Archive for giugno 27th, 2015

27 giugno 2015

Un Eco che rimbomba a vanvera

Tema di questa Milanesiana è l’ossessione o le ossessioni, e certamente una delle ossessioni dei nostri tempi è quella dei complotti. Basterebbe una rapida navigazione su Internet per scoprire quanti complotti (ovviamente fasulli) vengono denunciati. Però l’ossessione del complotto non riguarda solo il nostro tempo ma anche i tempi passati. Che esistano e siano esistiti nella storia dei complotti mi pare evidente, da quello per assassinare Giulio Cesare, alla congiura delle polveri, alla macchina infernale di Georges Cadoudal, sino ai complotti finanziari odierni per dare la scalata a qualche società per azioni. Ma la caratteristica dei
complotti reali è che essi vengono immediatamente scoperti, sia che abbiano successo, vedi Giulio Cesare, sia che falliscano, vedi il complotto di Orsini per uccidere Napoleone III o il cosiddetto complotto dei forestali di Junio Valerio Borghese o i complotti di Licio Gelli. Quindi i complotti reali non sono misteriosi e in questa sede non ci interessano.
Ci interessa invece il fenomeno della sindrome del complotto e del favoleggiamento di complotti talora cosmici, di cui è popolato Internet, e che rimangono misteriosi e insondabili perché hanno la stessa caratteristica del segreto secondo Simmel, il quale segreto è in tanto più potente e seducente in quanto sia vuoto. Un segreto vuoto si erge minaccioso e non può essere né svelato né contestato, e proprio per questo diventa strumento di potere.
Veniamo al complotto principe di cui si occupano tanti siti di Internet, quello dell’11 settembre. Le teorie che circolano sono molte. Ci sono quelle estreme (che si trovano in siti fondamentalisti arabi o neonazisti), per cui il complotto era stato organizzato dagli ebrei, tanto che tutti gli ebrei che lavoravano in quei due grattacieli erano stati informati di non recarsi al lavoro quel giorno.
La notizia data da Al-Manar, una televisione libanese, era ovviamente falsa, mentre in realtà nel rogo sono morti almeno 200 cittadini con passaporto israeliano, insieme a molte altre centinaia di ebrei americani.
Ci sono poi le teorie anti-Bush, per cui l’attentato sarebbe stato organizzato per avere un pretesto onde potere poi invadere Afghanistan e Iraq; ci sono quelle che attribuiscono il fatto a diversi servizi segreti americani più o meno deviati; c’è la teoria che il complotto era arabo fondamentalista, ma il governo americano ne conosceva in anticipo i particolari, salvo che ha lasciato che le cose andassero per il loro verso per avere poi il pretesto per attaccare Afghanistan e Iraq (un poco come è stato detto di Roosevelt, che fosse a conoscenza dell’attacco imminente a Pearl Harbor ma non avesse fatto nulla per mettere in salvo la sua flotta perché aveva bisogno di un pretesto per iniziare la guerra contro il Giappone) (….) Chi voglia avere una idea circa queste varie teorie del complotto può leggere il libro a cura di Giulietto Chiesa e Roberto Vignoli, Zero. Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso , edizioni Piemme. Non ci crederete, ma vi appaiono alcuni nomi di collaboratori di tutto rispetto, e che per rispetto non nomino. Ma chi volesse ascoltare la campana contraria ringrazi le edizioni Piemme perché, con mirabile equanimità (e dando prova di saper conquistare due settori opposti di mercato) hanno pubblicato un libro contro le teorie del complotto, 11/9. La cospirazione impossibile , a cura di Massimo Polidoro, con collaboratori di altrettanto rispetto. Non entro nei particolari