Archive for ottobre, 2015

31 ottobre 2015

Un piccolo naviglio e un’erma casetta

Casette di legno arredamentoCosì s’intitola uno dei capitoli della mia biografia di Bill Kaysing dedicato ai mille modi in cui riusciva ad aiutare i senzatetto a trovare una sistemazione. Aiutato, a sua volta, dagli inseparabili compagni d’avventura.
Apprendo oggi, con un po’ di stupore, anche in Italia sono reperibili, a prezzi abbordabili, casette di legno che si possono travisare da capanni per gli attrezzi o altro. Dipende dai regolamenti edilizi dei vari comuni. In genere, se non hanno fondamenta, si possono piazzare senza licenza edilizia e senza ulteriori spese. Basta informarsi adeguatamente.
Non è bello? Un tetto sulla testa  senza dovere incatenarsi a un mutuo assassino divenendo schiavi delle banche per decenni. Un’occasione per lo scollocamento definitivo dalle imposizioni della società costituita.

Casetta-prefabbricata

Bill Kaysing (al centro) con Charles Ellery mentre visiona il progetto delle loro micro-case destinate a offrire riparo ai derelitti, in particolare donne anziane senzatetto e ragazze madri sbandate. (da LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST )

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31 ottobre 2015

Distant view of 533 km thanks to infrared photography

The “Frankfurter Illustrierte Zeitung”, which I also gather from this, writes in No. 30/1932.:
“This Fliegeraufnahme shows a landscape more than 500 kilometers with all clarity, while the plane was a few kilometers from each visible even with the help of binoculars.”

“The Mount Chasta (under white arrow at the top of the screen) is 331.2 miles distant from the apparatus.”
331.2 English miles are 532.9 kilometers.
That’s more than the distance from Berlin to Munich. Here, the entire intervening terrain can be seen.
The plane was high 23,000 feet. That’s almost exactly 7000 meters.

We can now view, which one is likely to have the highest at this level on the basis of the assumption of perfectly straight light beam and a convex surface, accurately.
She is 296 kilometers. (This calculation I am indebted to Dr. Koch teacher, Cannstatt. The Earth’s radius was assumed here with 6366 km, the result of the latest measurement (1932)).
Then supposedly leaves the straight line, the “convex surface” and loses itself in the “infinity of outer space”.

… The height of the mountain Mount Chasta may of course not be taken into account in our calculations. Because we see but clearly his feet and the horizon line extends much farther in the background.
The actual view is thus even greater greater than 532.9 kilometers.

I emphasize this because I foresee the relevant excuse. It was, incidentally, made ​​the objection that it could be an optical illusion by light refraction here. That’s impossible.
One sees but the whole land until the foot of the mountain.
In an “uplift” the “under” the horizon lying ground (mirage) were the visible horizon and above the “upscale” landscape.

It is impossible that a landscape of 237 kilometers in length would lifted by a mirage on the horizon, and in a way that the horizon is no longer noticeable.
Again, I can only refer to the experiment. One photograph to a variety of times the same landscape. Always remains the length of the route is the same, is no “light refraction” in the game.

In the book “humanity needs a new worldview” Booklist, is on page 69:
After that we saw with the naked eye with dry air in winter:

  • from a 15-meter-high ice at the North Pole, a dog team with other members of the expedition at a distance of 400 kilometers (Prof. Hobbs)
  • from Strasbourg Cathedral (approximately 130 meters) Golden Horn in Constantinople Opel, distance 1980 km.
  • from a volcano in Kamchatka to Ankara in Turkey. The volcano is about 3,000 meters high; Visibility was here about 8,000 kilometers

These vistas are after Copernican theory preposterous and impossible. Questionable is the full spherical earth continues through the latest British invention of the “underwater eye”, of which he was informed in a Reuter message from 04.14.1960:
“According to British newspaper reports are to British scientists are working on the completion of an underwater eye, which submerged submarines can track up to 1,600 km Distance and had nothing to do with radar.

The United States will co-finance the new system and due to the invention have changed program their own submarine. The new weapon would mean a complete revolution of the recent submarine strategy, as well as nuclear submarines would have certainly seen the departure from their bases at up to a distance of 1600 km away.

31 ottobre 2015

La guerra (in)civile

Potrebbe ben essere un atto di guerra l’incidente occorso oggi a un volo russo da Sharm El-Sheikh in Egitto a San Pietroburgo.
I tracciati di Flightradar24 mostrano che il velivolo della Kolavia (nota anche come Metrojet), volo 7K9268, è precipitato repentinamente sopra il Sinai come fosse stato abbattuto da un missile. Potrebbe trattarsi di una risposta americana alla minaccia russa di tagliare i cavi sottomarini che sono la spina dorsale di internet. Come ho spiegato tante volte, a differenza di ciò che molti credono, la rete non è “neutrale” ma è una creazione del governo degli Stati Uniti e si trova strettamente sotto il suo controllo. Gli USA non intendono permettere che il “giocattolo” che stanno imponendo a forza al mondo intero sia messo in discussione. Altre 224 vite perdute senza apparente spiegazione. Un altro tassello nel domino riguardante velivoli misteriosamente scomparsi o precipitati. I Boeing 777 MH370 e MH17 di Malaysia Airlines e gli Airbus di oggi e del volo Germanwings diretto da Barcellona alla Germania.
Stanno già dicendo che l’equipaggio russo aveva chiesto un atterraggio d’emergenza al Cairo per avaria a un motore.
Clicca per ingrandirePotrebbe essere un CGI:

30 ottobre 2015

Batteri: ospiti indesiderati a bordo della ISS

Viviamo incorporati in un mondo microbico, colonizzati da queste piccole forme di vita senza rendercene conto, non solo sulla Terra ma anche nello spazio. Ne sanno qualcosa gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale che devono condividere gli ambienti con diversi inquilini indesiderati.
La NASA e i diversi partner adottano costantemente procedure per ridurre i rischi da contaminazioni che potrebbero causare problemi alle attrezzature e soprattutto per gli astronauti nelle missioni umane. Tuttavia, ancora una volta, la Stazione Spaziale Internazionale, stavolta volente o nolente, si è dimostrata un laboratorio scientifico perfetto. Esaminando i campioni prelevati da un filtro dell’aria usato per 40 giorni a bordo della ISS e due sacchetti per aspirapolvere, i ricercatori hanno trovato una bella quantità di patogeni opportunisti, ovvero batteri che in individui sani non scatenano alcuna attività patogena ma che potrebbero generare infezioni nell’individuo immunodepresso.
I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Microbiome, mostrano che tra gli ospiti indesiderati c’è anche l’Actinobacteria, un gruppo Gram positivo, associato spesso a fenomeni di irritazione cutanea.
“Abbiamo bisogno di sapere quello che stiamo respirando in un ambiente chiuso”, ha detto Kasthuri Venkateswaran, microbiologo al JPL, capo del team di ricerca.
“Studiare la comunità microbica sulla Stazione Spaziale ci aiuta a comprendere meglio i batteri presenti, in modo da poter identificare le specie che potrebbero danneggiare le apparecchiature o costituire un pericolo per la salute degli astronauti. Inoltre, è utile per individuare le aree che necessitano di pulizia più rigorosa”, ha aggiunto VenkateswaranL.
La Stazione Spaziale è un ambiente unico, con microgravità ed aria riciclata, radiazioni, anidride carbonica elevata e costante presenza di esseri umani.
Precedenti studi sulla comunità microbica a bordo del laboratorio orbitante, avevano usato tecniche di microbiologia tradizionali come la coltura di batteri e funghi in laboratorio. Ma “solo il 10% di quello che c’è là fuori può essere coltivato ed è per questo che sono state adottate tecniche genetiche”, ha spiegato Venkateswaran.
Il team ha utilizzato le più recenti tecnologie di sequenziamento del DNA per identificare rapidamente e con precisione i microrganismi presenti.
Questi dati sono stati poi confrontati con le cosiddette “cleanroom” (camere bianche) al JPL dove, a differenza della ISS, possono alternarsi anche 50 persone in un giorno ma senza alcuna permanenza.
Il dato più preoccupante è arrivato dal filtro dell’aria utilizzato sulla ISS, in cui il 99.65% delle sequenze vitali recuperate proveniva da Actinobacteria che al massimo rappresenta solo il 25,25% delle sequenze vitali trovate nelle camere bianche al JPL. Un risultato forse dovuto ad un regime di pulizia più rigoroso sulla Terra. La ricerca, però, non ha ancora affrontato la virulenza di questi patogeni in ambienti chiusi o il rischio di infezione della pelle per gli astronauti. ( http://aliveuniverse.today/ )

Adesso che sta saltando fuori che la ISS è probabilmente finta, secondo me, stanno cercando il sistema per chiudere il programma. Una epidemia potrebbe essere un buon pretesto. Che dite?

30 ottobre 2015

Enrico Berlinguer e la “decrescita”

In questi giorni, si torna a parlare di Enrico Berlinguer. Ma quale fu il suo ruolo effettivo nella Storia italiana?
Figlio di massone (lo ammise da Minoli), probabilmente lo era anche lui e il suo compito fu quello di portare avanti il programma massonico.
Negli anni ’70 dello scorso secolo in tutta Europa si facevano passare aborto e divorzio. Nella cattolica Italia, impiegarono i referendum “radicali”. Già diversi anni fa, scrissi e dimostrai che il partito di Pannella era espressione diretta del pensiero massonico (per dire) e del filo-atlantismo più sfrenato.
Il PCI fece appello ai “proletari” per consentire che passassero “democraticamente” divorzio e aborto. Il resto, le fabbriche, gli operai, la lotta di classe è sempre stato tutto una copertura.
Oggi i nuovi eroi della “sinistra” sono gli immigrati clandestini per il proseguimento del progetto massonico. Cancellare le identità dei popoli europei nel super-stato continentale auspicato dal massone Altiero Spinelli citato dallo stesso ex segretario comunista in una intervista divenuta famosa poiché ultima prima che un ictus lo colpisse a Padova (se non rammento male). Berlinguer caldeggia il super-stato con elezione diretta del parlamento e presidente, ciò che oggi vogliono Renzi e il M5S Europa.
Figlia di Spinelli è Barbara, oggi vice-direttrice di Repubblica, che in Italia lanciò il fenomeno Tsipras di cui vi avvisai subito della pericolosità.
Alexis Tsipras, pure lui con ogni probabilità un massone, il cui scopo non era certo quello di aiutare il popolo greco, bensì di rafforzare la UE e l’euro costringendo il parlamento tedesco a ripianare perennemente i disastrati conti greci.
Inoltre, ha fatto entrare centinaia di migliaia di immigrati clandestini in Europa e nei Balcani per americanizzare il vecchio continente. Non importa quanti ne muoiano di stenti o annegasti durante il tragitto, a piedi o sui barconi.
Ora il suo compito è, nella penisola ellenica, di abolire le festività religiose (oh, il PIL), fare passare eutanasia, aborto, droga libera, ciò che Renzi e Grillo fanno da noi.
E naturalmente “abolizione delle province” poichè rappresentano l’identità locale.
Naturalmente un “must” come la “lotta all’evasione fiscale”, ma solo per gli autoctoni. Gli immigrati sono una specie protetta che non deve essere toccata poichè serve a globalizzarci, a cancellare ogni riferimento al cristianesimo in ogni ambito “per non penalizzare i migranti”.
Sarei curioso di sapere quanti controlli l’Agenzia delle Entrate, comandata da quella donnona della quale mi sfugge il nome, indirizza ai cittadini stranieri. Vi siete mai chiesti come mai imprenditori cinesi non vengono mai bersagliati dal fisco? Avete mai sentito di cittadini cinesi espulsi poichè entrati clandestinamente?
Adesso gli agenti dell’Abisso ci informano, con dovizia di dati statistici, che abbiamo bisogni di immigrati perchè la popolazione invecchia dato che nascono meno bambini. Grazie alle pressanti campagne abortiste e in favore dei contraccettivi di radicali, comunisti e giornali quali La Repubblica, Corriere della Sera eccetera. Oggi, gli “eroi” di quella stagione godono tutti di sostanziose pensioni-baby statali o vitalizi da ex parlamentare. Vedi Cicciolina, Bertinotti e Toni Negri. Per noi la legge Fornero e gli studi di settore.
Dato che la contrapposizione storica destra-sinistra non ha più logica in un mondo unipolare, hanno escogitato l’antagonismo crescita-descrescita. Ancora una volta, una presa per i fondelli dei soliti idioti e onesti.
Non fatevi ingannare, almeno stavolta.
ADDENDUM Rammentate bene che questa è gente astuta, votata al male simulando di volere fare del bene. Hanno inventato la “guerra umanitaria” (un ossimoro) per potere uccidere impunemente donne e bambini con la piena approvazione del “proletariato”.

