Piano cottura a induzione: che cosa serve sapere

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Quesito di Alex A.: Mi hanno suggerito di acquistare un piano cottura a induzione. A me piace sia per estetica sia per la pulizia, però ho dubbi sulla cottura dei cibi. Ho paura che il sapore dei cibi cotti con questa modalità possa essere diverso da quelli cucinati su un piano cottura tradizionale. Inoltre mi dicono che costa di piú…

Risponde la redazione di Cose di Casa

Il piano cottura a induzione presenta indubbiamente molti vantaggi, sia estetici sia per la cottura dei cibi. Il calore prodotto si concentra infatti soltanto sul recipiente, si riducono quindi le dispersioni termiche e i tempi di preparazione arrivano in alcuni casi addirittura a dimezzarsi. Sono possibili tutti i tipi di cottura, esattamente come con il piano a gas, con regolazione molto precise dei livelli di potenza nelle diverse zone. Assolutamente la cottura a induzione non altera il sapore, la consistenza dei cibi o le caratteristiche organolettiche degli alimenti. Questo elettrodomestico ha ancora costi elevati rispetto a un modello a gas delle stesse dimensioni, in alcuni casi superiori a 1.000 euro. Un aspetto da considerare è l’assorbimento di energia elettrica che in alcuni modelli, alla massima potenza, può superare i 3 kW normalmente disponibili per l’utenza domestica; anche da questo punto di vista l’evoluzione tecnologica è in corso e molti produttori propongono piani a induzione a consumo ridotto. Prima dell’acquisto è bene leggere tutte le caratteristiche dell’apparecchio sulla scheda tecnica. ( http://www.cosedicasa.com/ )

Il concetto di piano cottura a induzione va inteso nel senso di ridurre il numero di bollette da pagare il cui ammontare è dovuto in larga parte a tasse e servizi, non al consumo effettivo. Ergo, un allacciamento alla rete del metano si paga salato anche col gas perennemente chiuso.
Lo specchietto sotto mostra come la grande parte della bolletta del gas sia costituita da fuffa e non dal consumo. Chi usa il gas solo per cucinare, può tranquillamente impiegare un piano cottura a induzione che funziona ad energia elettrica. Anche lo scaldaacqua può essere elettrico, a basso consumo, anzichè a metano. Pensate, c’è gente che si vanta di avere una gran casa e ha ancora la caldaia in bagno o cucina senza tiraggio forzato (camera stagna) col rischio di crepare, da un memento all’altro, col monossido di carbonio, in caso di malfunzionamento.

Ripartizione nel dettaglio della spesa del cliente tipo: (Fonte: Autorità per L’Energia)

  • 36,33% per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse;
  • 37,25% per le imposte che comprendono le accise (19,48%) l’addizionale regionale (2,59%) e l’IVA (15,18%);
  • 15,12% per la distribuzione e la misura;
  • 3,95% per il trasporto;
  • 1,08% per la gradualità nell’applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela del gas naturale e per il meccanismo di rinegoziazione dei contratti pluriennali di approvvigionamento;
  • 6,27% per la vendita al dettaglio.