Archive for ottobre, 2015

20 ottobre 2015

Canone Rai: si ipotizzano 6 rate e il pagamento per gli abbonati a internet

La riforma del canone Rai procede: come molti lettori sapranno, il Governo ha scelto di inserire il provvedimento all’interno della Legge di Stabilità. Molti “dettagli” (il virgolettato è d’obbligo, dato che si tratta di aspetti che definiscono punti molto importanti) sono rimasti per ora indefiniti, poiché la normativa è affidata ad un decreto ministeriale attualmente in fase di stesura. Sottolineano, dunque, che si tratta di norme non ancora definitive e suscettibili di modifiche (anche sostanziali).
Vediamo quali sono le novità che potrebbero venire confermate nella versione definitiva. Il canone Rai scenderà da 113,50 a 100 Euro, con un pagamento che dovrebbe essere suddiviso in sei rate, ciascuna da 16,66 Euro, tutte inserite nella bolletta della luce. A dispetto delle smentite riportate negli ultimi giorni, nel testo sarebbe ancora presente la multa per chi non pagherà il canone. A far discutere è la somma: se non interverranno modifiche, la sanzione sarà fissata a 500 Euro.
Un altro punto molto importante riguarda i dispositivi sottoposti al pagamento del canone: il testo estende l’obbligo non solo ai possessori di TV, ma anche a tutti coloro che hanno sottoscritto un abbonamento ad internet. E’ comunque possibile evitare il pagamento tramite un’autocertificazione, dichiarando di non possedere una TV o un abbonamento ad internet. ( http://www.pirategeek.it/ )

Situazione pre-agonica. Cosa significa “abbonamento ad internet”? Chi accede a scrocco alla rete attraverso un wi-fi libero non è abbonato, quindi non deve pagare?
Qualora uno navigasse con la “chiavetta USB” dovrebbe pagare più di canone RAI che per l’accesso alla rete?
Un mio amico, anni fa, navigava gratis avendo sistemato sul comodino della stanza da letto dei genitori un’antenna wi-fi. Da quella posizione, accedeva a una rete di un negozio della via di fronte che era senza password. Se ne accorsero dopo diversi mesi e fu costretto a richiedere l’ADSL col doppino. Fra l’altro, l’ammontare di 100 euro annui, simile al canone in vigore, sta a significare che hanno intenzione di farlo pagare a una platea ristretta di soliti noti.
Questi della casta ladrona, stanno cercando di fare i furbi sulla pelle dei cittadini al riparo della UE e contando sul “partito della nazione” e amenità del genere.

20 ottobre 2015

Giulietto Chiesa: “L’Antico Regime”

Che aggiungere? Renzi (e Grillo) sono inamovibili poichè garantiscono l’euro di Draghi, unità europea (e l’unità d’Italia). Il partito della nazione viene dopo l’azione sinergica del governo Renzillo. Lo psicobuffone ha eliminato le elezioni provinciali e i piccoli comuni. L’Obama bianco fiorentino ha abolito il senato e, con la complicità del ex Cav, prodotto l’italy-cum, un sistema elettorale che non consente scelta alcuna.
Grillo e Renzi devono garantire introiti a McDonalds, Uber e Google. Garantire la “cittadinanza digitale” ai clandestini che a nostre spese andiamo a prendere sulle spiagge africane. In Afghanistan, reggiamo il moccolo agli USA nel loro piano per accerchiare la Russia. Sanamente queste cose il signor Chiesa finge di non conoscerle.
Il canone RAI in bolletta è il sistema con cui i poteri forti intendono fregare i poveracci, come in Grecia. Esprimo i miei dubbi che ci riescano in Italia causa la selva di contatori Enel domestiche, aziendali, seconde case, negozi, magazzini eccetera. Certo però, tranquilli che i migranti “morituri” ma vogliosi di venire in Europa per guardare a Youporn, il canone Tv, continueranno a non versarlo.
D’altronde, in Italia, come detto comanda la gente che non lavora, che il canone mai lo ha pagato. Siete talmente sciocchi da credere inizieranno a farlo oggi?

20 ottobre 2015

Sisma nel modenese, nessuna segnalazione di danni

Sisma nel modenese, nessuna segnalazione di danni

Due scosse di magnitudo 2.3 e 3.5 si sono verificate nella tarda mattinata di oggi nella bassa modenese. Al momento non sono pervenute al Centro Operativo regionale della Protezione civile segnalazioni di danni a persone e cose.
In base ai dati forniti dall’Invg la scossa più forte di magnitudo 3.5 di profondità 4 km è stata registrata alle ore 12.35 tra i comuni di Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro. La scossa è stata preceduta da un’altra di magnitudo 2.3 profondità 5 km con epicentro negli stessi comuni. La Protezione Civile regionale ha attivato subito contatti con Vigili del Fuoco, Comuni dell’area interessata, Sanità 118 ed altre strutture per una rapida ricognizione della situazione.
( http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto/notizie/attualita/sisma-nel-modenese-nessuna-segnalazione-di-danni )

Tremori poco profondi, probabilmente collegati col fracking e l’estrazione di idrocarburi. Bisognerebbe indagare ma in Italia non si può. Ho già citato il caso del consigliere regionale emiliano Favia che, ingenuamente, aveva osato portare in aula consigliare la possibile connessione sismi-fracking. Fu buttato fuori dal M5S nel giro di ore, quasi. Figuriamoci i politici di professione. Ciò vi da l’idea in razza di condizione infelice viviamo. Succube di tutti i potentati economici transnazionali al pari della più classica repubblica delle banane.

19 ottobre 2015

Giornalista britannica muore a Istanbul in circostanze misteriose

Un altro caso di donna reporter trovata morta in Turchia, all’aeroporto Ataturk di Istanbul. Jaqueline “Jacky” Sutton si sarebbe tolta la vita, secondo la stampa locale nella giornata di ieri. Si stava per recare a Ibril in Irak. Non sono chiare le circostanze della morte. Amici e conoscenti dubitano della versione fornita dai media turchi secondo i quali la cinquantenne giornalista si sarebbe suicidata avendo perso il volo per l’Iraq non avendo i soldi per acquistare un altro biglietto aereo.
Non può che tornare in mente il caso di Serena Shim, la giovane giornalista libanese-americana deceduta in un indicente stradale più che sospetto. Shim aveva scoperto che autocarri di ONG venivano impiegati per trasportare guerriglieri ribelli (Isis?) forse dimostrando che tutta la storia del “terrorismo islamico” andrebbe riscritta. Tenderei a non escludere che questa altra giornalista “suicidata” seguisse le piste della precedente, forse investigando sulla morte della stessa Shim.