degli argomenti usati dai sostenitori di entrambe le tesi, che possono parere tutti persuasivi, ma mi appello soltanto a quella che io definirei la “prova del silenzio”. Un esempio di “prova del silenzio” va usato per esempio contro coloro che insinuano che lo sbarco americano sulla Luna sia stato un falso televisivo. Se la navicella americana non fosse arrivata sulla Luna c’era qualcuno che era in grado di controllarlo e aveva interesse a dirlo, ed erano i sovietici; se pertanto i sovietici sono rimasti zitti, ecco la prova che sulla Luna gli americani ci sono andati davvero. Punto e basta.
Per quanto riguarda complotti e segreti, l’esperienza (anche storica) ci dice che (1) se c’è un segreto, anche se fosse noto a una sola persona, questa persona, magari a letto con l’amante, prima o poi lo rivelerà (solo i massoni ingenui e gli adepti di qualche rito templare fasullo credono che ci sia un segreto che rimane inviolato); (2) se c’è un segreto ci sarà sempre una somma adeguata ricevendo la quale qualcuno sarà pronto a svelarlo (sono bastati qualche centinaio di migliaia di sterline in diritti d’autore per convincere un ufficiale dell’esercito inglese a raccontare tutto quello che aveva fatto a letto con la principessa Diana, e se lo avesse fatto con la suocera della principessa sarebbe bastato raddoppiare la somma e un gentleman del genere l’avrebbe ugualmente raccontato). Ora per organizzare un falso attentato alle due torri (per minarle, per avvisare forze aeree di non intervenire, per nascondere prove imbarazzanti e così via) sarebbe occorsa la collaborazione se non di migliaia almeno di centinaia di persone. Le persone utilizzate per queste imprese non sono mai di solito dei gentiluomini, ed è impossibile che almeno uno di questi non abbia parlato per una somma adeguata. Insomma, in questa storia manca la Gola Profonda.
La sindrome del complotto è antica quanto il mondo e chi ne ha tracciato in modo superbo la filosofia è stato Karl Popper. Scriveva Popper sin dagli anni Quaranta ne La società aperta eisuoi nemici : «La teoria cospirativa della società… risiede nella convinzione che la spiegazione di un fenomeno sociale consista nella scoperta degli uomini o dei gruppi che sono interessati al verificarsi di tale fenomeno ( talvolta si tratta di un interesse nascosto che dev’essere prima rivelato) e che hanno progettato e congiurato per promuoverlo. (…) Io non intendo affermare, con questo, che di cospirazioni non ne avvengano mai. Al contrario, esse sono tipici fenomeni sociali. Esse diventano importanti, per esempio, tutte le volte che pervengono al potere persone che credono nella teoria della cospirazione. E persone che credono sinceramente di sapere come si realizza il cielo in terra sono facili quant’altre mai ad adottare la teoria della cospirazione e a impegnarsi in una contro-cospirazione contro inesistenti cospiratori». E sempre Popper nel 1963 scriveva in Congetture e confutazioni: «Detta teoria, più primitiva di molte forme di teismo, è simile a quella rilevata in Omero. Questi concepiva il potere degli dei in modo che tutto quel che accadeva nella pianura davanti a Troia costituiva soltanto un riflesso delle molteplici cospirazioni tramate nell’Olimpo. La teoria sociale della cospirazione è in effetti una versione di questo teismo, della credenza, cioè, in una divinità i cui capricci o voleri reggono ogni cosa. Essa è una conseguenza del venire meno del riferimento a dio, e della conseguente domanda “chi c’è al suo posto?”. Quest’ultimo ora è occupato da diversi uomini e gruppi potenti – sinistri gruppi di pressione, cui si può imputare di aver organizzato la grande depressione e tutti i mali di cui soffriamo….
