Luca Parmitano e l’acqua nel casco: ecco cosa accadde durante la passeggiata spaziale

Luca Parmitano acqua nel casco

La Nasa ha rivelato che la pericolosa perdita d’acqua che, come tutti ricordiamo, interruppe la seconda passeggiata spaziale dell’astronauta italiano Luca Parmitano il 16 luglio 2013, fu la conseguenza di una diagnosi errata relativa ad una perdita simile. Questa fu rilevata già alla prima passeggiata spaziale, appena una settimana prima.
L’astronauta americano Chris Cassidy era con Parmitano durante la seconda EVA (l’attività extra-veicolare) per preparare la Stazione Spaziale Internazionale all’aggiunta di un nuovo modulo. Tuttavia, ricordiamo, dopo appena 90 minuti di lavori, l’astronauta italiano fu costretto a tornare nella camera di compensazione quando alcune perdite di acqua si erano insinuate nel suo casco. Sebbene la quantità di acqua (circa un litro e mezzo) non era sufficiente a riempirlo, questa aveva iniziato ad aderire al volto di Parmitano poiché in ambiente di microgravità. E se non avesse agito in fretta nel tornare alla stazione, l’astronauta avrebbe potuto annegare a causa di un solo sottile strato d’acqua intorno alla sua testa.
In una relazione presentata nel corso di una conferenza stampa mercoledì scorso, dunque, è stato confermato il fatto che lo stesso problema era stato diagnosticato prima dell’EVA 22 e “questo evento non è stato adeguatamente indagato al fine di impedire l’esposizione di un membro dell’equipaggio al rischio durante EVA 23″.
Secondo l’indagine effettuata e come spiega lo stesso astronauta nel video che segue, la perdita si sarebbe verificata a causa di un materiale inorganico che avrebbe bloccato diversi piccoli fori in una parte del casco chiamato Fan Pump. Questo blocco ha determinato la fuoriuscita di acqua dal sistema di raffreddamento della tuta nel sistema dell’aria, fino a provocare la perdita nel casco di Parmitano. La causa esatta del blocco, però, è ancora sotto inchiesta a causa della complessità del sistema. Ma il rapporto rileva che la mancanza da parte del team Nasa dell’adeguata consapevolezza di questo tipo di guasto e di una successiva diagnosi errata del problema quando già si era verificata la prima volta. ( http://www.nextme.it/ )

Molto interessante la spiegazione, ma è credibile? E’ credibile che del liquido sia potuto penetrare nel casco di un astronauta?
Forse sì o forse l’acqua penetrata nel casco di Parmitano proveniva dalla piscina dove stavano simulando la EVA (Attività Extra-veicolare).
Questa seconda ipotesi non sarebbe completamente da scartare considerando le sormontanti evidenze che la Stazione Spaziale internazionale sarebbe integralmente simulata all’interno di una grande piscina. Sufficiente impiagare lenti con lo stesso indice di rifrazione dell’acqua che questa scompare. Il fenomeno delle “bolle d’aria nello spazio” si è visto anche nelle passeggiate spaziali cinesi, perfino meno credibili di quelle americane.
Il video sotto è impressionante, si sente perfino il rumore dell’acqua sotto la superficie. nonostante l’aggiunta di un rumore di fondo.