Il signor Smith astronauta è lo Smith professore, lo dice la misura antropometrica facciale

Astronauta professor Michael J. Smith
Proseguendo la discussione sullo strano caso degli astronauti del Challenger, tocca ora a Michael J. Smith. L’astronauta aveva frequentato l’accademia navale e poi una laurea specialistica in Ingegneria Aeronautica. Era un pilota collaudatore e pilota dello Space Shuttle Challenger. La sua fu l’ultima voce a essere udita dalla sala controllo prima che lo Shuttle esplodesse.
Tuttavia, esiste anche in questo caso un “sosia” dell’astronauta. Si tratta di un professore di Ingegneria Industriale in pensione, dalla stessa età (70 anni), dell’università Wisconsin-Madison dallo stesso nome ( http://directory.engr.wisc.edu/ie/faculty/smith_michael ). Qui l’omonimia è un argomento debole. Nel mondo anglosassone, (dalla Nuova Zelanda al Sudafrica alla Gran Bretagna) ci sono probabilmente centinaia di miglia di “Michael J. (James, John, Jeremy ecc.) Smith”.
Le due fotografie sopra sono accettabili per una comparazione antropometrica che qualcuno ha svolto. Ebbene, da tali coefficienti emergerebbe che è il medesimo individuo.

Alright, let’s crunch some numbers. Since I have good quality photos on this one, I’m going to three decimal places:

1) Ratio of distance between eyes (pupil to pupil)/ distance from height of pupils to bottom of nose:

Astronaut Smith: 1.19
Professor Smith: 1.16

Notes: It’s a close match. Also note the significant variation from the numbers obtained for McAuliffe.

2) Ratio of distance between eyes (pupil to pupil)/ distance from height of pupils to bottom of upper row of teeth:

Astronaut Smith: 0.770
Professor Smith: 0.772

Note: It’s a *very* close match. Again, note the significant variation from the numbers obtained for McAuliffe.

3) Ratio of distance between eyes (pupil to pupil)/ distance from height of pupils to bottom of chin:

Astronaut Smith: 0.483
Professor Smith: 0.476

Notes: Not quite as close as the other two, but still very close. I did say at the beginning that the clarity of the bottom of Prof. Smith’s chin is not quite as good as I would have liked.

Conclusion: The same facial dimensions and characteristics are conclusive in indicating it’s the same man.

Non possiamo escludere che “astronauti redivivi” sia una colossale beffa comunque, se così è, a chi giova? Da cosa devono distrarci?