Mi piace il lunedì e ogni altro giorno


Non baratterei la mia professione di agricoltore con nessun’altra. Gli agricoltori non hanno orari ne obblighi se non l’impellenza legata alle esigenze stagionali di semina e raccolto.
Non sopravviverei una sola settimana al diktat dell’orologio cui è sottoposta la maggior parte della popolazione che lavora cinque giorni in apnea attendendo due misere giornate libere, sabato e domenica. E d’agosto, un paio di settimane di ferie che paiono trascorrere in un battibaleno.
A me capitava durante la scuola dell’obbligo, quando avvicinandosi settembre, entravo in paranoia alla sola idea di dovermi svegliare presto la mattina per recarmi alle lezioni.
Giunto all’università, feci sempre in modo di seguire i corsi fissati alle 8:30 o 9:00 per non più di un paio di giorni la settimana.
A me impressiona quanta gente sia oggi accalcata sulle spiagge e fino ieri irregimentata in coda in autostrada ermeticamente reclusa nell’abitacolo condizionato.
Mi sembra di essere pazzo ma i pazzi siete voi.
Ieri sera parlavo con mio amico olandese che ora vive in Inghilterra. Anche lui di famiglia di agricoltori, ha vissuto in Sudamerica, in Ungheria e chissà dove altro senza mai lavorare stabilmente. Perseguendo quella vita libera incensata da Bill Kaysing.
Siete ancora in tempo, con una piccola spesa compratevi un rustico da ristrutturare, con un po’ di terreno attorno, in collina, ce ne sono a bizzeffe, conducendo una esistenza semplice e libera. Senza l’assillo del ‘lunedì’ e di due striminzite settimane di ferie annuali dalle quali rientrare più stanchi del giorno in cui siete partiti.
Sono qui per darvi il tempo di fare le valige e uscire dalla ‘rat race’. Non avrete più bisogno di detestare il lunedì!
NON FUORI CONTESTO Vedete che ci stanno americanizzando a tutto spiano, ci impongono l’inglese nella PA come in India o a Hong Kong:
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/08/02/p.a.-riforma-madia-a-stretta-finale-da-dirigenti-a-forestali_985b0fab-6c63-4d6c-99e9-0d0e58041ada.html.