Jaqueline Sutton

18 ottobre 2015

I “diavoli di polvere” dimorano su Marte

Mulinelli di polvere marziani

Nella immagine GIF animata si vedono i cosiddetti “diavoli di polvere” che sarebbero mulinelli di vento che si formano di frequente su Marte. Sarebbero costituiti da vortici di “aria calda” (?), cinquanta volte più larghi e dieci volte più alti di quelli rinvenibili sulla Terra. Secondo la NASA, potrebbero costituire una seria minaccia per le delicate attrezzature e strumentazioni scientifiche inviate di recente ed in futuro sul pianeta rosso.
Ma voi ci credete? L’immagine sopra è verosimile per voi?
I pannellini solari, che alimentano le sonde finora inviate, di tanto intanto, appaiono sporchi di polvere e detriti. D’incanto, dopo qualche tempo, tornano immacolati perfettamente lindi e funzionanti. Cosa li ripulisce in una pressione atmosferica quasi inesistente al suolo?

https://i0.wp.com/i.ytimg.com/vi/YQtRtkyxepQ/0.jpg

18 ottobre 2015

Da rivedere le datazioni dei cataclismi nella storia della Terra e della Luna

Zircone lunare

Programmare complicate missioni con o senza equipaggio per riportare a Terra campioni di roccia da analizzare potrebbe non essere una buona idea. Aaron Cavosie, professore di geoscienze e membro del Astrobiology Institute della NASA all’University of Wisconsin-Madison, ha dimostrato che gli zirconi, cristalli noti per la loro longevità, utilizzati per datare i primi cataclismi del Sistema Solare, perdono alcune importati informazioni una volta che vengono separati dalla roccia ospitante.
Lo studio, che si basa sui minerali ritrovati nei pressi del più grande cratere meteorico noto della Terra, Vredefort Dome (*), situato a sudovest di Johannesburg in Sudafrica, è stato pubblicato sulla rivista Geology.

https://i0.wp.com/aliveuniverse.today/images/articoli/2015/104251271-8a521c52-51f6-43cc-8443-73f7238cbd8f.jpg

Finora gli zirconi sono stati utilizzati per fornire una datazione a due grandi eventi storici ampiamente accettati ma non dimostrati: la nascita della Luna, con il materiale della Terra espulso a seguito di una gigantesca collisione tra un corpo delle dimensioni di Marte e il nostro pianeta e, l’Intenso Bombardamento Tardivo (Late Heavy Bombardment), ossia l’ondata di impatti che potrebbe aver creato le condizioni per la vita sulla Terra.
Finora, le migliori analisi sono arrivate dai campioni lunari recuperati durante le missioni Apollo della NASA negli anni ’70.
“Mentre lo zircone è uno dei migliori orologi isotopici per la datazione di molti processi geologici, i nostri esperimenti dimostrano che è molto difficile usare uno zircone ex situ per datare un grande impatto di età conosciuta”, ha spiegato Cavosie.
“Anche se molti zirconi mostrano prove di shock, una volta separati dalle rocce ospitanti, gli zirconi ex situ perdono informazioni contestuali critiche”, ha aggiunto.

Zircone di Vredefort Dome (Sudafrica)

Le righe rosse sono il segno lasciato dall’impatto ma il rapporto uranio-piombo in questo minerale è rappresentativo dell’età delle rocce esposte a Vredefort e non dell’epoca dell’impatto (2 miliardi di anni).
La datazione radiometrica tramite lo zircone si basa sul rapporto uranio-piombo, cioè dipende da come gli isotopi del piombo si accumulano durante il decadimento radioattivo dell’uranio. Gli isotopi che si creano da questo processo sono chimicamente inerti ed estremamente resistenti nel tempo e possono essere utilizzati dagli scienziati per calcolare, sulla base della vita media dell’uranio, da quando il piombo è stato accumulato.
Tale tecnica eseguita sui campioni lunari aveva stabilito che l’Intenso Bombardamento Tardivo si sarebbe verificato tra i 4,3 miliardi ed i 3,9 miliardi di anni fa.
Per valutare questi risultati, Cavosie e colleghi hanno lavorato sugli zirconi nei pressi del più grande luogo di impatto sulla Terra, noto per essersi verificato 2 miliardi di anni fa. Il cratere, oggi profondamente eroso, ha un diametro di circa 300 chilometri ma alcuni modelli ipotizzano che in origine doveva estendersi per ben 14 chilometri.
Il team ha scoperto con sorpresa che gli zirconi estratti dalla loro sede, mantenevano i segni dello shock ma “non registravano l’età dell’impatto, segnando invece l’età delle rocce in cui si erano formati, circa 1 miliardo di anni prima”.
La ricerca è senza dubbio interessante e dimostra che è necessario stabilire criteri rigorosi di valutazione. Ad ogni modo, possiamo stare abbastanza tranquilli perché non tutte le datazioni sarebbero sbagliate. L’esperto di zirconi John Valley ha spiegato: “la maggior parte degli zirconi sulla Terra si trovano nel granito e si sono formati insieme al granito stesso, tanto che in molti pensano che tutti gli zirconi possano essere stati ripristinati da un unico impatto, coincidente con l’età della Luna”.
“La questione su cosa reimposta l’orologio degli zirconi è sempre stata molto complicata. Per molto tempo si è creduto che se uno zircone è coinvolto in un grande impatto, la sua età viene ripristinata in modo da poter datare l’impatto stesso. Aaron sta dicendo che questo è vero ma non sempre. Gli zirconi sono un regalo della natura e su questo non ci sono dubbi ma dobbiamo stare molto più attenti ad analizzare ciò che ci raccontano”, ha concluso Valley.
(*) Fino alla metà degli anni Novanta, la struttura a cupola (“Dome”) situata al suo centro era considerata frutto di una esplosione vulcanica, ma in seguito al ritrovamento di rocce con struttura conica da impatto nel letto del vicino fiume Vaal venne dimostrata l’origine meteoritica del sito. Nel 2005, il Vredefort Dome è entrato a far parte della lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO per il suo interesse geologico.
Rif. http://www.nationalgeographic.it/scienza/2013/03/08/news/che_cos_il_vredefort_dome_sapevatelo-1551570/ ( http://aliveuniverse.today/ )

