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6 maggio 2015

L’isola delle bambole

Messico isola delle bambole

Poco a Sud di Città del Messico, tra i canali Xochimico si trova un’isoletta con una storia sconcertante. È conosciuta come l’Isola delle Bambole (Isla de las Munecas).
Molti anni fa, più di mezzo secolo, una bimba di tre anni annegò tragicamente nelle vicinanze. Nell’isola sono appese agli alberi centinaia di bambole orripilanti spesso senza arti o testa e dagli occhi inespressivi.
A trasformare l’isola è stato Julian Santana Barrera che sembra ritrovò il cadaverino della bambina non potendo più fare nulla per salvarla. Ciò lo mutò molto segnandolo definitivamente. Da allora pare che lo spirito inquieto della bimba lo possieda inducendolo a cercare bambole e offrirle allo fantasma per acquietarlo.
Testimoni asseriscono che anche le bambole siano spiritate. Sono state sentite sussurrare tra di loro, viste muovere la testa gli arti e gli occhi e alcuni che transitavano in barca nelle vicinanze sarebbero stati invitati a scendere sull’isola. Ogni tanto si sente un canto di un uccello non ben identificato il cui suono sembra risuonare come “mamma”.
Julian avrebbe in principio recuperato una bambola affiorante forse appartenuta alla bambina morta e la avrebbe appesa sull’isola in segno di rispetto. Da qual momento, avrebbe avuto una necessità incontentabile di trovare bambole nelle discariche vicino a Città del Messico per appenderle disseminate sull’isola. Asportare o toccare le bambole può provocare malattie o indurre pazzia ad effetto della loro possessione.
C’è chi dice che Julian si sia inventato la storia della bimba affogata e chi sostiene di avere assistito a fenomeni inspiegabili connessi a quegli strani feticci.
Esiste anche un piccolo museo sull’isola tenuto dallo stesso Julian fino alla sua morte. Dopodiché essa è divenuta meta di turisti e troupe televisive a caccia di fenomeni paranormali.

Julian Santana Barrera

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