Radio24 espone la beffa della Luna

Il lettore Roberto, che ringrazio, mi segnala uno spezzone andato in onda ieri su Radio24. Dal programma Smart City:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/smart-city/trasmissione-settembre-2015-210415-gSLA2NfcLB

L’agenzia spaziale italiana avrebbe presentato “un progetto di scudo magnetico altamente innovativo” per proteggere gli astronauti nei viaggi interplanetari, per esempio verso Marte. L’intervistato, tale Battiston,, illustra un progetto basato su campi magnetici per deflettere le particelle cosmiche ad alta energia che trapasserebbero scudi protettivi poco densi.
Il lettore mi pone la seguente domanda che rimando a voi: come ha fatto la NASA a inviare 24 uomini attorno alla Luna, fuori dalla protezione delle benedette fasce di Van Allen, senza apparenti conseguenze? Infatti, furono ben otto le missioni umane, tre componenti ciascuna, di cui sei allunarono e due no (Apollo 8 di prova e Apollo 13 che fallì).
La verità è banale e allo stesso tempo preoccupante. Le missioni lunari furono fasulle, sin dalla scoperta fatta da James Van Allen (1958), si sapeva che avventurarsi nello spazio cosmico sarebbe stato mortale, senza adeguate protezioni, per qualunque essere umano. Nella simulazione degli sbarchi, di radiazioni cosmiche semplicemente si evitò di parlare, come delle stelle.
Tuttavia, c’è un risvolto drammatico di cui il sottoscritto è stato l’unico a parlare e pubblicare in Italia, forse in Europa.
Subito dopo la scoperta delle cinture magnetiche terrestri, il governo degli Stati Uniti condusse, in oceano Atlantico, una misteriosa missione navale denominata Operazione Argus durante la quale fece esplodere delle cariche nucleari in alta atmosfera generando un pericolo varco nelle fasce protettive. Quel “buco” persiste tuttora, si chiama SAA (Anomalia del Sud Atlantico). Nessuno sa se e quando si turerà la falla. Ne parlai diffusamente in un articolo pubblicato da UFO International Magazine e ora compresa nel mio nuovo libro: LA LUNA DI CARTA.
Il testo contiene anche una lunga intervista al compianto scrittore Ralph Renè in cui egli spiega come, non contenti del risultato ottenuto, al Pentagono decisero di fare detonare potenti ordigni termonucleari anziché piccole testate da 1,7 kilotoni come rivelato negli anni ’80 quando l’operazione Argus fu desegretata.

Anomalia del Sud Atlantico (SAA)