Quando i teorizzatori della cospirazione giungono al potere, essa assume il carattere di una teoria descrivente eventi reali. Per esempio, quando Hitler conquistò il potere, credendo nel mito della cospirazione dei Savi Anziani di Sion, egli cercò di non essere da meno con la propria contro-cospirazione».
La psicologia del complotto nasce dal fatto che le spiegazioni più evidenti di molti fatti preoccupanti non ci soddisfano, e spesso non ci soddisfano perché ci fa male accettarle. Si pensi alla teoria del Grande Vecchio dopo il rapimento Moro: com’è possibile, ci si chiedeva, che dei trentenni abbiano potuto concepire un’azione cosi perfetta? Ci deve essere dietro un Cervello più avveduto. Senza pensare che in quel momento altri trentenni dirigevano aziende, guidavano jumbo jet o inventavano nuovi dispositivi elettronici, e dunque il problema non era come mai dei trentenni fossero stati capaci di rapire Moro in via Fani, ma che quei trentenni erano figli di chi favoleggiava del Grande Vecchio.
Dopo Popper la sindrome del complotto è stata studiata da molti altri autori, e citerò solo Daniel Pipes, Il lato oscuro della storia tradotto nel 2005 dall’editore Lindau, ma in effetti uscito nel 1997 con un titolo più esplicito, Conspiracy (e come sottotitolo «Come fiorisce lo stile paranoico e da dove viene »). Il libro si apre con una citazione di Metternich che pare abbia detto, apprendendo della morte dell’ambasciatore russo: «Quali saranno state le sue motivazioni?».
(….) Recentemente ho trovato su Internet anche un sito che attribuisce ogni nefandezza degli ultimi due secoli ai gesuiti. I gesuiti del diciannovesimo secolo, da padre Barruel alla nascita della Civiltà cattolica e ai romanzi di padre Bresciani sono stati tra i principali ispiratori della teoria del complotto giudaico-massonico, ed era giusto che fossero ripagati della stessa moneta da parte di liberali, mazziniani, massoni e anticlericali, con la teoria appunto del complotto gesuitico, reso popolare non tanto da alcuni pamphlet, o da libri famosi, a partire dalle Provinciali di Pascal a Il gesuita moderno di Gioberti o agli scritti di Michelet e Quinet, ma dai romanzi di Eugène Sue, L’ebreo errante e I misteri del popolo.
Niente di nuovo quindi, ma il sito che sto citando porta al parossismo l’ossessione dei gesuiti. Racconta (…) che sono stati i gesuiti a far affondare il Titanic perché da quell’incidente gli è stato possibile fondare la Federal Reserve Bank attraverso la mediazione dei cavalieri di Malta che essi controllano e non a caso nel naufragio del Titanic sono morti i tre ebrei più ricchi del mondo, Astor, Guggenheim e Strauss, che alla fondazione di quella banca si opponevano. Lavorando con la Federal Bank i gesuiti hanno poi finanziato le due guerre mondiali che hanno chiaramente prodotto solo vantaggi per il Vaticano. Quanto all’assassinio di Kennedy, se non dimentichiamo che anche la CIA nasce come programma gesuitico ispirato agli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, e che i gesuiti la controllavano attraverso la KGB sovietica, si capisce allora che Kennedy è stato ucciso dagli stessi che avevano mandato a fondo il Titanic.
Naturalmente sono d’ispirazione gesuitica tutti i gruppi neonazisti e antisemiti, c’erano i gesuiti dietro Nixon e Clinton, sono stati i gesuiti a produrre il massacro di Oklahoma City, dai gesuiti era ispirato il cardinale Spellman che fomentava la guerra in Viet Nam,