29 ottobre 2015

Two ways to know the Earth is Round or Flat

by Albino Galuppini

In my article published in the Italian magazine Archeo Misteri Magazine, December 2015 issue, I suggested a third, final step to take in order to find the truth:

  1. Two people start together moving from the Equator heading southward.
  2.  They are, let’s say, 100 km apart. They go straight South following their compass.
  3. They have also the possibility to measure accurately the distance between each other.
  4.  Well, if span between the two increases, as they travel straight southward, it means that the Earth is not a globe.
  5. In fact, every traveler heading to the South (or to the North) should eventually meet at the geographic pole, assuming we live on a sphere.

Here are 2 easy steps to determine, without reasonable doubt, if the Earth is a round planet or a flat disc.

Horizontal test:

  1. Prepare a huge beacon blinking at a specific rate, not to be confused with other light sources.
  2. Positioning it on a beach at around 3 meters (10 feet) height.
  3. Choose a location at sea where is statistically proven an exceptional transparency of low atmosphere.
  4. Choose a distant land, island or off-shore boat to verify whether the blinking light can be seen in the dark from sea level.
  5. Distance should be around 30 km (20 miles) or further.

If a 3 meters high light can be spotted 30 km away, it means there is definitely something wrong with earth curvature.

Vertical test:

  1. Purchase o rent a balloon capable of reaching an altitude of, at least, 30 km (20 miles) with altimeter.
  2. Arm it with 3 video cameras. One with regular lens, another with fish-eye lens, both directed horizontally. The third looking toward the ground.
  3. Once payload is retrieved, make comparison between different shot footage.

If the horizon remains at eye level, there is something wrong with the roundness of Earth.
This test aims also to verify whether the so-called “satellite images” can be faked by high-altitude planes or balloons including Earth curvature, weather forecast and photo-maps imagery.
This is my contribution to Flat Earth panel.

https://lh3.googleusercontent.com/-L2WPDhqZjt0/Vwpjsv9OVsI/AAAAAAAEV8c/KVj9NhFhbQoSW7kmCqM-iZt2zoHUYxKtg/w426-h596/tumblr_static_sunshine_gif.gif

29 ottobre 2015

Il detrito spaziale che cadrà nell’oceano Indiano il 13 novembre

L’oggetto di due metri di diametro dovrebbe bruciare in buona parte a contatto con l’atmosfera. Ma le sue peculiarità lo rendono un caso di studio ideale

(foto: Esa)

Il prossimo 13 novembre, intorno alle 7:00 di mattina, è previsto il rientro in atmosfera di un detrito spaziale, un oggetto grande un paio di metri, soprannominato WT1190F. Più o meno sopra l’Oceano Indiano, a circa 100 chilemetri a Sud dello Sri Lanka, è atteso l’arrivo di eventuali resti del detrito. In larga parte, prevedono gli esperti, WT1190F dovrebbe infatti bruciare nell’atmosfera, ma piccoli detriti potrebbero comunque sopravvivere e arrivare fin sulla Terra (senza pericoli considerevoli, considerata la ridotta massa rimanente). A rendere interessante questo rientro – probabilmente accompagnato da una grande scia molto luminosa nel cielo– è la possibilità per gli scienziati di studiare meglio come oggetti simili interagiscono con l’atmosfera.
Di per sé quindi WT1190F non è che un test, utile a capire meglio dinamiche, traiettorie e schemi di rientro per oggetti quali satelliti, detriti spaziali in generale ma anche dei Neo (near-Earth objects), asteroidi e comete nei dintorni terrestri (tipo l’asteroide che ci saluterà ad Halloween). Così da poter elaborare anche delle previsioni.

Rientro satellite

WT1190F (scoperto già nel 2013) è un oggetto artificiale (ha una densità inferiore a quella attesa per le rocce degli asteroidi) forse parte di un vecchio razzo, spiegano dall’Esa, ed orbita la Terra una volta ogni tre settimane con un percorso molto ellittico. WT1190F è stato scoperto da un sistema di monitoraggio per i Neo (nello specifico dalla Catalina Sky Survey), è relativamente grande e ha effettivamente un’orbita simile a quella di un Neo, permettendo agli scienziati di stimare zona e periodo di rientro in atmosfera, cosa solitamente impossibile per la maggior parte dei detriti spaziali. ( http://www.wired.it/attualita/2015/10/28/caduta-detrito-spaziale-13-novembre/ )

Non voglio arrivare a dire che abbiano ragione quelli della “terra piatta” ma questa è una notizia completamente inventata, piena di numerologia cabalistica. 9-11, 7, 13-11 WTF. Inoltre, prevedere con anticipo di settimane giorno, ora e luogo dove cade un satellite è assolutamente impossibile. Ci sono troppe variabili in gioco. Non si può sapere, ad esempio, come reagisce un oggetto contro l’attrito atmosferico. Come lasciare cadere un foglio di carta dal decimo piano e prevedere in quale esatto punto del suolo si depositerà. È una bufala scientifica.

28 ottobre 2015

Equipaggio di sei donne russe simula viaggio sulla Luna

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Un gruppo di sei scienziate aspiranti cosmonaute simulerà una convivenza forzosa come avverrebbe durante un viaggio verso il satellite naturale terrestre. Si tratta di un esperimento scientifico russo di sole donne chiamato Luna-2015 atto a verificare le condizioni psico-fisiche della permanenza nello spazio per lunghi periodi. La simulazione avrà luogo presso il Centro di Ricerca per i Problemi Medico-Biologici vicino a Mosca e avrà la durata di 8 giorni. In agosto, l’istituto ne aveva selezionato preliminarmente 10 candidate sottoponendole a due mesi di test, tra le quali 6 prendono ora effettivamente parte all’esperimento. Otto giorni sono la durata preventivata per una “scampagnata” lunare comprendendo tre giorni per andare e tre per tornare nonché due giorni in orbita circumlunare. Durante la reclusione volontaria, le donne cercheranno di imparare come convivere serenamente in uno spazio esiguo quale può essere una capsula lunare.
Nel frattempo, la Russia ha annunciato che spera di potere compiere uno sbarco sulla Luna con esseri umani entro il 2029 ossia, a 60 anni esatti dal primo storico (e falso) sbarco americano.

27 ottobre 2015

Addio monti sorgenti dall’acque. Montagne delle Marche dalla Croazia

Dalle mie parti ci si chiede se è vero che dal Monte Conero (dalla Rocca di Offagna o dal Duomo di Ancona), in condizioni di strepitosa visibilità, si possano scorgere le terre al di là dell’Adriatico. La mia granitica certezza che fossero tutte balle da pescatori è vacillata lo scorso anno durante una conversazione con il prof. Antonio Brusa, uno dei più famosi storici italiani. Il quale, essendo spesso cliente dell’Hotel Monte Conero, affermava, con totale tranquillità che, da quota 476, le montagne croate erano chiaramente visibili. Soprattutto all’alba.
Eppure, l’orizzonte, da quella quota, dovrebbe essere solo a 70km, cioè, più o meno, a metà strada; 85km se si calcola anche la rifrazione della luce nell’atmosfera. Le cose sono tre:

1) o la fisica non è più una scienza,
2) o uno scienziato come Brusa, la mattina presto, è un po’ suggestionabile,
3) o io non consideravo qualcosa.

Non consideravo, e lo sapevo, l’altezza dei monti croati, ma lo ritenevo un dato trascurabile. Facevo male. Un uomo a livello del mare, per la curvatura della terra, ha l’orizzonte ad appena 4 km, tuttavia riesce a vedere la cima un monte alto 1000m lontana fino a 117 km. Non avendo gli strumenti per calcolare, ho pensato ad altro, finché non mi sono imbattuto in queste foto scattate dalla Croazia che ritrarrebbero la catena appenninica oltre il Mare Adriatico:
Nel forum di fotografia da cui ho tratto queste immagini, inizialmente, qualcuno dubitava si trattasse del nostro appennino. ma su questo non ci sono dubbi: “addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari”. La mia prima impressione è stata, invece, che si trattasse si un fake, dell’unione di due foto, un scattata in Croazia, l’altra scattata in acque internazionali. però ho iniziato ad approfondire. Intanto  ho reperito questo programma per il calcolo della rifrazione e della distanza ottica massima tra due punti: “avviene perché i raggi luminosi, attraversando strati di atmosfera con diverse densità (dovuta, ad esempio, alla diversa quota), subiscono effetti rifrattivi che ne modificano la traiettoria rettilinea, dando l’impressione che un oggetto sia dove in realtà non è. Si tenga presente infatti che noi vediamo un oggetto non dove esso è in realtà, ma sul prolungamento rettilineo del raggio che ha raggiunto il nostro occhio. Così accade, ad esempio, che una montagna possa risultare più alta della realtà e quindi essere visibile anche se si trova in realtà al di sotto della linea dell’orizzonte”. Se l’algoritmo è corretto, dal Conero (476m) si potrebbero scorgere colline alte 200m lontane fino a 130 km.
Quindi gli Appennini, che distano ca. 180 km dalla costa croata, guardati da una collina alta 300m, spunterebbero dall’orizzonte già da quota 1000m. Naturalmente, per riconoscerli serve un bello zoom.
Udeuschle.de è un sito che, sulla base delle mappe di Google calcola e ricostruisce orizzonti virtuali da qualunque luogo posto sulla Terra. Anche questo sito lo conferma: quello nella figura a lato è il poco di Croazia che si può vedere dal Conero.

Un’altra anomalia nella curvatura terrestre. Il mare Adriatico è in media largo 150 km salvo che nello stretto di Otranto. I monti si trovano ben all’interno. Il monte San Vicino (1480 m.) si trova a 50 km dall’Adriatico. Come si riescono a vedere i rilievi montuosi al di la del mare? Pensate, non sono riuscito a trovare ancora l’equazione semplificata per la curvatura terrestre ma dovrebbe essere: circa 8 cm per km di distanza al quadrato. Esempio, un oggetto distante 150 km, a livello del mare, dovrebbe stare 1800 metri sotto la linea dell’orizzonte. (0,08 x 1502 = 1800)

27 ottobre 2015

Sisma in Afghanistan e Pakistan: oltre 200 vittime, 12 ragazze morte nella calca dopo crollo in una scuola

[Esplora il significato del termine: Una scossa di 7,5 gradi (la più forte mai registrata in Afghanistan) a oltre 200 km di profondità avvertita in tutta l’Asia centrale. L’India offre aiuti. Oltre mille i feriti] Una scossa di 7,5 gradi (la più forte mai registrata in Afghanistan) a oltre 200 km di profondità avvertita in tutta l’Asia centrale. L’India offre aiuti. Oltre mille i feriti

di Redazione Online

Dove arrivano gli americani, arrivano pure i terremoti disastrosi. Sarà un caso.

26 ottobre 2015

Tortoreto, morte Giulia Di Sabatino, il papà in tv: “per me l’hanno uccisa”

Tortoreto. ” Io credo che l’abbiano buttata di sotto già morta”.
E’ un passaggio, quello centrale, dell’intervista di Luciano Di Sabatino nel corso della trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto”. Il commerciante di Tortoreto parla di Giulia Di Sabatino, 19 anni, trovata cadavere sulla A14, a qualche chilometro da casa, tra Mosciano e Giulianova. Al di sotto del cavalcavia sulla Sp 262.
Il caso è stato nuovamente dibattuto a distanza di qualche settimana (Giulia è morta nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre, nel giorno del suo diciannovesimo compleanno).
Durante la trasmissione sono stati trasmessi alcuni fotogrammi in possesso degli inquirenti, e che riprendono Giulia Di Sabatino, mentre a passo spedito percorre via Panoramica, strada che collega Tortoreto Alto con la bonifica del Salinello. Immagini “catturate” dalle telecamere di una villa che si trova in quel tratto
Nel video di quella notte si vede lei camminare spedita, come se fosse stata diretta verso un luogo preciso. “Credo che l’abbiano buttata di sotto già morta. Penso che l’hanno uccisa” dice il padre a “Chi l’ha visto?”
Sulla vicenda, la Procura di Teramo ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio e allo stato attuale, ma come semplice atto dovuto, è iscritto un giovane che diede un passaggio a Giulia quella notte ( http://www.cityrumors.it/ )

Purtroppo, come vi dissi sin dalle prime battute, questo caso rimarrà irrisolto. Che siano stati gli extraterrestri o che siano stati gli alieni “de noantri”, un colpevole non emergerà mai. For se Giulia, dai grandi occhi e dalle labbra sottili era un incrocio, un ibrido insomma. Giunto a maturità, se lo sono venuto a riprendere. Chi losa, chi lo potrà mai rivelare.

https://i2.wp.com/www.onlygoodmovies.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/grey-alien.gif

26 ottobre 2015

La Tierra es plana y “ellos” no quieren que lo sepas

imageEn el año 1543, el Papa se unió a Copérnico, la Iglesia de Inglaterra, y posiblemente a Aristóteles (quien, inconvenientemente, había muerto en el 322 antes de Cristo) para convencer a los europeos incautos que, a pesar de la obvia planitud de la Tierra, en realidad es una esfera, y que el sol es el centro del universo. Desde entonces, los habituales chicos malos, católicos, judíos y banqueros han guardado celosamente el secreto de la Tierra plana. Y con el nacimiento de la era espacial, la NASA (básicamente, un proyecto conjunto entre la masonería y los nazis) se involucró. Eso, al menos, es la historia de acuerdo con los Truthers de la Tierra Plana, un grupo pequeño pero ruidoso que creen que el mundo es plano, y que este conocimiento es la clave para entender quien realmente dirige el mundo.

