Space Shuttle: l’aliante impossibile

Ci hanno sempre spiegato che lo Space Shuttle (Traghetto Spaziale) della NASA costituiva un sistema innovativo di trasporto verso lo spazio. Operativo per oltre 30 anni e 135 missioni, decollava come un razzo e ritornava sulla Terra, a missione conclusa, atterrando come un aliante, cioè come un aeroplano senza propulsione attiva.
Ma ce l’hanno raccontata giusta?
Vi sono almeno due motivi che inducono a ritenere che lo Shuttle non fosse un aliante:

  1. Un velivolo pesante oltre 70 tonnellate dalle ali così poco estese non può sostenersi come un aliante.
  2. Lo Shuttle atterra a muso in su come un aeroplano di grandi dimensioni e peso, quale è, una configurazione molto diversa da un velivolo senza motore.

Ma allora, dovrebbe avere dei motori a reazione per la mobilità in atmosfera.
Può suonare bizzarro ma i motori a reazione si sentono durante gli atterraggi del velivolo. In taluni casi, il sibilo dei jet, presumibilmente due, si ode distintamente. In altri frangenti, il rumore è fosco e soffocato. Evidentemente sottoposti a poderosa insonorizzazione. Ascoltate voi stessi dai filmati della NASA.
Ricordo che, in tutti i rientri dallo spazio, la navetta spaziale era accompagnata da due jet militari che la affiancavano. Era per scattare fotografie o per coprire il rumore dei motori a reazione di cui doveva essere priva?

Nel caso che l’intero programma Shtuttle sia stato una beffa, l’atterraggio veniva simulato portando in alta quota il velivolo in groppa all’aereo-madre, un Boeing 747 modificato, e poi rilasciato.

Atterraggio dello Space Shuttle