che alla Federal Bank gesuitica ha fruttato 220 milioni di dollari (…).
*LA MILANESIANA Il testo di Umberto Eco è parte dell’intervento pronunciato ieri alla rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. *Disegno di Tullio Pericoli (La Repubblica)

Che rispondere a Eco? Che lui appartiene agli stessi sordidi poteri occulti che le tragiche vicende sospettate di complotto hanno architettato. La sua spocchia, da pseudo grande scrittore che ha fatto carriera proprio grazie a certe vicinanze, è incommutabile.
Ho scritto nella prefazione del mio prossimo libro che la scienza e la conoscenza, che sono la religione dei signori quali costui, sono state obliterate, occultate per coprire la falsificazione degli sbarchi lunari, ad esempio. Di quel corpo celeste, così vicino a noi, neanche si parla più. Si preferisce dibattere sterilmente di esopianeti irraggiungibili, vaticinare della esplorazione di Marte o di satelliti ben più lontani della Luna. Come mai?
Guardacaso menziona anche lui Karl Popper e la società aperta al modo in cui vi ho spesso accennato io. Citando Popper si tradisce, questo è un articolo per confermare più che per smentire che i presunti complotti citati sono, in effetti, tali. Per me, è una specie di monito ai media che non bisogna indulgere al complottismo altrimenti tutto quel castello di carte sbilenco che è la nostra società crollerebbe. Che dite?

Annunci
27 giugno 2015

Un messaggio di dignità al mondo. La scelta di Alexis Tsipras

Vedete che Tsipras dice di tutto TRANNE l’unica cosa che avrebbe dovuto fare fino dal primo minuto: uscire dall’euro. In Italia, abbiamo una estrema sinistra totalmente soggiogata ai poteri bancari e finanziari il cui impeto è di estremissima destra (in termini economici). Eppure, giù a difendere l’euro, Draghi e la teppaglia europeista scagliandosi contro chi si oppone alla moneta unica europea. Non c’è mica scritto in nessun “testo sacro” del marxismo che la Grecia debba avere la stessa unità monetaria della Germania o dell’Italia.
Soffro per la Grecia e i miei amici greci. Vi abbraccio.

Essere Sinistra

All’una di questa notte, Alexis Tsipras, ha diramato questo messaggio di cui presentiamo la traduzione in italiano circolante in rete. 

E’ per noi la voce più alta e nobile sinora ascoltata in risposta alle folli richieste del Fondo Monetario Internazionale e le Isttuzioni europee. E vogliamo che tutti i nostri lettori ne comprendano il senso. Il senso della libertà e della democrazia. Che rinasce dalla Grecia.

La Redazione

______________________________________________________

«Amici greci,
da sei mesi il governo greco combatte una battaglia in condizioni di soffocamento economico senza precedenti, per implementare il mandato che ci avete dato il 25 gennaio.
Il mandato che stavamo negoziando coi nostri partner chiedeva di mettere fine all’austerità e permettere alla prosperità ed alla giustizia sociale di tornare nel nostro paese.
Era un mandato per un accordo sostenibile che rispettasse la democrazia e le regoli comuni europee, per condurre all’uscita finale dalla crisi.

Durante questo periodo di…

View original post 652 altre parole

27 giugno 2015

Tunisia, trovato cellulare killer

Tunisia, trovato cellulare killer

17:00 – La polizia tunisina ha ritrovato il cellulare scagliato in mare da Seifeddine Rezgui, studente di 23 anni, uno degli autori dell’attentato ai resort a Sousse. Alcune persone avevano raccontato che il giovane aveva fatto una telefonata prima di gettare in acqua il telefono e compiere la strage. Gli investigatori sperano di trovare informazioni utili dall’analisi del dispositivo. (Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/ )

Vi ricordate di questo post?

https://pianetax.wordpress.com/2015/01/12/uno-due-tre-e-ora-di-morire/

Mi viene il sospetto che quella telefonata è servita ad attivare il condizionamento mentale per fargli compiere la strage. L’impiego di una telefonata per attivare il subconscio attraverso una parola o frase chiave è un classico nei libri di spionaggio e giallistica. Solitamente, alla fine dell’impresa, il soggetto interessato, se rimane in vivo, ha un vuoto di memoria e non si ricorda più nulla di ciò che è ha fatto.
La mia sarà pure “deformazione professionale”, ma guardate l’ombra sul muro. Di chi è?

