Soros avverte: “potremmo essere alla soglia di una terza guerra mondiale”

Soros avverte: “potremmo essere alla soglia di una terza guerra mondiale”

di Mark O’Byrne

Guerra “inevitabile” se gli USA continueranno a interferire nel Mar Cinese Meridionale (Tempi Globali)
-Ufficiale NATO avverte che “saremo probabilmente in guerra quest’estate”
-Soros parla di “Nuovo Ordine Mondiale” e di guerra con la Cina
-Soros ammonisce che potremmo essere “alla soglia di una terza guerra mondiale”
-Molti paesi del Pacifico reclamano isole strategicamente importanti e ricche di minerali
-Le tensioni tra USA e Cina-Russia sono in aumento
-La guerra avrebbe molte facce, compresa quella cibernetica e valutaria
Nel contesto internazionale la parola “guerra” si sente sempre più spesso, mentre USA, UE, Russia e Cina adottano atteggiamenti provocatori in varie dispute, come in Ucraina e nel Pacifico.
Secondo il giornale di stato cinese Tempi Globali, la guerra con gli USA sarà “inevitabile” se gli USA continueranno a interferire nella disputa sulle isole Spratley, nel Mar Cinese Meridionale. L’editoriale dell’importante giornale governativo argomenta che “se la conclusione degli Stati Uniti è che la Cina deve fermare le sue attività, allora la guerra tra USA e Cina nel Mar Cinese Meridionale sarà inevitabile.”
Dall’anno scorso la Cina si è appropriata di gran parte delle Spratley e ha avviato progetti di estensione artificiale per rendere l’arcipelago parte del suo territorio sovrano. La mossa ha irritato gli stati vicini come le Filippine e il Vietnam, che pure rivendicano le isole. Geograficamente l’arcipelago è vicino alle Filippine, al Brunei e alla Malesia, tuttavia la Cina ha mantenuto per secoli una presenza più o meno costante nella regione, motivo sul quale poggiano le sue rivendicazioni. Si ritiene che le isole siano situate su vaste riserve sottomarine di petrolio, inoltre esse sono strategicamente vitali come corridoio marittimo attraverso il quale vengono trasportati grandi quantità di beni. Le isole forniscono anche una piattaforma dalla quale la Cina potrebbe proiettare la sua potenza militare nei paesi sopra citati.

Le tensioni tra USA e Cina, di scarso rilievo in altri ambiti, si sono intensificate quando la Cina ha risposto con rabbia ai voli statunitensi di ricognizione nella regione. I Tempi Globali suggerisce che la Cina non è intimidita da un eventuale conflitto militare con gli USA: “Non vogliamo un conflitto militare con gli Stati Uniti, ma se dovesse accadere lo dobbiamo accettare.”
Il Wall Street Journal ha evidenziato che di fatto la Cina è l’incontrastato peso massimo regionale in termini di guerra convenzionale, con un’imponente forza aerea e navale. I cinesi sono estremamente aspri sull’interferenza statunitense nel Mar Cinese Meridionale, a migliaia di miglia dai propri confini, e si considerano chiaramente la nuova potenza egemone nella regione. Questa disputa in apparenza innocua ha il potenziale per sfuggire rapidamente fuori controllo.
Ci sono anche tensioni che covano tra Cina e Giappone. Entrambi hanno a lungo rivendicato le isole note in Cina come Diaoyu e in Giappone come Senkaku, amministrate dal Giappone. Le tensioni si sono intensificate negli ultimi mesi e gli osservatori temono che un passo falso politico o militare potrebbe dare luogo a un’escalation. Alla fine del 2013 la Cina annunciò una zona di difesa aerea sul Mar Cinese Orientale, comprendente le isole contese. La nuova misura prevedeva che le linee aeree rendessero noti i loro piani alle autorità cinesi prima di entrare nello spazio aereo designato. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe affermò che tale misura “peggiorava la situazione e avrebbe potuto portare a incidenti inaspettati nello spazio aereo.” Gli Stati Uniti definirono l’annuncio cinese “inutilmente infiammatorio” (Fonte: http://www.sapereeundovere.it/ )