Il ritorno della tigre siberiana

Cuccioli di tigre siberiana

Difficile dare buone notizie al giorno d’oggi sul fronte ambientale, però qualcuna c’è. Il numero di esemplari di tigre dell’Amur o tigre siberiana (Panthera tigris altaica), il grande felino endemico della Siberia, sta incrementando grazie all’abnegazione di accorati animalisti e di Vladimir Putin.
Il WWF (World Wide Fund for Nature) ha lietamente annunciato che il numero ha raggiunto un massimo di 540 esemplari nelle zone preminenti in cui l’associazione è impegnata da diversi anni. Il successo è dovuto allo sforzo del governo russo di preservare una specie sull’orlo dell’estinzione. Infatti, negli anni ’40 dello scorso secolo, la popolazione era drammaticamente scesa a soli 40 esemplari contro i circa 500 viventi oggi di cui un centinaio di cuccioli.
Il programma fu predisposto congiuntamente dal governo russo e dal Centro Tigri di Amur che monitora un’area di 150 mila km quadrati grazie a GPS e altri sistemi di localizzazione e censimento. Nel 2008 Putin, assieme all’attuale comandante delle Forze Armate russe Sergey Shoigu, aveva visitato il centro sincerandosi sui progressi nel recupero della popolazione di tigri. Nella foto sotto il presidente russo esamina un esemplare, addormentato con sonnifero a scopo di studio, assieme a Viktor Lukaretsky, ricercatore dell’Istituto di Ecologia Evolutiva presso l’Accademia Russa delle Scienze.
Putin con una tigre siberiana