Siria. Serena Shim: la giornalista uccisa e dimenticata

giornalista Serena Shim

Che ne dite se parliamo un po’ di Serena Shim, la bella giornalista nella foto, uccisa per aver rivelato di aver visto miliziani Isis entrare in Siria nascosti in camion ONU? Interessante, no? Perchè tv e giornali non ne parlano? Chi ha ucciso Serena? Che cos’è l’Isis? A cosa serve? Perché la comunità internazionale non ha indagato? Come mai nessuno ha condannato questo gesto vile e disumano? Alla luce degli ultimi eventi, quali sono gli interessi della comunità internazionale sullla questione siriana e sull’ISIS? A quasi un anno dal delitto, le indagini a che punto sono?
La donna, 30 anni e madre di due figli, è morta mentre rientrava con il suo cameraman in un albergo dopo aver lavorato a Suruc, nella provincia turca di Sanliurfa. L’auto su cui i due, inviati dell’iraniana Press Tv, viaggiavano si è scontrata con un mezzo pesante, il cui autista è stato arrestato. La vicenda viene riportata dai media iraniani, turchi e libanesi. “Serena Shim è rimasta uccisa mentre era in Turchia, inviata sul lato turco del confine con la Siria, nei pressi della città strategica di Kobane, per coprire la guerra tra i terroristi dell’Isis e i combattenti curdi”, ha riferitoPress Tv che, citando un giornalista americano – Rodney Martin, attivista e fondatore della radio American Nationalist Network – parla espressamente di una “operazione della Cia, molto probabilmente con la cooperazione della Turchia”.
Il direttore di Press Tv, Hamid Reza Emadi, ha chiesto al governo turco di “accertare cosa sia veramente accaduto”, sottolineando come la donna sia morta in “circostanze molto sospette”. Il giornalista americano Martin, da parte sua, ha ribadito che “incidenti automobilistici da farsa sono una specialità della Cia e dei loro allievi del Mossad fin dagli anni Cinquanta. Inoltre la Cia ha preso di mira quelli che hanno esposto i loro inganni, e l’Isis è un grande inganno della Cia”. Serena Shim  aveva parlato dell’infiltrazione di guerriglieri in Siria attraverso la frontiera turca e in diretta televisiva aveva affermato di avere le immagini di questi miliziani che entravano in territorio siriano, nascosti nei camion di organizzazioni umanitarie e del programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite. Riguardo all’accusa di spionaggio, la giornalista si era difesa: “Sono molto sorpresa di questa accusa. Ho pensato di parlare ai servizi segreti turchi per dir loro che mi limito a fare il mio lavoro. Sono abbastanza preoccupata, perchè in Turchia i giornalisti rischiano facilmente la prigione”.

Staff allaquerciadimamre.it ( http://www.allaquerciadimamre.it/ )