Eric Dubay es sin duda el más visible de los Truther de la Tierra Plana. En su biografía de Blogger, Dubay se describe a sí mismo como otro tipo cool americano de 30 y tantos, “que vivo en Tailandia, donde doy clases de Yoga y Wing Chun a tiempo parcial, mientras expongo el Nuevo Orden Mundial de tiempo completo”. Ese trabajo implica revelaciones editoriales como “Dinosaur Hoax – Dinosaurs Never Existed!” y “Adolf Hitler vs. The Jew World Order.” Eso es correcto, ¡el Orden Mundial Judio!..

El último e-libro de Dubay se titula 200 Proofs Earth is Not a Spinning Ball. En el, expone los fundamentos de la teoría de la Tierra plana moderna. La luna, escribe, es un objeto auto-luminiscente, semitransparente, no sólido. La Estación Espacial Internacional, que en realidad se puede ver a través de un telescopio, es realmente un avión no tripulado o un holograma (como los aviones que impactaron el World Trade Center). Y la Tierra misma es un disco, al igual que el emblema en la bandera de las Naciones Unidas, o un viejo disco de los Beatles. El Polo Norte se encuentra en el centro del disco, donde usted lo asegura a la mesa giratoria, y viajar al sur le llevaría al inicio de la pista 1 (“Taxman”). La Antártida, en lugar de ser un continente, es una pared de hielo que circunda alrededor del borde del disco, manteniendo los océanos en su lugar.

Según Dubay, todo esto es sentido común. Y alguna vez fue de conocimiento común, antes de que los gobernantes secretos del mundo les lavaran el cerebro a todos. Pero como Brian Dunning señala en su Skeptoid podcast, la idea de que nuestros antepasados creían en una Tierra plana es en realidad un mito moderno. Durante el tiempo que la gente ha estado observando y midiendo la Tierra, parece, se ha entendido que vivimos en un globo. Pitágoras, Aristóteles, Euclides, ninguno de ellos dudó de esto. Eratóstenes, geógrafo y matemático griego que murió 200 años antes del nacimiento de Cristo, determinó la circunferencia de la tierra dentro del 2 por ciento de su medida exacta.

La planitud de la Tierra fue de conocimiento común, antes de que los gobernantes secretos del mundo les lavaran el cerebro a todos.

Esto es más o menos donde termina el debate Tierra plana, independientemente de lo que usted puede haber oído hablar de Cristóbal Colón. Es decir, hasta el 1800, cuando un inglés llamado Samuel Rowbotham (conocido por el seudónimo de Parallax) decidió que, dado que la Biblia dice que la Tierra es plana, entonces sí, la tierra tiene que ser plana. Para demostrarlo, recorrió alrededor de Inglaterra con su equipo de topografía, tomando medidas que luego torció para “demostrar” lo que quisiera, la definición de pseudociencia.

Parallax fue una gran influencia sobre la Flat Earth Society, fundada en 1956 por otro inglés, Samuel Shenton. Tras la muerte de Shenton en 1971, la sociedad (entonces poco más que un boletín algo divertido) fue adquirida por un estadounidense, Charles K. Johnson. Al igual que los que le precedieron, las creencias de la Tierra plana de Johnson estaban firmemente arraigadas en la Biblia. “Si la Tierra fuera una pelota que gira en el espacio”, dijo a la revista Newsweek en 1984, “no habría arriba o abajo”. Y si no hay arriba o abajo, Jesús no podría haber ascendido al cielo.

Según Rich Hopkins, un truther de la Tierra plana conocido como “MrThriveAndSurvive” para los más de 10,000 suscriptores de su canal de YouTube, “los aztecas, los mayas, los sumerios, la Biblia, el Corán, todos de ellos dijeron que la Tierra es plana y no se mueve. ¡Todos ellos!” Incluso hoy en día, dice, “Muchos lugares en el este no creen que estemos en una pelota que gira todo el año. Es más que nada un fenómeno occidental. Las naciones musulmanas, saben que es una broma que fuimos a la luna”.

Excepto, por supuesto, que eso no es cierto, y es altamente insultante para la porción más grande, no occidental del mundo.

Hopkins dice que se dio cuenta de la Tierra plana esta primavera. Él hizo el descubrimiento mientras realizaba su versión de investigación científica en YouTube. En ese momento, no era más que otro prepper, promocionando curas de plata coloidal y predicando el inminente colapso de la sociedad a una pequeña audiencia de YouTube. Pero entonces vio un noticiero de Michigan sobre algo llamado un espejismo superior, una ilusión óptica que resulta de un fenómeno meteorológico conocido como una inversión. En este caso, el espejismo era pequeño, el reflejo invertido del horizonte de Chicago que apareció, como Fátima, sobre el lago Michigan.

“Siempre he sido un meteorólogo y un hombre del tiempo”, dice Hopkins, en referencia a su servicio como compañero de un aerógrafo en la Marina en la década de 1980. “Siempre he estado en la ciencia en algún grado de todos modos… Me pagaron por ello durante cuatro años en la Marina, por lo que me llamo a mí mismo un meteorólogo”.

Al ver el horizonte de Chicago de la orilla del lago Michigan puso en entredicho todo lo que creía saber acerca de cómo funciona el universo, por lo que Hopkins comenzó a experimentar. Primero llevó un par de binoculares en el desierto cerca de su casa en Phoenix, Arizona. Condujo alrededor, topografiando crudamente el paisaje, podía ver por millas y millas. Eso era demasiado, pensó, pero sólo si se asume una Tierra curva. Si la Tierra era plana, razonó, ver tan lejos no sería un problema.

Una vez convencido de que la Tierra era plana, Hopkins comenzó a pensar en el cosmos, y lo que él se refiere como “la cosa bíblica”.

“Así que me fui en línea un día y traté de buscar, ‘¿Cuál es la diferencia entre la luz de la luna y la luz solar, las propiedades?’ Usted no va a encontrar nada. Usted no va a encontrar nada”.

“La Biblia dice que la luna es su propia luz”, explica, aparentemente en referencia a una descripción en Génesis de “la lumbrera mayor para regir el día y la lumbrera menor para gobernar la noche”. Eso lo puso a reflexionar. “Así que me fui en línea un día y traté de buscar, ‘¿Cuál es la diferencia entre la luz de la luna y la luz solar, las propiedades?’ Usted no va a encontrar nada. Usted no va a encontrar nada. Y ¿quiere decir nadie ha estudiado esto? No puedo creerlo”.

Así que llevó a cabo un experimento (la crónica aquí) usando una vieja mesa, una billetera de cuero negro, y un termómetro láser. En una noche clara, utilizó la mesa para proteger a la mitad de la cartera de la luz de la luna. Midió ambos lados de su cartera con el termómetro, determinó que la parte iluminada por la luna era más fría que la mitad que se encontraba debajo de la mesa. Él llegó a la conclusión, como cualquier persona razonable podría, que la luna tenía que ser una estrella. Más evidencia de que nos están mintiendo acerca de la verdadera naturaleza del espacio, y la verdadera naturaleza de nuestro planeta.

En los tres meses desde que Hopkins comenzó a promover las teorías de la Tierra Plana, su conteo de abonados se ha cuadruplicado. Voy a sugerir que ésta recién descubierta popularidad – y la popularidad de lo que debería ser idea muerta hace mucho tiempo – es sólo un pequeño síntoma de lo que Michael Moore famosamente llamó los “fictitious times” que vivimos. Mientras escribo esto, un popular blog de conspiración acaba de publicar una serie de historias que detallan las “mentiras” que el establishment está utilizando para mantenernos abajo. Incluidos en la lista están las vacunas (malas), Pearl Harbor (trabajo interno), las estelas químicas (que en realidad son una cosa), y el hecho de que el agua tiene memoria (suprimido por la Gran Ciencia, por alguna razón). Me parece que estas ideas están ganando tracción, ya que, mientras que muchos están cada vez más dispuestos a cuestionar radicalmente todo, no ha habido una voluntad correspondiente a casar ese escepticismo con cualquier tipo de rigor intelectual. Es importante cuestionar la autoridad, pero el cuestionamiento no es suficiente. Uno también tiene que ser capaz de pensar.

Ya que las ideas de la tierra plana de Hopkins implican todos los tropos de la conspiración tradicionales (y ya que la teoría de la conspiración en sí tiene el antisemitismo en su ADN) tuve que preguntar: ¿Cree que el Holocausto ocurrió?

“No sé”, dice Hopkins. “Yo no estaba allí. Al igual, mucha gente dice, ‘¿Crees en el Holocausto?’ Yo no estaba allí, yo no lo sé. Todo lo que sé es que las personas que ganan las guerras escriben la historia”. Se niega a creer en algo simplemente porque se enseña en la escuela. “Supongo que tendría que ir a Alemania y hacer algún examen forense para demostrarlo”.

Esto no es ciencia, y eso no es escepticismo. Es estupidez. Si bien la idea loca de éste tipo probablemente no es demasiado terriblemente peligrosa, refleja un problema más grande de rechazar la comprensión científica, no una incapacidad para comprender la ciencia, sino la negativa de sus métodos y conclusiones. ¿Cómo vamos a tener esperanza de prosperar y sobrevivir, señor, si estamos perdiendo un tiempo y energía preciosos tratando de averiguar si la Tierra es redonda, si la luna es real, o si incluso pasó el Holocausto? Arriba de todo en el aire, flotando sobre una Tierra obviamente, demostrable, indiscutiblemente plana. ( http://marcianitosverdes.haaan.com/ )

26 ottobre 2015

What on flat Earth does the Bible say?

The Bible states many things that go against NASA, monkey man science and the world governments. Look into God’s Truth of the world you live in. If you take the bible literally then you are stuck with clear verses that teach the very opposite to the spinning ball flying through space that we have been taught.
Many verses in the Bible state that the earth is motionless and that everything including the sun revolve around us. Could it be true? God knows best and if you take the time to study “The Firmament” “Flat Earth” and Enclosed World” you will see that the proofs added up are too many to ignore! Praise God that we have been created special and we are not just an accident from a big bang.

26 ottobre 2015

Un buco pulsante al polo Nord sgomenta gli scienziati

Il polo Nord è una massa d’acqua marina perennemente gelata detta oceano Artico. In questo ottobre uno strano fenomeno sta succedendo. Un buco enorme si è aperto e si richiude come se pulsasse. Nessuno conosce da cosa possa essere provocato. E’ comparso alla fine di settembre e, dopo un periodo di restringimento, si sta nuovamente allargando. Può darsi si tratti di un vulcano sottomarino che riscalda le acque sovrastanti rompendo il pak. Oppure qualche altro fenomeno misterioso di origine incognita.

25 ottobre 2015

Archeo Misteri Magazine – ottobre 2015

In edicola il numero di Archeo Misteri Magazine di ottobre 2015. Buona lettura!Archeo Misteri Magazine - ottobre 2015

25 ottobre 2015

Il progetto massonico del superamento degli stati nazionali

“IUS SOLI” APPROVATO. IL 13 OTTOBRE SCORSO la CAMERA ha dato il primo via libera al DISEGNO DI LEGGE CHE PERMETTE AGLI STRANIERI DI OTTENERE LA CITTADINANZA anche se figli di genitori stranieri con permesso di soggiorno o se hanno concluso almeno un ciclo scolastico nel nostro Paese. ORA CI DOVRA’ ESSERE L’APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL SENATO. E’ quanto prevede quello che è stato chiamato “IUS SOLI TEMPERATO” perché non consente di diventare italiani solo per il semplice fatto di nascere sul territorio (come ad esempio negli Stati Uniti). I VOTI FAVOREVOLI SONO STATI 310, 66 i contrari, 83 gli astenuti. A votare insieme alla maggioranza sono stati i deputati di Sel, Area popolare e Ala. Contrari FdI, Lega e Forza Italia (tranne Renata Polverini). Il Movimento 5 stelle si è astenuto
“IUS SOLI” APPROVATO. IL 13 OTTOBRE SCORSO la CAMERA ha dato il primo via libera al DISEGNO DI LEGGE CHE PERMETTE AGLI STRANIERI DI OTTENERE LA CITTADINANZA anche se figli di genitori stranieri con permesso di soggiorno o se hanno concluso almeno un ciclo scolastico nel nostro Paese. ORA CI DOVRA’ ESSERE L’APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL SENATO. E’ quanto prevede quello che è stato chiamato “IUS SOLI TEMPERATO” perché non consente di diventare italiani solo per il semplice fatto di nascere sul territorio (come ad esempio negli Stati Uniti). I VOTI FAVOREVOLI SONO STATI 310, 66 i contrari, 83 gli astenuti. A votare insieme alla maggioranza sono stati i deputati di Sel, Area popolare e Ala. Contrari FdI, Lega e Forza Italia (tranne Renata Polverini). Il Movimento 5 stelle si è astenuto

   Lo IUS SOLI (diritto del suolo) è un’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza di un Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati nel territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Questo è il concetto generale, quel che si sapeva sullo ius soli.