17 ottobre 2015

“Poste kaputt”

17 ottobre 2015

Luca Parmitano e l’acqua nel casco: ecco cosa accadde durante la passeggiata spaziale

Luca Parmitano acqua nel casco

La Nasa ha rivelato che la pericolosa perdita d’acqua che, come tutti ricordiamo, interruppe la seconda passeggiata spaziale dell’astronauta italiano Luca Parmitano il 16 luglio 2013, fu la conseguenza di una diagnosi errata relativa ad una perdita simile. Questa fu rilevata già alla prima passeggiata spaziale, appena una settimana prima.
L’astronauta americano Chris Cassidy era con Parmitano durante la seconda EVA (l’attività extra-veicolare) per preparare la Stazione Spaziale Internazionale all’aggiunta di un nuovo modulo. Tuttavia, ricordiamo, dopo appena 90 minuti di lavori, l’astronauta italiano fu costretto a tornare nella camera di compensazione quando alcune perdite di acqua si erano insinuate nel suo casco. Sebbene la quantità di acqua (circa un litro e mezzo) non era sufficiente a riempirlo, questa aveva iniziato ad aderire al volto di Parmitano poiché in ambiente di microgravità. E se non avesse agito in fretta nel tornare alla stazione, l’astronauta avrebbe potuto annegare a causa di un solo sottile strato d’acqua intorno alla sua testa.
In una relazione presentata nel corso di una conferenza stampa mercoledì scorso, dunque, è stato confermato il fatto che lo stesso problema era stato diagnosticato prima dell’EVA 22 e “questo evento non è stato adeguatamente indagato al fine di impedire l’esposizione di un membro dell’equipaggio al rischio durante EVA 23″.
Secondo l’indagine effettuata e come spiega lo stesso astronauta nel video che segue, la perdita si sarebbe verificata a causa di un materiale inorganico che avrebbe bloccato diversi piccoli fori in una parte del casco chiamato Fan Pump. Questo blocco ha determinato la fuoriuscita di acqua dal sistema di raffreddamento della tuta nel sistema dell’aria, fino a provocare la perdita nel casco di Parmitano. La causa esatta del blocco, però, è ancora sotto inchiesta a causa della complessità del sistema. Ma il rapporto rileva che la mancanza da parte del team Nasa dell’adeguata consapevolezza di questo tipo di guasto e di una successiva diagnosi errata del problema quando già si era verificata la prima volta. ( http://www.nextme.it/ )

Molto interessante la spiegazione, ma è credibile? E’ credibile che del liquido sia potuto penetrare nel casco di un astronauta?
Forse sì o forse l’acqua penetrata nel casco di Parmitano proveniva dalla piscina dove stavano simulando la EVA (Attività Extra-veicolare).
Questa seconda ipotesi non sarebbe completamente da scartare considerando le sormontanti evidenze che la Stazione Spaziale internazionale sarebbe integralmente simulata all’interno di una grande piscina. Sufficiente impiagare lenti con lo stesso indice di rifrazione dell’acqua che questa scompare. Il fenomeno delle “bolle d’aria nello spazio” si è visto anche nelle passeggiate spaziali cinesi, perfino meno credibili di quelle americane.
Il video sotto è impressionante, si sente perfino il rumore dell’acqua sotto la superficie. nonostante l’aggiunta di un rumore di fondo.

16 ottobre 2015

Simulazione della ISS vista da terra

Questo video è stato realizzato con la grafica computerizzata CGI.
Illustra la Stazione Spaziale Internazionale mentre orbita ripresa da un inesistente telescopio piazzato sulla Terra. Illustra eloquentemente la qualità di detta tecnologia. Ogni immagine spaziale, dallo sbarco su Marte ai dischi volanti, può essere riprodotta con un realismo impressionante. Il filmato sotto viene spacciato per autentico ma è fatto al computer.

16 ottobre 2015

Vietare la scuola ai bimbi non vaccinati è anticostituzionale

Gli assessori alla Sanità delle Regioni italiane riunitisi a Roma hanno deciso all’unanimità di inserire nel nuovo “Piano nazionale di prevenzione vaccinale“, che si sta scrivendo in questi giorni, anche la previsione di non ammettere nelle scuole i bambini che non siano in regola con il libretto di vaccinazioni.
Torna quindi di moda uno degli spauracchi che ancora oggi prosegue ad essere ingiustamente sventolato.
Sono ormai decenni che la norma di regolamentazione alle comunità scolastiche è stata annullata in primo luogo da una dichiarazione [23 settembre 1998] del Ministro della Pubblica Istruzione e del Ministro della Sanità, nella quale […] ( http://autismovaccini.org/2015/10/15/vietare-la-scuola-ai-bimbi-non-vaccinati-e-anticostituzionale/ )

