Cosa ho capito io delle scie chimiche

© Albino GaluppiniPubblico alcune immagini di scie chimiche che ho scattato personalmente l’altro ieri sera con la mia modesta macchinetta fotografica dalla mia abitazione.
Esplicito la mia opinione in merito. La maggior parte delle nubi che si vedono in cielo ha origine da scie chimiche, in certi giorni come oggi. La cosa è evidentissima. Le nubi sono allineate come grani di una corona. A naso e a occhio direi che, dalle mie parti, le scie hanno due direzioni predominanti. Da nordest a sudovest e da nordovest a sudest.
Intuitivamente, mi verrebbe da pensare che sono aeroplani che partono da Verona Villafranca o che lo sorvolano. Nell’altra direzione, partono dagli aeroporti milanesi o da Orio al Serio. Ciò che si evince dalle foto, è che sono molto basse. Non saprei quantificare, ma non certo alla quota di crociera normale dei velivoli commerciali.
Confesso di non averci capito ancora una beneamata mazza. Eppure sono uno buno a fare una sintesi delle cose ma, nel caso delle scie, non riesco a trovare il bandolo della matassa.
Non sono del tutto persuaso dall’ipotesi formulata da Rosario Marcianò. Il massimo esperto italiano sostiene trattarsi di attività igroscopica cioè atta ad eliminare umidità dall’atmosfera per scopi militari. Tuttavia, ho notato più volte che le scie si trasformano in nuvole che hanno tutto l’aspetto di essere composte da vapore acqueo. Almeno ultimamente, in cui i somministratori di scie sono riusciti a trovare una formula chimica per farle assomigliare a nuvole autentiche.
Poi mi chiedo, con tutta la gente che lavora nel settore del trasporto aereo, possibile che nessuno sappia niente? Come le tre scimmiette? Non vedo, non sento, non parlo?
C’è qualcosa di veramente strambo nella vicenda delle scie chimiche.
La sola certezza è che le scie chimiche sono un fenomeno invasivo e mastodontico che la maggior parte della popolazione, distratta da tutto, non riesce a osservare.

© Albino Galuppini
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