   Con la nuova legge approvata dalla Camera il 13 ottobre scorso (ora deve essere approvata dal Senato) che lo introduce anche in Italia, oltre alla nascita nel territorio italico, c’è il requisito necessario per dare a un bambino, a un ragazzo, la cittadinanza, che si dimostri che almeno uno dei suoi genitori sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. E per essere in possesso di tale permesso di soggiorno esistono regole “non facili”: la persona, la famiglia, deve dimostrare di avere un reddito minimo non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale (circa mille euro al mese), la disponibilità di alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge, ed è anche necessario il superamento di un test di conoscenza della lingua italiana. Pertanto potrebbe accadere che UN BAMBINO NON AVRÀ LA CITTADINANZA PERCHÉ LA FAMIGLIA È POVERA. La nascita non è sufficiente, dunque, e lo ius soli non è automatico.

Consegna della cittadinanza civica a 800 bambini a Torino, nel 2013 (foto da "da l'Espresso) - “IUS SANGUINIS” E “IUS SOLI” - Esistono tradizionalmente due sistemi di trasmissione della cittadinanza alla nascita. Uno viene chiamato IUS SOLI, il diritto che si acquisisce per nascita su un territorio e indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori, secondo cui chi nasce in una nazione è cittadino di quella nazione. Il sistema storicamente è stato adottato soprattutto da quei paesi che sono stati interessati da una forte immigrazione e che possiedono un’ampia superficie territoriale (Canada, Stati Uniti, Brasile, Argentina). L’altro è lo IUS SANGUINIS, il diritto di sangue, secondo cui la cittadinanza si trasmette dai genitori ai figli, al di là del luogo in cui questi nascono. Il sistema si ritrova, a tutela dei discendenti, soprattutto in quegli stati che hanno una storia di emigrazione: tra questi, anche l’Italia. Attualmente, la maggior parte degli stati europei adotta lo ius sanguinis ma con norme meno rigide che in Italia
Consegna della cittadinanza civica a 800 bambini a Torino, nel 2013 (foto da “da l’Espresso”) – “IUS SANGUINIS” E “IUS SOLI” – Esistono tradizionalmente due sistemi di trasmissione della cittadinanza alla nascita. Uno viene chiamato IUS SOLI, il diritto che si acquisisce per nascita su un territorio e indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori, secondo cui chi nasce in una nazione è cittadino di quella nazione. Il sistema storicamente è stato adottato soprattutto da quei paesi che sono stati interessati da una forte immigrazione e che possiedono un’ampia superficie territoriale (Canada, Stati Uniti, Brasile, Argentina). L’altro è lo IUS SANGUINIS, il diritto di sangue, secondo cui la cittadinanza si trasmette dai genitori ai figli, al di là del luogo in cui questi nascono. Il sistema si ritrova, a tutela dei discendenti, soprattutto in quegli stati che hanno una storia di emigrazione: tra questi, anche l’Italia. Attualmente, la maggior parte degli stati europei adotta lo ius sanguinis ma con norme meno rigide che in Italia

   E’ stato previsto poi il caso che se un ragazzo, un giovane, non è nato in Italia ma la sua famiglia è entrata in Italia entro il compimento dei “suoi” 12 anni, potrà ottenere la cittadinanza se avrà frequentato in maniera regolare almeno 5 anni di scuola: si parla in questo caso di “IUS CULTURAE”, e questa è una virtuosa apertura a casi reali che vanno risolti (ma tutti i dettagli li trovate negli articoli che seguono).

   Ci sono dei limiti allora, allo ius soli italiano (di parla di un IUS SOLI TEMPERATO). MA VA BENE LO STESSO. Quel che interessa qui sottolineare è l’aspetto rilevante, storico, al passo coi tempi, che è accaduto nella legislazione che regola la cittadinanza: si è aperta finalmente una barriera rispetto al concetto nazionalistico, etnico, che vigeva finora; e ora il diritto di “essere italiano” è riconosciuto a chi vive e condivide i processi delle comunità italiche (tantissime, da nord a sud, da sud a nord), nella scuola, nel lavoro, nelle passioni sportive, nel linguaggio, nei riferimenti culturali quotidiani, nel benessere nazionale o nelle tragedie di ogni genere che anch’esse ci sono e vengono a connaturare la memoria e la coscienza di ciascuna persona nella comunità colpita. Nella gioia, nel dolore, in ogni tipo di quotidianità… Fine pertanto di una cittadinanza come unico diritto naturale per provenienza etnica.

LO IUS SOLI NEL MONDO: - in BLU Diritto di cittadinanza incondizionato per tutte le persone nate nel Paese; - in CELESTA Diritto di cittadinanza con alcune condizioni; - in CELESTE CHIARO Ius soli non in uso o non più in uso
LO IUS SOLI NEL MONDO: – in BLU Diritto di cittadinanza incondizionato per tutte le persone nate nel Paese; – in CELESTE Diritto di cittadinanza con alcune condizioni; – in CELESTE CHIARO Ius soli non in uso o non più in uso

   Incomprensibile era per i bambini il considerare che il compagno di banco non era “come loro”: la condivisione dei compiti per casa, delle interrogazione, dei bei o brutti voti, delle ore di vita assieme, dei giochi, come possono creare barriere tra “avente diritto” (di essere cittadino) o “straniero”?

   Sono quasi 800mila i potenziali beneficiari della nuova norma (secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa). E l’introduzione dello “ius soli” consentirà anche la naturalizzazione di oltre 50mila ragazzi migranti ogni anno. Secondo i dati Istat al primo gennaio 2015 i minori stranieri in Italia sono circa un milione, ovvero un quinto della popolazione immigrata complessiva. Si tratta in maggioranza di ragazzi nati in Italia, che frequentano le scuole del nostro Paese. Appunto, in base alle regole nuove, pur limitative come detto sopra (“temperate”), ottocentomila saranno riconosciuti nella cittadinanza.    La cosa interessante di questa legge a nostra avviso “rivoluzionaria” (che peraltro sta passando sottotono, incrociando le dita che il Senato la approvi…), è che dimostra che a volte situazioni soft, non eclatanti dal punto di vista mediatico (scontri in televisione sul diritto o meno alla cittadinanza, etc.) con il lavorìo di associazioni e persone assai attive e forse volutamente poco visibili, questo “lavoro sottotraccia”, serio, volontario, porta a rilevanti risultati di civiltà e modernizzazione di legislazioni oramai obsolete.

Alunni della scuola elementare di Bottego di Bologna in un'immagine diffusa dall'UNICEF nell'ambito della Campagna ''IO COME TU'' http://www.unicef.it/campagne/iocometu/
Alunni della scuola elementare di Bottego di Bologna in un’immagine diffusa dall’UNICEF nell’ambito della Campagna ”IO COME TU” http://www.unicef.it/campagne/iocometu/

   Ad esempio, su questo tema importante è stata la campagna avviata circa quattro anni fa dall’ANCI (l’associazione dei comuni), assieme a “Save the children” e a “Rete Generazione 2”, che avevano lanciato un’iniziativa informativa denominata “18 ANNI… IN COMUNE!” con lo scopo di informare i giovani extracomunitari che vivevano in Italia, che anche con la normativa di allora c’erano dei margini importanti per ottenere la cittadinanza italiana ai nati in Italia. Era una campagna, come descritto nel suo sottotitolo: “rivolta proprio ai minori nati in Italia da genitori stranieri… che possono diventare italiani se, oltre a essere stati registrati all’anagrafe, hanno risieduto legalmente in Italia fino alla maggiore età e senza interruzioni”. Ma per farlo occorreva presentare una richiesta al Comune di residenza entro il diciannovesimo anno di età, sennò si perdeva il diritto. Dal che la campagna di informazione.

   Quasi contemporaneamente nasceva la raccolta firme di varie associazioni sul riconoscimento dello ius soli, campagna questa denominata L’ITALIA SONO ANCH’IO) (per 18 ANNI…IN COMUNE e quest’ultima campagna, vedi il nostro post di allora:

https://geograficamente.wordpress.com/2011/11/02/l%e2%80%99italia-sono-anch%e2%80%99io-%e2%80%93-essere-nati-e-cresciuti-in-italia-parlare-pensare-vivere-come-gli-altri-coetanei-italiani-ma-non-poterlo-essere-italiani-%e2%80%93-la-raccolta-di-fi/

   Ebbene, iniziative civiche come queste, sono probabilmente state alla base (molto più dei pericolosi dibattiti televisivi) per creare condizioni a chi, politicamente, avrebbe trovato un terreno favorevole per portare in Parlamento (e far approvare) una battaglia di civiltà (pur magari dovendo accettare delle limitazioni alla proposta iniziale, all’origine più onnicomprensiva del principio della cittadinanza come solo ed esclusivo “diritto al suolo”, cioè dove si nasce era sufficiente per riconoscerne il diritto).

COME FUNZIONA IN ITALIA (FIN CHE IL SENATO NON APPROVERÀ LO IUS SOLI) La cittadinanza italiana è oggi (aspettando il voto del Senato…) basata sullo IUS SANGUINIS, il diritto di sangue, e non prevede lo ius soli, il diritto che si acquisisce per nascita sul suolo italiano indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. La condizione giuridica dei bambini figli di immigrati nati in Italia è quindi strettamente legata alla condizione dei genitori: SE I GENITORI OTTENGONO LA CITTADINANZA (DOPO DIECI ANNI DI RESIDENZA LEGALE) QUESTA SI TRASMETTE ANCHE AI FIGLI PER “DISCENDENZA”. Acquisisce la cittadinanza italiana anche chi è nato in Italia da genitori ignoti o apolidi, il figlio di ignoti trovato nel territorio italiano di cui non è possibile provare il possesso di altra cittadinanza, lo straniero residente da tre anni o nato in Italia con ascendenti diretti italiani, lo straniero maggiorenne adottato da italiani e residente da cinque anni in Italia (da http://www.ilpost.it/2015/09/29/nuova-legge-cittadinanza-ius-soli-ius-culturale/)
COME FUNZIONA IN ITALIA (FIN CHE IL SENATO NON APPROVERÀ LO IUS SOLI)
La cittadinanza italiana è oggi (aspettando il voto del Senato…) basata sullo IUS SANGUINIS, il diritto di sangue, e non prevede lo ius soli, il diritto che si acquisisce per nascita sul suolo italiano indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. La condizione giuridica dei bambini figli di immigrati nati in Italia è quindi strettamente legata alla condizione dei genitori: SE I GENITORI OTTENGONO LA CITTADINANZA (DOPO DIECI ANNI DI RESIDENZA LEGALE) QUESTA SI TRASMETTE ANCHE AI FIGLI PER “DISCENDENZA”. Acquisisce la cittadinanza italiana anche chi è nato in Italia da genitori ignoti o apolidi, il figlio di ignoti trovato nel territorio italiano di cui non è possibile provare il possesso di altra cittadinanza, lo straniero residente da tre anni o nato in Italia con ascendenti diretti italiani, lo straniero maggiorenne adottato da italiani e residente da cinque anni in Italia (da http://www.ilpost.it/2015/09/29/nuova-legge-cittadinanza-ius-soli-ius-culturale/)

   Decisioni pubbliche nascono spesso dalla società civile, da enti e associazioni esterni alla politica “diretta”, che si muovono nelle amministrazioni locali, dalle periferie verso il centro, che partono da forme leggere, da prassi che diventano circolari, direttive, e poi decreti fino a trasformarsi nella più solida forma di leggi (come anche affermato in un articolo in questo post da Giovanna Zincone su “la Stampa” del 18 ottobre scorso).

   Il percorso della cittadinanza messo ora in atto con il riconoscimento dello ius soli, è pure interessante perché SI PARTE DAI BAMBINI, da chi più che mai ha diritto a riconoscersi nei luoghi della sua vita naturale fin dalla nascita. Ad esempio, già nel 2012 un’indagine Demos dimostrò che, nel Nordest d’Italia, quasi il 70% considerava già allora “italiano” chi, figlio di immigrati, era nato qua, e circa il 58% riteneva tale anche chi, immigrato regolare, qui ci viveva. Per dire che trasformazioni virtuose delle comunità, dei territori e delle persone che ci vivono, a volte possono essere più facili di quel che si crede. (s.m.)

……………………..

IUS SOLI, COME FUNZIONA LA NUOVA LEGGE

CITTADINANZA ITALIANA AI FIGLI DI GENITORI “REGOLARI”: ARRIVA IL SÌ DELLA CAMERA. REQUISITI, TEMPISTICHE, NUMERI E CONFRONTO CON GLI ALTRI PAESI: IL TESTO AI RAGGI X.

di Luisiana Gaita, 13/10/2015, da LETTERA 43 (www.lettera43.it/)

   I bambini nati in Italia da genitori immigrati potranno avere la cittadinanza a prescindere da quella dei genitori, ma a determinate condizioni.

   L’Italia è pronta a introdurre lo ius soli in versione soft, ossia il diritto di cittadinanza sulla base del luogo di nascita e non sulla discendenza (ius sanguinis, nda) come avvenuto finora.