Tutta una bolla di sapone, una bufala per distrarre il popolino teledipendente nonché epidemicamente ipocondriaco. Nel corso degli anni, abbiamo assistito ad una vera e propria strage di adulti e bambini causata dal meningococco C importato dall’Africa sub-sahariana (Cintura della Meningite) grazie all’afflusso incontrollato di clandestini. A riprova di ciò, che sempre grazie al recente Mare Nostrum e affini, la mortalità per meningite sta risalendo vertiginosamente.
Riguardo alla scuola pubblica, da quando (legge Martelli e legge Turco-Napolitano) l’Italia è stata completamente aperta all’immigrazione, è stato tolto l’obbligo di certificato medico per gli scolari assenti oltre un certo numero di giorni consecutivi. Inoltre, è stato rimossa la bocciatura automatica per i bambini assenti oltre un certo numero di mesi durante  l’anno scolastico. Tutto per non “penalizzare” i figli degli immigrati che vanno e vengono dalle classi come fossero porti di mare in fiabesche isole caraibiche ai tempi della Filibusta. Esacerbanti le ripercussioni sulla didattica. Ci sono centinaia di migliaia di alunni nelle scuole italiane, in maggioranza stranieri, di cui si sa ben poco sotto il profilo sanitario.
Oggi, la transumanza sta riversando, operazione gentilmente svolta da naviglio militare NATO, nell’ex belpaese e sul suo sistema scolastico letteralmente decine di migliaia di bimbi da inserire dei quali non se ne conosce l’età precisa, ne il nome o provenienza, tantomeno la posizione riguardo alle vaccinazioni. Buone o cattive che siano codeste. E in quanto “profughi”, i comuni italiani sono costretti a nutrirli, vaccinarli e scolarizzarli fino al compimento del diciottesimo anno di età. Dopodiché, potranno rimanere grazie al “reddito di cittadinanza” che gli USA vogliono imporre qui come fatto nel resto d’Europa. A scapito degli autoctoni (es. legge Fornero votata da Forza Italia e PD):
http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/11/15/BEPPE-GRILLO-La-cassa-integrazione-va-abolita-e-un-orpello-degli-anni-Settanta/444478/
Un mio conoscente, medico dentista, ha dovuto fare vaccinare i figli per la meningite C contro il parere del pediatra. Parossismi dell’Italia terminale. Il riferimento alla “costituzione” nel titolo è da considerarsi puramente didascalico.

14 ottobre 2015

A che gioco gioca la NASA?

In questo inquietante video, viene descritto il semplice fatto che la NASA, col pretesto di provare i razzi, fa altro. Compie esperimenti di geoingegneria, neanche tanto clandestina. Guardare per credere.
Probabilmente gli altoparlanti di cui si menziona servono a simulare il rumore dei motori durante gli esperimenti di formazione di nubi. Il giornalista della BBC dice che la NASA “gioca a fare Dio”. C’è da credergli.
Ergo, quali sono le vere motivazioni dell’ente spaziale statunitense?
Non credo quelle di andare nello spazio!


14 ottobre 2015

Da Hubble un nuovo ritratto della Grande Macchia Rossa di Giove

https://i0.wp.com/aliveuniverse.today/images/articoli/2015/jupiterbefore-after-big_0_copy.gif
Grazie alla serie di osservazioni annuali del programma OPAL (Outer Planet Atmosfere Legacy), dedicato ai pianeti esterni del nostro Sistema Solare, gli scienziati hanno ottenuto nuove mappe di Giove e viste inedite della Grande Macchia Rossa, la tempesta che imperversa sul gigante gassoso da centinaia di anni. ( http://aliveuniverse.today/ )

Il telescopio spaziale Hubble orbita intorno la Terra ogni 96 minuti alla velocità di oltre 7 km il secondo. Seguendo la narrazione, la sua posizione sarebbe mantenuta grazie a 6 giroscopi precisissimi.
Un grado di circonferenza (composta da 360°) si divide in 60 arcominuti a loro volta suddivisi in 360 arcosecondi. Ebbene, il telescopio Hubble sarebbe in grado di fotografare oggetti meno grandi di un decimo di arcosecondo. Data la velocità orbitale, Hubble si sposta di 3 gradi e 45 primi ogni minuto d’orologio. Come fa a tenere un allineamento di un decimo di arcosecondo? Tenuto conto che la sua orbita non è neanche perfettamente circolare?
Sotto: una collezione di 100 immagini scattate dal telescopio. Vi appaiono reali?

13 ottobre 2015

Marte si trova in Groenlandia?

Marte in GroenlandiaLe immagini del rover Cuuriosity della NASA che quotidianamente mandano in onda su tutte le televisioni del mondo sono davvero reali? Il dubbio nasce vedendo questo video che già da un annetto è in rete e che solo alcuni siti americani hanno messo in risalto. La cosa paradossale e che andando su Google Earth sull’isola di Davon che fa parte del Canada, ma molto vicino alla Groenlandia, troviamo una bella sorpresa: un ambiente che sembra essere Marte molto simile a quello che viene trasmesso dalle telecamere di Curiosity ma come è possibile? Ed in più dalla visione di terra che il sistema permette, si vedono chiaramente apparecchiature e postazioni dell’ente spaziale americano. BUONA VISIONE! ( http://terrarealtime.blogspot.it/ )

12 ottobre 2015

Lavoratori in affanno, inizia lo sciopero fiscale.

La RESISTENZA FISCALE o DISOBBEDIENZA FISCALE è un gesto di ribellione consistente nel rifiuto di pagare le tasse allo Stato. Tale gesto è spesso dovuto ad una forte opposizione a determinate politiche del governo, sia da un punto di vista civile che economico, oppure un’opposizione allo Stato in quanto istituzione in sé (gesto spesso attuato da movimenti anarchici). Molti resistenti fiscali storici sono stati dei pacifisti, oppure particolari movimenti religiosi, come i quaccheri.Questa “tecnica” è stata spesso usata anche da movimenti e personaggi non violenti, come ad esempio Mahatma Gandhi e Martin Luther King.
Qualora praticata da un esteso numero di cittadini simultaneamente, ha l’effetto dirompente di colpire al cuore i VERI interessi di quei politicanti che operano secondo logiche del favoritismo personale e lobbistico, mettendo al tappeto in un sol colpo l’apparato statale di riscossione delle imposte, incapace di gestire un numero incalcolabile di pratiche di insolvenza.

