Addio monti sorgenti dall’acque. Montagne delle Marche dalla Croazia

Dalle mie parti ci si chiede se è vero che dal Monte Conero (dalla Rocca di Offagna o dal Duomo di Ancona), in condizioni di strepitosa visibilità, si possano scorgere le terre al di là dell’Adriatico. La mia granitica certezza che fossero tutte balle da pescatori è vacillata lo scorso anno durante una conversazione con il prof. Antonio Brusa, uno dei più famosi storici italiani. Il quale, essendo spesso cliente dell’Hotel Monte Conero, affermava, con totale tranquillità che, da quota 476, le montagne croate erano chiaramente visibili. Soprattutto all’alba.
Eppure, l’orizzonte, da quella quota, dovrebbe essere solo a 70km, cioè, più o meno, a metà strada; 85km se si calcola anche la rifrazione della luce nell’atmosfera. Le cose sono tre:

1) o la fisica non è più una scienza,
2) o uno scienziato come Brusa, la mattina presto, è un po’ suggestionabile,
3) o io non consideravo qualcosa.

Non consideravo, e lo sapevo, l’altezza dei monti croati, ma lo ritenevo un dato trascurabile. Facevo male. Un uomo a livello del mare, per la curvatura della terra, ha l’orizzonte ad appena 4 km, tuttavia riesce a vedere la cima un monte alto 1000m lontana fino a 117 km. Non avendo gli strumenti per calcolare, ho pensato ad altro, finché non mi sono imbattuto in queste foto scattate dalla Croazia che ritrarrebbero la catena appenninica oltre il Mare Adriatico:
Nel forum di fotografia da cui ho tratto queste immagini, inizialmente, qualcuno dubitava si trattasse del nostro appennino. ma su questo non ci sono dubbi: “addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari”. La mia prima impressione è stata, invece, che si trattasse si un fake, dell’unione di due foto, un scattata in Croazia, l’altra scattata in acque internazionali. però ho iniziato ad approfondire. Intanto  ho reperito questo programma per il calcolo della rifrazione e della distanza ottica massima tra due punti: “avviene perché i raggi luminosi, attraversando strati di atmosfera con diverse densità (dovuta, ad esempio, alla diversa quota), subiscono effetti rifrattivi che ne modificano la traiettoria rettilinea, dando l’impressione che un oggetto sia dove in realtà non è. Si tenga presente infatti che noi vediamo un oggetto non dove esso è in realtà, ma sul prolungamento rettilineo del raggio che ha raggiunto il nostro occhio. Così accade, ad esempio, che una montagna possa risultare più alta della realtà e quindi essere visibile anche se si trova in realtà al di sotto della linea dell’orizzonte”. Se l’algoritmo è corretto, dal Conero (476m) si potrebbero scorgere colline alte 200m lontane fino a 130 km.
Quindi gli Appennini, che distano ca. 180 km dalla costa croata, guardati da una collina alta 300m, spunterebbero dall’orizzonte già da quota 1000m. Naturalmente, per riconoscerli serve un bello zoom.
Udeuschle.de è un sito che, sulla base delle mappe di Google calcola e ricostruisce orizzonti virtuali da qualunque luogo posto sulla Terra. Anche questo sito lo conferma: quello nella figura a lato è il poco di Croazia che si può vedere dal Conero.

Un’altra anomalia nella curvatura terrestre. Il mare Adriatico è in media largo 150 km salvo che nello stretto di Otranto. I monti si trovano ben all’interno. Il monte San Vicino (1480 m.) si trova a 50 km dall’Adriatico. Come si riescono a vedere i rilievi montuosi al di la del mare? Pensate, non sono riuscito a trovare ancora l’equazione semplificata per la curvatura terrestre ma dovrebbe essere: circa 8 cm per km di distanza al quadrato. Esempio, un oggetto distante 150 km, a livello del mare, dovrebbe stare 1800 metri sotto la linea dell’orizzonte. (0,08 x 1502 = 1800)