   Dopo l’approvazione alla Camera, il nuovo testo presentato dal Pd passa al Senato.

   Un testo modificato rispetto a quello approvato dalla Commissione Affari costituzionali della Camera da due emendamenti proposti da Nuovo Centrodestra e Scelta Civica. MA COSA CAMBIA QUESTA LEGGE RISPETTO AL PASSATO? Eccone le novità principali, anche rispetto a ciò che accade negli altri Paesi d’Europa e del mondo.

  1. I requisiti: non basta la residenza legale

Il primo testo approvato dalla Commissione Affari costituzionali della Camera riconosceva la cittadinanza a chi è nato in Italia da genitori stranieri in due casi: un genitore doveva essere residente legalmente in Italia da almeno cinque anni consecutivi oppure doveva esservi nato e qui resiedervi legalmente da almeno un anno prima della nascita del figlio. Nel nuovo testo, invece, per ottenere la cittadinanza non basta la “residenza legale”, ma è necessario che almeno uno dei genitori sia in possesso (o ne abbia già fatto richiesta prima della nascita del bambino) del «permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo», per quanto riguarda i figli degli extracomunitari.

IL TEST DI CONOSCENZA DELLA LINGUA. Riconoscimento che può essere richiesto solo da chi già possiede un permesso di soggiorno da almeno cinque anni. Inoltre la famiglia deve dimostrare di avere un reddito minimo non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, la disponibilità di alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge ed è anche necessario il superamento di un test di conoscenza della lingua italiana. Molto discussi i criteri che, secondo alcune associazioni, “selezionerebbero” i bambini in grado di ottenere la cittadinanza in base alla capacità economica delle loro famiglie. Ai figli dei cittadini comunitari nati in Italia, invece, ai quali non si faceva cenno nel testo approvato in Commissione, potrà essere riconosciuta la cittadinanza se la madre o il padre sono titolari del «diritto di soggiorno permanente». L’ALTRA CONDIZIONE per ottenere la cittadinanza è la DICHIARAZIONE DI VOLONTÀ DI UN GENITORE da presentare al Comune di residenza del minore, a margine dell’atto di nascita.

  1. I tempi: un anno per presentare la domanda

I figli di genitori stranieri che sono entrati in Italia ENTRO IL COMPIMENTO DEI 12 ANNI potranno ottenere la cittadinanza se avranno frequentato in maniera regolare «per almeno cinque anni gli istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale».

VIA LIBERA ENTRO SEI MESI. Gli emendamenti hanno introdotto anche una nuova condizione: che il ciclo delle scuole primarie sia superato con successo. Se un bambino viene bocciato alle elementari dovrà aspettare per chiedere la cittadinanza. I genitori avranno un anno di tempo dall’entrata in vigore della riforma per presentare la domanda ed entro sei mesi il ministero dell’Interno dovrà dare il via libera o bocciarla per motivi di sicurezza nazionale.

  1. I numeri: 127 mila stranieri in possesso dei nuovi requisiti

La riforma “salverà” anche i figli degli immigrati che hanno più di 20 anni al momento dell’approvazione della legge e che rischiavano di essere tagliati fuori. Devono aver frequentato la scuola italiana per almeno cinque anni e chiedere la cittadinanza entro un anno dall’entrata in vigore della nuova legge. Sono circa 127 mila gli stranieri in possesso dei nuovi requisiti.

LA POSSIBILITÀ DELLA NATURALIZZAZIONE. L’8 ottobre, poi, la Camera ha approvato una norma transitoria grazie a un emendamento presentato dalla maggioranza che introduce la possibilità della “naturalizzazione”. I ragazzi arrivati in Italia entro i 18 anni di età potranno diventare italiani dopo sei anni di residenza regolare e dopo aver frequentato e concluso un ciclo scolastico o un percorso di istruzione e formazione professionale. Il loro, però, non sarà un diritto acquisito, ma una “concessione”, soggetta a discrezionalità da parte dello Stato.

  1. Gli altri Paesi: dal doppio ius soli allo ius sanguinis

Quello del diritto di cittadinanza è da sempre un tema molto dibattuto. In Italia la questione fu sollevata due anni fa dall’ex ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, suscitando una valanga di polemiche ancora in corso da parte di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Fino a oggi, tra l’altro, l’Italia è stata uno dei Paesi con regole più severe, insieme alla Svizzera, dove la “naturalizzazione” è possibile solo dopo 12 anni di residenza. Solo in Francia vige un “doppio ius soli”: la cittadinanza viene facilmente riconosciuta agli stranieri nati nel Paese se anche i genitori vi sono nati (ius soli sancito per la prima volta nel 1515), oppure può essere acquisita solo dai 18 anni in poi se si hanno genitori stranieri che però risiedono in Francia da almeno cinque anni. In Germania la regola è lo “ius sanguinis” ma possono diventare cittadini tedeschi tutti i bambini nati da genitori extracomunitari, purché almeno uno dei due abbia un permesso di soggiorno permanente da tre anni e viva nel Paese da almeno otto.

USA, CANADA E BRASILE PIÙ SEVERI. Più morbida la Gran Bretagna: chi nasce su territorio britannico anche da un solo genitore in possesso della cittadinanza è automaticamente cittadino del Regno Unito. La cittadinanza si acquisisce anche dopo tre anni di matrimonio con un cittadino britannico. La tendenza europea è ben diversa da quella di altri Paesi, dove l’immigrazione è un fenomeno di portata molto superiore, come gli Stati Uniti, il Canada, ma anche il Brasile. Negli Stati Uniti, ad esempio, esiste lo “ius soli puro”: è cittadino americano chi nasce negli Usa (eccezione fatta per i figli di diplomatici stranieri) e anche chi non nasce in territorio nazionale, ma da genitori americani o di cui almeno uno è stato residente negli Stati Uniti. (Luisiana Gaita)

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CITTADINI SI NASCE O SI DIVENTA?

di Nadia Urbinati, da “la Repubblica” del 15/10/2015

   Cittadini si nasce o si diventa? Facile a dirsi, difficile a farsi. Non foss’altro perché, quando si tratta di decidere sull’appartenenza al corpo politico, sul potere di cittadinanza, verbi come “nascere” e “diventare” sono oggetto di interpretazioni discordanti e difficilmente riducibili a formule semplici.

   La legge appena approvata alla Camera sul riconoscimento di cittadinanza a residenti non italiani, importante sotto molti aspetti e benvenuta, ne è un esempio. Essa stabilisce che acquisisce la cittadinanza italiana chi è nato nel territorio della repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo.

   Perché chi è nato in Italia abbia diritto alla cittadinanza deve dimostrare che almeno un genitore sia nella norma. La nascita non è sufficiente, dunque, e LO IUS SOLI NON È AUTOMATICO. Il destino del bimbo o della bimba sta se così si può dire nella mani dei genitori (e dello Stato ospitante). Questa regola modera lo ius soli, il quale nella sua connotazione normativa dà priorità alla persona, ovvero ai nati e non a chi li ha messi al mondo.

   Gli STATI UNITI danno un’idea della radicalità di questo principio se interpretato come DIRITTO DEL SINGOLO. Nella patria dello ius soli meno annacquato o più genuino, è sufficiente per un bimbo essere nato dentro i confini della federazione per essere cittadino americano. E così può succedere, che genitori stranieri decidano di “regalare” al loro figlio la cittadinanza americana facendolo nascere sul suolo americano. Ciò è sufficiente a richiedere ed ottenere il passaporto, anche se i genitori non sono residenti e anche se sono “clandestini”. Neppure la FRANCIA, il paese europeo più aderente allo ius soli, è così inclusivo e – soprattutto – tanto rispettoso dei diritti della singola persona.

   L’interpretazione di “nascita” e “acquisizione” della cittadinanza è come si vede tutt’altro che semplice. E del resto, questa complessità interpretativa è testimoniata dall’esistenza in Italia di un altro regime di cittadinanza, quello detto dello IUS SANGUINIS: un regime che vale solo per gli italiani etnici, per cui nascere in Argentina o in Australia da genitori di genitori italiani (avere un bisnonno nato in Italia) dà diritto a richiedere il passaporto italiano dopo aver trascorso un breve periodo di residenza nel paese. Per ovvie ragioni, il contesto famigliare è in questo caso determinante.

   Ma perché dovrebbe esserlo anche per lo ius soli? Certo, considerato il fondamento nazionale della cittadinanza nei paesi europei, la legge appena approvata dalla Camera è un passo avanti importante e la reazione della Lega (che ha già annunciato un referendum abrogativo qualora il Senato non cambi il testo) lo dimostra. C’è però da augurarsi che il passo avanti compiuto si faccia più coraggioso, perché la cittadinanza a chi nasce in Italia e non è maggiorenne dipende ancora da una dichiarazione di volontà espressa da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale.

   Al di là della moderazione interpretativa del principio dello ius soli, questa nuova legge in discussione presenta inoltre un aspetto di discriminazione che sarebbe fortemente desiderabile correggere, perché stride non soltanto col proclamato principio dello ius soli, ma prima ancora con quello dell’eguale dignità delle persone. Come si è detto, la nascita sul suolo italiano non è sufficiente, se altre condizioni non sono presenti, due in particolare: LA FREQUENZA SCOLASTICA e LA CONDIZIONE ECONOMICA DELLA FAMIGLIA.

   Nel primo caso, il bambino nato o entrato nel paese prima della maggiore età deve dimostrare di aver frequentato almeno cinque anni di scuola pubblica. Per uno straniero la condizione di alfabetizzazione può aver senso anche perché è nel suo stesso interesse conoscere la lingua del paese. Tuttavia se si tratta di un bambino nato e socializzato in Italia, è davvero giustificabile attendere l’attestato della quinta elementare?

   La seconda condizione è grave in sé perché introduce un fattore di discriminazione. Torniamo al caso dei nati in Italia, per i quali è necessario che almeno un genitore sia in possesso di “permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo” per richiedere la cittadinanza. Ora, sappiamo che per avere questo permesso, il residente straniero deve dimostrare non solo di aver vissuto in Italia da almeno cinque anni, ma anche di avere un reddito superiore all’assegno sociale (circa mille euro al mese o poco più) e un “alloggio idoneo”.

   Come possono due bambini nati in Italia essere considerati diversi ai fini della cittadinanza per questioni economiche – di cui non sono tra l’altro responsabili? Come possono due bimbi giustificare a se stessi che solo chi dei due è meno povero merita di essere cittadino? Può essere la povertà una ragione di esclusione? È augurabile che il legislatore veda la contraddizione insita in questa norma rispetto al significato della cittadinanza moderna, per cui è proprio chi ha poco o nessun potere sociale ed economico ad avere più bisogno del potere politico. (Nadia Urbinati)

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I BAMBINI, CITTADINI DI DOMANI

di Giovanna Zincone, da “la Stampa” del 14/10/2015

   La notizia dell’approvazione della riforma della cittadinanza alla Camera è ottima. Nei contenuti si tratta di una legge equilibrata. Sarà più facile diventare cittadini per i bimbi nati in Italia e anche per chi ci è arrivato da piccolo o da adolescente, ma solo a condizione che ci siano chiari segnali di radicamento. Infatti, per averla da appena nati, occorre che il padre o la madre abbiano un diritto di soggiorno permanente se comunitari, o una carta di soggiorno di lungo residente, se extracomunitari.

   La carta si ottiene dopo almeno 5 anni di permesso regolare, quindi dopo un consistente periodo di occupazione e reddito stabili. Sia i bambini nati in Italia che non hanno un papà o una mamma a lungo residenti al momento della nascita, sia quelli che in Italia non sono nati ma ci sono arrivati prima dei 12 anni, possono diventare cittadini a patto che siano vissuti in Italia per almeno 5 anni e che abbiano studiato nelle nostre scuole. Devono aver compiuto almeno un ciclo di istruzione o un percorso di formazione professionale. Per chi arriva dopo i 12 anni, servono sempre studi o formazione, ma il soggiorno sale a 6 anni e soprattutto si tratta di una concessione più discrezionale.

   La nostra è una legge di stampo europeo, lo è anche rispetto all’istituto del cosiddetto «doppio ius soli», in base al quale è cittadino il figlio di uno straniero a sua volta nato nel territorio dello Stato. Tralascio altri particolari perché mi pare interessante ricostruire il percorso accidentato di questa riforma. Forse ci insegna qualcosa sui meccanismi con cui si prendono alcune decisioni pubbliche in Italia e su come questi meccanismi possono evolvere, cambiare.

   Di una riforma della cittadinanza rispetto agli immigrati si comincia a parlare già durante il dibattito parlamentare che porta alla votazione dell’ULTIMA IMPORTANTE LEGGE IN MATERIA, quella DEL 1992, che PREMIAVA soprattutto I DISCENDENTI DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO e penalizzava fortemente gli immigrati non comunitari.