ARGOMENTI PRO RESISTENZE FISCALE
I resistenti fiscali hanno utilizzato diversi argomenti a favore della propria lotta, tra i quali:
1.Il governo esercita un’oppressione fiscale tale da rendere schiavi i contribuenti.
2.Il governo attua politiche ritenute immorali, se non criminali, come guerre o pena di morte.
3.Il governo non è legittimato.
4.Il governo attua un regime di corruzione e malaffare.
5.Il governo è inefficiente e mal funzionante.
6.Contrarietà verso la natura coercitiva dello Stato.
7.Mancanza di rappresentanza

Vista e dimostrata la gravità della situazione, mai come ora il popolo italiano è chiamato a far sentire la propria voce sovrana per ripristinare la legittimità della pretesa fiscale dello Stato. Parafrasando il presidente Thomas Jefferson, le vere rivoluzioni non possono attuarsi se non quando i concetti di legalità, giustizia e legittimità vengano rielaborati, ridefiniti e ricollocati dalla nuova coscienza collettiva in un quadro di VERA e REALE equità. ( http://www.attiviamoci.it/ )

Non lasciatevi forviare da iniziative come questa. Il fatto non è lo sciopero fiscale ma lo scollocamento cui bisogna mirare. Bisogna smettere di consumare, riciclare tutto il riciclabile, smettere di fumare assumere droghe, farla finita con giochi e lotterie. La vera cospirazione è il lavoro, agogniate uno stipendio da spendere in un battibaleno. Gettare la TV, radio solo per ascoltare musica, saltare a piè pari ogni inserto pubblicitario. Mi fanno ridere quelli che paventano l'”oppressione fiscale” e hanno in mano l’Iphone ultimo tipo!
Il signore del video che si lamenta delle tasse forse ha un SUV in garage di cui va fiero e fuma un pacchetto di “bionde” al giorno, lontano dalla telecamera. Magari tiene villa al mare sulla quale non vorrebbe pagare l’IMU. Un’altra iniziativa dei poteri forti simile ai “forconi”. Ricordate? Aria fritta.
I riferimenti a Luther King e Jefferson sono indicativi che il pezzo sopra è stato scritto a Washington al pari dei discorsi di Renzi e dei post di Grillo. Fidatevi che io sono uno buono a fare una sintesi delle cose.
ADDENDUM Notate che hanno creato nei sondaggi elettorali, completamente inventati, il duopolio Renzi-Grillo come spiegai qui in tempi non sospetti: https://pianetax.wordpress.com/2012/11/23/risultato-delle-elezioni-del-10-11-marzo-2013/

 

12 ottobre 2015

L’enigma della curvatura terrestre

Tabella della curvatura terrestre espressa in km

Tabella della curvatura terrestre espressa in km.

Sto seguendo il crescente dibattito internazionale sulla Terra Piatta, ossia la possibilità che la Terra non sia una sfera bensì un disco di 40 mila km di diametro, delimitato da un anello di ghiacci perenni chiamato Antartide. La cosa che m’incuriosisce è il riferimento costante alla beffa della Luna come prova tangibile della impossibilità dei viaggi spaziali.
Rimane il fatto che alcune prove della piattezza terrestre sono plausibili. Una delle quali, è la possibilità di vedere città costiere e luci di fari marini ben oltre quanto la curvatura terrestre dovrebbe consentire.
Secondo l’equazione per una sfera di 40 mila km di circonferenza, ad esempio, a 15 km, l’orizzonte dovrebbe essere “affondato” già di oltre 17 metri. Perciò, a quella distanza, una discreta barca a vela dovrebbe divenire invisibile dal livello del mare. Ma non è così.
Il filmato sottostante elenca un gran numero di situazioni in cui questa regola è violata. Ci sono alcuni casi italiani di isole “impossibili” a vedersi dalla Liguria secondo il calcolo curvilineo. Si sa anche che, in particolari condizioni meteo, il monte Etna è visibile da Palermo distante ben 160 km in linea d’aria. Un controsenso? Uno scherzo della natura quali sono i miraggi?
Stando ai numeri, la curvatura terrestre dovrebbe essere più accentuata dell’apparenza.
Ho già osservato in un precedente articolo che la teoria di una terra piatta si scontra ineluttabilmente con il cosmo. Come spiegare maree, meteoriti e “stelle cadenti”? Peraltro, la NASA e gli enti spaziali di tutto il mondo non hanno ancora saputo indicare con certezza come faccia la ISS (Stazione Spaziale Internazionale) a transitare indenne attraverso gli sciami meteorici che ciclicamente colpiscono la Terra.

Articoli di approfondimento: Esperimento sulla curvatura terrestreEsercizio di matematica: misurazione della curvatura terrestre


11 ottobre 2015

Micro-satellite russo investigherà gli allunaggi americani

Un gruppo di giovani appassionati russi sta raccogliendo fondi via web allo scopo di spedire un microsatellite intorno al corpo selenico. L’intento dichiarato sarebbe di fotografare i siti di atterraggio delle sei missioni lunari, portate a termine dalla NASA tra il luglio 1969 e il dicembre 1972. Essi notano correttamente che, a quasi mezzo secolo di distanza, non ci sono ancora immagini ad alta risoluzione della superficie lunare abbastanza definite da porre definitivamente fine alla “querelle” circa l’avvenuta o meno conquista della Luna.
Posso intuitivamente sospettare che si tratti di una velata minaccia agli USA nel contesto geopolitico attuale e l’escalation verso la Terza Guerra Mondiale. I russi sanno perfettamente che sulla Luna gli americani non ci sono mai stati, è una mossa tattica sulla scacchiera globale. D’altronde, gli scacchi sono o non sono il passatempo nazionale russo?
Qualora qualcuno nutrisse ancora dubbi sulle avventure lunari “made in USA”, non posso che consigliare la lettura dei miei libri: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST e LA LUNA DI CARTA.

10 ottobre 2015

Campi Flegrei, Mastrolorenzo: “Potrebbero eruttare da un momento all’altro”

Campi Flegrei

Mercoledì scorso, 7 Ottobre, una trentina di scosse sismiche hanno interessato i Campi Flegrei, alcune delle quali percepite distintamente dalla popolazione che è scesa in strada. Uno sciame che ha riportato l’attenzione su un’area spesso dimenticata, essendo l’attenzione più spostata verso il Vesuvio: in realtà il vulcano Campi Flegrei è parecchio più pericoloso del vulcano che distrusse Pompei ed Ercolano, perché mette a rischio tre milioni di persone e potrebbe dar luogo a una super-eruzione.
Per tentare di far luce sulla situazione abbiamo rivolto delle domande a Giuseppe Mastrolorenzo, primo ricercatore dell’INGV e tra i massimi esperti in materia Vesuvio e Campi Flegrei.

Cosa è successo mercoledì scorso ai Campi Flegrei?

