Scollocamento: avere le idee chiare

Prendo spunto dal libro Ufficio di Scollocamento di Simone Perotti e Paolo Ermani per aggiungere qualche integrazione cui tanta gente sfugge inclusi gli autori del libro stesso, in taluni casi:

  1. Diffidare dai prefissi eco- bio- equo- i quali possono essere parole chiave forma-pensiero. Impiegate dal sistema per controllare anche chi pensa di essere ‘incontrollabile’.
  2. Allontanarsi da chi coinvolge in ‘comuni’ dedite a droghe leggere o pesanti. Le droghe sono forme di controllo al pari del calcio o del tabacco. Dopo un secolo e centinaia di milioni di morti causa nicotina, hanno criminalizzato la sigaretta, senza peraltro vietarla, ora impongono la droga come business “antipolitico”. Un fumatore di sigarette o spinelli non può scollocarsi.
  3. Chiunque sia appassionato sfegatato di sport professionistici in genere, TV, gossip sui VIP, che sono sempre forme di controllo mentale, non può scollocarsi. Trasferirsi in alta montagna per poi interessarsi a ‘Belem’ o ‘Kate’ (senza essere parente o conoscente), non ha senso.
  4. Diffidare di internet. È uno strumento che va impiegato con parsimonia. Un’arma di controllo sociale mille volte più potente della TV.

La mia biografia di Bill Kaysing si può dire sia tutto un inno allo scollocamento. Lui queste cose le aveva capite oltre mezzo secolo fa. Lo scollocamento è, prima di tutto, un attitudine mentale poi comportamentale. Il concetto fondamentale espresso da Bill è che bisogna trasformare la propria vita come si trattasse di una perenne vacanza rifuggendo anche dall’incombenza di “dovere prenotare le ferie”.

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