   RISALE AL 1998 IL PRIMO IMPORTANTE TENTATIVO DI RIFORMA, quando Livia Turco, allora ministra degli Affari Sociali, promette che «II 1999 sarà l’anno dei nuovi cittadini». La sua riforma avrebbe stabilito per gli adulti non comunitari un ritorno ai 5 anni di residenza, previsti dalla legge del 1912, rispetto ai 10 della legge del 1992 e un trattamento dei minori abbastanza simile a quello della legge votata ieri alla Camera. Il suo progetto abortì prima di nascere.

   Seguirono varie proposte di legge che si arenarono sostanzialmente per tre motivi. Primo motivo, le priorità: per i governi in carica c’erano sempre altre più gravi questioni (per lo più economiche, ma non solo) da risolvere. Un secondo motivo si può far risalire all’atteggiamento di quella che definisco la «forte lobby dei deboli». E’ una lobby di matrice soprattutto cattolica che si occupa prioritariamente di chi sta peggio, quindi di regolarizzare gli irregolari, sia con misure ad hoc, sia attraverso flussi programmati che in teoria dovrebbero fare entrare nuovi immigrati, ma che in pratica servono soprattutto a sistemare chi è già qui.

   In quest’ottica, la cittadinanza è un obiettivo minore. Questa benevola strategia della lobby è rafforzata dalla pressione congiunta di imprenditori e famiglie, queste ultime interessate a regolarizzare colf e badanti. Perciò ha successo anche con i governi di centro-destra.

   Il terzo motivo è che la battaglia sulla cittadinanza viene utilizzata come bersaglio improprio della guerra tra chi è a favore e chi è contrario agli immigrati in generale, tra chi capisce che l’Italia è fatta di immigrati e chi comunque rifiuta gli stranieri come un corpo estraneo e su questo gioca le sue fortune elettorali. Ma anche i politici che accettano il nuovo volto dell’Italia possono avere paura che i propri elettori non capiscano la battaglia per la cittadinanza e tentennano o possono aver bisogno di alleanze opportunistiche con partiti xenofobi e adeguarsi.

   Perché allora questa riforma sta andando finalmente in porto? Di nuovo i motivi sono più di uno. Primo: un nuovo scenario degli attori in gioco. C’è sempre la nostra lobby di matrice cattolica, ma a mobilitarsi sono soprattutto gli amministratori locali, le stesse seconde generazioni, in particolare la Rete G 2. La campagna «18 anni… in comune», ad esempio, è opera anche loro. Mi riferisco all’iniziativa di avvisare i ragazzi prima che compiano i 18 anni del loro diritto (in base alla legge del 1992) di richiedere la cittadinanza italiana.

   Questa prassi introdotta da alcuni Comuni pionieri, è stata poi sponsorizzata dall’Anci. Nel successivo «Decreto del Fare» del 2013 si inserisce l’obbligo per gli ufficiali di stato civile dei Comuni di avvisare i ragazzi sul loro diritto e, in caso di mancato avviso, il termine per fare domanda viene prorogato. La legge votata ieri riprende questo obbligo. La stessa rende meno stringente il controllo della continuità degli anni di residenza previsti perché i ragazzi possano ottenere la cittadinanza.

   Anche questa misura viene da lontano: non solo era già inserita nel «Decreto del Fare», ma prima ancora c’erano state sentenze dei giudici in questa direzione e la circolare del 2007 del ministro Amato. Cosa ci insegna tutto questo? Che LE DECISIONI PUBBLICHE NASCONO SPESSO DALLA SOCIETÀ CIVILE E DALLA MAGISTRATURA, che si muovono DALLE AMMINISTRAZIONI LOCALI, DALLE PERIFERIE VERSO IL CENTRO, che partono da forme leggere, da prassi che diventano circolari, direttive, e poi decreti fino a trasformarsi nella più solida forma di leggi.

   Il percorso della cittadinanza ci dice anche che i protagonisti della formazione delle decisioni cambiano. Nel nostro caso sono diventati relativamente più laici e finalmente hanno contato i destinatari stessi: i giovani immigrati, i fratelli maggiori, si sono mobilitati. LA NUOVA LEGGE CE LA FARÀ PERCHÉ I SUOI PROMOTORI HANNO FOCALIZZATO STRATEGICAMENTE IL LORO OBIETTIVO SUI BAMBINI.

   Quindi questa ricostruzione ci suggerisce qualcosa di ancora più importante: i bambini possono muovere le corde della giustizia. Lo ha fatto il piccolo corpo di Aylan, lo fanno le dolorose immagini di profughi bambini. Perciò una tv ungherese ha vietato ai suoi operatori di inquadrarli. Perciò molti non vogliono vederli, sono gli stessi che vorrebbero negare la cittadinanza ai compagni di scuola e di giochi dei propri figli, dei propri nipoti. (Giovanna Zincone)

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LO “IUS SOLI” ARRICCHISCE IL PAESE

di Gianfranco Bettin, da “il Mattino di Padova” del 18/10/2015

   Ci saranno molte cose di cui vergognarsi, in futuro, ripensando a come l’Italia ha affrontato uno dei veri grandi temi di questo tempo, le migrazioni (sia quelle “economiche” sia quelle “umanitarie”: la distinzione è quasi sempre ipocrita).

   Tra le poche cose di cui non vergognarsi ci sarà di sicuro la nuova legge sulla cittadinanza, approvata qualche giorno fa dalla Camera e ora all’esame del Senato. Una legge che introducendo (per i nati in Italia da genitori stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo) lo “ius soli”, sia pure temperato, e lo “ius culturae” (per i nati all’estero e immigrati entro i 12 anni di età che hanno frequentato un ciclo scolastico italiano per almeno cinque anni) fa dell’Italia finalmente UN PAESE PIÙ APERTO E MODERNO.

   Un paese che dà speranza e diritti a chi vi nasce anche se ha origini diverse e a chi ha la voglia e il progetto, oltre che di rispettarne la Costituzione e le leggi, di abbracciarne la cultura, magari senza abbandonare la propria, in un fecondo sincretismo che da sempre è ciò che meglio arricchisce e unifica il mondo.

   Quasi niente qualifica il grado di civiltà di un paese come il modo in cui tratta, nei fatti e con le leggi, gli immigrati. «ERO STRANIERO E MI AVETE ACCOLTO» (Matteo, 25, 35) non si può dire sia stata l’idea guida della politica italiana da quando la questione dell’immigrazione si è posta in termini nuovi, rovesciando la prospettiva di un paese che per più di un secolo aveva visto i propri cittadini emigrare a milioni. La legislazione ha affrontato il problema con impaccio e diffidenza, senza lungimiranza.

   Le leggi che hanno disciplinato la questione (la Martelli n. 39/1990, la Turco-Napolitano n. 40/1998, poi T.U. con il d.l. 286/1998, e la Bossi-Fini n. 189/2002) sono dominate dalla preoccupazione, che nella Bossi-Fini raggiunge la paranoia, di invertire la ruota della storia invece che di guidarne la rotta. Illusioni, capaci solo di aggravare la situazione. La Bossi-Fini, soprattutto, è stata ed è una poderosa fabbrica di clandestinità, disordine e ingiustizia, avendo frapposto un’infinità di ostacoli all’ingresso regolare (e all’integrazione in generale).

   In questo quadro, la nuova legge sulla cittadinanza, pur non rispondente in tutto a quanto servirebbe per un vero salto di civiltà, che renderebbe la vita più sicura e agevole per tutti, italiani e stranieri, sarà un buon passo in avanti. Milioni di persone, soprattutto bambini e bambine, di giovani, potranno immaginare e confidare – e noi con loro – di vivere in un paese capace di arricchire la propria idea di cittadinanza e la propria stessa identità. In Veneto saranno quasi in centomila a giovarsene subito, e poi diventeranno più di diecimila ogni anno.

   Già nel 2012 un’indagine Demos dimostrò che, nel Nordest, quasi il 70% considerava già allora “italiano” chi, figlio di immigrati, era nato qua, e circa il 58% riteneva tale anche chi, immigrato regolare, qui ci viveva.

   Alcuni casi eclatanti, hanno sottolineato l’anacronismo e l’iniquità delle norme vigenti, come la vicenda di Mario Balotelli o quella di Yassine Rachik, nato in Marocco 22 anni fa ma da 11 in Italia, vincitore di 25 titoli nazionali nel fondo di atletica. Per farlo gareggiare in azzurro Rachik è stato infine considerato “italiano equiparato”. Può, cioè essere senz’altro “campione nazionale” ma non ancora “cittadino italiano”.

   Di casi simili, che restano quasi sempre ignoti e irrisolti, ce ne sono innumerevoli. Perciò la nuova legge, in realtà, arriva tardi anche rispetto alla coscienza di molti italiani tali per l’arcaico “ius sanguinis” e tardi rispetto ai requisiti minimi di un paese davvero civile e maturo. Meglio tardi che mai, comunque. (Gianfranco Bettin)

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LO STUDIO

ECCO I RAGAZZI DELLO IUS SOLI: “AVREMO 800MILA NUOVI ITALIANI”

di Vladimiro Polchi, da “la Repubblica” del 2/10/2015

   Najia frequenta il terzo anno di una scuola materna nelle periferia est della Capitale. È nata a Roma da genitori marocchini. Ha quattro anni e mezzo e tra pochi mesi potrebbe festeggiare il suo compleanno con un regalo davvero inaspettato: il passaporto tricolore. Ma tutto dipende dai parlamentari italiani, che in questi giorni si trovano tra le mani la riforma della cittadinanza.

   Come Najia, sono tanti i figli di immigrati pronti a stracciare il permesso di soggiorno. È la carica dei “nuovi italiani”: QUASI 800MILA POTENZIALI BENEFICIARI DELLE NUOVE NORME. Non solo. L’introduzione dello “ius soli soft” consentirà anche la NATURALIZZAZIONE DI OLTRE 50MILA RAGAZZI MIGRANTI OGNI ANNO.

   A tracciare i confini della riforma attualmente in discussione alla Camera sono i ricercatori della Fondazione Leone Moressa. Partiamo dai dati Istat: AL 1 GENNAIO 2015, I MINORI STRANIERI IN ITALIA SONO CIRCA UN MILIONE, ovvero un quinto della popolazione immigrata complessiva. Si tratta in maggioranza di ragazzi nati in Italia, che frequentano le scuole del nostro Paese.

   La riforma promette di rivoluzionare le loro vite. Due le strade per ottenere la nuova cittadinanza: nascere in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno residente da cinque anni e titolare di permesso Ue di lungo periodo, oppure per i nati all’estero frequentare un ciclo scolastico di almeno 5 anni. Chi potrà allora approfittarne?

   Il calcolo della Moressa è preciso: «Considerando che circa il 65% delle madri straniere risiede nel nostro Paese da più di cinque anni, si stima che i figli di genitori immigrati con questi requisiti siano 600.730». A loro vanno aggiunti «i 177.525 alunni nati all’estero che hanno già completato 5 anni di scuola in Italia». Non solo. Ci sono anche i beneficiari futuri dell’eventuale riforma: ogni anno potrebbero mettersi in tasca il passaporto tricolore 45-50mila bambini nati in Italia da genitori residenti da oltre 5 anni e 10-12mila ragazzini nati all’estero che abbiano concluso un ciclo scolastico quinquennale.

   Secondo i ricercatori della Moressa, insomma, «saranno poco meno di 800mila i potenziali beneficiari della riforma della cittadinanza. L’introduzione dello “ius soli soft” consentirà inoltre la naturalizzazione di oltre 50mila nuovi italiani ogni anno, sommando i figli di immigrati nati in Italia e i nati all’estero che completano un quinquennio di scuola. La riforma riconoscerà dunque la cittadinanza a quasi l’80 per cento dei minori stranieri residenti nel nostro paese».

   Non manca il risvolto negativo: i nuovi paletti, che nella riforma limitano uno “ius soli” puro, terranno fuori dalla porta oltre 200mila bambini stranieri che vivono stabilmente nel nostro Paese. Ma visto da dove partiamo, i ricercatori della Moressa promuovono le nuove norme: «Nel nostro Paese — si legge nello studio — non è prevista l’applicazione dello “ius soli”, ovvero l’acquisizione della cittadinanza al momento della nascita. I figli di immigrati sono considerati stranieri, anche se nati in Italia, fino al compimento del 18esimo anno di età. A quel punto, hanno un anno di tempo per presentare la richiesta, dimostrando di aver risieduto in Italia dalla nascita senza interruzioni. Francia, Germania e Gran Bretagna presentano uno “ius soli” quasi automatico. Oltre l’Italia, solo Austria e Danimarca non prevedono questo meccanismo».

   Infine non è da sottovalutare l’aspetto economico: la riforma conviene. «L’acquisizione della cittadinanza — scrivono i ricercatori della Moressa — costa attualmente in media 200 euro a persona. Ipotizzando che questa tassa rimanga tale anche per i beneficiari della nuova riforma, i quasi 800mila nuovi italiani porteranno alle casse dello Stato un tesoretto di 160 milioni di euro, a cui vanno aggiunti circa 10-12 milioni l’anno per i beneficiari futuri». (Vladimiro Polchi)

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IMMIGRATI, A SCUOLA SI DIVENTERÀ ITALIANI

di ANDREA GAVOSTO (Direttore della Fondazione Agnelli), da “la Stampa” del 15/10/2015

   La nuova legge sulla cittadinanza, appena licenziata dalla Camera e prossima a essere discussa al Senato, colma un ritardo ventennale nella nostra normativa, rendendo assai più agevole l’ottenimento della cittadinanza italiana per i figli dell’immigrazione.