27 giugno 2015

Il massacro dei cani di Yulin. Perché non firmerò nessuna petizione

Hic Rhodus

Chinese_meal

In questi giorni si è scatenata l’ennesima ondata di indignazione sui social contro quello che è stato definito il massacro di cani per l’annuale festival della città di Yulin, sita nella Cina del Nord. Le ragioni principali della protesta, citate dai diversi organi di stampa, sono: i) la sofferenza degli animali; ii) la potenziale diffusione di malattie per la mancanza di controlli sanitari; iii) l’illegalità del traffico (altra fonte). Poiché sto per fare affermazioni contrarie al sentimento comune di molti lettori lasciatemi premettere:

View original post 1.342 altre parole

27 giugno 2015

Tunisia, rivendicazione dell’Isis: “Uccisi gli infedeli nel bordello”

L’Isis pubblica la foto dell’attentatore: il giovane Abu Yahya al Qayarawani appare sorridente in maglietta bianca con accanto due kalashnikov
Dopo poche ore dall’attentato contro i turisti sulla spiaggia di Sousse, che ha causato almeno 38 morti, tra cui tedeschi, britannici e belgi, e 36 feriti, i miliziani dello Stato islamico hanno rivendicato sui social media la parternità.
L’hotel di lusso preso di mira a Sousse è il Riu Imperial Marhaba. Il racconto dei testimoni è ovviamente confuso ma altrettanto spaventoso: secondo alcuni gli jihadisti sono arrivati via mare, per altri a bordo di una piccola mongolfiera. Uno dei terroristi – poi ucciso dalle forze di sicurezza che hanno in seguito arrestato un complice – è uno studente non conosciuto alla giustizia, vestito come un comune bagnante, arriva in spiaggia con un kalashnikov nascosto nell’ombrellone. E fa fuoco: almeno 38 i morti, compreso l’attentatore. Il panico si diffonde appena partono i primi colpi di arma da fuoco: i bagnanti in spiaggia fuggono nei rispettivi hotel e si barricano nelle stanze.
Come riporta il sito Site, specializzato nel monitoraggio dell’attività jihadista nella rete, l’Isis ha anche pubblicato la foto dell’attentatore, un giovane identificato come Abu Yahya al Qayarawani, che appare sorridente in maglietta bianca con accanto due kalashnikov. L’account Twitter che sostiene l’Isis mostra anche altre tre foto di al Qayarawani. In una l’uomo è visto di spoalle mentrecammina per strada con un fucile d’assalto. “Il nostro fratello, il soldato del Califfato Abu Yahya al-Qayarawani – si legge ha raggiunto il suo obiettivo, l’Imperial hotel, malgrado le misure di sicurezza” e ha attaccato “il bordello” e ucciso “gli infedeli”. Una radio locale aveva riferito nel pomeriggio che la polizia aveva catturato un secondo aggressore ma non è mai giunta nessuna conferma ufficiale della notizia. (Il Giornale)

La parte più interessante dell’articolo è la seconda. Si cita il solito sito web statunitense Site (in inglese “sito” che in arabo si potrebbe tradurre “base” = Al Qaeda e in antico egizio “sede, grembo” = Isis) che fornisce particolari e detta le informazioni ufficiali.
Non so voi, ma a me questa storia del Site suona molto come la NASA che fu l’unica a diramare le foto dello sbarco lunare quindi non c’è modo di dimostrare se esse sono autentiche attraverso una fonte terza.
Come per l’11 settembre 2001, la responsabilità è stata immediatamente affibbiata, allora a Bin Laden, quasi immediatamente agli “islamici” ad eventi ancora in corso, senza alcuna verifica.
Ma l’indizio rivelatore, a mio parere, è l’ossessivo, nauseabondo riferimento alla rete, Twitter, Facebook che sono società statunitensi. Pubblicità gratuita ad aziende quotate a Wall Street. I terroristi “odiano l’occidente” ma si servono a piene mani dello strumento di diffusione della pornografia, pedofilia, stile di vita abbietto occidentali che è Internet.
Infine, non è strano che questi non toccano Israele? Neanche ne parlano, eppure lo stato ebraico dovrebbe essere il nemico n° 1 dei musulmani!