione in commissione Affari Sociali della Camera sul tema della lotta alla povertà. La crisi si rispecchia anche sul successo del “Bonus bebè”: già 15mial le domande presentate all’Inps.
Povertà «fenomeno non inevitabile»: sistema erogazioni «non funziona»

Nella sua riflessione sul declino delle condizioni economiche di un numero crescente di italiani, Boeri ha sottolineato che l’aumento della povertà registrato negli ultimi anni «non» era «inevitabile»: in altri Paesi con «crisi comparabili» a quella italiana infatti questo incremento non c’è stato. Il problema, secondo Boeri, è l’assenza di un «sistema di erogazione, trasferimenti alle famiglie in grado di contrastare efficacemente la povertà».
Povertà problema centrale più della diseguaglianza tra redditi

Boeri ha sottolineato l’importanza di «riflettere sull’eredità della crisi interminabile subita in questo paese» dove il «dato più grave è legato alla povertà». La povertà come problema centrale dell’agenda politica nazionale, «molto più delle diseguaglianze tra i redditi in quanto tali». Per quanto riguarda le diseguaglianze tra redditi, ha spiegato Boeri, l’indice Gini ha subito un incremento «ma ai limiti della significatività».
Bonus bebè, già 15mial domande presentate

Tra le contromisure alla povertà affidate all’Istituto nazionale della Previdenza sociale Boeri ha citato il recente “Bonus Bebè”, l’assegno mensile da 80 euro per ogni figlio nato o adottato tra quest’anno e il 2017, per i quale in pochi giorni sono state già presentate 15mial domande da parte delle famiglie interessate.
A giugno proposta Inps per correggere storture del passato

L’audizoone ha permesso a Boeri di conferma la presentazione a breve a governo e Parlamento della proposta Inps per rivedere le storture ereditate dal passato del nostro sistema pensionistico. «Ci siamo impegnati entro il mese di giugno di arrivare a una proposta sull’asse assistenza-previdenza, e vogliamo cominciare a intervenire sulla fascia di età dai 55 ai 65 anni», fascia di età che secondo Boeri rappresenta la «nuova emergenza emersa con la crisi» . La proposta di riforma elaborata dall’Inps sarà «in qualche modo completa», si potrebbe dire “chiavi in mano”, cioè potrà essere «posta in atto immediatamente, dove esistono già gli strumenti normativi, un articolato, esistono già le coperture finanziarie, trovate all’interno della proposta stessa, e soprattutto esiste già un’amministrazione in grado di mettere in atto queste politiche». (Sole 24ore)

Lo predissi una decina d’anni fa: la capitolazione dell’Italia sarebbe incominciata con il collasso del sistema previdenziale pubblico. Mentre sedicenti esperti e ossequiosi giornalisti si baloccano su future riforme girando a vuoto come giostre impazzite, nessuno vuole accorgersi della realtà.
Un sistema pensionistico solidale ed equo può funzionare in una società “chiusa”. Non in un mondo “liquido” e “aperto” come auspicato da certi filosofi quali Bauman e Popper.
Vediamo di chiarire. Il Nuovo Ordine Mondiale è la manifestazione degli studi di quelli.
La “liquidità” della società avviene ortogonalmente, in modo orizzontale e verticale. Orizzontalmente, vi è la sempre più evidente apertura delle frontiere allo spostamento di genti e alla sterilizzazione degli stati nazionali. Sempre più ultra-poveri si dirigono verso l’Italia col piattino proteso, reclamando una fettina, pur sottile e striminzita, di “inclusione”. Esiste anche una società “aperta” verticalmente, grazie alla globalizzazione dei mercati sempre più spinta: i ricchi sempre più ricchi e immuni dalle tribolazioni del popolino.
La rottura del legame sociale su base nazionale-etnica comporta l’evaporazione, tra l’altro, di un sistema di supporto reciproco inter-generazionale e interclassista. Anche strumenti come il “reddito di cittadinanza” hanno un senso unicamente nei sistemi “chiusi”.
L’Italia che, in Europa, è il manzoniano vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro salterà in aria miseramente. Ad essere sincero, non che me ne importi granché, ma penso a coloro che hanno combattuto e dato la vita inutilmente per questo sgangherato paese. I soldati di Caporetto e gli Alpini sul Don, per esempio. Tutto sarà stato invano.