   Si tratta di provvedimento di civiltà, da salutare con grande favore, per le ragioni ben spiegate da Giovanna Zincone su La Stampa di ieri. Il cuore del provvedimento è rappresentato dal RUOLO DELLA SCUOLA, a cui viene riconosciuto il compito fondamentale di formare i nuovi cittadini: per la prima volta nel nostro ordinamento, LA FREQUENZA SCOLASTICA DIVENTA UN CRITERIO PER OTTENERE LA CITTADINANZA.

   E quel che si chiama «IUS CULTURAE» o «IUS SCHOLAE», la cui applicazione era stata proposta dalla Fondazione Agnelli su questo giornale per la prima volta nel febbraio 2012: l’idea è che LA CONDIVISIONE DELLA CULTURA, DELLA LINGUA, DEI SAPERI RITENUTI ESSENZIALI – e non semplicemente lo scorrere del tempo di residenza – sia il fondamento per acquisire l’insieme dei diritti che uno Stato riconosce ai propri cittadini, e dei doveri che ne seguono.

   In attesa dell’approvazione definitiva della legge, possiamo cominciare a valutarne l’impatto numerico. Oggi, i minori stranieri in Italia sono 1.080.000, di cui un po’ meno di 800.000 frequentano le scuole di ogni ordine e grado.

   Il provvedimento della Camera prevede sostanzialmente tre diversi canali per diventare cittadini italiani. Il primo è di essere nati nel nostro paese e che almeno uno dei genitori disponga di un titolo di soggiorno di lunga durata (non quindi il semplice permesso di soggiorno rinnovabile). Tra gli stranieri residenti la quota in possesso di titoli di lungo periodo è del 60% circa: dei 750.000 minorenni stranieri nati in Italia, 450.000 potrebbero quindi diventare italiani molto presto. A regime, sulla base di questo criterio avremo ogni anno circa 45-50.000 nuovi italiani: in tutto e per tutto italiani, come sappiamo per averli visti crescere insieme ai nostri figli e nipoti.

   Fin qui, la frequenza scolastica non è decisiva. Invece, per i nati in Italia i cui genitori non abbiano un titolo di soggiorno permanente o per coloro che non sono nati qui ma sono arrivati prima dei 12 anni, la cittadinanza discende dalla frequenza di 5 anni di scuola (o di formazione professionale). Nel caso di frequenza alla scuola primaria, è necessaria anche la conclusione positiva, cioè la promozione alla prima media.

   Ogni anno circa 30.000 studenti, fra quelli che si trovano in questa condizione, completano il percorso elementare con successo. Magari qualcuno dovrà aspettare qualche tempo in più oltre gli 11 anni, se ci sono stati un ritardo nell’iscrizione o una bocciatura, entrambi fenomeni abbastanza frequenti per gli stranieri.

   In ogni caso, l’approdo alla cittadinanza avverrà ancora sui banchi di scuola e non più alla maggiore età. Infine, per chi è arrivato tra i 12 anni e i 18 anni, i requisiti per la cittadinanza sono due: 6 anni di residenza regolare e frequenza di un ciclo scolastico con il conseguimento del titolo conclusivo. In questo caso, i dati esatti sono difficili da reperire, ma sappiamo che si tratta di cifre dell’ordine di poche migliaia all’anno: infatti, uno su due fra i giovani stranieri che arrivano qui nell’adolescenza abbandona la scuola (ma non necessariamente la formazione professionale) prima del conseguimento del titolo.

   Da questi numeri si comprende che si tratta di UNA LEGGE CHE GUARDA SOPRATTUTTO AL FUTURO, pensata per i bambini stranieri nati nel nostro paese (ormai in netta maggioranza) oppure arrivati in tenera età. E che, giustamente, affida alla scuola, che è la base su cui il futuro si costruisce, la responsabilità di farne cittadini pienamente integrati. (Andrea Gavosto)

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COM’E’ IN EUROPA

da PANORAMA http://www.panorama.it/news/), 13/10/2015

   Si parla di “ius sanguinis” (diritto di cittadinanza per sangue) e di “ius soli” (diritto di cittadinanza in base al Paese di nascita). Un discorso ampio e molto delicato, affrontato con modalità diverse a seconda dei diversi Paesi del mondo che in Italia inizia a prendere forma con il via libera alla Camera dello “ius soli temperato”

– LEGGI ANCHE: Ius soli temperato, come funziona

   I Ventisette stati europei nel merito non hanno una legislazione univoca e applicano lo ius sanguinis e lo ius soli temperando un principio con l’altro. Ma tutti, anche quelli più flessibili in termini di conferimento della cittadinanza, non contemplano uno ius soli puro. Gli Stati Uniti sono l’unico Paese del mondo ad avere una legislazione in tal senso. Ma vediamo caso per caso come si comportano i governi europei.

GERMANIA. A Berlino lo ius soli è forte più che in altri Stati europei, ma è comunque temperato da paletti sostanzialmente rigidi. Il diritto di base che viene seguito per l’attribuzione della cittadinanza è quello di sangue, ma possono diventare cittadini tedeschi tutti quei bambini nati da genitori extracomunitari, purché almeno uno dei due genitori abbia in mano un permesso di soggiorno permanente da tre anni e viva in Germania da almeno otto anni.

GRAN BRETAGNA. A Londra sono più morbidi che non in Germania, ma non esiste uno ius soli puro. Il bambino che nasce su territorio britannico anche da un solo genitore già in possesso della cittadinanza britannica è automaticamente cittadino del Regno Unito. La cittadinanza si acquisisce anche in seguito a tre anni di matrimonio con un cittadino britannico

IRLANDA. A Dublino seguono la linea di Berlino. Vige lo ius sanguinis, ma se un bambino nasce da genitori di cui almeno uno risiede nel paese regolarmente, quindi con permesso di soggiorno, da tre anni prima della sua nascita, allora ottiene la cittadinanza irlandese dal suo primo vagito.

OLANDA. Nei Paesi Bassi lo ius soli è estremamente debole. La cittadinanza viene conferita solo dopo il compimento della maggiore età (18 anni) e se si è in possesso di un regolare permesso di soggiorno e si è vissuto nel Paese per cinque anni senza interruzioni. Sostanzialmente, i minori nati in Olanda da genitori stranieri devono aspettare di diventare maggiorenni e avere tutti i requisiti richiesti per ambire alla cittadinanza.

SPAGNA. Come nel caso dell’Italia e dell’Olanda, anche in Spagna vige un forte ius sanguinis, mentre lo ius soli è debole. Diventa cittadino spagnolo il bambino che ha almeno un genitore nato a sua volta in Spagna. La cittadinanza si può acquisire comunque dopo 10 anni di residenza nel Paese, con lavoro e permesso di soggiorno permanente, oppure in seguito a un matrimonio con un cittadino spagnolo, ma solo dopo un anno dalla data delle nozze.

FRANCIA. Parigi è atipica. Qui vige una sorta di doppio ius soli. Un bambino che nasca in Francia da genitori stranieri ma nati a loro volta in Francia può diventare cittadino molto facilmente. Altrimenti, la cittadinanza può essere acquisita solo dai 18 anni in poi se si hanno genitori stranieri che però risiedono nel Paese da almeno cinque anni. Infine, lo straniero che sposa un cittadino francese può richiedere la cittadinanza solo una volta compiuti i due anni di matrimonio.

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ALTRE PRECISAZIONI SULLA NORMATIVA

Addio quindi allo ius sanguinis, via libera allo ius soli temperato e allo ius culturae: sono queste le nuove fattispecie per l’acquisto della cittadinanza italiana da parte dei minori stranieri, introdotti dalla proposta di legge approvata oggi dalla Camera.

Ius soli temperato. Acquista la cittadinanza per nascita chi è nato nel territorio della repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Per ottenere la cittadinanza c’è bisogno di una dichiarazione di volontà espressa da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età. Se il genitore non ha reso tale dichiarazione, l’interessato può fare richiesta di acquisto della cittadinanza entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. Quanto allo ius soli previsto dalle norme attuali, relative allo straniero nato e residente in Italia legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza viene aumentato da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età.

Niente ius soli per i cittadini europei. La nuova fattispecie di acquisto della cittadinanza per nascita non sarà applicabile ai cittadini europei, in quanto possono essere titolari di permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo solo i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea.

Dubbi sul permesso di soggiorno Ue. Tale permesso è rilasciato allo straniero cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea in possesso da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità; reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; disponibilità di alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge; superamento di un test di conoscenza della lingua italiana. Non hanno diritto al permesso gli stranieri che: soggiornano per motivi di studio o formazione professionale; soggiornano a titolo di protezione temporanea o per motivi umanitari; hanno chiesto la protezione internazionale e sono in attesa di una decisione definitiva circa tale richiesta; sono titolari di un permesso di soggiorno di breve durata; godono di uno status giuridico particolare previsto dalle convenzioni internazionali sulle relazioni diplomatiche.

Ius culturae. Può ottenere la cittadinanza il minore straniero, che sia nato in Italia o sia entrato nel nostro Paese entro il compimento del dodicesimo anno di età, che abbia frequentato regolarmente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi il corso di istruzione primaria, è necessaria la conclusione positiva di tale corso. La richiesta va fatta dal genitore, cui è richiesta la residenza legale, oppure dall’interessato entro due anni dal raggiungimento della maggiore età.

Norma transitoria. Le nuove norme si applicheranno anche ai 127mila stranieri in possesso dei nuovi requisiti ma che abbiano superato, al momento di approvazione della legge, il limite di età dei 20 anni per farne richiesta. Il ministero dell’Interno avrà sei mesi di tempo per rilasciare il nulla osta.

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14 ottobre 2015, 14:00 da http://www.leggioggi.it/

IUS SOLI TEMPERATO: ECCO LE NUOVE REGOLE PER DIVENTARE CITTADINO ITALIANO

Approvato dalla Camera e in attesa dell’esame del Senato il testo che cambia la cittadinanza italiana

Ieri, la Camera ha approvato in prima lettura il testo che cambia le modalità per acquisire la cittadinanza italiana con 310 sì, 66 no e 83 astenuti, tra cui i deputati del Movimento cinque Stelle. Al ddl ora tocca passare al varo del Senato. In sintesi, in base al provvedimento, per la cittadinanza non basterà essere nati sul territorio italiano, ma potrà essere richiesta se è stato completato almeno un ciclo di istruzione nel nostro Paese oppure se almeno un genitore è in possesso del permesso di soggiorno.

E’ quanto stabilito del rinominato “ius soli temperato” in quanto non permette di diventare cittadini italiani ‘per nascita’, così come invece avviene, ad esempio, negli Stati Uniti dove se si nasce in territorio americano si è automaticamente cittadini americani.

Che cosa stabilisce lo “ius temperato”?

In base ad esso, saranno cittadini italiani per nascita i figli, nati nel territorio della Repubblica, di genitori stranieri solo se almeno uno di essi ha un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Nella prima versione, la cittadinanza veniva concessa a chi aveva almeno uno dei genitori con residenza legale senza interruzioni da almeno cinque anni prima della sua nascita.

Sarà poi necessaria la dichiarazione di volontà di un genitore, o di chi ne esercita la responsabilità, all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza del minore, entro il suo 18esimo anno. Qualora dovesse venire meno questa dichiarazione potrà essere il diretto interessato ad avanzarne richiesta, entro però il 20esimo anno.

Per gli stranieri nati e residenti in Italia senza interruzioni e legalmente, fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza si eleva a 2 anni dalla maggiore età. In base al provvedimento, considerando che il permesso di lungo periodo viene richiesto esclusivamente per gli Stati che non appartengono alla Ue, il principio dello “ius soli” non sarà applicato ai cittadini dei paesi europei.

Che cos’è invece lo “ius cultrurae”?

In base ad esso anche i minori stranieri nati in Italia, o immessi entro il 12esimo anno, che abbiano frequentato con regolarità per almeno cinque anni uno o più cicli presso istituti del sistema nazionale di istruzione, o percorsi di formazione professionale di durata triennale- quadriennale, hanno diritto ad ottenere la cittadinanza.

E’ compito del genitore, che deve a sua volta avere la residenza legale, o viceversa dello stesso interessato, fare richiesta della cittadinanza, entro due anni dalla maggiore età.

Prima, in base alla legge 91/92 era previsto il solo “ius sanguinis”, in base al quale la cittadinanza si trasmette dai genitori ai figli. Sulla questione sono intervenute, negli anni, numerose proposte di cambiamento che hanno ridimensionato, limitandole, le condizione per la cittadinanza.