L’attività sismica riscontrata ai Campi Flegrei rientra nella fisiologica attività di bradisismo che interessa l’area; si è trattato di circa trenta eventi sismici, dei quali il più forte corrisponde a una magnitudo di 2.5, che non è poco per il fenomeno bradisismo. L’epicentro si è avuto in zona Pisciarelli che, paradossalmente, è proprio quella in cui, con consulenza di istituzioni scientifiche, era stato proposto un progetto di trivellazione per la realizzazione di pozzi profondi per la realizzazione di una centrale geotermica, da me fortemente contrastato presso le autorità competenti. Dal 2012 lo stato del vulcano si trova al livello giallo o livello di attenzione, ossia il secondo su quattro livelli totali: ciò significa una deformazione del suolo, più lenta rispetto a quella del 1982-1984, aumento della temperatura delle fumarole, aumento del flusso di CO2. Il Vesuvio si trova al livello verde, il primo.
Nel 2012 vi fu una vera e propria crisi, quella che nei fatti e senza mezzi termini si può definire un’eruzione mancata, con una risalita del magma di cui le strumentazioni di allora non si accorsero. Il tutto si svolse mentre si trivellava pericolosamente a Bagnoli, un’attività alla quale mi sono sempre opposto perché anche una piccola perforazione può causare eventi sismici, specialmente in un sistema molto instabile come quello dei Campi Flegrei. Si tratta tuttavia di fenomeni che non si sa come interpretare, perché non esiste un modello che consenta agli studiosi di farlo, non abbiamo le sufficienti informazioni scientifiche per realizzare tale modello e, perciò, capire quale possa essere l’evoluzione della situazione. Non abbiamo, per intenderci, dei modelli come li ha per esempio la meteorologia, attraverso cui si possono prevedere con una certa precisione quali eventi climatici si verificheranno e dove, previsioni possibili perché gli eventi climatici sono frequenti e si possono studiare, mentre sismi ed eruzioni sono eventi molto rari.

Allo stato attuale, cosa può accadere in caso di eruzione dei Campi Flegrei?

Oggi vi è un problema molto grave che è quello della disinformazione. Non esiste un piano di evacuazione, ma soltanto una mappa di pericolosità recentemente estesa alla città di Napoli, come da oltre 10 anni mostravano le mie ricerche, ma resta ancora insufficiente. Anche per il Vesuvio non esiste un piano di evacuazione perché mancano i piani che ogni sindaco dei 25 comuni della zona rossa dovrà presentare, i quali però non significheranno ancora nulla in quanto non operativi, visto che dovranno essere integrati e coordinati tra loro. Se è questo il punto in cui siamo per il rischio Vesuvio, per i campi Flegrei invece non c’è niente. Tre milioni di persone sono in pericolo, compreso il territorio di Napoli: con le mie ricerche ho dimostrato che i Campi Flegrei e il Vesuvio hanno una enorme camera magmatica comune che sale fino a una profondità di 7 chilometri nei Campi Flegrei, che nel corso dei millenni ha alimentato le eruzioni di entrambi i vulcani. Un’eruzione dei Campi Flegrei è assolutamente imprevedibile, anche le previsioni a tre giorni sono molto azzardate dal punto di vista scientifico poiché non c’è alcuna soglia, non disponiamo di un livello di conoscenza adeguato per poter prevedere un’eruzione.
Se si verificasse una escalation tale da passare dal livello giallo a quello arancione, ovvero di preallarme, saremmo di fronte alla possibilità di evacuazione autonoma dei cittadini e al risarcimento per coloro che vanno via, per il quale però mancano i soldi. Un passaggio al quarto e ultimo livello, livello rosso o di allarme, comporterebbe l’evacuazione della zona, ma come detto non esiste un piano di evacuazione e saremmo nello stato di “si salvi chi può”. La realtà è che sia i Campi Flegrei, sia il Vesuvio, sono una bomba ad orologeria che nessuno sa quando esploderà, a parte il caso, che in termini scientifici è una complessa combinazione di processi a noi non noti in adeguato dettaglio per fare previsioni. Un vulcano può esplodere in qualsiasi momento, chi tranquillizza affermando che non vi è pericolo dice una bugia.

Qual è allora la soluzione?

La soluzione è SOLO la prevenzione, però non c’è un piano e non si può informare la popolazione che non saprebbe come comportarsi in uno scenario nefasto. Sono state fatte in passato minacce contro autorevoli riviste scientifiche, per aver semplicemente diffuso i risultati di ricerche innovative e determinanti per la valutazione del rischio vulcanico. La volontà di non informare adeguatamente la popolazione per non allarmarla, per non provocare il panico, è assurda; dobbiamo scegliere: è più grave il rischio derivante dalla paura, o è più grave il rischio di evacuazione? È giusto informare male o non informare, per scongiurare la paura tra i cittadini? ( http://terrarealtime.blogspot.it/ )

9 ottobre 2015

Cielo azzurro e ghiaccio rosso su Plutone

Plutone NASA Horizon

Le nuove immagini multispettrali appena pubblicate ci raccontano di un mondo colorato, con il ghiaccio d’acqua concentrato nelle regioni dove più abbondano i rossi depositi di “toline”.
Cominciamo dall’immagine qui sopra, si tratta dell’unione di riprese fatte nel visibile con la Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC) e di dati raccolti con spettroscopia infrarossa dal “Linear Etalon Imaging Spectral Array” (LEISA); quest’ultimo strumento ha rivelato la presenza di ghiaccio d’acqua (evidenziato in azzurro) e i segnali più forti in tal senso appaiono concentrati lungo la “Fossa di Virgilio”, appena ad ovest del cratere Elliot (sul lato sinistro dell’immagine ingrandita) e anche dalla “Viking Terra” nella parte superiore. Un importante affioramento si osserva anche nelle “Montagne di Barè” sulla destra, insieme a numerosi affioramenti molto più piccoli, per lo più associati a crateri da impatto e a valli tra le montagne. La scena abbraccia circa 450 chilometri (tutti nomi delle località sono informali e devono essere ancora approvati dalla IAU).
“Vaste regioni su Plutone non mostrano ghiaccio d’acqua” ha detto Jason Cook, membro del SwRI, “forse perchè è mascherato da altri ghiacci più volatili su gran parte della superficie. Capire perchè l’acqua appare esattamente lì e non altrove è una sfida che stiamo affrontando”. Un aspetto curioso della scoperta è che le zone con una presenza d’acqua più evidente coincidono con le aree di colore rosso brillante nelle immagini a colori recentemente rilasciate. “Sono sorpreso di un colore così rossastro” ha dichiarato Silvia Protopapa, membro scientifico dell’università del Maryland, “non abbiamo ancora compreso che relazione c’è tra il ghiaccio d’acqua e le toline* coloranti sulla superficie di Plutone”.
La seconda, splendida immagine riportata qui sotto ritrae per la prima volta a colori le nebbie e i gas che avvolgono il pianeta nano, viste in controluce da Ralph/MVIC.

