Come dribblare la Grexit in Borsa

Ecco tre soluzioni per limitare i pericoli. E i più audaci possono guadagnare fino al 10% in pochi giorni.
L’esplodere del rischio Grexit sta creando nelle Borse mondiali una tempesta (quasi) perfetta. Questo per sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno, che quando i mercati «ballano» non esistono porti davvero sicuri.
Proprio per questo, il primo consiglio è evitare scelte emotive, legate cioè alla concitazione del momento. Pertanto, se il proprio portafoglio è stato progettato con l’aiuto di un consulente che lo ha modellato sulle personali esigenze a medio termine (per esempio tre anni o cinque anni) è meglio interpellarlo prima di agire. Fatta questa premessa, ecco tre soluzioni per investire con la Grexit rispettando altrettanti profili di rischio: basso (per chi vuole minizzare i pericoli anche a costo di non guadagnare nulla), medio (per chi è disposto a scommettere sui mercati) e alto (per chi vuole sfruttare il caso Grecia per acquistare azioni in saldo, accettandone i pericoli connessi).

. Restare alla larga dalle piazze europee e puntare sui bond

. Bene Wall Street, i Treasury Usa e un pizzico d’oro

. Comprare azioni in saldo, ma occhio ai tempi  (Fonte: Il Giornale)

Direi che il quotidiano di Berlusconi giunge fuori tempo massimo. Se proprio volete investire in fuffa borsistica, meglio puntare su fondi cinesi (sono i più seri) che contrattano merce semplice e tangibile quale i metalli preziosi indispensabili alla tecnologia: oltre a oro e argento, litio, platino, piombo, rame, palladio, zinco, ecc.
Ma il libro mastro, per me, è LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST in cui spiego, attraverso Bill Kaysing, come salvare efficacemente la propria famiglia dal collasso globale imminente.
ADDENDUM ‘L’appello della lista Tsipras: “Gli italiani rinuncino ai crediti con Atene” Dall’alto delle loro pensioni-baby statali, i radical-comunisti italiani perdonano di tutto. Ma non so i fondi angloamericani e asiatici. Costoro, i cui capi sono massoni, sono i più strenui difensori del euro (banche) e della UE, altro che ‘proletari’!