Ora, in base alle nuove norme anche gli stranieri che possiedono i nuovi requisiti, anche se hanno superato il limite di età dei 20 anni, alla data dell’approvazione della legge, possono farne richiesta. ( https://geograficamente.wordpress.com/ )

Si compie il progetto massonico di “cittadinanza globale” in cui l’individuo conta solo come “lavoratore-consumatore” e ubbidiente pedina in un gioco di ruolo chiamato “Società” in cui alcuni sono insegnanti, altri poliziotti, altri ancora vigili del fuoco o macchinisti di treni.
In realtà, ragionando in senso diacronico, già gli stati nazionali stessi, 150 anni fa, furono costruiti unendo etnie molto differenti. È stato il caso di Iugoslavia e Cecoslovacchia che si sono sciolte prima dell’imposizione del NWO. In Italia, gli agenti dei poteri occulti stanno forzando i tempi (usando i bambini) in vista del salto al gradino superiore: la creazione del super-stato europeo di cui vi palo da anni.

25 ottobre 2015

The spacecraft cemetery

[Image: The International Space Station, speculatively militarized].

While emailing with a colleague yesterday, I realized that I had never really written about the so-called “spacecraft cemetery” of the South Pacific, a remote patch of ocean water used as a kind of burial plot for derelict satellites.
As RT.com explains, the “spacecraft cemetery” is “an area of the South Pacific, approximately 3,900 km from the capital of New Zealand, Wellington. It is used to deposit the remains of spacecraft that do not burn up on re-entry into the Earth’s atmosphere, such as the carcass of the Russian Mir space station and waste-filled cargo ships. The remote location was specially selected for the disposal of spacecraft because of its depth of four km and distance from shipping lanes.”

[Image: The South Pacific “spacecraft cemetery”; image remade based on Wikipedia].

This vast crash site for abandoned Space Age artifacts might, in fact, become the final resting place for nothing less than the International Space Station. According to a slightly over-heated Russian press statement in 2011, the ISS could be deliberately crashed into the ocean as early as 2020.
As a spokesperson for Roscosmos said at the time, “After it completes its existence, we will be forced to sink the [International Space Station]. It cannot be left in orbit; it’s too complex, too heavy an object, it can leave behind lots of rubbish.”
Disastrously underfunded and devoid of human inhabitants by that point, this Mary Celeste of the near-earth orbit would meet a weird and watery fate, falling into the sea perhaps to seed some future artificial reef in the middle of nowhere.

[Image: The International Space Station, courtesy NASA].

While the actual physical effects of this—assuming it even happens—would be little more than to create several miles of scattered metal and occasionally floating fragments of this once-spaceborne super-structure, the very idea that there is an international spacecraft cemetery in the middle of the South Pacific is incredible.
Of course, the reality of this is underwhelming—there is no well-preserved graveyard of physically intact Space Age objects out in the middle of the ocean—but the imaginative potential of a place like this is almost unbelievable, as if all these ruins from the sky might someday become a UNESCO World Heritage Site: an underwater museum of global space ruins perhaps even sign-posted like the Baltic shipwrecks we looked at the other week.
Wreck-diving the fallen airlocks of the International Space Station! A new Tintern Abbey of the sea as giant squid swim by in the distance and submarine lights flash eerily through clouds of silt.
Rather than visit Cape Canaveral or Baikonur, you could instead slip, Captain Nemo-like, through the tides and currents of the remote ocean, peering ahead through thick glass as fantastic megastructures—rockets and satellites, offworld bases and labs—loom amidst the rock arches and mudflats of the planet’s strangest museum, this benthic necropolis of dead spacecraft, haunted by silent and uncomprehending marine creatures in the darkness.

( http://bldgblog.blogspot.it/ )

Or maybe, is it the place where rockets are sent instead of going to space?

25 ottobre 2015

Teoría de la Tierra plana, ¿y si no fuera como nos lo contaron?

El amanecer terrestre e1353891791834 Teoría de la Tierra plana, ¿y si no fuera como nos lo contaron?El 24 de diciembre de 1968, la tripulación del Apolo 8 captó una de las fotografías mas famosas de la historia conocida como “The Earthrise, en español llamada el amanecer terrestre”, tomada por el astronauta William Anders. Supuestamente, esta fue la primera fotografía en color de la tierra desde el espacio y para muchos esta hermosa esfera azul es el lugar donde vivimos, pero no para todo el mundo. Hay muchas personas que afirman que las imágenes capturadas de la tierra desde el espacio son completamente falsas, ocultando la verdadera realidad, que la tierra es plana. La Tierra plana es considerada por muchos como una de las mayores conspiraciones de la historia de la humanidad orquestada por la NASA, otras agencias espaciales, gobiernos y científicos.
La teoría de la Tierra plana
Según los defensores de esta teoría, la Tierra es un disco con el Círculo Polar Ártico en el centro y con un muro de hielo de 150 metros alrededor del borde en la Antártida. El día y la noche terrestre en la Tierra plana se explica debido a que el sol y la luna son esferas que miden 51 kilómetros moviéndose en los círculos a 4.828 km por encima del plano de la Tierra. A medida de que el sol se mueve más lejos, se contrae hasta que ya no es capaz de ser visto. El mismo fenómeno ocurre con las estrellas para causar su movimiento, moviéndose en un plano de hasta 4.989 kilómetros. Igual que unos focos, estas esferas celestes iluminan las diferentes partes del planeta en un ciclo de 24 horas. En la Tierra plana también hay una invisible “anti luna” que oscurece la luna durante los eclipses lunares. Por otra parte, la gravedad en la Tierra plana es inexistente, ya que la forma del disco se colapsaría sobre sí mismo. El disco de la Tierra plana acelera hacia arriba a 9,8 metros por segundo al cuadrado, impulsados por una fuerza misteriosa llamada energía oscura.  
Teoria de la tierra plana e1353891440515 Teoría de la Tierra plana, ¿y si no fuera como nos lo contaron?
Sociedad de la Tierra plana
La Sociedad de la Tierra plana es una organización que defiende la teoría de la Tierra plana. Los orígenes de la teoría sobre la Tierra plana fue originario del inventor inglés Samuel Rowbotham (1816-1884). Se basó en su interpretación de ciertos pasajes bíblicos, Rowbotham publicó un folleto de 16 páginas, que tiempo después se amplió a un libro de 430 páginas llamado “La Tierra no es un globo”, donde expuso sus puntos de vista. Según el sistema de Rowbotham, que él llamó “Astronomía Zetetica” la tierra es un disco plano centrado en el Polo Norte y acotada por un muro de hielo. Rowbotham y sus seguidores se hicieron conocer públicamente debido a sus participaciones en debates públicos con los principales científicos de la época.
Después de la muerte de Rowbotham, sus seguidores crearon la Universal Zetetic Society, donde publicaron una revista titulada “Revisión de la Tierra no es un globo”, que se editó hasta principios del siglo XX. Después de la Primera Guerra Mundial, el movimiento experimentó un lento declive. En Estados Unidos, las ideas de Rowbotham fueron tomadas por la Iglesia Cristiana Católica Apostólica. Fundada por un curandero escocés llamado John Alexander Dowie en 1895, la iglesia estableció la comunidad teocrática de Zion, Illinois.
La conspiración de la Tierra plana
La conspiracion de la tierra plana e1353891999788 Teoría de la Tierra plana, ¿y si no fuera como nos lo contaron?Los seguidores de la Tierra plana afirman que las fotografías de la tierra esférica están manipuladas, los dispositivos GPS también son manipulados para que los pilotos de aviones piensen que están volando en línea recta alrededor de una esfera cuando en realidad están volando en círculos sobre un disco. Según sus defensores, hay muchos motivos para la ocultación por parte de los gobiernos de la “verdadera forma de la Tierra”, pero una de las favoritas es que organizaciones como la NASA roban miles de millones promoviendo la idea de que hay una Tierra redonda, y gastando dinero en “cohetes”, “científicos” e “investigación”, siendo demostrado solo por algunos testimonios de estas organizaciones. Realmente, la pregunta nos debemos hacer es, ¿hemos visto personalmente la vista de la Tierra desde el espacio, o simplemente nos fiamos de unas imágenes facilitadas por organizaciones y medios de comunicación?

( http://tierraplanismouruguayo.blogspot.it/ )

24 ottobre 2015

Urlo dei bambini: fermate le scie chimiche!

24 ottobre 2015

Il 24 ottobre 1946, il razzo V2, scatta la prima fotografia della terra, dallo spazio

V2 1946Immaginate Galileo che intuisce il vero movimento dei pianeti intorno al sole; immaginate gli antichi miti, che parlavano di una terra piatta, che ad un certo punto, semplicemente terminava; immaginate quanti uomini, nel corso della storia umana, hanno alzato gli occhi al cielo, sognando di poter essere lassù e togliersi lo sfizio di abbassare lo sguardo e riempirsi il cuore e la ragione, delle gigantesche forme azzurre e marroni del nostro pianeta. Tutti questi sogni, queste speranze, questi desideri, questi progetti e alcune domande, vengono esauditi il 24 ottobre del 1946, quando un razzo V2, lanciato da White Sands, raggiunge l’altezza di 65 miglia, oltre 100 chilometri e durante uno dei primi voli suborbitali della storia, scatta le prime immagini – rigorosamente in bianconero – della Terra. ( http://biella24.com/ )

A meno di 15 mesi dalla conclusione della seconda guerra mondiale, già gli USA avevano rimesso in pista oltreoceano la fabbrica di Peenemunde. La cricca di Wernher Von Braun, invece di finire dietro le sbarre a Norimberga, fu accolta negli Stati Uniti a braccia aperte.
Le primissime fotografie dall’alta atmosfera mostrano un orizzonte piatto. Il nostro cervello è stato indottrinato a vedere una curvatura. Ma, se appoggiate un righello sul monitor, constaterete che l’orizzonte è assolutamente piatto. Non è affascinante?

24 ottobre 2015

Dopo il terremoto in Emilia pozze d’acqua bollente

L’episodio è collegabile alla doppia scossa di martedì 20 ottobre? Il proprietario aveva fatto la segnalazione alcuni giorni fa Intervento dei vigili. È arrivata a 43 gradi e ieri erano attesi alcuni geologi
MEDOLLA. Le terre calde di Camurana avevano puntualmente annunciato il terremoto. Come era già accaduto nel 2012, infatti, nei giorni scorsi si è registrato un surriscaldamento in tutti i pozzi “sensibili” del territorio, con temperature attorno ai 50 gradi. Quattro anni fa il fenomeno si era registrato anche in altri Comuni, come a ridosso del Panaro a Camposanto, dove le segnalazioni dei residenti erano state prese con scherno dalle istituzioni, salvo poi accorrere, all’indomani del sisma, tra tanto interesse scientifico e curiosità.

( http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2015/10/21/news/scosse-di-terremoto-in-un-pozzo-di-medolla-da-giorni-l-acqua-era-quasi-bollente-1.12304817 )

24 ottobre 2015

Scimmiette ammaestrate in TV

Di questi due patetici personaggi ho parlato anche nel mio ultimo libro LA LUNA DI CARTA.
Jamie Hyneman e Adam Savage, conduttori di Mythbusters, un programma televisivo americano, non sano da anni più a cosa aggrapparsi per difendere l’indifendibile. Dimostrare che l’uomo è stato sulla Luna è come dimostrare che il sole non esiste.

22 ottobre 2015

Canone Rai 2016 in bolletta: chi deve pagare, esenzione e sanzioni

CRG6sZ9UkAI44QqIl titolare di prima casa deve pagare il canone RAI 2016 in bolletta elettrica solo se ha nella propria abitazione anche uno solo dei seguenti dispositivi elettronici:

– televisore;

– apparecchio radio;

– ricevitore TV digitale terrestre.

Nel caso il titolare di prima casa abbia anche altre abitazioni deve pagare solo ed esclusivamente un canone RAI.
L’esenzione al pagamento del canone è valida solo per per chi abita una casa senza televisori, radio e ricevitori della TV digitale terrestre. ( http://crisi-finanziaria.myblog.it/ )

Bill Kaysing approverebbe questa norma. Lui, fin dagli ani ’60, si era sbarazzato di radio e TV. Se ciò scritto corrisponde al vero, va bene anche a me. Vedete che nell’ambito del progetto di super-stato europeo cercano di amalgamare gli stati nazionali. In Italia l’evasione del canone RAI era quasi interamente dovuta ai meridionali anche residenti al Settentrione. Per la verità, in anni recenti, molta gente pure al Nord ha preso coscienza di cosa sia la TV di stato smettendo di pagare.
Naturalmente è tutto rabberciato. Come risolvere il problema degli Smartphone o di chi, quali il sottoscritto, impiega un televisore, mai collegato ad un’antenna, come monitor del PC via HDMI? (Una Tv in offerta costava di meno di un monitor)
Vediamo come va a finire poiché, stiamo tranquilli, che non finisce mica qui.
ADDENDUM Con tutta la gente che fa fatica a pagare le bollette, figuriamoci se ci includono il canone TV. Voglio vedere con quale coraggio toglieranno la corrente a raffica.

21 ottobre 2015

UFO International Magazine – ottobre 2015

In edicola il numero di ottobre 2015 della rivista UFO International Magazine.

UFO International Magazine - ottobre 2015