Atmosfera di Plutone

L’atmosfera di Plutone ripresa da Ralph/Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC) – Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

“Non ci saremmo mai aspettati di vedere un cielo azzurro nella fascia di Kuiper, è magnifico!” ha esclamato Alan Stern, principal investigator di New Horizons presso il Southwest Research Institute (SwRI) di Boulder, Colorado.
Il particolato che forma la nebbia è probabilmente grigio o rosso di per sè, ma il modo in cui diffonde la luce blu ha catturato l’attenzione degli scienziati. “La sorprendente tonalità ci racconta qualcosa sulle dimensioni e sulla composizione delle particelle” ha spiegato Carly Howett, del SwRI. “Un cielo blu, spesso, è il risultato della diffusione della luce solare da parte di particelle molto piccole e, sulla Terra, queste particelle sono le minuscole molecole di azoto. Su Plutone, sembrano particelle simili a fuliggine e relativamente più grandi, ma comunque piccole in assoluto, le famose toline*.
Gli scienziati ritengono che le toline si formino nell’alta atmosfera, dove la luce solare ultravioletta dissocia le molecole di azoto e metano consentendo loro di reagire per formare complessi ionizzati; quando si ricombinano, generano macro-molecole molto complesse, un processo osservato per la prima volta nell’alta atmosfera di Titano. Le macro-molecole poi interagiscono e continuano a crescere fino a formare particolato; i gas volatili condensano su du esse e ne ricoprono la superficie con ghiaccio prima che esse abbiano il tempo di cadere attraverso l’atmosfera, dove poi contribuiscono alla colorazione rossastra di Plutone.
* Le toline si formano per irraggiamento da parte della radiazione ultravioletta solare di composti organici semplici come metano o etano, spesso combinati con sostanze inorganiche quali l’azoto molecolare. Non esistono in natura sulla Terra. Si veda l’articolo di Elisabetta sull’argomento.
Riferimenti: http://www.nasa.gov/nh/nh-finds-blue-skies-and-water-ice-on-pluto ( http://aliveuniverse.today/ )

8 ottobre 2015

La “biglia blu” è un falso, come tutto il resto

Quando pensiamo alla Terra dallo spazio, ci viene facilmente in mente la fotografia della “Biglia blu” (“Blue Marble“). Fu scattata il 7 dicembre 1972 dall’equipaggio dell’Apollo 17 sulla via dell’ultima spedizione lunare. La NASA ci dice che lo scatto avvenne a 5 ore e 6 minuti dal lancio a una distanza di 45 mila km dalla superficie terrestre. Una delle poche immagini che ritraggono il nostro pianeta interamente illuminato e una delle più usate nei libri scolastici di tutto il mondo, in assoluto.

Blue marble

Successe che, nel 2002, l’ente spaziale americano diffuse un’altra immagine simile chiamata Blue Marble II che divenne arcinota poiché inclusa nella pagina iniziale di default del primo Iphone della Apple.

Blue Marble II

Blue Marble Apple Iphone

Qualche occhio particolarmente acuto notò che alcuni corpi nuvolosi su questa “biglia” assai cangiante erano ripetuti con il copia & incolla. Insomma, si tratta di un falso. Errore fatale è stato di piazzarla su uno schermo che milioni guardano.

Blue marble immagine falsa

La NASA dovette correre precipitosamente ai ripari ammettendo che si tratta di una “composizione” anzichè di una immagine autentica. Al solito, le immagini spaziali “vere” (?) sono indistinguibili e perfettamente intercambiabili con le “interpretazioni artistiche”. Il problema è che, negli anni successivi alle missioni Apollo, la NASA ha diramato numerose “Biglie blu”, quella fasulla sull’Iphone è una di esse.
Ma ci vuole tanto a capirlo? La NASA è una compagnia hollywoodiana travestita da ente a scopo scientifico.

8 ottobre 2015

L'”egoista” Curiosity tradisce Marte

Selfie Curiosity Marte
La NASA ci propone o meglio ci propina un nuovo e accattivante “selfie” del rover Curiosity. Selfie assomiglia a “selfish”, egoista, che la cultura imperante cerca di imporre.
A parte ciò, osservate le colline in lontananza. Sono quasi nascoste da una fitta foschia, se non da una vera e propria nebbia. Come è possibile una copertura simile, in presenza di una atmosfera quasi nulla? Solo pochi millibar, stando ai dati ufficiali, un centesimo di quella terrestre.
Si dice anche che sul pianeta rosso soffiano forti venti capaci di creare dune trasportando la polvere sollevata in giro per mezzo pianeta. Ma con quale forza, visto che la pressione superficiale viene considerata pari al vuoto fisiologico?
Sotto, una immagine del Monte Sharp, alto  5500 metri scattata da Curiosity il 9-9-2015. Marte (se lo è) non appare per niente rosso e il cielo è azzurro.

https://i0.wp.com/i.space.com/images/i/000/050/713/i02/curiosity-mount-sharp-foothills.jpg

6 ottobre 2015

Arriva la “Terra Piatta”!

Mappa Terra Piatta CartinaUna delle “paranoie” in internet che stanno per esplodere è quella sulla “Terra piatta”. Ovvero la cospirazione delle cospirazioni sarebbe di nascondere al genere umano che noi viviamo su un disco stazionario e non su un globo che ruota attorno a se stesso.
Ci sarebbero evidenti prove. Non tanto che i viaggi spaziali siano tutti simulati, il che potrebbe ben essere, ma altre. L’evidenza più plateale sarebbe che si vedono con telescopi e potenti binocoli isole, terre e fari marini molto più lontano di quanto consentirebbe la curvatura terrestre, secondo una sfera di 40 mila km di circonferenza. ( Esempi )
Ulteriore prova sarebbe nei viaggi aerei. Dato che in una terra piatta ci sarebbe solo il polo Nord, e l’Antartide sarebbe un anello di ghiaccio tutto attorno a contenere le acque, le distanze nell’emisfero australe sarebbero molto dilatate e distorte. Prova ne sarebbe, ed è riscontrato, che è impossibile volare direttamente dal Sud America al Sud Africa o da questo all’Australia. Infatti, in una terra discoidale il percorso più breve dal Sud America al Sud Africa è passare per il Senegal, da Città del Capo a Sydney fare scalo a Dubai. Sorprendentemente, è ciò che avviene davvero.
La “falla” più grande nella teoria della terra piatta è il Cosmo. Giustificare il movimento del Sole, Luna e altri pianeti, se la Terra non è un globo, è davvero arduo. Così come immaginare la falsità delle trasmissioni TV via satellite tramite antenna parabolica. Discorso diverso per il GPS: è stato dimostrato essere emulabile mediante impianti di triangolazione basati a terra e alcuni sospettano che i 24 satelliti in orbita, che ne garantiscono il funzionamento, in realtà non esistano. Indicativo il fatto che, in molti paesi sottosviluppati, il GPS non funzioni bene, il che è incomprensibile per un sistema satellitare globale. Esempio: India.
Giova rammentare, a questo punto, che una delle “carte degli Illuminati”, il gioco da tavolo, riguarda i “terrapiattisti”. Anche Obama in un paio di occasioni ha dichiarato: “Noi non abbiamo tempo di sederci alle riunioni della Flat Earth Society“. Quindi bisogna capire cosa c’è dietro la “moda” che sta per inondare i monitor dei PC. Staremo a vedere.

6 ottobre 2015

Space Shuttle: l’aliante impossibile

Ci hanno sempre spiegato che lo Space Shuttle (Traghetto Spaziale) della NASA costituiva un sistema innovativo di trasporto verso lo spazio. Operativo per oltre 30 anni e 135 missioni, decollava come un razzo e ritornava sulla Terra, a missione conclusa, atterrando come un aliante, cioè come un aeroplano senza propulsione attiva.
Ma ce l’hanno raccontata giusta?
Vi sono almeno due motivi che inducono a ritenere che lo Shuttle non fosse un aliante:

  1. Un velivolo pesante oltre 70 tonnellate dalle ali così poco estese non può sostenersi come un aliante.
  2. Lo Shuttle atterra a muso in su come un aeroplano di grandi dimensioni e peso, quale è, una configurazione molto diversa da un velivolo senza motore.

Ma allora, dovrebbe avere dei motori a reazione per la mobilità in atmosfera.
Può suonare bizzarro ma i motori a reazione si sentono durante gli atterraggi del velivolo. In taluni casi, il sibilo dei jet, presumibilmente due, si ode distintamente. In altri frangenti, il rumore è fosco e soffocato. Evidentemente sottoposti a poderosa insonorizzazione. Ascoltate voi stessi dai filmati della NASA.
Ricordo che, in tutti i rientri dallo spazio, la navetta spaziale era accompagnata da due jet militari che la affiancavano. Era per scattare fotografie o per coprire il rumore dei motori a reazione di cui doveva essere priva?

Nel caso che l’intero programma Shtuttle sia stato una beffa, l’atterraggio veniva simulato portando in alta quota il velivolo in groppa all’aereo-madre, un Boeing 747 modificato, e poi rilasciato.

Atterraggio dello Space Shuttle

6 ottobre 2015

Un accento su Titano

Luna Pandora sopra Titano

E’ Pandora la piccola luna in bilico sopra a Titano, quasi come fosse un accento, in questa immagine scattata dalla sonda della NASA Cassini.
La foto originale pubblicata ieri sul sito della NASA è qui proposta nella sua versione a colori.
La composizione in apertura (disponibile sul nostro album di Flickr e nella nostra Gallery) è stata ottenuta combinando i filtri in infrarosso, CB3 e CB1, verde e blu. Il nord di Titano è in alto e ruotato verso destra di 19 gradi.
Titano appare molto grande rispetto a Pandora in questa vista ma è in realtà tre volte più lontano dalla sonda: un ottimo esempio del vasto e vario repertorio di lune di Saturno!
I frame fanno parte di una sequenza di calibrazione dei filtri polarizzati della Narrow Angle Camera eseguita 4 luglio 2015, durante la quale il sistema di anelli principale e Pandora sono entrati nel campo visivo della Cassini.
L’animazione qui sotto riassume l’intero set: le immagini raw originali sono state allineate e appena migliorate in termini di livelli e rumore. Le evidenti differenze tra un frame e l’altro dipendono dalla combinazioni di filtri utilizzata in per ciascuno scatto. ( http://aliveuniverse.today/ )

Lunetta Pandora di Saturno

5 ottobre 2015

L’ineffabile imprenditore Richard Scobee

Esiste un altro strano caso di omonimia e rassomiglianza fisica tra uno degli astronauti morti nel disastro del Challenger e una persona della medesima età, qualora l’astronauta vivesse tuttora. Si tratta stavolta di Francis Richard “Dick” Scobee, comandante dello Space Shuttle che esplose poco dopo il decollo a causa di una perdita in una giuntura-guarnizione di uno dei razzi laterali.
Costui, il sosia, è un imprenditore di Chicago, attivo nel settore pubblicitario, il cui nome è Richard Scobee. L’azienda di cui è titolare si chiama Cows in Trees (Vacche tra gli Alberi). Ecco il sito web: http://www.cowsintrees.com/
Curiosamente, nella “intro” in Flash, vi è una figura di fumo disegnata nel cielo che rammenta da vicino le immagini dell’esplosione della navetta spaziale avvenuta il 28 gennaio 1986. Una vacca svolazza in cielo legata a un razzo che può rappresentare il booster difettoso: http://web.archive.org/web/20150810063200/http://www.cowsintrees.com/ Che significa la vacca? Che loro erano “carne da macello”?
Pagina Linkedin dell’imprenditore Richard Scobee: https://www.linkedin.com/pub/richard-scobee/18/754/238

https://i2.wp.com/www.hist-chron.com/atmosphaerenfahrt/fakt06-Challenger-fake-1986-d/006-cows-in-trees-introfilm-m-kuh-an-rakete-formt-eine-6.jpg